<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Il Jester &#187; Forza Italia</title> <atom:link href="http://www.iljester.it/tag/forza-italia/feed" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.iljester.it</link> <description>Blog di opinioni personali</description> <lastBuildDate>Fri, 03 Feb 2012 23:57:34 +0000</lastBuildDate> <language>en</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator> <item><title>«Italia», il nuovo partito del Cavaliere. Come si dovrebbero chiamare gli aderenti: «italianisti»?</title><link>http://www.iljester.it/italia-il-nuovo-partito-del-cavaliere-come-si-dovrebbero-chiamare-gli-aderenti-italianisti.html</link> <comments>http://www.iljester.it/italia-il-nuovo-partito-del-cavaliere-come-si-dovrebbero-chiamare-gli-aderenti-italianisti.html#comments</comments> <pubDate>Mon, 10 Jan 2011 15:48:48 +0000</pubDate> <dc:creator>Il Jester</dc:creator> <category><![CDATA[Politica]]></category> <category><![CDATA[berlusconi]]></category> <category><![CDATA[Forza Italia]]></category> <category><![CDATA[italia]]></category> <category><![CDATA[nuovo partito berlusconi]]></category> <category><![CDATA[nuovo pdl]]></category> <category><![CDATA[nuovo simbolo pdl]]></category> <category><![CDATA[partito italia]]></category> <category><![CDATA[pdl]]></category> <category><![CDATA[popolo delle libertà]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.iljester.it/?p=9108</guid> <description><![CDATA[Giuro che sono rimasto perplesso quando ho letto l’articolo del Quotidiano.net. «Italia». 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Qual è il riconoscimento identitario del movimento? L’essere italiani? Sarebbe indubbiamente interessante. Ma credo che si tratti del berlusconismo. E allora la domanda vera è: questo berlusconismo può fregiarsi del nome di Italia?<br /> Intendiamoci. Prima di giungere a conclusioni affrettate, e prima che qualcuno apparecchi la tavola della polemica antiberlusconiana, debbo precisare: la mia non è una critica contro la scelta di Berlusconi di abbandonare il nome «PDL». È solo una legittima perplessità nei confronti di un (nuovo) nome che personalmente trovo troppo scontato e persino abusato. È un paradosso ma è così. Considero il nome «Italia» il risultato di una pura operazione di marketing politico che nulla ha a che vedere con il profondo rinnovamento del Popolo delle Libertà richiesto dagli elettori di area moderata.<br /> Qualche tempo fa domandavo un partito «conservatore» moderno, capace di raccogliere intorno a sé tutti i moderati e la destra italiana. Un partito che sapesse coinvolgere la base e offrisse strumenti di dibattito politico e culturale interno, attraverso il quale formare i quadri dirigenziali di domani: questa è la mossa vincente. Davanti a «Italia», ho invece paura che siamo dinanzi all’ennesima operazione di maquillage elettorale e nulla più. Anzi, potrei persino azzardare che la lotta del futuro partito berlusconiano non abbia intenzione di prendere di mira la sinistra (l’avversario politico da battere), ma gli attuali alleati (la Lega) e gli avversari moderati (UDC e FLI). In altre parole, Berlusconi pensa a «Italia» per raccogliere i voti dei moderati e sottrarre così consenso agli altri partiti dell’area di centrodestra; soprattutto a quei movimenti che soffrono della malattia del patriottismo istituzionale. Come il partito di Fini, per esempio. Questa è la mia impressione. Ma chiaramente potrei anche sbagliarmi.<br /> Gli italiani apprezzeranno la scelta? Beh, se il Cavaliere ha autorizzato il nome, probabilmente è perché ha sottomano gli esiti incoraggianti di qualche ricerca di mercato; si sa: lui non si muove senza i sondaggi. Da un punto di vista culturale e politico, il nome però cosa rappresenta? Poco più su ho detto che potrebbe anche rappresentare i valori dell’italianità. Ma sul punto ho molti dubbi. L’italianità ricomprende certamente il berlusconismo, ma il berlusconismo non esaurisce l’italianità. Esistono valori e principi che spesso sono stati disattesi anche nel PDL. Negarlo è come essere ciechi. Per cui, la mia idea di «Italia» sarebbe stata non tanto nel nome, quanto nella sostanza. Che a quanto a pare ancora non c’è. Lo scorgo a livello locale. Il PDL-Italia non esiste nella provincia italiana. Non ci sono quadri, non c’è dirigenza. Non c’è partecipazione e coinvolgimento della base. Ci sono solo gli arraffoni della politica, gli opportunisti, i lecchini di turno. Ci sono solo i carrieristi&#8230; razza che non manca in nessun partito, ma che in un movimento personalistico ed ectoplasmatico rischia di essere la parte preponderante degli attivisti, e quella meglio rappresentata a livello locale e nazionale.<br /> E allora? Allora spero che venga abbandonata l’idea di «Italia» e ci si orienti per la costruzione di un vero partito moderato, magari con un nome più «serio» ed evocativo, capace di essere allo stesso tempo, popolare, democratico, di destra e  prodotto autentico dell’opinionismo degli italiani&#8230; e non dei&#8230; com’è che si dovrebbero chiamare? Italianisti?</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.iljester.it/italia-il-nuovo-partito-del-cavaliere-come-si-dovrebbero-chiamare-gli-aderenti-italianisti.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>Attenzione, Cavaliere, rispolverare «Forza Italia» è un pericoloso passo indietro</title><link>http://www.iljester.it/attenzione-cavaliere-rispolverare-forza-italia-pericoloso-passo-indietro.html</link> <comments>http://www.iljester.it/attenzione-cavaliere-rispolverare-forza-italia-pericoloso-passo-indietro.html#comments</comments> <pubDate>Fri, 19 Nov 2010 12:35:52 +0000</pubDate> <dc:creator>Il Jester</dc:creator> <category><![CDATA[Politica]]></category> <category><![CDATA[1994]]></category> <category><![CDATA[Alleanza Nazionale]]></category> <category><![CDATA[AN]]></category> <category><![CDATA[berlusconi]]></category> <category><![CDATA[centrodestra]]></category> <category><![CDATA[destra]]></category> <category><![CDATA[Fini]]></category> <category><![CDATA[fli]]></category> <category><![CDATA[Forza Italia]]></category> <category><![CDATA[futuro e libertà]]></category> <category><![CDATA[movimento sociale]]></category> <category><![CDATA[msi]]></category> <category><![CDATA[partito moderato]]></category> <category><![CDATA[pdl]]></category> <category><![CDATA[popolo delle libertà]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.iljester.it/?p=8817</guid> <description><![CDATA[Lo spoiler politico di questi giorni suggerisce &#8211; in vista delle elezioni ormai quasi certe &#8211; l&#8217;idea del Cavaliere di rispolverare lo «spirito» della vecchia Forza Italia, pensando persino a una struttura e a un nome che rievochino il 1994 e la discesa in campo che sbaragliò la gioiosa macchina da guerra di Achille Occhetto. [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.iljester.it/wp-content/2010/11/bandiera-forza-italia_3d.