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Parole, parole, parole… Sono solo parole i tagli sulla Casta. I politici ci sfiancano con le parole

22 luglio 2011 | Politica | Permalink
Come sempre capita, in tempo di crisi, si affacciano nell'attualità i tagli ai privilegi della casta dei politici. Niente di nuovo sul fronte italiano. E' un film già visto che non vale il biglietto al botteghino.

Non c’è alcun dubbio in proposito. A parole, i nostri politici hanno dimezzato i loro stipendi e i loro costi già da parecchi decenni. Se seguissimo i loro discorsi, i nostri borsellini sarebbero idealmente più pesanti e i loro più leggeri. Il problema è quel «idealmente», perché nella sostanza continua ad accadere il contrario: i loro portafogli sono piombati, i nostri volano nel vento.
Ma del resto si è ben consapevoli che la politica è il lavoro delle idee. In Italia poi solo delle idee. Perché nella stragrande maggioranza dei casi, a queste idee non seguono i fatti, a meno che questi fatti non comportino un sostanzioso tornaconto politico per chi li promuove.
La riforma della casta politica in verità non presenta grandi vantaggi per i politici. Che vantaggio mai potrebbe dare uno stipendio di seimila euro anziché di ventimila? E che vantaggio mai dovrebbe dare una Camera con 315 deputati e un Senato con 150 senatori o giù di lì? Mettiamoci nei panni dei partiti politici: meno deputati e meno senatori, meno rimborsi elettorali e meno capacità di esercitare il potere. Dunque, meno privilegi e meno inciuci. Insomma, nessun vantaggio e molti svantaggi.
Però è chiaro che siamo in tempo di crisi, e alla gente bisogna far capire che è necessario fare dei sacrifici per superarla. Ecco dunque che – come per magia – dalle bocche dei politicanti di ogni razza e partito fuoriescono parole di un certo spessore: «tagli alla casta», «risparmio nella politica», «taglio dei privilegi», «diminuzione dello stipendio dei parlamentari», ecc. ecc. ecc. Peccato però che se anche se ne parli, nessuno o quasi agisce. Così, mentre Tremonti dà la mazzata agli italiani con la manovra economica (peggio di lui hanno fatto solo i ministri della sinistra), tagliando di qui e di lì, senza tante discussioni, i tagli alla politica necessitano di grandi riflessioni e di un dibattito parlamentare ed extraparlamentare che si trascina per settimane, per mesi… direi persino per anni. O almeno finché la rabbia per i sacrifici imposti non cala e questi vengano (ri)assorbiti nel tran tran quotidiano.
I politici hanno la loro strategia collaudata: sfiancarci con le parole e le promesse. Parlano, parlano, parlano… talmente parlano che alla fine noi – cittadini – perdiamo interesse ad ascoltarli. Li lasciamo perdere. E loro, quando intravedono che il risultato è raggiunto, come per magia cambiano argomento. Non parlano più di tagli alla casta, di risparmio ecc., perché sono consapevoli che la bufera è passata, e i sacrifici – quelli veri (e non quelli virtuali della loro casta) – ormai sono stati imposti e pagati dai soliti noti: i cittadini e solo loro.
Anche questa volta finirà così. Il finale delle discussioni sui tagli alla casta lo si conosce a memoria. Il copione è stato scritto qualche millennio fa quando sono nate le prime comunità umane. Con il tempo poi è stato raffinato, aggiustato e adattato ai contesti sociali e politici. In Italia poi, dove il gusto per il melodramma è ancora piuttosto vivo, la recita assume sempre più il contorno della farsa. Gli italiani… noi italiani ce ne rendiamo conto, ma, appunto, proprio per il gusto del melodramma e per il fatto che molti di noi vivono nelle loro piccole caste di privilegi, alla fine facciamo finta di nulla e lasciamo fare… non sia mai che si possa diventare un giorno uno di loro, o che lo diventi un nostro figlio…

Autore: Il Jester » Articoli 1417 | Commenti: 2334

Il Jester è un blog di politica, attualità, cultura e diritto online dal 2007.

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