Diventa Fan
su Facebook
Seguici su
Twitter!
Segui @iljst
Carica Modulo Ricerca...

Turarsi il naso con Gheddafi: una necessità

3 30 agosto 2010 | Politica | Permalink

Certo, a leggere la cronaca dei giornali di questi ultimi giorni, a sinistra si stanno contorcendo per la diplomazia italiana che ha voluto tributare accoglienza calorosa al dittatore libico, Gheddafi. Non v’è dubbio infatti che accogliere quest’uomo sotto i cieli italiani è qualcosa di repellente, fosse solo che si tratta di un dittatore, di un despota. Ma, come si suol dire, purtroppo non se ne può fare a meno, anche quando spara i suoi grossolani inviti sull’Europa islamica e incita un centinaio di hostess ben retribuite a convertirsi alla religione di Maometto a dorso di qualche cavallo berbero.
Folclore sicuramente, ma non troppo. O almeno non lo è a un piano più alto: quello delle relazioni diplomatiche. La Libia serve all’Italia quando l’Italia alla Libia. E persino a sinistra, al di là delle dichiarazioni di sdegno di facciata, ne sono ben consapevoli. D’Alema infatti non disdegnò certo di entrare nella tenda del capo libico quando era ministro degli Esteri. E sicuramente non ne uscì disgustato. Tutt’altro.
Per cui, a leggere oggi i giornali di sinistra, rimango piuttosto basito. Sappiamo tutti infatti chi è Gheddafi. E lo sa anche Berlusconi. Sappiamo tutti qual è il suo concetto di democrazia e di libertà, ma sappiamo anche che quest’uomo per amore o per forza è qualcuno con il quale non possiamo fare a meno di dialogare, visto che è un nostro vicino strategico, sia dal punto di vista politico-diplomatico che economico. In altre parole, non ne possiamo fare a meno, anche se vorremmo (sarebbe un sogno potergli sbattere la porta in faccia!). E del resto, l’Italia sotto i governi cattocomunisti ha tributato onori anche a soggetti dubbi, la cui utilità strategica è pari a zero. Ricordiamo Fidel Castro e anche il presidente venezuelano Chavez. Per cui, non è che a sinistra possono prodigarsi in troppe morali.
D’altro canto, è chiaro che Berlusconi dovrebbe magari contenere di più l’irruenza e le provocazioni del leader libico. Perché vanno bene le trovate folcloristiche dei cavalli berberi e della tenda da beduino (fosse per me, Gheddafi potrebbe dormire anche in una stalla). Ma addirittura venire qui nel cuore della cristianità a sostenere che l’Europa dovrebbe diventare islamica, mi pare francamente troppo. Per cui, per quanto siano grossolane sparate, quelle di Gheddafi dovrebbero essere contenute. Cortesia diplomatica vorrebbe che fossero evitate. Nel nostro paese, per quanto non sembri, ci sono molti cittadini che si sentono offesi dal patetico tentativo di proselitismo del leader libico, e coerenza vorrebbe che il nostro Governo, così ligio a difendere la cristianità in Europa contro i tentativi di scristianizzazione della cultura e delle istituzioni, confermasse questo impegno anche davanti a questo signorotto africano. Con le buone maniere, naturalmente…

Autore: Il Jester » Articoli 1417 | Commenti: 2334

Il Jester è un blog di politica, attualità, cultura e diritto online dal 2007.

Seguimi su Twitter | Pagina Facebook | Contattami

  • OkNo
  • http://wordwar.blog.tiscali.it/ Jumpy

    Anche perché vorrei proprio vedere se a Berlusconi sarebbe permesso andare a Tripoli a parlare di cristianesimo…

  • Vanessa Giuliano

    Sono uno dei ventimila italiani che nel 1970 furono cacciati dalla Libia colpevoli di essere italiani, in violazione
    della risoluzione ONU 388, del trattato Italo-Libico del 1956 e della legge di ratifica 843/57.
    Lo stato Italiano che doveva tutelarci e far rispettare gli accordi ci chiese di avere pazienza perchè i giusti
    risarcimenti dovevano attendere gli accordi internazionali ed intanto i profughi della Libia morivano disillusi e trattati da stranieri nella propria patria.
    Nel 2008 il tanto atteso accordo internazionale e la delusione per non esserne stati inclusi, vanificando trentotto anni d’attesa senza nemmeno l’ombra delle scuse per come fummo trattati. Anche le promesse inserite nella legge di ratifica n. 7 del 6 febbraio 2009, (Gazz. Uff., 18 febbraio, n. 40), dove, all’art. 4, si parla degli indennizzi spettanti a noi profughi. restano ad oggi solo promesse non mantenute, di un indennizzo che forse arriverà a qualche percento del valore dei beni confiscati illegalmente nel 1970.
    Sono due anni che manca solo una firma per dare il via all’iter, quella di Giulio Tremonti.

    • Il Jester

      Allora speriamo che si sbrighi…

Seguimi

Ogni nuovo post ti verrà inviato alla tua Email

Unisciti agli altri Follower: