<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Il Jester &#187; mafia</title> <atom:link href="http://www.iljester.it/tag/mafia/feed" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.iljester.it</link> <description>Blog di opinioni personali</description> <lastBuildDate>Fri, 03 Feb 2012 23:57:34 +0000</lastBuildDate> <language>en</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator> <item><title>La giustizia che «crede» a Ciancimino e «trascura» la vicenda sulla sospensione del 41bis</title><link>http://www.iljester.it/la-giustizia-che-crede-a-ciancimino-e-trascura-la-vicenda-sulla-sospensione-del-41bis.html</link> <comments>http://www.iljester.it/la-giustizia-che-crede-a-ciancimino-e-trascura-la-vicenda-sulla-sospensione-del-41bis.html#comments</comments> <pubDate>Tue, 26 Apr 2011 20:45:11 +0000</pubDate> <dc:creator>Il Jester</dc:creator> <category><![CDATA[Politica]]></category> <category><![CDATA[berlusconi]]></category> <category><![CDATA[borsellino]]></category> <category><![CDATA[calunnia]]></category> <category><![CDATA[ciancimino]]></category> <category><![CDATA[ciancimino arrestato calunnia]]></category> <category><![CDATA[dell'utri]]></category> <category><![CDATA[falcone]]></category> <category><![CDATA[giovanni conso]]></category> <category><![CDATA[mafia]]></category> <category><![CDATA[mangano]]></category> <category><![CDATA[massimo ciancimino]]></category> <category><![CDATA[pentiti di mafia]]></category> <category><![CDATA[reato di calunnia]]></category> <category><![CDATA[stato]]></category> <category><![CDATA[strage capaci]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.iljester.it/?p=10565</guid> <description><![CDATA[Ciancimino Jr. è indagato per calunnia e va in carcere. Viene demolita la sua credibilità, seppure nelle procure ci si ostini comunque a dargli un generale credito. Lo dimostra in modo evidente il tentativo di sminuire la portata distruttiva del suo arresto per l’accusa di falsificazione di alcune carte per incastrare De Gennaro. Si vuole [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.iljester.it/wp-content//2011/04/260x01288954135128Massimo_Ciancimino_3.jpg.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-10566" style="margin-bottom: 4px;" title="260x01288954135128Massimo_Ciancimino_3.jpg" src="http://www.iljester.it/wp-content//2011/04/260x01288954135128Massimo_Ciancimino_3.jpg.jpg" alt="" width="200" /></a>Ciancimino Jr. è indagato per calunnia e va in carcere. Viene demolita la sua credibilità, seppure nelle procure ci si ostini comunque a dargli un generale credito. Lo dimostra in modo evidente il tentativo di sminuire la portata distruttiva del suo arresto per <a href="http://www.iltempo.it/politica/2011/04/22/1252440-ciancimino_arrestato_calunnia.shtml" target="_blank">l’accusa di falsificazione di alcune carte per incastrare De Gennaro</a>. Si vuole in altre parole comunicare all’opinione pubblica che se è vero che Ciancimino è generalmente un testimone poco credibile, è anche vero che qualche volta sembra avvicinarsi alla verità. <span id="more-10565"></span>In quali circostanze possiamo ben immaginarlo. Quelle nelle quali le sue dichiarazioni tendono a suggerire l’esistenza di chissà quale collegamento tra Berlusconi, la sua discesa in campo e le stragi di Capaci e Palermo. Neanche i più grandi scribacchini di inghippi e misteri riuscirebbero ad avere tanta fantasia. Ma siamo in Italia, e niente può meravigliarci tranne l’arrivo degli alieni e Di Pietro alleato di Berlusconi.<br /> Eppure c’è un dubbio che mi rode. I togati sono «assillati» dal Berlusconi che trama agli inizi degli anni ‘90; tutti loro – chi più chi meno – cercano di capire, afferrare e ricostruire i presunti accordi tra Mafia e Stato e il ruolo di Berlusconi, le sue Tv, Dell’Utri e lo stalliere Mangano. Nessuno però pare abbia la determinazione a indagare sul serio nella giusta direzione: quella che parte dalla misteriosa sospensione del 41bis e dalle dichiarazioni dell’ex Ministro Conso. Gli inquirenti – da quanto si apprende dai giornali – sembrano dar poco peso a questa specifica branca delle indagini, mentre insistono nel concentrarsi sulla pista «berlusconiana», suffragata o sorretta dalle dichiarazioni dei pentiti di mafia e dai figli di mafiosi deceduti (seppure indagati per calunnia), che in un modo o nell’altro l’avvalorano con dichiarazioni e pappelli rateizzati.<br /> Il che crea notevole confusione e incertezza, e alimenta il dubbio. È chiaro infatti che siamo dinanzi a una situazione ingarbugliata, nebbiosa e singolare (quasi unica) sotto molti profili, ed è chiaro che incastrare Berlusconi è il bandolo della matassa mitologica: la madre di tutte le indagini. Essa è la prova provata della illegittimità politica del Premier. Ed è la via unica e definitiva che porterebbe la sinistra verso lo strapotere politico, senza avversari e senza contestazioni. Poiché alla sua legittimazione politico-giudiziaria, seguirebbe quella della delegittimazione politico-giudiziaria dell’unico avversario capace di contrastarla. Del resto, oltre gli scandali «sessuali», quale altra infamia penale può davvero minare la credibilità di un imprenditore prestato alla politica, se non quella che lo imputa di collusione con la mafia?<br /> In Italia esistono parecchi peccati capitali, ma la collusione mafiosa è il peccato per eccellenza. E su questo posso pure essere d’accordo. Un po’ meno lo sono se lo si forza tramite un pentitismo spesso confuso e ambiguo, come sta avvenendo in questi ultimi anni, malgrado le evidenti contraddizioni e discrepanze tra quanto i pentiti e/o supertestimoni dichiarano e quanto effettivamente è avvenuto nella realtà dei fatti.<br /> La verità è che io personalmente faccio davvero fatica a capire, tra mezze dichiarazioni, quarti di verità, abbondanti fandonie e pappelli a rate, in che modo Berlusconi sarebbe coinvolto in vicende che videro recitare con certezza solo quattro attori: lo Stato e la mafia, e nel mezzo Falcone e Borsellino, stritolati da entrambi. Lo Stato più o meno vittima ricattata, e la mafia feroce ricattatrice bombarola, in un periodo nel quale Berlusconi non si occupava di politica, e i protagonisti di quella stagione dei veleni e del sangue erano ben altri&#8230;</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.iljester.it/la-giustizia-che-crede-a-ciancimino-e-trascura-la-vicenda-sulla-sospensione-del-41bis.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Saverio Romano all’Agricoltura. La sinistra e FLI attaccano perché l’uomo sarebbe indagato per mafia</title><link>http://www.iljester.it/saverio-romano-all-agricoltura-la-sinistra-e-fli-attaccano-perche-l-uomo-sarebbe-indagato-per-mafia.html</link> <comments>http://www.iljester.it/saverio-romano-all-agricoltura-la-sinistra-e-fli-attaccano-perche-l-uomo-sarebbe-indagato-per-mafia.html#comments</comments> <pubDate>Wed, 23 Mar 2011 17:50:56 +0000</pubDate> <dc:creator>Il Jester</dc:creator> <category><![CDATA[Giustizia]]></category> <category><![CDATA[Politica]]></category> <category><![CDATA[art. 27 cost.]]></category> <category><![CDATA[imputato per concorso esterno mafia]]></category> <category><![CDATA[mafia]]></category> <category><![CDATA[ministro agricoltura]]></category> <category><![CDATA[romano]]></category> <category><![CDATA[saverio romano]]></category> <category><![CDATA[sicilia]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.iljester.it/?p=10163</guid> <description><![CDATA[Non voglio difendere Saverio Romano al Ministero dell’Agricoltura. Primo perché non lo conosco come uomo politico. Secondo perché non m’interessa difendere un uomo in quanto tale. Però mi corre l’obbligo di difendere il solito principio che la sinistra e ora anche la sedicente «destra» di FLI dimenticano: il principio dell’innocenza fino a sentenza definitiva. Partiamo [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-10164" style="margin-bottom: 4px;" title="romano-napolitano" src="http://www.iljester.it/wp-content//2011/03/romano-napolitano.jpg" alt="" width="203" height="153" />Non voglio difendere Saverio Romano al Ministero dell’Agricoltura. Primo perché non lo conosco come uomo politico. Secondo perché non m’interessa difendere un uomo in quanto tale. Però mi corre l’obbligo di difendere il solito principio che la sinistra e ora anche la sedicente «destra» di FLI dimenticano: il principio dell’innocenza fino a sentenza definitiva.