<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Il Jester &#187; dell&#8217;utri</title> <atom:link href="http://www.iljester.it/tag/dellutri/feed" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.iljester.it</link> <description>Blog di opinioni personali</description> <lastBuildDate>Fri, 03 Feb 2012 23:57:34 +0000</lastBuildDate> <language>en</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator> <item><title>La giustizia che «crede» a Ciancimino e «trascura» la vicenda sulla sospensione del 41bis</title><link>http://www.iljester.it/la-giustizia-che-crede-a-ciancimino-e-trascura-la-vicenda-sulla-sospensione-del-41bis.html</link> <comments>http://www.iljester.it/la-giustizia-che-crede-a-ciancimino-e-trascura-la-vicenda-sulla-sospensione-del-41bis.html#comments</comments> <pubDate>Tue, 26 Apr 2011 20:45:11 +0000</pubDate> <dc:creator>Il Jester</dc:creator> <category><![CDATA[Politica]]></category> <category><![CDATA[berlusconi]]></category> <category><![CDATA[borsellino]]></category> <category><![CDATA[calunnia]]></category> <category><![CDATA[ciancimino]]></category> <category><![CDATA[ciancimino arrestato calunnia]]></category> <category><![CDATA[dell'utri]]></category> <category><![CDATA[falcone]]></category> <category><![CDATA[giovanni conso]]></category> <category><![CDATA[mafia]]></category> <category><![CDATA[mangano]]></category> <category><![CDATA[massimo ciancimino]]></category> <category><![CDATA[pentiti di mafia]]></category> <category><![CDATA[reato di calunnia]]></category> <category><![CDATA[stato]]></category> <category><![CDATA[strage capaci]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.iljester.it/?p=10565</guid> <description><![CDATA[Ciancimino Jr. è indagato per calunnia e va in carcere. 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Lo dimostra in modo evidente il tentativo di sminuire la portata distruttiva del suo arresto per <a href="http://www.iltempo.it/politica/2011/04/22/1252440-ciancimino_arrestato_calunnia.shtml" target="_blank">l’accusa di falsificazione di alcune carte per incastrare De Gennaro</a>. Si vuole in altre parole comunicare all’opinione pubblica che se è vero che Ciancimino è generalmente un testimone poco credibile, è anche vero che qualche volta sembra avvicinarsi alla verità. <span id="more-10565"></span>In quali circostanze possiamo ben immaginarlo. Quelle nelle quali le sue dichiarazioni tendono a suggerire l’esistenza di chissà quale collegamento tra Berlusconi, la sua discesa in campo e le stragi di Capaci e Palermo. Neanche i più grandi scribacchini di inghippi e misteri riuscirebbero ad avere tanta fantasia. Ma siamo in Italia, e niente può meravigliarci tranne l’arrivo degli alieni e Di Pietro alleato di Berlusconi.<br /> Eppure c’è un dubbio che mi rode. I togati sono «assillati» dal Berlusconi che trama agli inizi degli anni ‘90; tutti loro – chi più chi meno – cercano di capire, afferrare e ricostruire i presunti accordi tra Mafia e Stato e il ruolo di Berlusconi, le sue Tv, Dell’Utri e lo stalliere Mangano. Nessuno però pare abbia la determinazione a indagare sul serio nella giusta direzione: quella che parte dalla misteriosa sospensione del 41bis e dalle dichiarazioni dell’ex Ministro Conso. Gli inquirenti – da quanto si apprende dai giornali – sembrano dar poco peso a questa specifica branca delle indagini, mentre insistono nel concentrarsi sulla pista «berlusconiana», suffragata o sorretta dalle dichiarazioni dei pentiti di mafia e dai figli di mafiosi deceduti (seppure indagati per calunnia), che in un modo o nell’altro l’avvalorano con dichiarazioni e pappelli rateizzati.<br /> Il che crea notevole confusione e incertezza, e alimenta il dubbio. È chiaro infatti che siamo dinanzi a una situazione ingarbugliata, nebbiosa e singolare (quasi unica) sotto molti profili, ed è chiaro che incastrare Berlusconi è il bandolo della matassa mitologica: la madre di tutte le indagini. Essa è la prova provata della illegittimità politica del Premier. Ed è la via unica e definitiva che porterebbe la sinistra verso lo strapotere politico, senza avversari e senza contestazioni. Poiché alla sua legittimazione politico-giudiziaria, seguirebbe quella della delegittimazione politico-giudiziaria dell’unico avversario capace di contrastarla. Del resto, oltre gli scandali «sessuali», quale altra infamia penale può davvero minare la credibilità di un imprenditore prestato alla politica, se non quella che lo imputa di collusione con la mafia?