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-8818" style="margin-top: 4px; margin-bottom: 4px; background: #f7f7f7;" title="bandiera-forza-italia_3d" src="http://www.iljester.it/wp-content/2010/11/bandiera-forza-italia_3d.jpg" alt="" width="206" height="174" /></a>Lo <em>spoiler</em> politico di questi giorni suggerisce &#8211; in vista delle elezioni ormai quasi certe &#8211; l&#8217;idea del Cavaliere di rispolverare lo «spirito» della vecchia Forza Italia, pensando persino a una struttura e a un nome che rievochino il 1994 e la discesa in campo che sbaragliò la gioiosa macchina da guerra di Achille Occhetto.<br /> Ebbene, permettetemi qualche perplessità in proposito. Personalmente, non potrei mai sostenere pienamente un partito che si ponga in completa rottura con l’area MSI-AN del PDL o che la costringa ad allontanarsi o che metta quest&#8217;area ai margini. Non mi va persino giù l’idea di tornare al partito di plastica. Non mi piace proprio la prospettiva di vedere spuntare come funghi i circoli «neoforzisti» pre-elettorali variamente denominati, che poi scompaiono terminate le elezioni. Non mi interessa un partito (solo) del presidente. FLI ha puntato su questo aspetto, e rischia di perdere anche quel poco di AN che è riuscito a rubare al PDL. Berlusconi non può riproporre la stessa minestra del 1994, del 2001 e del 2007. Deve andare oltre e deve creare un vero partito moderato, capace di radicarsi nel territorio e capace di avere una struttura tale da proiettarsi anche nella quotidianità della politica locale, e non solo in quella nazionale.<br /> Il PDL, più che di un nuovo nome e di un nuovo simbolo, ha bisogno  &#8211; come già  ho spiegato in questo blog &#8211; di una struttura solida che sia capace di mantenere questa solidità nel tempo. Ha bisogno di maggiori legami e rapporti con la società civile. Ha bisogno di un costante interscambio di risorse e idee con i cittadini. Ha bisogno di persone, affinché esprimano non solo un voto elettorale, ma anche i futuri dirigenti del partito e i candidati alle competizioni elettorali. Altrimenti, torniamo sempre al solito punto: il partito del presidente, il movimento del presidente. Il presidente e i suoi collaboratori che decidono tutto e su tutto, e i cittadini che votano, senza che possano dare idee e contributi.<br /> Mi pare questa una strada non più percorribile. Berlusconi deve capire che la formula è ormai vecchia e logora, e che la semplice contrapposizione destra sinistra non può più giustificarla. La novità vera sta invece in un grande partito moderato e solido destinato a dominare la scena politica italiana nei prossimi cento anni. Legare il centrodestra a un movimento effimero, basato esclusivamente sul carisma del presidente, è rendere (o continuare a rendere) l’area politica incerta e magmatica&#8230; inconsistente. Significa affidarsi solo all&#8217;improvvisazione e al contingente, con il rischio che un giorno, a raccogliere l’eredità del PDL, sia un partito o un movimento che nulla ha a che fare con questo partito, sia in termini di storia che di valori. Si pensi all&#8217;esempio di Futuro e Libertà.<br /> Nel nostro paese c’è (molta) voglia di destra. E il PDL, che rappresenta questa destra, deve essere capace di proiettarsi nel futuro anche più lontano, affinché le idee e i valori che rappresenta rimangano fermi e saldi. Non si può, in altre parole, vivere solo nella contingenza di una scadenza elettorale imminente. Il Predellino è stato un grande progetto ideale, ma è miseramente fallito appena Fini ha iniziato a fare i capricci. E questo perché il PDL dal quale è nato, non è riuscito ad andare oltre il collante berlusconiano e il 30-70 delle quote FI-AN; non è riuscito a maturare e diventare un vero grande partito moderato. Ha sempre vissuto alla giornata e ha mantenuto un atteggiamento davvero leggero, al limite dell&#8217;incoscienza e del dilettantismo politico, quando ha mostrato i propri limiti. E certamente il dilettantismo ha brillato quando dal PDL si sono staccati i finiani. La scissione di FLI è infatti l&#8217;esempio più evidente del più grave difetto genetico della politica italiana: l’incapacità di progettare a medio e lungo termine.<br /> Per la destra italiana, liberale e sociale, è tempo dunque di crescere. Il berlusconismo è ancora un elemento essenziale  del centrodestra, e in questi giorni la grande forza del Premier ha suggerito a Mr. Fini che non c’è trippa per gatti né ratti (per riprendere il simpatico detto di un’amica blogger). Il PDL non è ancora morto, e con esso Berlusconi. Perché la destra, la vera destra (che è cosa ben diversa dal leghismo), non sta in FLI, ma sta nel Popolo delle Libertà, e i cittadini italiani – se si dovesse andare a votare ora – saprebbero benissimo chi scegliere. Perciò non sputtaniamoci ancora una volta questo immenso patrimonio elettorale in azioni politiche «a vista» o basate solo sul simpatico sorriso di Berlusconi. Il popolo delle libertà ha bisogno di un partito vero, ha bisogno di partecipare attivamente alle attività di questo partito. Ha bisogno di dire la propria non solo attraverso facebook e il form per commenti di un sito di partito, ma anche attraverso i circoli, le sedi e le sezioni nei paesi e nelle città. Ha bisogno di esprimere anche i futuri candidati nelle varie elezioni. Non può limitarsi all’esercizio del diritto elettorale attivo davanti a una lista di dilettanti allo sbaraglio. Deve poter decidere chi mandare in parlamento. Non dico con il metodo ridicolo delle primarie. Quantomeno però con le tessere, i congressi e l’attività politica quotidiana, i quali devono essere i principali canali attraverso i quali identificare i migliori elementi disponibili nella società civile per la formazione della futura classe dirigente di questo paese.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.iljester.it/attenzione-cavaliere-rispolverare-forza-italia-pericoloso-passo-indietro.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Non si seguono gli uomini ma gli ideali&#8230;</title><link>http://www.iljester.it/non-si-seguono-gli-uomini-ma-gli-ideali.html</link> <comments>http://www.iljester.it/non-si-seguono-gli-uomini-ma-gli-ideali.html#comments</comments> <pubDate>Mon, 06 Sep 2010 05:35:03 +0000</pubDate> <dc:creator>Il Jester</dc:creator> <category><![CDATA[Politica]]></category> <category><![CDATA[Alleanza Nazionale]]></category> <category><![CDATA[berlusconi]]></category> <category><![CDATA[casa comune]]></category> <category><![CDATA[destra]]></category> <category><![CDATA[festa tricolore]]></category> <category><![CDATA[Fini]]></category> <category><![CDATA[Forza Italia]]></category> <category><![CDATA[futuro e libertà]]></category> <category><![CDATA[ideali]]></category> <category><![CDATA[leader]]></category> <category><![CDATA[mirabello]]></category> <category><![CDATA[pdl]]></category> <category><![CDATA[popolo di destra]]></category> <category><![CDATA[valori]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.iljester.it/?p=7586</guid> <description><![CDATA[Ora tocca al PDL dire la sua. 