<br /> Partiamo dall’antefatto. Saverio Romano è un deputato siciliano indagato per mafia. Secondo un pentito egli sarebbe stato a disposizione delle cosche. <span id="more-10163"></span>Un’accusa grave, che però – secondo la Procura – non ha trovato alcun riscontro. Da qui la richiesta di archiviazione, che attende il giudizio del GIP, che si pronuncerà solo la prossima settimana.<br /> Orbene, davanti a questo inghippo procedurale, prima Napolitano ha espresso perplessità in ordine alla sua nomina a Ministro dell&#8217;Agricoltura, e poi l&#8217;opposizione ha tratto il solito inappellabile giudizio di colpevolezza: Romano è indagato e dunque non può rivestire quel ruolo. Anche perché, se il GIP non si è ancora pronunciato, deve per forza essere colpevole. No? Eppure così non è, e non dovrebbe essere. Primo perché il nostro sistema processuale distingue due fasi: la fase procedimentale che è preliminare e che può concludersi con la richiesta di archiviazione o il rinvio a giudizio, senza alcun (alcun!) giudizio prognostico sulla colpevolezza, che non sia eminentemente di parte (e cioè dell&#8217;accusa). Ed è il caso di Romano. E poi, la fase processuale, che succede alla richiesta di rinvio a giudizio e che può concludersi con un pronunciamento di colpevolezza o innocenza. E siamo solo al primo grado. Poi abbiamo l&#8217;appello, e infine la Cassazione (comunque eventuali).<br /> Se questo è vero, ancora una volta mi chiedo: ma questo benedetto art. 27 della Costituzione, a sinistra (e ora pure in FLI) lo vogliono o no imparare? Non è che nella nostra carta esiste solo l’art. 21 Cost. o l’art. 3. Esiste anche l’art. 27, ed esistono tante altre norme nella nostra Costituzione che spesso i sinistri e gli pseudo-destri dimenticano, tanto sono accecati dal livoroso antiberlusconismo.<br /> Il vero è che tutto questo è sconfortante. Dinanzi a questi emblematici episodi, emerge ancora una volta quanto il potere giudiziario, sostenuto da una certa parte politica, abbia acquisito la straordinaria capacità di condizionare (volontariamente o involontariamente) gli assetti e gli equilibri politici del Belpaese. È sufficiente un avviso di garanzia, o addirittura il diniego di una richiesta di archiviazione – che, come ho spiegato, costituisce la croce su un procedimento penale – per alterare i rapporti istituzionali e costringere un partito o una coalizione di partiti a scegliere non secondo la loro discrezionalità politica, ma secondo gli atti processuali di un qualsivoglia Tribunale o Procura.<br /> Questo è assolutamente inaccettabile, e dimostra per l’ennesima volta la profonda alterazione istituzionale creatasi nella vita politica italiana. Eppure, per rimediare (a di là delle evidenti e necessarie riforme costituzionali che riassettino i rapporti tra i poteri dello Stato), sarebbe già sufficiente ricordarsi che prima di considerare una persona colpevole dei fatti per cui è accusato, i gradi del processo da superare devono essere tre. Solo dopo che l’ultimo grado ha sancito definitivamente la condanna, allora si può dire che quella persona è indegna o non idonea a rivestire la carica per la quale è proposta. Diversamente, attribuiremo ai giudici non solo il giudizio giuridico sulla violazione delle norme, ma anche quello peculiarmente morale. Il che non è compatibile con uno Stato di diritto e una democrazia compiuta.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.iljester.it/saverio-romano-all-agricoltura-la-sinistra-e-fli-attaccano-perche-l-uomo-sarebbe-indagato-per-mafia.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Il mistero della mancata proroga del 41bis. Scalfaro e Ciampi sostengono la tesi umanitaria</title><link>http://www.iljester.it/il-mistero-della-mancata-proroga-del-41bis-scalfaro-e-ciampi-sostengono-la-tesi-umanitaria.html</link> <comments>http://www.iljester.it/il-mistero-della-mancata-proroga-del-41bis-scalfaro-e-ciampi-sostengono-la-tesi-umanitaria.html#comments</comments> <pubDate>Thu, 17 Mar 2011 15:44:48 +0000</pubDate> <dc:creator>Il Jester</dc:creator> <category><![CDATA[Giustizia]]></category> <category><![CDATA[Politica]]></category> <category><![CDATA[41bis]]></category> <category><![CDATA[berlusconi]]></category> <category><![CDATA[brusca]]></category> <category><![CDATA[carcere duro]]></category> <category><![CDATA[ciampi]]></category> <category><![CDATA[conso]]></category> <category><![CDATA[craxi]]></category> <category><![CDATA[dell'utri]]></category> <category><![CDATA[mafia]]></category> <category><![CDATA[mangano]]></category> <category><![CDATA[scalfaro]]></category> <category><![CDATA[stragi 1992]]></category> <category><![CDATA[trattative stato mafia]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.iljester.it/?p=10030</guid> <description><![CDATA[Gira e che ti gira, le domande sulla presunta trattativa tra lo Stato italiano e la mafia rimangono ancorate alle dichiarazioni di Giovanni Conso, nel 1993 ministro della giustizia. I due padri della patria e del centrosinistra, Scalfaro e Ciampi, all’epoca responsabili di governo, sentiti dai PM, non ricordano quasi nulla dei fatti: un po’ [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-10031" style="margin-top: 4px; margin-bottom: 4px;" title="scalfaro" src="http://www.iljester.it/wp-content//2011/03/scalfaro.jpg" alt="" width="205" height="154" />Gira e che ti gira, le domande sulla presunta trattativa tra lo Stato italiano e la mafia rimangono ancorate alle dichiarazioni di Giovanni Conso, nel 1993 ministro della giustizia. I due padri della patria e del centrosinistra, Scalfaro e Ciampi, all’epoca responsabili di governo, sentiti dai PM, non ricordano quasi nulla dei fatti: un po’ l’anzianità e un po’ la distanza nel tempo alimentano le loro personali amnesie e contribuiscono a un’unica certezza: forse la mancata proroga del 41bis è frutto di un atto umanitario dell’allora ministro della giustizia nei confronti dei detenuti mafiosi.<span id="more-10030"></span> Lo ipotizza Scalfaro: «<em>Oggi, avendo recentemente appreso tale notizia dagli organi di stampa, posso soltanto supporre, pur non avendo nessuna conoscenza in merito, che quella decisione sia stata presa dal ministro Conso per ragioni di umanità nei confronti dei detenuti</em>».<br /> Una versione della storia buonista che però non soddisfa le legittime domande: ci fu o no, nel 1993, una trattativa Stato-mafia? I due ex presidenti della Repubblica, all’epoca ministri, in un qualche modo smentiscono; smentiscono soprattutto di avere mai saputo, nell’esercizio delle loro funzioni, di una presunta trattativa tra Stato e mafia. Per loro probabilmente non ci fu, e la decisione di Conso di sospendere il 41bis fu una decisione dettata dal grande senso di umanità dell’allora ministro della giustizia.<br /> Un affare intricato questo della trattativa (vera o presunta) tra Stato e mafia; una trattativa che si consumò all’indomani delle stragi di Palermo e Capaci e che non manca mai di coinvolgere Berlusconi (ormai quest’uomo è coinvolto in tutti i misteri d’Italia), il quale però nel 1993 non era ancora sceso in politica. Ciononostante, la fabbrica del petitismo mafioso non manca di renderlo partecipe del grande gioco oscuro. L’ultimo a metterlo in partita è stato Giovanni Brusca (un «grand’uomo»), che sostanzialmente rivela che in un’ottica di trattativa con lo Stato italiano, la mafia tentò di arrivare a Craxi tramite Berlusconi, utilizzando Dell’Utri e lo stalliere Mangano. Gli obiettivi vennero cristallizzati nel famoso papello di Ciancimino: attenuazione del carcere duro, chiusura delle carceri dell’Asinara e Pianosa e aggiustamenti del maxiprocesso.