<br /> In Italia esistono parecchi peccati capitali, ma la collusione mafiosa è il peccato per eccellenza. E su questo posso pure essere d’accordo. Un po’ meno lo sono se lo si forza tramite un pentitismo spesso confuso e ambiguo, come sta avvenendo in questi ultimi anni, malgrado le evidenti contraddizioni e discrepanze tra quanto i pentiti e/o supertestimoni dichiarano e quanto effettivamente è avvenuto nella realtà dei fatti.<br /> La verità è che io personalmente faccio davvero fatica a capire, tra mezze dichiarazioni, quarti di verità, abbondanti fandonie e pappelli a rate, in che modo Berlusconi sarebbe coinvolto in vicende che videro recitare con certezza solo quattro attori: lo Stato e la mafia, e nel mezzo Falcone e Borsellino, stritolati da entrambi. Lo Stato più o meno vittima ricattata, e la mafia feroce ricattatrice bombarola, in un periodo nel quale Berlusconi non si occupava di politica, e i protagonisti di quella stagione dei veleni e del sangue erano ben altri&#8230;</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.iljester.it/la-giustizia-che-crede-a-ciancimino-e-trascura-la-vicenda-sulla-sospensione-del-41bis.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Il mistero della mancata proroga del 41bis. Scalfaro e Ciampi sostengono la tesi umanitaria</title><link>http://www.iljester.it/il-mistero-della-mancata-proroga-del-41bis-scalfaro-e-ciampi-sostengono-la-tesi-umanitaria.html</link> <comments>http://www.iljester.it/il-mistero-della-mancata-proroga-del-41bis-scalfaro-e-ciampi-sostengono-la-tesi-umanitaria.html#comments</comments> <pubDate>Thu, 17 Mar 2011 15:44:48 +0000</pubDate> <dc:creator>Il Jester</dc:creator> <category><![CDATA[Giustizia]]></category> <category><![CDATA[Politica]]></category> <category><![CDATA[41bis]]></category> <category><![CDATA[berlusconi]]></category> <category><![CDATA[brusca]]></category> <category><![CDATA[carcere duro]]></category> <category><![CDATA[ciampi]]></category> <category><![CDATA[conso]]></category> <category><![CDATA[craxi]]></category> <category><![CDATA[dell'utri]]></category> <category><![CDATA[mafia]]></category> <category><![CDATA[mangano]]></category> <category><![CDATA[scalfaro]]></category> <category><![CDATA[stragi 1992]]></category> <category><![CDATA[trattative stato mafia]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.iljester.it/?p=10030</guid> <description><![CDATA[Gira e che ti gira, le domande sulla presunta trattativa tra lo Stato italiano e la mafia rimangono ancorate alle dichiarazioni di Giovanni Conso, nel 1993 ministro della giustizia. 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I due padri della patria e del centrosinistra, Scalfaro e Ciampi, all’epoca responsabili di governo, sentiti dai PM, non ricordano quasi nulla dei fatti: un po’ l’anzianità e un po’ la distanza nel tempo alimentano le loro personali amnesie e contribuiscono a un’unica certezza: forse la mancata proroga del 41bis è frutto di un atto umanitario dell’allora ministro della giustizia nei confronti dei detenuti mafiosi.<span id="more-10030"></span> Lo ipotizza Scalfaro: «<em>Oggi, avendo recentemente appreso tale notizia dagli organi di stampa, posso soltanto supporre, pur non avendo nessuna conoscenza in merito, che quella decisione sia stata presa dal ministro Conso per ragioni di umanità nei confronti dei detenuti</em>».<br /> Una versione della storia buonista che però non soddisfa le legittime domande: ci fu o no, nel 1993, una trattativa Stato-mafia? I due ex presidenti della Repubblica, all’epoca ministri, in un qualche modo smentiscono; smentiscono soprattutto di avere mai saputo, nell’esercizio delle loro funzioni, di una presunta trattativa tra Stato e mafia. Per loro probabilmente non ci fu, e la decisione di Conso di sospendere il 41bis fu una decisione dettata dal grande senso di umanità dell’allora ministro della giustizia.