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Dopo che Fini ha esternato la sua rabbia nei confronti del partito che non c&#8217;è, ma che pur non essendoci lo ha cacciato via perché dissenziente (secondo lo strano concetto di &#8220;dissenso&#8221; che ha l&#8217;ex leader di AN), ecco che prendono la parola gli ex colonnelli di AN che puntualizzano alcuni passaggi del loro fu generale. Da Alemanno a La Russa, passando per Gasparri e Matteoli, i commenti sono pressoché unanimi: non sono stati i colonnelli ad aver cambiato leader, ma è stato il generale a cambiare casacca. Del resto, Maurizio Gasparri, che non brilla certo per grandi intuizioni, ha detto una cosa significativa sul punto: &#8220;<em>Noi non abbiamo cambiato le nostre idee. Fini invece sì, a partire dall’immigrazione e  dalle coppie di fatto di cui non ha parlato. Fini ha fatto un frullatore tra Almirante e le bandiere di associazioni gay&#8230;.</em>&#8221;<br /> Come posso dargli torto? Mi chiedo ancora una volta come farà un elettore di destra, quando sarà il momento di mettere la croce sul partito finiano (se mai ci sarà), dare il proprio voto a un leader e a un movimento che propone tematiche ben lontane dai valori conservatori e molto più vicini a quelli di una Rifondazione Comunista qualsiasi. E&#8217; difficile davvero immaginare di votare Fini e rischiare di vedersi serviti sul proprio piatto le minestre proposte per anni da un Ferrero, un Diliberto o un Bertinotti. Mi domando perciò se alla fine &#8211; a destra &#8211; chi ha deciso di seguire Fini, pur di seguire l&#8217;uomo, in verità non abbia tradito (consapevolmente o inconsapevolmente) le proprie idee e i propri valori. Diversamente non mi spiego il consenso che il Presidente della Camera riscuote fra qualche elettore notoriamente destroso, forse più deluso dal berlusconismo che realmente entusiasta del finianismo.<br /> Il nocciolo del problema sta proprio nella seguente domanda: si deve seguire il leader o le proprie idee e i propri valori? Apparentemente il quesito sembrerebbe di difficile risposta. In verità non lo è se si è coerenti con il proprio pensiero. E tanto per capirci, provo a fare il ragionamento su me stesso. Personalmente non condivido (quasi) nulla di quanto è Fini oggi: delle idee che esprime e di come le esprime. Non mi è piaciuto il suo atteggiamento nei confronti del PDL, a partire dalle &#8220;comiche finali&#8221; fino a Mirabello. E questo perché quello che un tempo era il politico di riferimento del popolo di destra oggi è un perfetto estraneo: è un uomo che si è allontanato abissalmente dalle idee e dai valori vicini a questo popolo, tradendoli clamorosamente. Ebbene, se questo è vero e se al posto di Fini ci fosse stato Berlusconi, be&#8217;, io credo che il risultato e la critica sarebbero stati identici. Perché  i leader contano fino a un certo punto se le idee non ci sono (più). E del resto, come dice il titolo di questo post: si seguono gli ideali e non gli uomini.<br /> Il rammarico più grande, piuttosto, è il fatto che alla destra oggi sia rimasto solo Berlusconi. Pur riconoscendogli grande carisma e alcuni indubbi meriti, non posso negare che il Cavaliere non sia il massimo per il popolo destroso, orfano del proprio leader storico. Il PDL infatti non è sicuramente &#8211; come afferma Fini &#8211; un partito che non esiste, ma non è certo un partito. E&#8217; qualcosa di meno di una solida formazione politica: è un movimento che pecca ancora di cesaropapismo. Il che mi porta a fare un&#8217;ulteriore considerazione: se il Cavaliere vuole davvero smentire le stilettate velenose e dileggianti di Fini sul &#8220;partito che non c&#8217;è&#8221;, deve avere il coraggio di prendere la decisione più giusta per il PDL. Deve avviare un processo di riforma e convocare un congresso per dare al Popolo della Libertà una struttura che favorisca il reale radicamento nel territorio e un maggior coinvolgimento della base nei processi decisionali. Altrimenti, il rischio è che il consenso si sfaldi, perché gli ideali devono trovare non solo un leader che li rappresenti e li sintetizzi in azione politica, ma pure una casa comune in cui cristallizzarsi nel tempo. Anche perché, oggi, l&#8217;alternativa è che diventi &#8220;casa comune&#8221; una formazione politica ambigua e insipida come Futuro e Libertà, la quale &#8211; diciamocela tutta &#8211; con la destra ormai ha ben poco da spartire (se non nel nome), laddove in verità rappresenta solo l&#8217;ennesima edizione del centrismo democristiano, vista pure la propensione di Fini ad ammiccare con Casini e Rutelli, i migliori studenti del manuale Cencelli&#8230;</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.iljester.it/non-si-seguono-gli-uomini-ma-gli-ideali.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>9</slash:comments> </item> <item><title>Tartaglia assolto e a Dell&#8217;Utri confermati sette anni</title><link>http://www.iljester.it/tartaglia-assolto-e-a-dellutri-confermati-sette-anni.html</link> <comments>http://www.iljester.it/tartaglia-assolto-e-a-dellutri-confermati-sette-anni.html#comments</comments> <pubDate>Tue, 29 Jun 2010 21:04:46 +0000</pubDate> <dc:creator>Il Jester</dc:creator> <category><![CDATA[Giustizia]]></category> <category><![CDATA[Politica]]></category> <category><![CDATA[attentato al premier]]></category> <category><![CDATA[dell'utri]]></category> <category><![CDATA[Forza Italia]]></category> <category><![CDATA[fratelli graviano]]></category> <category><![CDATA[mafia]]></category> <category><![CDATA[marcello dell'utri]]></category> <category><![CDATA[massimo tartaglia]]></category> <category><![CDATA[statuetta del duomo]]></category> <category><![CDATA[tartaglia]]></category> <category><![CDATA[trattativa stato mafia]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.iljester.it/?p=7172</guid> <description><![CDATA[Due casi diversi. Due mondi distanti in modo pressoché abissale. Eppure uniti da un filo flebile che si chiama Silvio Berlusconi. Già, perché il primo fu colui che a dicembre 2009 scagliò la statuetta del Duomo di Milano contro il premier, ferendolo gravemente al volto. Il secondo invece fu uno dei contributori alla nascita di [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.iljester.it/wp-content/2010/06/dellutri_berlusconi.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-7174" style="margin-top: 4px; margin-bottom: 4px;" title="dellutri_berlusconi" src="http://www.iljester.it/wp-content/2010/06/dellutri_berlusconi.jpg" alt="" width="204" height="119" /></a>Due casi diversi. Due mondi distanti in modo pressoché abissale. Eppure uniti da un filo flebile che si chiama Silvio Berlusconi. Già, perché il primo fu colui che a dicembre 2009 scagliò la statuetta del Duomo di Milano contro il premier, ferendolo gravemente al volto. Il secondo invece fu uno dei contributori alla nascita di Forza Italia, oggi coinvolto in un processo che dura da quindici anni e che lo ha visto imputato di concorso esterno in associazione mafiosa.