<br /> E in effetti, alcune misure furono attuate: il 41bis non venne rinnovato, e le carceri succitate furono chiuse e consegnate alla storia. Se queste misure furono o no il frutto di una trattativa scellerata, questo certamente io non lo so e saranno i magistrati ad accertarlo. Una cosa però è incontrovertibile. Per quanto si speculi sull’argomento, e per quante insinuazioni si facciano, vi è solo una certezza storica: tra il 1992 e il 1993 – epoca in cui si sarebbe sviluppata la trattativa tra lo Stato italiano e la mafia – a reggere le nostre istituzioni non c’erano né Berlusconi né Craxi. Il primo era ancora un imprenditore, ancora lontano dall’agone politico, mentre il secondo era un politico ormai in rovina, fuggito ad Hammamet a causa di Mani Pulite. Al Governo c’erano altri personaggi e altre forze (molte delle quali oggi quasi scomparse). Entrambi escludono oggi qualsiasi trattativa, e alcuni loro esponenti dichiarano di non averne mai saputo nulla, ritenendo in particolare che la sospensione del 41bis fu una decisione umanitaria.<br /> Ora, se questa è la verità, sarà la storia (e la giustizia) a consacrarla. Però se  venisse scoperto che la famosa trattativa tra Stato e mafia ci fu, potremo dire che fu soprattutto una responsabilità di chi ci governava all’epoca e non già di chi ci avrebbe governato dopo, come invece tentano di farci credere. E questo al di là delle ragioni politiche che la determinarono. Non credete?</p><p style="text-align: justify;">Fonti: <a href="http://www.ilgiornale.it/interni/linchiesta_trattative_stato-mafia/17-03-2011/articolo-id=511961-page=0-comments=1" target="_blank">Il Giornale</a>, <a rel="nofollow" href="http://www.lettera43.it/cronaca/10782/brusca-dell-utri-nostro-referente-politico.htm" target="_blank">Lettera43</a></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.iljester.it/il-mistero-della-mancata-proroga-del-41bis-scalfaro-e-ciampi-sostengono-la-tesi-umanitaria.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>La laurea honoris causa in giurisprudenza a Roberto Saviano&#8230;</title><link>http://www.iljester.it/la-laurea-honoris-causa-in-giurisprudenza-a-roberto-saviano.html</link> <comments>http://www.iljester.it/la-laurea-honoris-causa-in-giurisprudenza-a-roberto-saviano.html#comments</comments> <pubDate>Sat, 22 Jan 2011 18:13:23 +0000</pubDate> <dc:creator>Il Jester</dc:creator> <category><![CDATA[Cultura]]></category> <category><![CDATA[Politica]]></category> <category><![CDATA['ndrangheta]]></category> <category><![CDATA[Camorra]]></category> <category><![CDATA[criminalità organizzata]]></category> <category><![CDATA[Gomorra]]></category> <category><![CDATA[laurea in giurisprudenza honoris causa]]></category> <category><![CDATA[mafia]]></category> <category><![CDATA[roberto saviano]]></category> <category><![CDATA[Saviano]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.iljester.it/?p=9184</guid> <description><![CDATA[Abbiamo indubbiamente sempre assistito al riconoscimento del titolo onorifico e accademico a persone importanti, che hanno contribuito alla crescita culturale e politica della nostra patria. Persone che hanno messo a disposizione la loro conoscenza e la loro capacità per il bene del nostro paese. Politici e letterati importanti, eroi e grandi uomini che hanno lottato [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.iljester.it/wp-content/2011/01/gomorra_saviano.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-9185" style="margin-top: 4px; margin-bottom: 4px;" title="gomorra_saviano" src="http://www.iljester.it/wp-content/2011/01/gomorra_saviano.jpg" alt="" width="203" height="288" /></a>Abbiamo indubbiamente sempre assistito al riconoscimento del titolo onorifico e accademico a persone importanti, che hanno contribuito alla crescita culturale e politica della nostra patria. Persone che hanno messo a disposizione la loro conoscenza e la loro capacità per il bene del nostro paese. Politici e letterati importanti, eroi e grandi uomini che hanno lottato per la libertà e per i diritti. Insomma, persone che hanno profondamente meritato il riconoscimento. Eppure, in questo paese, è pure capitato che questo riconoscimento sia stato attribuito anche a persone che fondamentalmente non hanno apportato un grande contributo al progresso della nostra civiltà, e che certamente non lasceranno un grande segno nella nostra storia. È capitato e continuerà a capitare, perché alla fine non importa se esiste il merito oppure no. Importa che il riconoscimento incensi il destinatario.<br /> Mi pare che questo sia il caso della <em>laurea honoris </em>causa a Roberto Saviano. Quando ho appreso la notizia, sono sobbalzato sulla sedia, e ho ripensato a tutti gli anni di fatica passati a studiare il diritto per ottenere la laurea in giurisprudenza. Ho pensato a tutte le notti insonni per memorizzare gli istituti giuridici. E ho pensato a tutti gli studenti come me, che hanno faticato per ottenere quel maledetto pezzo di carta. Ho pensato a chi poi ha fatto la pratica legale e notarile, o ha affrontato gli esami di magistrato. Quanta fatica per ottenere il riconoscimento di dottore in giurisprudenza&#8230;<br /> Ma perché, vi chiederete, è stato conferito questo titolo allo scrittore? Personalmente non lo so, e dunque mi baso su quello che ha dichiarato il Presidente della Facoltà dell’Università di Genova. Il quale ha asserito che il titolo viene attribuito per «<em>l’importante contributo a difesa del principio di legalità, asse portante delle stato di diritto</em>» che l’autore di Gomorra ha (!) apportato.<br /> C’è da rimanere perplessi. Qual è esattamente «l’importante contributo a difesa del principio di legalità» che Saviano avrebbe contribuito ad apportare? Aver scritto un libro che è diventato un best-seller e un film? Allora non sarebbe stato opportuno riconoscere il titolo anche a Mario Puzo (postumo) e a Francis Ford Coppola, rispettivamente autore e regista di Il Padrino? E che dire degli autori di La Piovra o di quelli dei Soprano? Insomma, se difendere la legalità è scrivere un romanzo sulla criminalità organizzata, allora il mondo dell’editoria e della cultura sono pieni di aspiranti laureandi<em> honoris causa</em> in giurisprudenza.<br /> E perché dunque Saviano sì e gli altri no? La risposta mi è purtroppo ignota e quella del Preside della facoltà è molto fumosa. Ma forse un contributo alla risposta potrebbe darla la <em>laudatio</em> del titolo onorifico: «<em>La criminalità organizzata teme la parola, proclamata in pubblico o scritta in un libro, se questa scuote le coscienze</em>»<br /> Capito il merito di Saviano? Scuotere le coscienze. E ditemi con sincerità, leggendo Gomorra, la vostra coscienza è stata scossa? Vi siete sentiti migliori. Avete preso finalmente coscienza che nel sud Italia la malavita la fa da padrone? Saviano vi ha aperto gli occhi? Oppure, sapevate già dell’immondezzaio criminale che regna fra Napoli, Bari e Palermo, senza che l&#8217;autore vi dicesse quello che da decenni giornalisti e scrittori, ma soprattutto magistrati e avvocati di frontiera sanno, magari pure rischiando la vita. E ditemi, dopo Gomorra, la mafia e la camorra, ma anche la ‘ndrangheta, si sono spaventate? Hanno interrotto i loro affari criminali? Sono scomparse o si sono pentite?<br /> Chiaramente no. E allora, cos’è che è stato scosso davvero? Ovviamente il conto in banca di Saviano, che dalla vendita del libro, incassa (legittimamente) tante royalties in diritti d’autore. Senza contare le comparsate nei salottini della Tv e dei giornali radical chic, o i programmi faziosi finanziati dalla Tv pubblica condivisi con altrettanto conduttori faziosi. E tutto questo, mentre poliziotti, carabinieri e persino magistrati, fanno ogni santo giorno il loro sporco mestiere, arrestando mafiosi, camorristi e sgominando i racket della malavita, mettendo pure a rischio la loro pelle. E tutto &#8211; ricordiamo &#8211; nel perfetto anonimato e magari pure con stipendi da fame. A loro la <em>laurea honoris causa</em> no, eh?