<br /> Un affare intricato questo della trattativa (vera o presunta) tra Stato e mafia; una trattativa che si consumò all’indomani delle stragi di Palermo e Capaci e che non manca mai di coinvolgere Berlusconi (ormai quest’uomo è coinvolto in tutti i misteri d’Italia), il quale però nel 1993 non era ancora sceso in politica. Ciononostante, la fabbrica del petitismo mafioso non manca di renderlo partecipe del grande gioco oscuro. L’ultimo a metterlo in partita è stato Giovanni Brusca (un «grand’uomo»), che sostanzialmente rivela che in un’ottica di trattativa con lo Stato italiano, la mafia tentò di arrivare a Craxi tramite Berlusconi, utilizzando Dell’Utri e lo stalliere Mangano. Gli obiettivi vennero cristallizzati nel famoso papello di Ciancimino: attenuazione del carcere duro, chiusura delle carceri dell’Asinara e Pianosa e aggiustamenti del maxiprocesso.<br /> E in effetti, alcune misure furono attuate: il 41bis non venne rinnovato, e le carceri succitate furono chiuse e consegnate alla storia. Se queste misure furono o no il frutto di una trattativa scellerata, questo certamente io non lo so e saranno i magistrati ad accertarlo. Una cosa però è incontrovertibile. Per quanto si speculi sull’argomento, e per quante insinuazioni si facciano, vi è solo una certezza storica: tra il 1992 e il 1993 – epoca in cui si sarebbe sviluppata la trattativa tra lo Stato italiano e la mafia – a reggere le nostre istituzioni non c’erano né Berlusconi né Craxi. Il primo era ancora un imprenditore, ancora lontano dall’agone politico, mentre il secondo era un politico ormai in rovina, fuggito ad Hammamet a causa di Mani Pulite. Al Governo c’erano altri personaggi e altre forze (molte delle quali oggi quasi scomparse). Entrambi escludono oggi qualsiasi trattativa, e alcuni loro esponenti dichiarano di non averne mai saputo nulla, ritenendo in particolare che la sospensione del 41bis fu una decisione umanitaria.<br /> Ora, se questa è la verità, sarà la storia (e la giustizia) a consacrarla. Però se  venisse scoperto che la famosa trattativa tra Stato e mafia ci fu, potremo dire che fu soprattutto una responsabilità di chi ci governava all’epoca e non già di chi ci avrebbe governato dopo, come invece tentano di farci credere. E questo al di là delle ragioni politiche che la determinarono. Non credete?</p><p style="text-align: justify;">Fonti: <a href="http://www.ilgiornale.it/interni/linchiesta_trattative_stato-mafia/17-03-2011/articolo-id=511961-page=0-comments=1" target="_blank">Il Giornale</a>, <a rel="nofollow" href="http://www.lettera43.it/cronaca/10782/brusca-dell-utri-nostro-referente-politico.htm" target="_blank">Lettera43</a></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.iljester.it/il-mistero-della-mancata-proroga-del-41bis-scalfaro-e-ciampi-sostengono-la-tesi-umanitaria.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>Il teorema giudiziario su Dell’Utri crolla solo a metà</title><link>http://www.iljester.it/il-teorema-giudiziario-su-dell-utri-crolla-solo-a-meta.html</link> <comments>http://www.iljester.it/il-teorema-giudiziario-su-dell-utri-crolla-solo-a-meta.html#comments</comments> <pubDate>Sat, 20 Nov 2010 21:18:46 +0000</pubDate> <dc:creator>Il Jester</dc:creator> <category><![CDATA[Giustizia]]></category> <category><![CDATA[Politica]]></category> <category><![CDATA[berlusconi]]></category> <category><![CDATA[dell'utri]]></category> <category><![CDATA[dell'utri condannato]]></category> <category><![CDATA[mafia]]></category> <category><![CDATA[mangano]]></category> <category><![CDATA[marcello dell'utri]]></category> <category><![CDATA[motivazioni condanna dell'ultri]]></category> <category><![CDATA[patto elettorale]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.iljester.it/?p=8825</guid> <description><![CDATA[Sappiamo già da qualche mese che Dell’Utri è stato condannato per «concorso esterno in associazione mafiosa», mentre è stato assolto per quanto riguarda il «patto elettorale» con Cosa Nostra, volto a garantire a Dell’Utri l’elezione e alla Mafia qualche aggiustamento legislativo che la favorisse in qualche modo nei suoi sporchi affari. Su entrambi i punti [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.iljester.it/wp-content/2010/11/C_3_TopNews_103751_foto.