<br /> Tartaglia oggi è stato assolto perché il PM ha sostenuto la tesi della non imputabilità del reo per incapacità temporanea di intendere e di volere. Il GUP ha ritenuto fondata la richiesta e ha disposto solo l&#8217;applicazione di una misura di sicurezza, consistente in un anno di ricovero coatto presso una comunità terapeutica. A Marcello Dell&#8217;Utri invece è stata confermata la condanna in appello, sebbene riformata sia nella determinazione del fatto di reato e sia conseguentemente nella pena inflittagli. I giudici della Corte d&#8217;Appello hanno infatti ritenuto completamente infondata la tesi della &#8220;trattativa mafia-Stato&#8221; successiva al 1992, che avrebbe visto l&#8217;on. Dell&#8217;Utri fra gli esponenti più attivi di questa trattativa, anche in ragione della fondazione di Forza Italia e dei suoi rapporti con i fratelli Graviano (con tutto quello che ne è conseguito in termini di connessioni tra mafia e il nascente partito berlusconiano sulle quali la letteratura giornalistica è pressoché sterminata), e lo hanno assolto perché &#8220;il fatto non sussiste&#8221;, ritenendolo invece responsabile per i fatti anteriori alla data anzidetta.<br /> Leggendo i giornali, quella che fa parlare di più è ovviamente la condanna di Dell&#8217;Utri. Dalle parti del PDL si esprime solidarietà al Senatore e si attacca chi, dentro e fuori la magistratura, ha voluto spingere verso i teoremi complottisti e collusivi, cercando in questo senso di delegittimare un partito, un&#8217;area e il suo leader. Mentre dalle parti della sinistra, ovviamente, si esulta per la (conferma della) condanna di concorso esterno in associazione mafiosa, anche se a denti stretti per il distinguo temporale operato dalla Corte d&#8217;Appello. Perché l&#8217;assoluzione per il periodo successivo al &#8217;92, fa cadere il castello accusatorio sul quale era stata incentrata la campagna antiberlusconiana degli ultimi quindici anni. Il sospetto di collusioni mafiose, il sospetto che la genesi di Forza Italia fosse radicata in un oscuro e criminoso accordo mafioso&#8230; il sospetto che la discesa di Silvio Berlusconi in campo non fosse così disinteressata come poteva sembrare, sono stati definitivamente spazzati via dalla stessa magistratura che su un altro versante e a molte centinaia di chilometri di distanza pur avendo riconosciuto la gravità di un gesto inconsulto come quello commesso da Tartaglia ai danni del Premier, come uomo e come figura istituzionale, ha ritenuto di non dover procedere alla condanna perché l&#8217;uomo al momento di compiere il fatto era incapace di intendere e di volere.<br /> Una sentenza che non può non lasciare perplessi, sebbene personalmente non abbia carte che possano confutare o confermare questa decisione. Lascia comunque perplessi più di quanto lasci perplessi la sentenza su Dell&#8217;Utri. Era quasi palese, nel caso del Senatore, che le accuse contro di lui fossero insussistenti. I giudici non hanno fatto altro che rilevare tale inconsistenza e smontare le accuse contro il senatore. Nel caso di Tartaglia invece la dinamica del fatto, così come riportata dagli organi di informazione, ha lasciato un mare di dubbi. Ma &#8211; ripeto &#8211; è difficile, senza lo stesso grande risalto mediatico avuto dal processo dell&#8217;Utri, capire esattamente cosa sia accaduto quella sera di dicembre. Girando per la rete, se ne leggono e vedono di tutti i colori. Si è arrivati addirittura a ipotizzare un falso attentato. Quello che è certo è che nel caso in questione dalla condanna esemplare all&#8217;assoluzione piena per infermità di mente, non c&#8217;era di mezzo l&#8217;oceano, e nemmeno il mare. Magari solo un rigagnolo. I misteri della nostra giustizia!</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.iljester.it/tartaglia-assolto-e-a-dellutri-confermati-sette-anni.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>6</slash:comments> </item> <item><title>Grasso: le stragi mafiose favorirono nuove entità politiche</title><link>http://www.iljester.it/grasso-le-stragi-mafiose-favorirono-nuove-entita-politiche.html</link> <comments>http://www.iljester.it/grasso-le-stragi-mafiose-favorirono-nuove-entita-politiche.html#comments</comments> <pubDate>Thu, 27 May 2010 06:59:10 +0000</pubDate> <dc:creator>Il Jester</dc:creator> <category><![CDATA[Giustizia]]></category> <category><![CDATA[Politica]]></category> <category><![CDATA[antimafia]]></category> <category><![CDATA[berlusconi]]></category> <category><![CDATA[brusca]]></category> <category><![CDATA[ciancimino]]></category> <category><![CDATA[falcone]]></category> <category><![CDATA[Forza Italia]]></category> <category><![CDATA[giovanni falcone]]></category> <category><![CDATA[grasso]]></category> <category><![CDATA[mafia]]></category> <category><![CDATA[piero grasso]]></category> <category><![CDATA[repubblica]]></category> <category><![CDATA[riina]]></category> <category><![CDATA[spatuzza]]></category> <category><![CDATA[stragi di mafia]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.iljester.it/?p=6743</guid> <description><![CDATA[Ecco l&#8217;ennesima rivelazione &#8220;shockante&#8221; dei magistrati nostrani, che intanto &#8211; è bene dire &#8211; protestano per la manovra economica &#8220;lacrime e sangue&#8221;, visto che il CDM ha previsto un taglio ai loro sostanziosi stipendi. 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Secondo Piero Grasso &#8211; procuratore nazionale antimafia &#8211; gli apparati mafiosi del 1993, dinanzi al tracollo tangentaro di PSI e DC, avevano l&#8217;obiettivo di &#8220;<em>organizzare azioni criminose eclatanti che, sconvolgendo</em> [il nostro paese]<em>, avrebbero dato la possibilità ad un&#8217;entità esterna di proporsi come soluzione per poter riprendere in pugno l&#8217;intera situazione economica, politica, sociale, che veniva dalle macerie di Tangentopoli</em>.&#8221;<br /> Una ricostruzione davvero curiosa, perché è facile fare due più due. Nel 1994 nasce Forza Italia, e dunque si ritorna alla mitologia sconfessata più volte dalle contraddizioni di Ciancimino e dalla sconfessione del test Spatuzza da parte di Graviano di un presunto quanto fantasioso e forzato coinvolgimento di Berlusconi nelle stragi di mafia del 1993 per agevolarne la discesa in campo (con tutti gli annessi e connessi, compreso il controllo di una sua televisione). Una mitologia che personalmente non mi ha mai convinto, anche perché ho sempre ritenuto che fu Tangentopoli, per certi versi e forse persino inconsapevolemente, il vero progetto politico che volle sconvolgere il nostro paese, per dare la possibilità ai partiti dell&#8217;eterna opposizione di prendere il potere politico senza avversari degni di nota. Le stragi di mafia, invece, facevano piuttosto parte di una strategia della tensione legata all&#8217;intrinseca debolezza dello Stato, incapace di contrastare con efficacia la malavita organizzata, anche in ragione della bufera tangentara; Cosa Nostra, all&#8217;epoca, voleva posizioni più morbide per i boss carcerati, e voleva soprattutto maggiore libertà d&#8217;azione che però lo Stato non gli concesse affatto.