<br /> Ma Saviano è Saviano. Soprattutto è dalla parte politica giusta. E lo ha dimostrato nella <em>lectio magistralis</em>, quando – commosso e grato – ha dedicato la laurea ai PM di Milano che indagano su Silvio Berlusconi, perché «<em>stanno vivendo momenti difficili solo per aver fatto il loro mestiere di giustizia</em>». Quale giustizia, non è dato saperlo. Dovrete chiedere direttamente a lui, oppure a Repubblica e affini&#8230;</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.iljester.it/la-laurea-honoris-causa-in-giurisprudenza-a-roberto-saviano.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>Il teorema giudiziario su Dell’Utri crolla solo a metà</title><link>http://www.iljester.it/il-teorema-giudiziario-su-dell-utri-crolla-solo-a-meta.html</link> <comments>http://www.iljester.it/il-teorema-giudiziario-su-dell-utri-crolla-solo-a-meta.html#comments</comments> <pubDate>Sat, 20 Nov 2010 21:18:46 +0000</pubDate> <dc:creator>Il Jester</dc:creator> <category><![CDATA[Giustizia]]></category> <category><![CDATA[Politica]]></category> <category><![CDATA[berlusconi]]></category> <category><![CDATA[dell'utri]]></category> <category><![CDATA[dell'utri condannato]]></category> <category><![CDATA[mafia]]></category> <category><![CDATA[mangano]]></category> <category><![CDATA[marcello dell'utri]]></category> <category><![CDATA[motivazioni condanna dell'ultri]]></category> <category><![CDATA[patto elettorale]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.iljester.it/?p=8825</guid> <description><![CDATA[Sappiamo già da qualche mese che Dell’Utri è stato condannato per «concorso esterno in associazione mafiosa», mentre è stato assolto per quanto riguarda il «patto elettorale» con Cosa Nostra, volto a garantire a Dell’Utri l’elezione e alla Mafia qualche aggiustamento legislativo che la favorisse in qualche modo nei suoi sporchi affari. Su entrambi i punti [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.iljester.it/wp-content/2010/11/C_3_TopNews_103751_foto.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-8826" style="margin-top: 4px; margin-bottom: 4px;" title="ITALY-MAFIA-DELL'UTRI" src="http://www.iljester.it/wp-content/2010/11/C_3_TopNews_103751_foto.jpg" alt="" width="209" height="296" /></a>Sappiamo già da qualche mese che Dell’Utri è stato condannato per «concorso esterno in associazione mafiosa», mentre è stato assolto per quanto riguarda il «patto elettorale» con Cosa Nostra, volto a garantire a Dell’Utri l’elezione e alla Mafia qualche aggiustamento legislativo che la favorisse in qualche modo nei suoi sporchi affari. Su entrambi i punti ci sono state una valanga di dichiarazioni di pentiti, e i giudici alla fine hanno dovuto cedere sul secondo capo d’accusa, peraltro il più pesante.<br /> Teorema o non teorema giudiziario? È quello che si domandano in molti; mentre pochi giustizialisti non hanno dubbi: trattasi (la condanna) della prova regina che dimostra che Berlusconi è o era colluso con la mafia, e che il tramite era proprio Marcello Dell’Utri. Lo dicono i giudici nella motivazione.<br /> In verità, la situazione anziché essersi schiarita, appare ancor più ingarbugliata, perché è evidente che la debolezza dell’impianto accusatorio nei confronti del senatore Dell’Utri si è riflessa nel crollo dell’accusa più pesante: il «patto» scellerato che gli avrebbe garantito molto più dei sette anni affibbiatigli dalla Corte d’Appello. Sul punto i giudici di secondo grado hanno evidenziato che non risulta «<em>provato né che l&#8217;imputato Marcello Dell&#8217;Utri abbia assunto impegni nei riguardi del sodalizio mafioso, né che tali pretesi impegni, il cui contenuto riferito da taluni collaboranti (generica promessa di interventi legislativi e di modifiche normative) difetta di ogni specificità e concretezza, siano stati in alcun modo rispettati ovvero abbiano comunque efficacemente ed effettivamente inciso sulla conservazione e sul rafforzamento del sodalizio mafioso</em>».<br /> Rimane invece in piedi l’accusa di «concorso esterno in associazione mafiosa», un reato questo sul quale ho spesso avuto forti dubbi, vista l’estrema genericità della condotta penalmente illecita. La difficile identificazione della stessa infatti ha introdotto diverse e variegate ipotesi di «concorso esterno», che spesso hanno poco a che vedere con la collusione mafiosa. Purtroppo però c’è e dobbiamo tenercelo e Dell’Utri è stato ritenuto colpevole, laddove «<em>ha svolto&#8230; un&#8217;attività di &#8220;mediazione&#8221;&#8230; tra l&#8217;associazione mafiosa Cosa nostra&#8230; e Silvio Berlusconi</em>». Una mediazione che durò per due decenni e che avrebbe consentito «<em>all&#8217;associazione mafiosa&#8230; di perpetrare un&#8217;intensa attività estorsiva ai danni del facoltoso imprenditore milanese imponendogli sistematicamente il pagamento di ingenti somme di denaro in cambio di &#8220;protezione&#8221; personale e familiare</em>».<br /> Dunque, se questa è l’idea o la ricostruzione dei giudici, Berlusconi fu solo la vittima di un «ricatto» mafioso che terminò nel 1992 e che vide colpevole, tra gli altri, proprio il senatore Dell’Utri. A rigor di logica, il Premier avrebbe potuto costituirsi parte civile in questo procedimento, visto che subì all’epoca un ingente danno in denaro, per via dell’intensa «<em>attività estorsiva</em>» in suo danno.<br /> Eppure anche questa prospettiva lascia davvero perplessi. Le prove che dimostrano effettivamente questa «mediazione» sono davvero poche e sono basate essenzialmente sulle dichiarazioni dei pentiti; colui il quale avrebbe effettivamente potuto fare chiarezza sul punto è morto: ed è lo stalliere Mangano.<br /> Sul fronte politico, naturalmente, si sprecano le aggressioni strumentali al Premier. La sinistra chiede in coro le dimissioni di Berlusconi e di Dell’Utri, dimenticando due elementi importanti e fondamentali che dimostrano ancora una volta come i sinistri sventolino arbitrariamente e strumentalmente la nostra Costituzione. Primo. Dimenticano l’art. 27 Cost., comma uno: nessuno è colpevole fino a sentenza di condanna definitiva. Nel caso di Dell’Utri dov’è la sentenza definitiva se ancora deve pronunciarsi la Corte di Cassazione? Secondo. Berlusconi in tutta questa faccenda è parte lesa, è colui che ha subito un ricatto; è colui il quale fu costretto – se la verità processuale corrisponde alla realtà storica – a pagare del denaro per evitare pericoli per sé e per la sua famiglia. Che? Adesso, il taglieggiato è un mafioso? A questi due elementi aggiungiamo un controsenso: se Dell’Utri – come spesso amano ricordare i sinistri – entrò in politica per difendersi dalle accuse di mafia, come è possibile che il suo ingresso in politica invece fu legato a un patto con la mafia?</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.iljester.it/il-teorema-giudiziario-su-dell-utri-crolla-solo-a-meta.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Italia: pizza, mafia, pasta e scooter per applicativo su Apple Store</title><link>http://www.iljester.it/italia-pizza-mafia-pasta-e-scooter-per-applicativo-su-apple-store.html</link> <comments>http://www.iljester.it/italia-pizza-mafia-pasta-e-scooter-per-applicativo-su-apple-store.html#comments</comments> <pubDate>Tue, 28 Sep 2010 19:19:07 +0000</pubDate> <dc:creator>Il Jester</dc:creator> <category><![CDATA[Cultura]]></category> <category><![CDATA[apple]]></category> <category><![CDATA[apple querelata]]></category> <category><![CDATA[apple store]]></category> <category><![CDATA[brambilla contro apple]]></category> <category><![CDATA[italia mafia apple]]></category> <category><![CDATA[italia mafiosa]]></category> <category><![CDATA[mafia]]></category> <category><![CDATA[pizza mafia pasta scooter]]></category> <category><![CDATA[what country]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.iljester.it/?p=7966</guid> <description><![CDATA[Praticamente esiste un&#8217;applicazione che si vende(va?) sul negozio online Apple che si chiama What Country (Che Paese), la quale associa simpaticamente a ogni nazione del mondo un prodotto simbolo. 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Per l&#8217;Italia, manco fatto apposta, è la pasta, la pizza, gli scooter&#8230; e &#8211; udite, udite &#8211; la mafia.