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-8826" style="margin-top: 4px; margin-bottom: 4px;" title="ITALY-MAFIA-DELL'UTRI" src="http://www.iljester.it/wp-content/2010/11/C_3_TopNews_103751_foto.jpg" alt="" width="209" height="296" /></a>Sappiamo già da qualche mese che Dell’Utri è stato condannato per «concorso esterno in associazione mafiosa», mentre è stato assolto per quanto riguarda il «patto elettorale» con Cosa Nostra, volto a garantire a Dell’Utri l’elezione e alla Mafia qualche aggiustamento legislativo che la favorisse in qualche modo nei suoi sporchi affari. Su entrambi i punti ci sono state una valanga di dichiarazioni di pentiti, e i giudici alla fine hanno dovuto cedere sul secondo capo d’accusa, peraltro il più pesante.<br /> Teorema o non teorema giudiziario? È quello che si domandano in molti; mentre pochi giustizialisti non hanno dubbi: trattasi (la condanna) della prova regina che dimostra che Berlusconi è o era colluso con la mafia, e che il tramite era proprio Marcello Dell’Utri. Lo dicono i giudici nella motivazione.<br /> In verità, la situazione anziché essersi schiarita, appare ancor più ingarbugliata, perché è evidente che la debolezza dell’impianto accusatorio nei confronti del senatore Dell’Utri si è riflessa nel crollo dell’accusa più pesante: il «patto» scellerato che gli avrebbe garantito molto più dei sette anni affibbiatigli dalla Corte d’Appello. Sul punto i giudici di secondo grado hanno evidenziato che non risulta «<em>provato né che l&#8217;imputato Marcello Dell&#8217;Utri abbia assunto impegni nei riguardi del sodalizio mafioso, né che tali pretesi impegni, il cui contenuto riferito da taluni collaboranti (generica promessa di interventi legislativi e di modifiche normative) difetta di ogni specificità e concretezza, siano stati in alcun modo rispettati ovvero abbiano comunque efficacemente ed effettivamente inciso sulla conservazione e sul rafforzamento del sodalizio mafioso</em>».<br /> Rimane invece in piedi l’accusa di «concorso esterno in associazione mafiosa», un reato questo sul quale ho spesso avuto forti dubbi, vista l’estrema genericità della condotta penalmente illecita. La difficile identificazione della stessa infatti ha introdotto diverse e variegate ipotesi di «concorso esterno», che spesso hanno poco a che vedere con la collusione mafiosa. Purtroppo però c’è e dobbiamo tenercelo e Dell’Utri è stato ritenuto colpevole, laddove «<em>ha svolto&#8230; un&#8217;attività di &#8220;mediazione&#8221;&#8230; tra l&#8217;associazione mafiosa Cosa nostra&#8230; e Silvio Berlusconi</em>». Una mediazione che durò per due decenni e che avrebbe consentito «<em>all&#8217;associazione mafiosa&#8230; di perpetrare un&#8217;intensa attività estorsiva ai danni del facoltoso imprenditore milanese imponendogli sistematicamente il pagamento di ingenti somme di denaro in cambio di &#8220;protezione&#8221; personale e familiare</em>».<br /> Dunque, se questa è l’idea o la ricostruzione dei giudici, Berlusconi fu solo la vittima di un «ricatto» mafioso che terminò nel 1992 e che vide colpevole, tra gli altri, proprio il senatore Dell’Utri. A rigor di logica, il Premier avrebbe potuto costituirsi parte civile in questo procedimento, visto che subì all’epoca un ingente danno in denaro, per via dell’intensa «<em>attività estorsiva</em>» in suo danno.<br /> Eppure anche questa prospettiva lascia davvero perplessi. Le prove che dimostrano effettivamente questa «mediazione» sono davvero poche e sono basate essenzialmente sulle dichiarazioni dei pentiti; colui il quale avrebbe effettivamente potuto fare chiarezza sul punto è morto: ed è lo stalliere Mangano.<br /> Sul fronte politico, naturalmente, si sprecano le aggressioni strumentali al Premier. La sinistra chiede in coro le dimissioni di Berlusconi e di Dell’Utri, dimenticando due elementi importanti e fondamentali che dimostrano ancora una volta come i sinistri sventolino arbitrariamente e strumentalmente la nostra Costituzione. Primo. Dimenticano l’art. 27 Cost., comma uno: nessuno è colpevole fino a sentenza di condanna definitiva. Nel caso di Dell’Utri dov’è la sentenza definitiva se ancora deve pronunciarsi la Corte di Cassazione? Secondo. Berlusconi in tutta questa faccenda è parte lesa, è colui che ha subito un ricatto; è colui il quale fu costretto – se la verità processuale corrisponde alla realtà storica – a pagare del denaro per evitare pericoli per sé e per la sua famiglia. Che? Adesso, il taglieggiato è un mafioso? A questi due elementi aggiungiamo un controsenso: se Dell’Utri – come spesso amano ricordare i sinistri – entrò in politica per difendersi dalle accuse di mafia, come è possibile che il suo ingresso in politica invece fu legato a un patto con la mafia?