<br /> E in fin dei conti, la sola logica va contro la ricostruzione suggerita da Grasso. La DC e il PSI, ma soprattutto la DC, in Sicilia era una potenza politica con rapporti tra politica e mafia ad alto livello. Tangentopoli colpì proprio la DC con effetti devastanti. La mafia non aveva certo bisogno di una strategia della tensione con attentati per agevolare l&#8217;ascesa di una nuova entità politica che sostituisse la vecchia Democrazia Cristiana: doveva solo restare  in attesa, e intanto favorire il famoso nuovo soggetto politico. Doveva restare in silenzio, e non certo esporsi con stragi che hanno avuto la sola conseguenza di ricompattare lo Stato e inasprire ancora di più la lotta alla criminalità organizzata. Del resto, è di quegli anni la cattura di boss di rilevanza storica, come Riina e Brusca, coinvolti nelle anzidette stragi.<br /> Negli anni successivi, sappiamo poi, come l&#8217;Italia, retta da una maggioranza di centrodestra (Forza Italia, AN, UDC, e poi PDL) abbia avviato una lotta serrata alla mafia che si pone in netto contrasto con l&#8217;idea che la malavita organizzata abbia voluto agevolare l&#8217;ascesa di un nuovo soggetto politico che alcuni pentiti di mafia poi riconducono in modo contraddittorio e debole proprio a Forza Italia. Se questa idea fosse vera, la mafia avrebbe fatto per la seconda volta un errore strategico madornale: avrebbe agevolato una forza politica che poi le ha dichiarato guerra con normative e azioni politiche che la DC non avrebbe neanche mai concepito.<br /> E del resto, continuando a leggere le dichiarazioni di Grasso, lo stesso magistrato tenta di ridimensionare la sua affermazione: &#8220;<em></em><em>Occorre dimostrare </em>- precisa -<em> l&#8217;esistenza di un&#8217;intesa criminale con un soggetto anche politico in via di formazione, intenzionato a promuovere e sfruttare una situazione di grave perturbamento dell&#8217;ordine pubblico per la sua affermazione. Rimangono molte domande a cui bisogna dare risposta</em>&#8220;.<br /> Le risposte in realtà ci sono già, e sono contenute nelle contraddizioni delle dichiarazioni di Ciancimino J. e nella sconfessione delle dichiarazioni di Spatuzza da parte di Graviano. Non esistono altre verità, se non quella di trovare motivazioni più o meno fantasiose per spazzare via il centrodestra e dunque consegnare il nostro paese alla sinistra, come si tenta di fare ormai da venti anni. Fortunatamente gli italiani sono più intelligenti di quanto si pensi e si creda, e l&#8217;azione del nostro governo è sotto gli occhi di tutti, soprattutto del mondo.</p><p>Fonte della dichiarazione di Grasso: Repubblica.it del 27 maggio 2010</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.iljester.it/grasso-le-stragi-mafiose-favorirono-nuove-entita-politiche.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>Berlusconi VS Fini. Chi la spunterà?</title><link>http://www.iljester.it/berlusconi-vs-fini-chi-la-spuntera.html</link> <comments>http://www.iljester.it/berlusconi-vs-fini-chi-la-spuntera.html#comments</comments> <pubDate>Sat, 17 Apr 2010 10:21:04 +0000</pubDate> <dc:creator>Il Jester</dc:creator> <category><![CDATA[Politica]]></category> <category><![CDATA[berlusconi]]></category> <category><![CDATA[berlusconi e fini]]></category> <category><![CDATA[Fini]]></category> <category><![CDATA[fini contro berlusconi]]></category> <category><![CDATA[fini vs berlusconi]]></category> <category><![CDATA[Forza Italia]]></category> <category><![CDATA[Gianfranco Fini]]></category> <category><![CDATA[gruppi parlamentari]]></category> <category><![CDATA[msi]]></category> <category><![CDATA[pdl]]></category> <category><![CDATA[scissione pdl]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.iljester.it/?p=6345</guid> <description><![CDATA[Questi sono i giorni della resa dei conti. Così almeno si legge nei giornali di mezza Italia. C&#8217;è chi mugugna (a destra) e c&#8217;è chi spera (a sinistra). Perché lo scontro tra il Cavaliere e Fini è uno scontro storico, da molti auspicati, da tanti scongiurato. A sinistra, non a caso, si guarda alla querelle [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.iljester.it/wp-content/2010/04/C_3_TopNews_86471_foto.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-6346" style="margin-top: 4px; margin-bottom: 4px;" title="ITALY-POLITICS-BERLUSCONI" src="http://www.iljester.it/wp-content/2010/04/C_3_TopNews_86471_foto.jpg" alt="" width="199" height="280" /></a>Questi sono i giorni della resa dei conti. Così almeno si legge nei giornali di mezza Italia. C&#8217;è chi mugugna (a destra) e c&#8217;è chi spera (a sinistra). Perché lo scontro tra il Cavaliere e Fini è uno scontro storico, da molti auspicati, da tanti scongiurato. A sinistra, non a caso, si guarda alla querelle con ottimismo: una scissione all&#8217;interno del PDL favorirebbe la sinistra, la galvanizzerebbe, perché il centrodestra ne uscirebbe depotenziato. Bersani addirittura paventa la crisi e ancora una volta insiste con la solfa secondo la quale il centrodestra non ha vinto le ultime elezioni. Il che, mi pare francamente ridicolo, se non fosse che i politici, pur di dare dei benefit ideali ai propri elettori, sono disposti ad affermare pure che il sole sorge a ovest e tramonta a est. Nel caso del PD, certe affermazioni sono praticamente la regola.<br /> Comunque sia, tornando a Fini, il Presidente della Camera conta i suoi fedelissimi, per accorgersi amaramente che un gruppo autonomo è davvero difficile da costituire. Non ha i numeri il Gianfranco: pochi sono disposti a seguire chi è destinato a perdere. Gli elettori e i fans del Popolo delle Libertà hanno le idee ben precise sulla questione, e la stragrande maggioranza stanno con Berlusconi: cavallo vincente non si cambia&#8230; anzi, cavaliere vincente non si cambia. I delfini o gli ex tali possono tranquillamente continuare a nuotare nel loro piccolo invaso, illudendosi di avere un consenso che non esiste e che forse non è mai esistito. Perché per Fini, l&#8217;effetto della ipotetica scissione è chiaro: il ritorno a un misero due per cento, in una terra di nessuno come il centro, dominato dal barone Rutelli e dal conte Casini. Una prospettiva che potrebbe indurre anche chi inizialmente decidesse di seguirlo ad abbandonarlo per strada.<br /> Fini questo lo sa, e forse si è reso conto del pericolo di un futuro anonimo. Anche perché  a sinistra non hanno grande interesse per lui, se non in chiave anti-cavaliere; come a dire &#8220;il nemico del mio nemico è mio amico&#8221;. Fini, in altre parole, è simpatico alla sinistra in ragione non tanto delle sue idee sull&#8217;immigrazione, ma perché costituisce o potrebbe costituire una spina nel fianco del Cavaliere. Oltre questo, Fini è sempre di destra, e come tale va combattuto. Ma non ora che si pone di traverso tra il Cavaliere e le riforme che il PD non vuole, e che non vuole perché non è in grado di apportare utili contribuiti, e  perché le stesse costituirebbero lo sfilacciamento dell&#8217;asse di potere che ha permesso all&#8217;ormai ex PCI di salvarsi dal vortice giudiziario di mani pulite e di acquisire una credibilità politica che in altro tempo e in altro contesto non avrebbe.