Certo, a leggere la cronaca dei giornali di questi ultimi giorni, a sinistra si stanno contorcendo per la diplomazia italiana che ha voluto tributare accoglienza calorosa al dittatore libico, Gheddafi. Non v’è dubbio infatti che accogliere quest’uomo sotto i cieli italiani è qualcosa di repellente, fosse solo che si tratta di un dittatore, di un despota. Ma, come si suol dire, purtroppo non se ne può fare a meno, anche quando spara i suoi grossolani inviti sull’Europa islamica e incita un centinaio di hostess ben retribuite a convertirsi alla religione di Maometto a dorso di qualche cavallo berbero.
Folclore sicuramente, ma non troppo. O almeno non lo è a un piano più alto: quello delle relazioni diplomatiche. La Libia serve all’Italia quando l’Italia alla Libia. E persino a sinistra, al di là delle dichiarazioni di sdegno di facciata, ne sono ben consapevoli. D’Alema infatti non disdegnò certo di entrare nella tenda del capo libico quando era ministro degli Esteri. E sicuramente non ne uscì disgustato. Tutt’altro.
Per cui, a leggere oggi i giornali di sinistra, rimango piuttosto basito. Sappiamo tutti infatti chi è Gheddafi. E lo sa anche Berlusconi. Sappiamo tutti qual è il suo concetto di democrazia e di libertà, ma sappiamo anche che quest’uomo per amore o per forza è qualcuno con il quale non possiamo fare a meno di dialogare, visto che è un nostro vicino strategico, sia dal punto di vista politico-diplomatico che economico. In altre parole, non ne possiamo fare a meno, anche se vorremmo (sarebbe un sogno potergli sbattere la porta in faccia!). E del resto, l’Italia sotto i governi cattocomunisti ha tributato onori anche a soggetti dubbi, la cui utilità strategica è pari a zero. Ricordiamo Fidel Castro e anche il presidente venezuelano Chavez. Per cui, non è che a sinistra possono prodigarsi in troppe morali.
D’altro canto, è chiaro che Berlusconi dovrebbe magari contenere di più l’irruenza e le provocazioni del leader libico. Perché vanno bene le trovate folcloristiche dei cavalli berberi e della tenda da beduino (fosse per me, Gheddafi potrebbe dormire anche in una stalla). Ma addirittura venire qui nel cuore della cristianità a sostenere che l’Europa dovrebbe diventare islamica, mi pare francamente troppo. Per cui, per quanto siano grossolane sparate, quelle di Gheddafi dovrebbero essere contenute. Cortesia diplomatica vorrebbe che fossero evitate. Nel nostro paese, per quanto non sembri, ci sono molti cittadini che si sentono offesi dal patetico tentativo di proselitismo del leader libico, e coerenza vorrebbe che il nostro Governo, così ligio a difendere la cristianità in Europa contro i tentativi di scristianizzazione della cultura e delle istituzioni, confermasse questo impegno anche davanti a questo signorotto africano. Con le buone maniere, naturalmente…
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Vanessa Giuliano
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