</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.iljester.it/il-teorema-giudiziario-su-dell-utri-crolla-solo-a-meta.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Quando gli equilibri politici li decidono i magistrati</title><link>http://www.iljester.it/quando-gli-equilibri-politici-li-decidono-i-magistrati.html</link> <comments>http://www.iljester.it/quando-gli-equilibri-politici-li-decidono-i-magistrati.html#comments</comments> <pubDate>Thu, 29 Jul 2010 08:04:06 +0000</pubDate> <dc:creator>Il Jester</dc:creator> <category><![CDATA[Giustizia]]></category> <category><![CDATA[Politica]]></category> <category><![CDATA[art. 27 cost.]]></category> <category><![CDATA[centrodestra]]></category> <category><![CDATA[dell'utri]]></category> <category><![CDATA[destra]]></category> <category><![CDATA[garantismo]]></category> <category><![CDATA[giustiziaismo]]></category> <category><![CDATA[giustizialismo]]></category> <category><![CDATA[indagini magistrati]]></category> <category><![CDATA[p3]]></category> <category><![CDATA[PD]]></category> <category><![CDATA[pdl]]></category> <category><![CDATA[sinistra]]></category> <category><![CDATA[verdini]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.iljester.it/?p=7292</guid> <description><![CDATA[In Italia siamo arrivati a questo: la politica non è più un affare di tutti i cittadini, ma lo è dei magistrati. 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Se un Governo non garba, non va bene, non è aderente all&#8217;ideologia o al pensare di una certa parte politica, be&#8217; allora esiste un modo per farlo &#8220;fuori&#8221; (che non è il consulto elettorale), ed è indagare qualche suo esponente per reati che ancora non si capisce di che specie siano. Mi chiedo infatti qual è il crimine nel accertarsi se un investimento (come quello sull&#8217;eolico) debba andare a buon fine e a chi debba essere affidato, oppure se una carica deve essere affidata a un uomo di fiducia anziché a un altro. E mi chiedo dove stiano davvero i reati in un modo di fare politica che appartiene proprio alla politica, e non da oggi ma da sempre. Me lo chiedo perché nessun magistrato aveva ipotizzato una fantastica quanto improbabile P3 all&#8217;epoca della scalata Unipol-Bnl. Oggi, invece, pare che si sia scoperta l&#8217;acqua calda, e non è tanto la macchinazione in sé (il pitreismo) a destare perplessità, quanto l&#8217;eccessiva amplificazione mediatica che se ne sta dando, e a tutto vantaggio di un&#8217;opposizione inesistente e politicamente vuota.<br /> Ammesso però che ci siano delle responsabilità in queste patetiche &#8220;consorterie&#8221;, è ovvio che le stesse dovranno essere accertate, ma non capisco l&#8217;estrema esigenza di chiedere teste e dimissioni. Soprattutto non le capisco quando provengono dalla maggioranza, o comunque da certi settori della stessa, i quali &#8211; peggio dei giustizialisti dipietristi, che non conoscono un minimo di garantismo &#8211; ora sollevano un&#8217;improbabile quanto ridicola questione morale all&#8217;interno del PDL. Dov&#8217;è che stavano questi signori un anno fa? Due anni fa? Cinque anni? Dieci anni fa? Quando già la questione morale nel PDL era attualità, visto l&#8217;atteggiamento spocchioso della sinistra, che tuttora crede di essere perfetta e moralmente giusta? Dov&#8217;erano? Perché oggi, improvvisamente, si svegliano e parlano di questione morale, di esigenza di pulizia all&#8217;interno del partito?