<br /> Fini dunque lo sa, ma sa anche che ormai è troppo tardi per tirarsi indietro, per rientrare nei ranghi senza perdere credibilità dinanzi a chi finora lo ha sostenuto nei suoi svarioni. Ecco dunque che cerca una soluzione di mediazione: niente gruppi autonomi, ma più collegialità nel PDL. Niente più opinioni fuori luogo, ma meno influenza della Lega sulle decisioni del centrodestra. Questa è una richiesta d&#8217;aiuto al Cavaliere: dammi un&#8217;occasione per non andarmene &#8211; pare dire Gianfranco &#8211; e io non me ne andrò. Dammi un pretesto per rimanere, e io rimarrò.<br /> E Berlusconi? Berlusconi pare aver capito tutto. Sa bene che Fini fuori dal PDL non ha un grande futuro,  e questo a dispetto del nome della sua fondazione di riferimento e a dispetto dell&#8217;ottimistica &#8220;Generazione Italia&#8221;. Ha compreso che Fini ha fatto degli errori, ma non è disposto a ingollare tutto, senza togliersi i sassolini dalla scarpa: del resto è ormai da qualche anno che l&#8217;ex delfino gli da i pugni ai fianchi. Perciò, se rottura ci sarà, probabilmente non sarà causata da Fini questa volta, ma dallo stesso Berlusconi, il quale &#8211; da generoso qual è &#8211; sarà disposto ad aprire lui stesso la porta dalla quale il Presidente della Camera dovrà uscire se non dovesse adeguarsi e se si lasciasse trasportare dalle sirene secessioniste.<br /> Chi vincerà dunque questa partita? Sinceramente non ho dubbi: Berlusconi. Navigando su internet e su Facebook, l&#8217;umore e l&#8217;opinione del popolo di centrodestra sono chiari: i finiani si contano sulle dita di una mano e ormai si nascondono. Persino chi fino a ieri votava fiamma e AN non ha dubbi in proposito: solo il Cavaliere rappresenta degnamente il centrodestra, e Fini è considerato un &#8220;traditore&#8221; della causa. Se il buongiorno si vede dal mattino, possiamo ben intuire quale sarà il peso politico di Gianfranco se non dovesse rinnovare la propria fedeltà al PDL. E detto papale, papale, molti se lo augurano&#8230;</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.iljester.it/berlusconi-vs-fini-chi-la-spuntera.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Abbiamo un nuovo scrittore noir: Ciancimino J.</title><link>http://www.iljester.it/abbiamo-un-nuovo-scrittore-noir-ciancimino-j.html</link> <comments>http://www.iljester.it/abbiamo-un-nuovo-scrittore-noir-ciancimino-j.html#comments</comments> <pubDate>Mon, 08 Feb 2010 21:21:54 +0000</pubDate> <dc:creator>Il Jester</dc:creator> <category><![CDATA[Giustizia]]></category> <category><![CDATA[berlusconi]]></category> <category><![CDATA[ciancimino]]></category> <category><![CDATA[ciancimino junior]]></category> <category><![CDATA[dan brown]]></category> <category><![CDATA[dell'utri]]></category> <category><![CDATA[Forza Italia]]></category> <category><![CDATA[mafia]]></category> <category><![CDATA[Mafiosi]]></category> <category><![CDATA[provenzano]]></category> <category><![CDATA[stragi mafiose]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.iljester.it/?p=5470</guid> <description><![CDATA[Abbiamo un nuovo scrittore del giallo e dell&#8217;intrigo e non lo sapevamo. Ciancimino Junior è un vero asso nel tessere oscure trame che coinvolgono Berlusconi e l&#8217;ex ormai Forza Italia, e a renderli complici entrambi della mafia; o meglio &#8211; se dobbiamo tagliare il capello in quattro &#8211; oggetti di un accordo tra Stato e [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a title="Ciancimino J." href="http://www.iljester.it/wp-content/2010/02/ciancimino.jpg"><img class="size-full wp-image-5471 alignleft" style="margin-top: 4px; margin-bottom: 4px;" title="ciancimino" src="http://www.iljester.it/wp-content/2010/02/ciancimino.jpg" alt="" width="200" height="150" /></a> Abbiamo un nuovo scrittore del giallo e dell&#8217;intrigo e non lo sapevamo. Ciancimino Junior è un vero asso nel tessere oscure trame che coinvolgono Berlusconi e l&#8217;ex ormai Forza Italia, e a renderli complici entrambi della mafia; o meglio &#8211; se dobbiamo tagliare il capello in quattro &#8211; oggetti di un accordo tra Stato e Mafia. <br /> Un racconto, il suo &#8211; sebbene a puntate e con lacune e contraddizioni evidenti &#8211; davvero avvincente e ricco di colpi di scena che neanche Battisti, dal suo esilio brasileiro e sotto l&#8217;ala protettrice di Lula e Genro, con i suoi libri noir, riuscirebbe a immaginare.<br /> Ma Ciancimino J. sì. Lui, nonostante la giovane età, conosce tutto della mafia e dei rapporti tra criminalità organizzata e Stato; sa bene quali legami esistevano tra il boss Provenzano e il padre e quelli che invece legavano il primo al solito Dell&#8217;Utri e al sempre presente Berlusconi (il quale fra poco &#8211; vedrete &#8211; sarà additato come responsabile anche della strage di Ustica). Ed è curioso vedere come la favella e i ricordi, al buon junior, gli siano riaffiorati alla memoria giusto giusto qualche annetto fa, e cioè  nel 2007. Invece che parlare davanti a una giudice, avesse parlato davanti a un editore, probabilmente oggi il suo libro avrebbe sgretolato il record di Dan Brown, il quale al suo confronto è un pivellino.<span id="more-5470"></span><br /> Ciancimino ha le idee davvero chiare sui fatti e sulle accuse mosse al colonello Mori e di riflesso a Berlusconi e Dell&#8217;Utri. La mafia? Ma naturalmente voleva l&#8217;immunità per Provenzano e una tv di Silvio. Per garantirsi quest&#8217;ultima avrebbe &#8211; tramite un pizzinno &#8211; minacciato il rapimento del figlio del premier, perché, come afferma Ciancimino, il &#8220;<em>documento, insieme all’immunità di  cui aveva goduto Provenzano e alla mancata perquisizione del covo di  Riina, era il frutto di un’unica trattativa che andava avanti da anni </em>[una sorta di accordo dopo le stragi del '92, nda]<em>. Con quel messaggio Provenzano voleva richiamare il partito di Forza  Italia, nato grazie alla trattativa, a tornare sui suoi passi e a non  scordarsi che lo stesso Berlusconi era frutto dell’accordo.</em>&#8220;<br /> Non mi dilungo sul resto che potete leggere sui vari giornali e che per quanto mi riguarda lascia il tempo che trova, tanto da farmi domandare come sia tuttora possibile che ci sia (ancora) qualcuno che presti ascolto a questa persona e alle sue presunte &#8220;rivelazioni&#8221;. La nascita di Forza Italia e del centrodestra? Mica grande partecipazione democratica, mica grande adesione di popolo per contrastare il neocomunismo che già pensava di avere le mani nel potere. Macché! La mafia. Quella stessa mafia che si vorrebbe imparentare alla più grande rivoluzione democratica di questo paese senza la quale oggi a governarci ci sarebbero Prodi o D&#8217;Alema, o D&#8217;Alema o Prodi; o forse, in ossequio all&#8217;alternanza democratica, Bersani o D&#8217;Alema, oppure D&#8217;Alema o Bersani.