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Tex compie 60 anni ma non li dimostra

30 settembre 2008 | Old Blog | Permalink

Avevo appena 13 anni quando iniziai a leggere Tex; “rubavo” gli albi a casa di mio zio che ne era altrettanto appassionato, ma non quanto lo sarei diventato io, tanto da scriverne – curiosamente – persino una sceneggiatura che inviai a Sergio Bonelli. Ovviamente, il signor Bonelli, non la prese in considerazione, sebbene mi avesse risposto cordialmente, spiegandomi che loro – gli editori di fumetti – solitamente si affidano a sceneggiatori di professione.
La risposta dunque fu negativa, ma non tanto dal farmi desistere dalla passione per la scrittura. Il mio genere è cambiato, anche perché il western non è letterariamente conveniente, sebbene affascinante. Mi indirizzai alla narrazione sulla mia terra, la Sardegna, e in un certo senso non me ne dispiace affatto: la Sardegna, di fatto, era una terra di confine, un west all’italiana, con tanto di banditi, pistole, fughe, ricercati e ricercatori, ma anche gente cordiale, accogliente, calda e di valori profondi in fatto di giustizia, famiglia, amore e solidarietà. Se i primi sono scomparsi (fortunatamente), i secondi ancora persistono, rendendo la mia terra una terra socialmente “mitologica”.
Ma non è della Sardegna che voglio parlarvi, quanto di Tex. Ricordo comunque che Galeppini, il papà grafico di Tex, affermò che per i paesaggi dei fumetti del ranger americano si ispirò proprio alla terra di Sardegna, a volte desertica, a volte rocciosa, a volte boscosa, con basse colline e un paesaggio complessivo che rievocava proprio il west.
Tex nasce sessant’anni fa. Sergio Bonelli dichiara al TGCOM (fonte: Ansa) che Tex nacque per caso, come diversivo al ben più impegnato fumettone che Sergio Bonelli e Aurelio Galeppini stavano ideando: Occhio Cupo. Inizialmente era perciò un trastullo, un gioco, forse un tentativo commerciale per sostenere progetti ben più impegnati. Nessuno dei due, dunque, avrebbe mai immaginato che Tex sarebbe diventato un fenomeno di massa e che il ben più “illustre” Occhio Cupo sarebbe stato al contrario un flop.
Negli anni, Tex diventa sempre più popolare. La gente, soprattutto i giovani, lo attendono in edicola, prima nella sua versione a strisce (ormai introvabile) e poi nella versione più conosciuta e attuale: “Tex Gigante” (quello che poi diverrà il format tradizionale del fumetto italiano). Le avventure di Tex si susseguono sempre diverse, eppure nella loro tradizione, sempre uguali… ma di un’uguaglianza che non vuole significare “ripetitività”, perché Tex non si ripete: ogni avventura è particolare e ha elementi per trascinare e tenere incollato il lettore dalla prima all’ultima pagina.
Con Tex si affermano personaggi collaterali di grande caratterizzazione. Il navajo Tiger Jack (fedele amico, quasi un fratello per il ranger), il figlio Kit Willer (un giovane duro, mezzosangue, che con il tempo diventerà un pard irrinunciabile per Tex); soprattutto però Kit Carson, che rievoca l’omonimo eroe leggendario del west, inseparabile pard del nostro protagonista in quasi tutte le avventure.
Tex è un personaggio duro, intollerante alle ingiustizie. Insomma, un uomo che conosce bene la distinzione tra bene e male: incorruttibile, leale e allo stesso tempo vendicativo, se la vendetta è necessaria per riparare i torti creati dalla malavita. Ma non è un uomo spietato. Spesso si prodiga in azioni di generosità e di perdono persino nei confronti dei banditi e dei delinquenti che cadono alla sua attenzione.
Il personaggio creato da Gianluigi Bonelli e Aurelio Galeppini è perciò l’icona perfetta dell’eroe senza macchia e senza paura, capace di risolvere le situazioni più ingarbugliate a forza di pugni, colt e un’intelligenza disarmatamente sopraffina: perché Tex non è un bovaro privo di essenza grigia. Spesso dimostra di essere un uomo con una capacità di ragionamento al di sopra della media e con una cultura che va oltre il suo status di cowboy errante. Non a caso, oltreché essere un ranger del Texas, è anche agente indiano per i Navajo, collaboratore delle “Giacche Azzurre” (le forze armate americane) e della famosa agenzia di investigazione privata Pinkerton.
Oggi Tex compie sessant’anni e lo fa con un albo celebrativo nel quale ritorna, sebbene in un flashback, sua moglie Lilith (la donna indiana dalla quale ha avuto Kit), morta in uno dei primi episodi della serie di Tex. Sergio Bonelli, a tal proposito, spiega (fonte: Ansa – TGCOM) che il personaggio femminile venne fatto morire per non complicare troppo la storia di Tex: i lettori dell’epoca, infatti, erano soprattutto uomini, che non vedevano di buon occhio l’eroina femminile che impediva all’eroe di prodigarsi in temerarie battaglie contro l’ingiustizia. Così Bonelli senior e Galeppini decisero di far morire Lilith e lasciare l’eroe in uno stato di permanente vedovanza che nel futuro gli avrebbe impedito nuovi legami sentimentali. E pare che questo stato (povero Tex!) è destinato a permanere ancora un bel po’, visto che Sergio Bonelli non intende innovare sul punto.
E forse ha ben ragione a farlo. Tex, nonostante i suoi sei lustri, è ancora uno dei fumetti più venduti nelle edicole italiane: ed è acquistato non solo dai sessantenni e dai cinquantenni, ma anche dai ventenni e dai quindicenni! In fatto di copie vendute, il ranger americano supera alla grande fumetti ben più moderni e attuali e più in linea con i gusti giovanili (parlo di Nathan Never e Dylan Dog, sempre editi dalla Bonelli), tanto da costituire un vero fenomeno di culto e indurre la casa editrice di Bonelli junior a proporre diverse linee di edizione: Tex Gigante (la serie ordinaria e inedita), Tex Trestelle (la prima ristampa degli episodi più recenti), Tutto Tex (la seconda ristampa della serie), Tex Nuova Ristampa (la terza ristampa degli episodi più vecchi), i Maxi Tex e i Tex Albo Speciale. Inoltre, altre case editrici (es. Mondadori), occasionalmente editano in formato rilegato ed elegante le storie più avvincenti del personaggio americano più illustre in Italia.
Solito consiglio: se siete appassionati di fumetti e non avete ancora avuto occasione di leggere un albo di Tex, questo è il momento per iniziare. Sono sicuro che non ve ne pentirete… soprattutto se siete altrettanto appassionati di western e del buon caro vecchio western all’italiana (sebbene Tex rievochi per certi tratti il west tipico dei filmoni di John Wayne e Gary Cooper degli anni ’50).

Autore: Il Jester » Articoli 1417 | Commenti: 2334

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