<br /> Già, la criminalità organizzata, perché secondo il programma <em>What Country</em>, la forza economica della mafia costituisce il 10% del PIL nostrano. Chiaramente, per questo testimonial c&#8217;è da rimanere basiti e persino offesi: la mafia che rappresenta l&#8217;Italia nel mondo? Un&#8217;assurdità che dovrebbe essere immediatamente cancellata. E sul punto, pare sia intervenuta Vittoria Brambilla (che si occupa &#8211; tra l&#8217;altro &#8211; di tutelare l&#8217;immagine del nostro paese nel mondo). La ministra ha dato incarico all&#8217;Avvocatura dello Stato di citare Apple per chiedergli la rimozione dell&#8217;applicazione dal suo <em>store </em>online oltre il risarcimento per un evidente danno d&#8217;immagine al nostro paese.<br /> Tuttavia, al di là dell&#8217;increscioso episodio (del quale si dice che Apple non sapesse nulla), la domanda che sovviene è questa: perché esiste questo giudizio qualunquistico e sbagliato sul nostro paese? Certo, in parte lo dobbiamo a tutti i mafia-movie prodotti soprattutto negli Stati Uniti (ma anche in Italia: si pensi alla stranota Piovra);  pellicole che, a partire da Il Padrino, hanno instillato nell&#8217;immaginario collettivo mondiale l&#8217;italiano come uomo d&#8217;onore (in senso mafioso ovviamente). Del resto, è stranota la considerazione del nostro concittadino come uomo tutto spaghetti, pizza e mafia.  Un&#8217;immagine sbagliata che lo è quanto quella dell&#8217;americano tutto hamburger e pistole. Ma, credo e sono convinto che negli ultimi anni questa convinzione sia stata rafforzata anche per &#8220;merito&#8221; di tutto quel che accade nel nostro paese e per il costante sputtanamento che se ne fa all&#8217;estero da parte di certe forze politiche e di certo giornalismo nostrano.<br /> Così capita di leggere nei giornali stranieri notizie spesso distorte sulla nostra politica collusa con la mafia, riprese direttamente dai giornalini nostrani. Sicuramente il principe di questo pettegolezzo mondiale è sempre lui, il Berlusca, coinvolto nei più fantasiosi complotti mafiosi: dalle stragi, agli accordi con le cupole, fino ai pizzini ecc., senza peraltro prove, ma solo illazioni, allusioni, ipotesi e ricostruzioni giornalistiche stiracchiate e strumentali a una lotta politica che non si fa con le proposte, ma con gli atti giudiziari. Il messaggio che passa, pertanto, è quello di un paese allo sbando, controllato dalle cosche mafiose e corrotto fino dalla più piccola provincia fino ai vertici delle nostre istituzioni.<br /> D&#8217;altro canto, soffermandoci sulla letteratura, l&#8217;ultimo (in ordine di data) che alimenta l&#8217;immaginario collettivo di un&#8217;Italia provincialotta, corrotta, oppressa e costretta dalla mafia (la camorra nel caso specifico), è senza dubbio il best seller di Saviano. Che sappiamo quanto successo abbia riscosso negli Stati Uniti, per mezzo del film, Gomorra. Ma non scordiamo tutti i libri &#8220;inchiesta&#8221; di Travaglio sul berlusconismo e sulle presunte (quanto mai dimostrate) collusione mafiose e le varie fiction televisive che presentano sempre la stessa solfa mafiosa trita e ritrita (vi ricordate il Capo dei Capi o la già citata Piovra, o ancora Romanzo Criminale, Squadra Antimafia &#8211; Palermo oggi e a seguire un&#8217;altra ventina di fiction che non brillano certo per originalità?).<br /> Eppure, il nostro paese &#8211; come già ebbi modo di dire &#8211; non è questo, ma è qualcosa di più. Certamente è migliore di quello dipinto dai film e dai libri che trattano &#8211; tra fantasia e inchiesta &#8211; la criminalità organizzata e le collusioni (sempre marginali) tra mafia e politica. L&#8217;Italia e l&#8217;italiano medio hanno poco a che vedere con questi fenomeni sociali, se non come esempio negativo da emarginare ed estirpare. Sicuramente non rappresentano il nostro paese nel mondo. Ci può stare la pizza, ottimo alimento, ci può stare persino la pasta (ormai un mito in ogni parte del mondo), e anche gli scooters (a che titolo ne siano diventati il nostro simbolo, questo io non lo so: forse perché se ne vendono tanti?). Però la mafia&#8230; Guardiamoci intorno, il Belpaese è ricco di storia, arte e cultura. E&#8217; un grande paese che per secoli è stato la culla della civiltà occidentale. Qui sono nati grandi poeti, inventori, scienziati e letterati. Qui da noi si fanno i migliori vini del mondo&#8230; e in un&#8217;insignificante applicazione per mac o i-phone il nostro testimonial è la mafia?!<br /> Delle due l&#8217;una: o chi ha inventato l&#8217;applicativo è un patito di Il Padrino e Mafia Wars, oppure non conosce un bel nulla del nostro paese&#8230; E poi, ammesso e non concesso che la mafia sia un &#8220;simbolo&#8221; italiano, cosa dovremmo dire degli americani? Pure lì c&#8217;è la mafia, e non solo italiana, ma anche russa, cinese, giapponese, e chi ne ha di mafie più ne metta&#8230; E il razzismo contro i neri e i latino americani, che sicuramente non è stato completamente debellato, soprattutto negli stati del sud? E la pena di morte, che negli USA applicano persino su persone malate di mente? Perché non rappresentiamo l&#8217;America con una ghigliottina? Tanti potrebbero essere i simboli negativi che possono tranquillamente stare tra un hotdog e il ponte di Brooklyn, eppure chi ha inventato l&#8217;applicativo per Apple si è ben guardato dal farlo. Ma l&#8217;Italia no. L&#8217;Italia è pizza, mafia, pasta e scooter&#8230; E meno male che non ci hanno messo di mezzo anche Berlusconi&#8230;<br /> Be&#8217;, in attesa che Apple rimuova (se non l&#8217;ha già fatto) il software dal suo negozio online e la Brambilla incassi un sostanzioso risarcimento dalla Mela o da chi è ritenuto responsabile per questo oltraggio al nostro onore di italiani, consoliamoci parafrasando una sagace battuta bersaniana: ma sì, sono solo &#8220;ragazzate&#8221;!&#8230; O ra&#8230;cazzate?</p><p>Fonte: <a href="http://www.ilgiornale.it/interni/italia_solo_pizza_e_mafia_la_brambilla_contro_apple_chiede_danni_dimmagine/cronaca-politica-governo-applicazione-pizza-brambilla-mafia-apple/28-09-2010/articolo-id=476485-page=0-comments=1">Il Giornale</a></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.iljester.it/italia-pizza-mafia-pasta-e-scooter-per-applicativo-su-apple-store.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Tartaglia assolto e a Dell&#8217;Utri confermati sette anni</title><link>http://www.iljester.it/tartaglia-assolto-e-a-dellutri-confermati-sette-anni.html</link> <comments>http://www.iljester.it/tartaglia-assolto-e-a-dellutri-confermati-sette-anni.html#comments</comments> <pubDate>Tue, 29 Jun 2010 21:04:46 +0000</pubDate> <dc:creator>Il Jester</dc:creator> <category><![CDATA[Giustizia]]></category> <category><![CDATA[Politica]]></category> <category><![CDATA[attentato al premier]]></category> <category><![CDATA[dell'utri]]></category> <category><![CDATA[Forza Italia]]></category> <category><![CDATA[fratelli graviano]]></category> <category><![CDATA[mafia]]></category> <category><![CDATA[marcello dell'utri]]></category> <category><![CDATA[massimo tartaglia]]></category> <category><![CDATA[statuetta del duomo]]></category> <category><![CDATA[tartaglia]]></category> <category><![CDATA[trattativa stato mafia]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.iljester.it/?p=7172</guid> <description><![CDATA[Due casi diversi. Due mondi distanti in modo pressoché abissale. Eppure uniti da un filo flebile che si chiama Silvio Berlusconi. Già, perché il primo fu colui che a dicembre 2009 scagliò la statuetta del Duomo di Milano contro il premier, ferendolo gravemente al volto. Il secondo invece fu uno dei contributori alla nascita di [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.iljester.it/wp-content/2010/06/dellutri_berlusconi.