<br /> Dinanzi a tutte queste eresie, appare assai lucida la posizione di Angelino Alfano quando afferma che &#8220;<em>il governo Berlusconi ha fatto con le proprie leggi esattamente il contrario di quello che prevede il famigerato Papello. La mafia non teme dibattiti e convegni, ma teme confische e carcere duro e noi abbiamo fatto la guerra alla mafia tenendo proprio come rotta quella delle confische e del rafforzamento del 41-bis, tant’è vero che il modello-Italia è diventato d’esempio per i paesi del G8.</em>&#8221; <br /> Questa è la migliore risposta che può essere data a personaggi come Ciancimino o ai mafiosi che dal carcere probabilmente ora godono contro coloro che hanno inasprito e aggravato le loro pene fisiche e patrimoniali.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.iljester.it/abbiamo-un-nuovo-scrittore-noir-ciancimino-j.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Morto Padre Gianni Badget Bozzo</title><link>http://www.iljester.it/morto-padre-gianni-badget-bozzo.html</link> <comments>http://www.iljester.it/morto-padre-gianni-badget-bozzo.html#comments</comments> <pubDate>Fri, 08 May 2009 08:06:46 +0000</pubDate> <dc:creator>Il Jester</dc:creator> <category><![CDATA[Cultura]]></category> <category><![CDATA[Politica]]></category> <category><![CDATA[badget bozzo]]></category> <category><![CDATA[don badget bozzo]]></category> <category><![CDATA[don bozzo]]></category> <category><![CDATA[Forza Italia]]></category> <category><![CDATA[gianni badget bozzo]]></category> <category><![CDATA[partito socialista]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.iljester.it/?p=2937</guid> <description><![CDATA[L&#8217;ho conosciuto personalmente. Ho scambiato con lui qualche parole circa dieci anni fa. Una persona davvero intelligente e acuta. Sicuramente molto originale, anche per le sue posizioni e per il suo essersi schierato in modo così palese in politica. Probabilmente, nella sua vita, ha avuto sempre un conflitto interiore tra la sua voglia di proporsi [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a title="Don Gianni Badget Bozzo" href="http://www.iljester.it/wp-content/2009/05/badgetbozzo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2938" style="margin-top: 4px; margin-bottom: 4px;" title="badgetbozzo" src="http://www.iljester.it/wp-content/2009/05/badgetbozzo.jpg" alt="badgetbozzo" width="274" height="184" /></a>L&#8217;ho conosciuto personalmente. Ho scambiato con lui qualche parole circa dieci anni fa. Una persona davvero intelligente e acuta. Sicuramente molto originale, anche per le sue posizioni e per il suo essersi schierato in modo così palese in politica. Probabilmente, nella sua vita, ha avuto sempre un conflitto interiore tra la sua voglia di proporsi nell&#8217;arena della cosa pubblica e la sua fede. E questo, come è noto, gli è costato spesso qualche critica e persino misure pesanti come la sospensione a divinis dall&#8217;esercizio del ministero sacerdotale.<br /> La vita di Padre Bozzo è scandita da diversi eventi. Dopo essersi laureato in giurisprudenza nel 1956, entra nelle file della DC, finché non scopre la vocazione sacerdotale. Allora fa ingresso in seminario e inizia il percorso che lo porterà all&#8217;abito talare. Nel 1967 si laurea in teologia all&#8217;Università Gregoriana. La sua carriera a questo punto avrebbe potuto essere quella di un brillante teologo, ma Bozzo ha una forte passione per la politica italiana e in particolar modo, rimane affascinato dal Partito Socialista, di cui diverrà candidato europeo nel 1984 e poi eletto (si ripresenterà anche nel 1989, ottenendo una nuova elezione). Tutto ciò gli costerà una sospensione a divinis da parte della Curia vescovile, la quale già prima di allora gli aveva vietato di celebrare messa e di predicare in pubblico.<br /> La sospensione a divinis gli verrà revocata solo nel 1994, al termine del mandato europeo. Intanto Badget Bozzo si avvicina a Forza Italia e a Berlusconi del quale diventerà uno dei suoi più fidati consiglieri oltreché responsabile del settore formazione del neopartito. Intanto, collabora anche con diverse riviste e quotidiani (ricordo Panorama, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Stampa) e diventa direttore responsabile della rivista online Ragionpolitica.<br /> Ma Badget Bozzo ha dedicato tempo anche alla teologia e alla religione. Fu un grande sostenitore di Ratzinger, e scrisse diversi libri che affrontano i temi religiosi e teologici. In particolare, La metamoforsi della Cristianità, Dio e l&#8217;Occidente, Il Dio Perduto, l&#8217;Anticristo e la Profezia e Il futuro del cattolicesimo. Tuttavia, le sue simpatie socialiste lo portarono comunque ad assumere posizioni spesso divergenti da quelle ufficiali della Chiesa. Per esempio, Bozzo si è schierato a favore del riconoscimento delle coppie omosessuali.<br /> Il sacerdote-politico è morto a Genova nel sonno.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.iljester.it/morto-padre-gianni-badget-bozzo.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>An si scioglie e confluisce nel PDL</title><link>http://www.iljester.it/an-si-scioglie-e-confluisce-nel-pdl.html</link> <comments>http://www.iljester.it/an-si-scioglie-e-confluisce-nel-pdl.html#comments</comments> <pubDate>Sat, 21 Mar 2009 08:46:43 +0000</pubDate> <dc:creator>Il Jester</dc:creator> <category><![CDATA[Politica]]></category> <category><![CDATA[Alleanza Nazionale]]></category> <category><![CDATA[AN]]></category> <category><![CDATA[berlusconi]]></category> <category><![CDATA[fi]]></category> <category><![CDATA[Fini]]></category> <category><![CDATA[Forza Italia]]></category> <category><![CDATA[Gianfranco Fini]]></category> <category><![CDATA[Partito delle Libertà]]></category> <category><![CDATA[pdl]]></category> <category><![CDATA[scioglimento an]]></category> <category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category> <category><![CDATA[unione an fi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.iljester.it/?p=2592</guid> <description><![CDATA[Un evento di portata storica, se si pensa che fino a quindici anni fa, AN si chiamava ancora MSI ed era bollato come un partito postfascista o comunque dalle forti radici fasciste, visto che l&#8217;MSI  nacque dall&#8217;esperienza della Repubblica Sociale di Salò.  Un evento che fa il paio con Fiuggi e l&#8217;addio alle radici fasciste, [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a title="Gianfranco Fini" href="http://www.iljester.it/wp-content/2009/03/200538finiac4.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2593" style="margin-top: 4px; margin-bottom: 4px;" title="fini" src="http://www.iljester.it/wp-content/2009/03/200538finiac4.jpg" alt="fini" width="182" height="184" /></a>Un evento di portata storica, se si pensa che fino a quindici anni fa, AN si chiamava ancora MSI ed era bollato come un partito postfascista o comunque dalle forti radici fasciste, visto che l&#8217;MSI  nacque dall&#8217;esperienza della Repubblica Sociale di Salò.  Un evento che fa il paio con Fiuggi e l&#8217;addio alle radici fasciste, e il traghettamento del Movimento Sociale verso una destra più moderna e scevra degli elementi dell&#8217;autoritarismo. In altre parole, verso una destra democratica, che in Italia mancava davvero.<br /> Tutto questo grazie a Gianfranco Fini, un personaggio politico sicuramente fra i più intelligenti e capaci del panorama politico italiano, che già all&#8217;epoca capì il ruolo della destra in Italia dopo la bufera di Mani Pulite, e forse anche prima. Fu proprio Gianfranco a sdoganare &#8211; con l&#8217;aiuto di Berlusconi &#8211; la destra italiana e a renderla destra di governo, fino a farla rientrare a pieno titolo nel PPE, cioè nel Partito Popolare Europeo.<span id="more-2592"></span><br /> Oggi Alleanza Nazionale è una realtà politica importante con un consenso del 10-12%, e la sua scelta di confluire nel Popolo delle Libertà potrebbe consacrare definitivamente la vocazione del partito a partito di governo e di maggioranza. Eppure, nonostante questo, ci sono molte perplessità. E credo che queste alla fine coinvolgano non solo la base del partito, ma anche i colonelli e persino lo stesso Fini, oggi presidente della Camera.<br /> Il matrimonio con Forza Italia e la nascita del Popolo delle Libertà infatti presenta un contratto impegnativo con una clausola davvero pesante: la leadership a vita di Berlusconi, e cioè una leadership che durerà finché lo stesso Silvio non decida di ritirarsi a vita privata. Il che &#8211; a vedere oggi il presidente &#8211; non è una cosa certamente imminente. Checché lui ne dica,  infatti, il premier pare abbia intenzione di restare a cavallo fino all&#8217;ultimo respiro, e il suo obiettivo, non troppo dissimulato o nascosto, è quello di raggiungere la poltrona del Colle. Per cui il rischio è che Fini, il suo successore naturale, invecchi troppo per poter assumere il ruolo di leader, passando direttamente dal mestiere di viceleader a politico in pensione. E questo &#8211; a mio avviso &#8211; sarebbe davvero un peccato.<br /> Ma questo non è l&#8217;unico elemento di perplessità. Infatti, pure altre sono le considerazioni da fare. Il ruolo di AN all&#8217;interno del futuro partito è comunque un ruolo minoritario, e il rischio è che le posizioni del partito di Fini alla fine vengano annacquate e diluite nella posizioni della maggioranza del partito che certamente è berlusconiana. Questo potrebbe creare tensioni e possibili strappi che rischierebbero in un futuro nemmeno tanto lontano di creare scissioni pericolose, le quali certamente non ripristinerebbero lo status quo ante all&#8217;unione. Ecco perché lo Statuto del Partito delle Libertà deve essere tale da garantire in primo luogo la libertà di opinione dei membri, e deve evitare poteri assolutistici del capo che rischiano di creare solo malcontento dinanzi a decisioni per le quali magari sarebbe necessario un dibattito.<br /> Detto questo, è chiaro comunque che il passo è importante e la dote di Alleanza Nazionale è una dote invidiata da Forza Italia, poiché se quest&#8217;ultima è essenzialmente un movimento di opinione senza una struttura partitica e un radicamento nel territorio, la prima è un vero partito con circoli e sezioni, capace perciò di inserirsi nella società con maggiore efficacia.<br /> Un&#8217;ultima considerazione riguarda il ricambio generazionale e i valori etico-politici. Il PDL necessita di un ricambio di generazioni. Soprattutto necessita di aria più pulita. Un partito di centrodestra con vocazione di governo e di maggioranza deve iniziare a darsi un codice morale ed etico ben definito, al cui centro mette l&#8217;individuo e le sue libertà. Ma tali libertà, e le istanze di liberismo a cui esse si ricollegano, devono altresì tener conto delle problematiche sociali e delle debolezze intriseche di una società fondamentalmente non egualitaria. Per cui, sì libertà, sì individuo e tutto quel che ne consegue, ma anche sociale e giustizia, perequazione ed equità. Il PDL , in altre parole, dovrà essere un partito socialiberale, capace di scelte coraggiose in ambiti e settori altrimenti oggi di totale appannaggio della sinistra e dei suoi pseudavolori.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.iljester.it/an-si-scioglie-e-confluisce-nel-pdl.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>Dopo 14 anni, addio a Forza Italia</title><link>http://www.iljester.it/prova.html</link> <comments>http://www.iljester.it/prova.html#comments</comments> <pubDate>Fri, 21 Nov 2008 11:06:52 +0000</pubDate> <dc:creator>Il Jester</dc:creator> <category><![CDATA[Politica]]></category> <category><![CDATA[Alleanza Nazionale]]></category> <category><![CDATA[berlusconi]]></category> <category><![CDATA[Fini]]></category> <category><![CDATA[Forza Italia]]></category> <category><![CDATA[Partito delle Libertà]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.iljester.netsons.org/?p=1215</guid> <description><![CDATA[Forza Italia dopo quattordici anni, va in soffitta e nasce definitivamente il Partito Delle Libertà, nel quale confluirà anche Alleanza Nazionale. Un buon risultato, nell&#8217;evoluzione del centrodestra, oggi una forza politica matura e di governo. Naturalmente c&#8217;è ottimismo fra gli esponenti dell&#8217;attuale maggioranza; soprattutto fra i membri di Forza Italia. Per quanto riguarda AN, l&#8217;ottimismo [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.iljester.it/wp-content/pdl-small.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1223" style="margin-top: 3px; margin-bottom: 3px;" title="Partito Delle Libertà" src="http://www.iljester.it/wp-content/pdl-small-300x223.jpg" alt="" width="159" height="124" /></a><span style="font-size: 10pt;">Forza Italia dopo quattordici anni, va in soffitta e nasce definitivamente il Partito Delle Libertà, nel quale confluirà anche Alleanza Nazionale.<br /> Un buon risultato, nell&#8217;evoluzione del centrodestra, oggi una forza politica matura e di governo.<br /> Naturalmente c&#8217;è ottimismo fra gli esponenti dell&#8217;attuale maggioranza; soprattutto fra i membri di Forza Italia. Per quanto riguarda AN, l&#8217;ottimismo si confonde con evidenti paure di &#8220;annientamento&#8221; dell&#8217;identità storica e culturale dell&#8217;attuale partito di Fini. Ed è proprio sul destino del presidente della Camera che sorgono le maggiori perplessità e domande: sarà sempre l&#8217;eterno secondo? O avrà un ruolo di spicco nel prossimo futuro?<br /> Con Berlusconi ancora in piena attività, ne dubito fortemente. Ed è un peccato.</span></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.iljester.it/prova.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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