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-7174" style="margin-top: 4px; margin-bottom: 4px;" title="dellutri_berlusconi" src="http://www.iljester.it/wp-content/2010/06/dellutri_berlusconi.jpg" alt="" width="204" height="119" /></a>Due casi diversi. Due mondi distanti in modo pressoché abissale. Eppure uniti da un filo flebile che si chiama Silvio Berlusconi. Già, perché il primo fu colui che a dicembre 2009 scagliò la statuetta del Duomo di Milano contro il premier, ferendolo gravemente al volto. Il secondo invece fu uno dei contributori alla nascita di Forza Italia, oggi coinvolto in un processo che dura da quindici anni e che lo ha visto imputato di concorso esterno in associazione mafiosa.<br /> Tartaglia oggi è stato assolto perché il PM ha sostenuto la tesi della non imputabilità del reo per incapacità temporanea di intendere e di volere. Il GUP ha ritenuto fondata la richiesta e ha disposto solo l&#8217;applicazione di una misura di sicurezza, consistente in un anno di ricovero coatto presso una comunità terapeutica. A Marcello Dell&#8217;Utri invece è stata confermata la condanna in appello, sebbene riformata sia nella determinazione del fatto di reato e sia conseguentemente nella pena inflittagli. I giudici della Corte d&#8217;Appello hanno infatti ritenuto completamente infondata la tesi della &#8220;trattativa mafia-Stato&#8221; successiva al 1992, che avrebbe visto l&#8217;on. Dell&#8217;Utri fra gli esponenti più attivi di questa trattativa, anche in ragione della fondazione di Forza Italia e dei suoi rapporti con i fratelli Graviano (con tutto quello che ne è conseguito in termini di connessioni tra mafia e il nascente partito berlusconiano sulle quali la letteratura giornalistica è pressoché sterminata), e lo hanno assolto perché &#8220;il fatto non sussiste&#8221;, ritenendolo invece responsabile per i fatti anteriori alla data anzidetta.<br /> Leggendo i giornali, quella che fa parlare di più è ovviamente la condanna di Dell&#8217;Utri. Dalle parti del PDL si esprime solidarietà al Senatore e si attacca chi, dentro e fuori la magistratura, ha voluto spingere verso i teoremi complottisti e collusivi, cercando in questo senso di delegittimare un partito, un&#8217;area e il suo leader. Mentre dalle parti della sinistra, ovviamente, si esulta per la (conferma della) condanna di concorso esterno in associazione mafiosa, anche se a denti stretti per il distinguo temporale operato dalla Corte d&#8217;Appello. Perché l&#8217;assoluzione per il periodo successivo al &#8217;92, fa cadere il castello accusatorio sul quale era stata incentrata la campagna antiberlusconiana degli ultimi quindici anni. Il sospetto di collusioni mafiose, il sospetto che la genesi di Forza Italia fosse radicata in un oscuro e criminoso accordo mafioso&#8230; il sospetto che la discesa di Silvio Berlusconi in campo non fosse così disinteressata come poteva sembrare, sono stati definitivamente spazzati via dalla stessa magistratura che su un altro versante e a molte centinaia di chilometri di distanza pur avendo riconosciuto la gravità di un gesto inconsulto come quello commesso da Tartaglia ai danni del Premier, come uomo e come figura istituzionale, ha ritenuto di non dover procedere alla condanna perché l&#8217;uomo al momento di compiere il fatto era incapace di intendere e di volere.<br /> Una sentenza che non può non lasciare perplessi, sebbene personalmente non abbia carte che possano confutare o confermare questa decisione. Lascia comunque perplessi più di quanto lasci perplessi la sentenza su Dell&#8217;Utri. Era quasi palese, nel caso del Senatore, che le accuse contro di lui fossero insussistenti. I giudici non hanno fatto altro che rilevare tale inconsistenza e smontare le accuse contro il senatore. Nel caso di Tartaglia invece la dinamica del fatto, così come riportata dagli organi di informazione, ha lasciato un mare di dubbi. Ma &#8211; ripeto &#8211; è difficile, senza lo stesso grande risalto mediatico avuto dal processo dell&#8217;Utri, capire esattamente cosa sia accaduto quella sera di dicembre. Girando per la rete, se ne leggono e vedono di tutti i colori. Si è arrivati addirittura a ipotizzare un falso attentato. Quello che è certo è che nel caso in questione dalla condanna esemplare all&#8217;assoluzione piena per infermità di mente, non c&#8217;era di mezzo l&#8217;oceano, e nemmeno il mare. Magari solo un rigagnolo. I misteri della nostra giustizia!</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.iljester.it/tartaglia-assolto-e-a-dellutri-confermati-sette-anni.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>6</slash:comments> </item> <item><title>Spatuzza: respinto il programma di protezione</title><link>http://www.iljester.it/spatuzza-respinto-il-programma-di-protezione.html</link> <comments>http://www.iljester.it/spatuzza-respinto-il-programma-di-protezione.html#comments</comments> <pubDate>Wed, 16 Jun 2010 21:35:52 +0000</pubDate> <dc:creator>Il Jester</dc:creator> <category><![CDATA[Giustizia]]></category> <category><![CDATA[Politica]]></category> <category><![CDATA[berlusconi]]></category> <category><![CDATA[dell'ultri]]></category> <category><![CDATA[gratelli graviano]]></category> <category><![CDATA[legge 45/2001]]></category> <category><![CDATA[legge 82/1991]]></category> <category><![CDATA[mafia]]></category> <category><![CDATA[mantovano]]></category> <category><![CDATA[ministero interno]]></category> <category><![CDATA[pentiti]]></category> <category><![CDATA[pentito]]></category> <category><![CDATA[programma di protezione]]></category> <category><![CDATA[rifiutato programma protezione]]></category> <category><![CDATA[spatuzza]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.iljester.it/?p=6961</guid> <description><![CDATA[Non si tratta del merito, ma della forma. E anche su questa &#8211; ed esattamente sulle leggi fatte e ormai in vigore da anni &#8211; la sinistra e la magistratura hanno da ridire. La legge prevede infatti che il pentito, per poter usufruire del programma di protezione (con tutti i benefici annessi e connessi, che [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.iljester.it/wp-content/2010/06/pentito.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-6962" style="margin-top: 4px; margin-bottom: 4px;" title="pentito" src="http://www.iljester.it/wp-content/2010/06/pentito.jpg" alt="" width="203" height="152" /></a>Non si tratta del merito, ma della forma. E anche su questa &#8211; ed esattamente sulle leggi fatte e ormai in vigore da anni &#8211; la sinistra e la magistratura hanno da ridire. La legge prevede infatti che il pentito, per poter usufruire del programma di protezione (con tutti i benefici annessi e connessi, che non sono pochi per chi si è macchiato di delitti per tutta la vita), deve vuotare il sacco nei primi 180 giorni di collaborazione. E&#8217; una norma ragionevole, che mira a evitare il cosiddetto fenomeno del pentitismo a rate, e cioè quel fenomeno attraverso il quale, il signor Pentito si tiene tutto per sé e lo tira fuori solo quando gli fa comodo, magari pure centellinato per essere sempre indispensabile. Così lo Stato paga, però non ottiene risultati concreti.<br /> Orbene, la norma (introdotta con la legge n. 82/1991 e  successivamente modificata dalla legge n. 45/2001) è assolutamente ragionevole e deve essere rispettata in modo pressoché rigoroso. Altrimenti perché abbiamo queste norme? Che senso ha protestare e insinuare che il diniego della protezione a Spatuzza sia stato una sorta di ripicca, se la legge parla chiaro: il pentito deve rendere tutte le dichiarazioni entro i 180 giorni dal giorno in cui inizia a collaborare. E invece, Spatuzza &#8211; sappiamo &#8211; iniziò a collaborare nell&#8217;estate 2008, per riprendere nell&#8217;estate del 2009 e trascinarsi fino a dicembre 2009, con le &#8220;sconcertanti&#8221; rivelazioni sui rapporti tra Berlusconi e i Graviano, laddove Dell&#8217;Utri era il loro tramite: fatti questi accaduti vent&#8217;anni prima, ma raccontati dal pentito con una dovizia di particolari davvero impressionante, sebbene, a novembre 2008, egli avesse negato che esistessero rapporti tra la mafia e la politica. Se questo non è parlare a rate o centellinare, cosa è?<br /> Spatuzza naturalmente si è giustificato per il silenzio, affermando che all&#8217;epoca non aveva parlato perché aveva temuto per sé, per quello che avrebbe dichiarato davanti ai magistrati. Una giustificazione, questa, che però non è parsa convincente dalle parti del Ministero dell&#8217;Interno che ha ritenuto pertanto di dover bocciare la richiesta, affermando che la &#8220;<em>lealtà e correttezza</em>&#8221; del pentito nelle rivelazioni sulla strage di via  d’Amelio e sui collegamenti tra mafia e politici, suscitano &#8220;<em>dubbi</em>&#8221; e &#8220;<em>perplessità</em>&#8220;.<br /> E in effetti, è davvero difficile non rimanere perplessi davanti a certe dichiarazioni a macchia di leopardo o fornite peggio di un pagamento rateale. Sicuramente però è ancor più difficile non rimanere perplessi davanti a chi polemizza se una norma, davanti a certi atteggiamenti, viene applicata rigorosamente. Anche perché la legge  anzidetta parla chiaro, e non si vede quale sia lo scopo delle lagne se non delegittimare ancora una volta l&#8217;azione di questo Governo, sotto il quale sono state compiute operazioni antimafia e anticamorra mai attuate prima. Si tratta evidentemente di una polemica di carattere strumentale che non può essere tollerata. Spendiamo ogni anno milioni di euro per mantenere questi soggetti, spesso senza ottenere risultati concreti, e c&#8217;è chi ora si lamenta perché uno di loro non rientra nel programma di protezione, perché ha disatteso la legge? Ma fateci il piacere! Spatuzza non corre alcun pericolo serio, e comunque &#8211; ammesso che lo corra &#8211; il programma di protezione ordinario gli viene garantito e il morto che cammina Di Pietro se lo dovrà tenere.<br /> Il centrodestra, naturalmente è quasi compatto nel difendere la decisione del Ministero. Quasi perché &#8211; come al solito -fa capolino il finiano di turno che cerca di mettere i punti sulle i. Trattasi di Fabio Granata che intende leggere le motivazioni di questo provvedimento.<br /> Dalle parti del PD invece ci si strappa (prevedibilmente) le vesti. Ma questo è un teatro greco visto e rivisto, che ormai non fa più notizia. Dalle parti della sinistra, certe notizie sono una vera manna polemica. Per cui, alimentarle significa avere una visibilità che altrimenti non lor signori non avrebbero. Perché sappiamo bene che oltre la lagna, la sinistra non fa.<br /> Ciò detto, è comunque da segnalare che la collaborazione con il pentito Spatuzza non si è certo interrotta: a quanto pare egli continuerà a parlare e a dire tante belle storie interessanti, magari su Berlusconi e Dell&#8217;Utri e i loro presunti rapporti con la mafia di venti anni fa. Del resto è questo il compito della sua straordinaria memoria. Speriamo solo che non faccia cilecca e non gli venga una crisi di ispirazione&#8230;</p><p>Fonte: <a href="http://www.ilgiornale.it/interni/spatuzza_non_e_attendibile_niente_programma_protezione/16-06-2010/articolo-id=453401-page=0-comments=1">Il Giornale</a></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.iljester.it/spatuzza-respinto-il-programma-di-protezione.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Grasso: le stragi mafiose favorirono nuove entità politiche</title><link>http://www.iljester.it/grasso-le-stragi-mafiose-favorirono-nuove-entita-politiche.html</link> <comments>http://www.iljester.it/grasso-le-stragi-mafiose-favorirono-nuove-entita-politiche.html#comments</comments> <pubDate>Thu, 27 May 2010 06:59:10 +0000</pubDate> <dc:creator>Il Jester</dc:creator> <category><![CDATA[Giustizia]]></category> <category><![CDATA[Politica]]></category> <category><![CDATA[antimafia]]></category> <category><![CDATA[berlusconi]]></category> <category><![CDATA[brusca]]></category> <category><![CDATA[ciancimino]]></category> <category><![CDATA[falcone]]></category> <category><![CDATA[Forza Italia]]></category> <category><![CDATA[giovanni falcone]]></category> <category><![CDATA[grasso]]></category> <category><![CDATA[mafia]]></category> <category><![CDATA[piero grasso]]></category> <category><![CDATA[repubblica]]></category> <category><![CDATA[riina]]></category> <category><![CDATA[spatuzza]]></category> <category><![CDATA[stragi di mafia]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.iljester.it/?p=6743</guid> <description><![CDATA[Ecco l&#8217;ennesima rivelazione &#8220;shockante&#8221; dei magistrati nostrani, che intanto &#8211; è bene dire &#8211; protestano per la manovra economica &#8220;lacrime e sangue&#8221;, visto che il CDM ha previsto un taglio ai loro sostanziosi stipendi. 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Secondo Piero Grasso &#8211; procuratore nazionale antimafia &#8211; gli apparati mafiosi del 1993, dinanzi al tracollo tangentaro di PSI e DC, avevano l&#8217;obiettivo di &#8220;<em>organizzare azioni criminose eclatanti che, sconvolgendo</em> [il nostro paese]<em>, avrebbero dato la possibilità ad un&#8217;entità esterna di proporsi come soluzione per poter riprendere in pugno l&#8217;intera situazione economica, politica, sociale, che veniva dalle macerie di Tangentopoli</em>.&#8221;<br /> Una ricostruzione davvero curiosa, perché è facile fare due più due. Nel 1994 nasce Forza Italia, e dunque si ritorna alla mitologia sconfessata più volte dalle contraddizioni di Ciancimino e dalla sconfessione del test Spatuzza da parte di Graviano di un presunto quanto fantasioso e forzato coinvolgimento di Berlusconi nelle stragi di mafia del 1993 per agevolarne la discesa in campo (con tutti gli annessi e connessi, compreso il controllo di una sua televisione). Una mitologia che personalmente non mi ha mai convinto, anche perché ho sempre ritenuto che fu Tangentopoli, per certi versi e forse persino inconsapevolemente, il vero progetto politico che volle sconvolgere il nostro paese, per dare la possibilità ai partiti dell&#8217;eterna opposizione di prendere il potere politico senza avversari degni di nota. Le stragi di mafia, invece, facevano piuttosto parte di una strategia della tensione legata all&#8217;intrinseca debolezza dello Stato, incapace di contrastare con efficacia la malavita organizzata, anche in ragione della bufera tangentara; Cosa Nostra, all&#8217;epoca, voleva posizioni più morbide per i boss carcerati, e voleva soprattutto maggiore libertà d&#8217;azione che però lo Stato non gli concesse affatto.<br /> E in fin dei conti, la sola logica va contro la ricostruzione suggerita da Grasso. La DC e il PSI, ma soprattutto la DC, in Sicilia era una potenza politica con rapporti tra politica e mafia ad alto livello. Tangentopoli colpì proprio la DC con effetti devastanti. La mafia non aveva certo bisogno di una strategia della tensione con attentati per agevolare l&#8217;ascesa di una nuova entità politica che sostituisse la vecchia Democrazia Cristiana: doveva solo restare  in attesa, e intanto favorire il famoso nuovo soggetto politico. Doveva restare in silenzio, e non certo esporsi con stragi che hanno avuto la sola conseguenza di ricompattare lo Stato e inasprire ancora di più la lotta alla criminalità organizzata. Del resto, è di quegli anni la cattura di boss di rilevanza storica, come Riina e Brusca, coinvolti nelle anzidette stragi.<br /> Negli anni successivi, sappiamo poi, come l&#8217;Italia, retta da una maggioranza di centrodestra (Forza Italia, AN, UDC, e poi PDL) abbia avviato una lotta serrata alla mafia che si pone in netto contrasto con l&#8217;idea che la malavita organizzata abbia voluto agevolare l&#8217;ascesa di un nuovo soggetto politico che alcuni pentiti di mafia poi riconducono in modo contraddittorio e debole proprio a Forza Italia. Se questa idea fosse vera, la mafia avrebbe fatto per la seconda volta un errore strategico madornale: avrebbe agevolato una forza politica che poi le ha dichiarato guerra con normative e azioni politiche che la DC non avrebbe neanche mai concepito.<br /> E del resto, continuando a leggere le dichiarazioni di Grasso, lo stesso magistrato tenta di ridimensionare la sua affermazione: &#8220;<em></em><em>Occorre dimostrare </em>- precisa -<em> l&#8217;esistenza di un&#8217;intesa criminale con un soggetto anche politico in via di formazione, intenzionato a promuovere e sfruttare una situazione di grave perturbamento dell&#8217;ordine pubblico per la sua affermazione. Rimangono molte domande a cui bisogna dare risposta</em>&#8220;.<br /> Le risposte in realtà ci sono già, e sono contenute nelle contraddizioni delle dichiarazioni di Ciancimino J. e nella sconfessione delle dichiarazioni di Spatuzza da parte di Graviano. Non esistono altre verità, se non quella di trovare motivazioni più o meno fantasiose per spazzare via il centrodestra e dunque consegnare il nostro paese alla sinistra, come si tenta di fare ormai da venti anni. Fortunatamente gli italiani sono più intelligenti di quanto si pensi e si creda, e l&#8217;azione del nostro governo è sotto gli occhi di tutti, soprattutto del mondo.</p><p>Fonte della dichiarazione di Grasso: Repubblica.it del 27 maggio 2010</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.iljester.it/grasso-le-stragi-mafiose-favorirono-nuove-entita-politiche.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>Saviano non vorrebbe il voto sotto il controllo dell&#8217;Onu</title><link>http://www.iljester.it/per-saviano-il-voto-in-italia-il-rischio-e-il-controllo-dellonu.html</link> <comments>http://www.iljester.it/per-saviano-il-voto-in-italia-il-rischio-e-il-controllo-dellonu.html#comments</comments> <pubDate>Sat, 20 Mar 2010 11:14:44 +0000</pubDate> <dc:creator>Il Jester</dc:creator> <category><![CDATA[Politica]]></category> <category><![CDATA[mafia]]></category> <category><![CDATA[onu]]></category> <category><![CDATA[repubblica]]></category> <category><![CDATA[roberto saviano]]></category> <category><![CDATA[Saviano]]></category> <category><![CDATA[scrittore saviano]]></category> <category><![CDATA[voto]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.iljester.it/?p=6173</guid> <description><![CDATA[Più leggo le opinioni politiche di questo scrittore, e più rimango perplesso per i ragionamenti scontati e ovvi che fa. Ragionamenti &#8211; intendiamoci &#8211; di principio condivisibili, ma che non aggiungono nulla di nuovo alla diffusa consapevolezza secondo la quale il nostro paese è amministrato dai politici di professione, e non già da gente con [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.iljester.it/wp-content/2010/03/arton2927.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-6174" style="margin-top: 4px; margin-bottom: 4px;" title="arton2927" src="http://www.iljester.it/wp-content/2010/03/arton2927.jpg" alt="" width="200" height="277" /></a>Più leggo le opinioni politiche di questo scrittore, e più rimango perplesso per i ragionamenti scontati e ovvi che fa. Ragionamenti &#8211; intendiamoci &#8211; di principio condivisibili, ma che non aggiungono nulla di nuovo alla diffusa consapevolezza secondo la quale il nostro paese è amministrato dai politici di professione, e non già da gente con la passione per la politica e la vocazione per il bene comune. Saviano, dunque, dice delle cose vere, ma non dice cose straordinarie o dirompenti; anzi, mi pare che ometta altri aspetti altrettanto importanti. In altre parole, si tratta dell&#8217;ennesima denuncia antimafiosa, incentrata su un&#8217;impietosa considerazione: le elezioni in Italia rischiano di essere gestite dall&#8217;ONU, e lui non vuole vivere &#8220;<em>in un paese che dovrebbe chiedere all&#8217;Osce, all&#8217;Onu, alla Comunità europea di inviare osservatori nei territori più difficili, durante le fasi ultime della campagna elettorale per garantire la regolarità di tutte le fasi del voto</em>&#8220;.<br /> Ma perché &#8211; mi domando &#8211; le nostre elezioni dovrebbero essere considerate alla stregua di quelle di una qualsivoglia repubblichetta sudamericana o una dittatura africana? Be&#8217;, è chiaro: perché da noi, e precisamente al sud, la mafia e la camorra inquinano la politica. Ecco il &#8220;disturbo&#8221; di Saviano&#8230; la sua paura. L&#8217;idea stessa che al sud la politica sia un ricettacolo di voti mafiosi. Se dunque il Messico è una &#8220;narcodemocrazia&#8221;, l&#8217;Italia &#8211; a leggere lo scrittore &#8211; rischia di diventare una mafiodemocrazia. Una democrazia basata sui voti e sul riciclo costante dei politici che passano da uno schieramento all&#8217;altro senza pudore, spesso collusi con la mafia e la camorra, e che dunque falsano il consenso, fino a renderlo favorevole alla criminalità organizzata.<br /> Tutto banalmente vero, ma è anche vero che non bisogna fare di tutta l&#8217;erba un fascio, non bisogna generalizzare, fare i catastrofisti, o peggio ricondurre la criminalità organizzata a uno specifico schieramento politico, o suggerire &#8211; più o meno surrettiziamente &#8211; che tutta la politica nel sud Italia sia anche solo potenzialmente inquinata dal voto mafioso. Certo, il nostro scrittore dopo la filippica delle denunce contro i riciclati e i collusi con la mafia nel PDL, se la prende pure con il centrosinistra che candida personaggi dubbi, riequilibrando la critica, salvo poi omettere la questione del candidato alla regione Campania, De Luca; lui &#8211; per quanto è dato leggere &#8211; è escluso dalla filippica, malgrado sia imputato. Ma non è questo il problema. Il problema è infatti un altro: mi pare davvero poco onesto &#8211; intellettualmente parlando &#8211; dare una visione dell&#8217;Italia del sud così impietosa e così disastrosa e disastrata, da terzo mondo. E&#8217; vero che il clientelismo, e forse anche lo scambio dei voti, i vantaggi personali e altre corruzioni varie, inquinano la politica, ma è anche vero che non è una regola, e non è soprattutto una regola italiana, o peggio del sud. Anche al sud ci sono amministratori onesti che lottano contro la mafia e il malcostume ogni giorno, che hanno ricevuto i voti di persone oneste e che credono in quello che fanno, e sono la maggioranza. Dare pertanto un&#8217;impressione di completa disfatta non è corretto e non è giusto.<br /> Al di là di questo, peraltro, vorrei anche fare presente allo scrittore che qui nel nostro paese il giustizialismo sottile e intellettuale, giornalistico e persino politico, non è certo un bene, soprattutto perché tende a dare per condannate&#8230; per giustiziate, persone che invero sono solo imputate o addirittura indagate. In una vera democrazia che si voglia dire tale, e che perciò non è una repubblica delle banane dove il voto viene vigilato dall&#8217;ONU, anche il principio di innocenza fino a prova contraria è un principio sacrosanto. Eppure, da noi, sembra che questo principio ormai abbia perso il suo più profondo significato, soffocato dal giustizialismo imperante, dal travaglismo e dal dipietrismo. Basta un avviso di garanzia o una misura cautelare (spesso utilizzata in modo dubbio) per rendere la persona colpevole e condannata ancor prima che una sentenza passata in giudicato lo confermi.<br /> Saviano, quando si sfoga, dovrebbe tenere presente anche questo &#8220;piccolo&#8221; dettaglio costituzionale. Perché è giusto ribellarsi al malcostume politico del voto di scambio, è giusto denunciare che la politica italiana sovente viene corrotta dalla criminalità organizzata (da ambo le parti: non bisogna dimenticarlo!), ed giusto ribadire che i cittadini hanno diritto a candidati &#8220;puliti&#8221;, ma è altrettanto giusto sostenere con forza &#8211; cosa che a quanto pare egli evita &#8211; che soltanto una giustizia giusta e non politicizzata può e deve avere il diritto-dovere di accertare se un cittadino è pulito oppure no. Altrimenti, come lui stesso paventa, l&#8217;Italia rischia di diventare davvero una repubblica basata sulla mafia, dove il voto onesto può essere garantito solo dagli osservatori ONU, e dove certi magistrati tentano di condizionare lo stesso voto con azioni giudiziarie spesso discutibili, facendo perdere credibilità alla giustizia.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.iljester.it/per-saviano-il-voto-in-italia-il-rischio-e-il-controllo-dellonu.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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