<br /> In verità, a me pare che anche questa curiosa riscoperta della moralità politica sembra sia strumentale a fare opposizione interna al PDL. Sappiamo &#8211; e questo blog l&#8217;ha detto &#8211; esiste ormai una lotta intestina all&#8217;interno del centrodestra. Fini contro Berlusconi e Berlusconi contro Fini. Quest&#8217;ultimo ha scelto un campo ben preciso: il giustizialismo, mitigato da un vago garantismo, più per opportunità politica legata a una base elettorale che giustizialista non è, che per vera vocazione garantista. Certo, adesso l&#8217;ultima di Fini è torniamo a parlarci, a rivederci e a proseguire il nostro percorso comune. Ma &#8211; mi domando &#8211; chi più ci crede? Nessuno, e non capisco perché ora abbia nuovamente cambiato idea.<br /> Sta di fatto che il clima che si è instaurato in Italia in questo costante rimbalzo tra politica e giustizia, è un clima pericolosamente giacobino, dove basta una banale delazione, un&#8217;intercettazione dalla quale emergono parole ambigue, per avviare un&#8217;indagine e cambiare gli assetti politici di un paese. Un potere troppo grande anche per un magistrato; un potere che i nostri costituenti &#8211; quelli del 1948 &#8211; avevano probabilmente previsto e scongiurato, stabilendo l&#8217;immunità di cui all&#8217;art. 68 Cost. Immunità che  &#8211; ricordo -  è stata cancellata a seguito della stagione di Mani Pulite, in una contingente esasperazione giustizialista che non ha prodotto la moralizzazione della politica, ma ha solo creato una micidiale miscela di giacobinismo e antipoliticismo, con una crescita abnorme e sproporzionata dell&#8217;influenza del potere giudiziario sulla politica.<br /> In questi venti anni si è tentato in ogni modo di tornare alla normalità, di ricreare un assetto di equilibri, a stabilire nuovi paletti nei rapporti tra giustizia e politica. Tentativi tutti puntualmente falliti. La sinistra giacobina e giustizialista, il dipietrismo e tutte le manifestazioni politiche legate al passato, a un modo di fare politica di natura autoritaria ed egemonica, non hanno permesso questo, perché avrebbe significato disarmare la mano giustizialista; avrebbe significato restituire l&#8217;Italia alla normale dialettica politica tra maggioranza e opposizione. Avrebbe significato non permettere più al primo magistrato che si sveglia alla mattina di acquisire notorietà con inchieste scandalo spesso rivelatesi negli elementi d&#8217;indagine inconsistenti. Avrebbe significato riportare la giustizia al proprio posto; a quello che la Costituzione le affida: l&#8217;applicazione della legge e non già di una qualsivoglia strategia (o ideologia) politica.<br /> Del resto, che qui nel nostro paese si viva in un clima giustizialista, dove ogni politico che non appartiene alla Santa Sinistra, è un carbonaro, un complottista, un corrotto o un mafioso, fino a instillare nella mente debole e poco attenta di molti elettori l&#8217;idea che davvero centrodestra equivalga a mafia-associazione segrete-lobby affaristiche, è dimostrato da questi episodi e da questo gramo e patetico tentativo di delegittimare una maggioranza e il suo Governo, attraverso indagini che per ora hanno davvero pochi elementi in mano e che non sono neanche partite sul serio, ma che già hanno emesso mediaticamente le loro indiscutibili condanne con tanto di dimissioni richieste, mozioni di sfiducia e commissioni d&#8217;inchiesta parlamentari. Perché in Italia oggi funziona così: l&#8217;indagine giudiziaria non è solo un&#8217;indagine, è una sentenza di condanna definitiva. E come tale richiede atti dovuti: dimissioni e magari ammissioni di responsabilità, anche quando forse non ci sono. Ecco che allora, nel nostro modo di vedere la politica, si insinua &#8211; grazie anche alle amplificazioni mediatiche di certi organi di informazione imbavagliati solo nelle proteste &#8211; uno schema mentale subdolo e pericoloso&#8230; giacobino: chi è indagato è sicuramente colpevole. Se un magistrato avvia un&#8217;indagine, evidentemente ha in mano prove incontrovertibili della colpevolezza dell&#8217;indagato. Ergo, chi è indagato è condannato e dunque è un delinquente.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.iljester.it/quando-gli-equilibri-politici-li-decidono-i-magistrati.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>5</slash:comments> </item> <item><title>Tartaglia assolto e a Dell&#8217;Utri confermati sette anni</title><link>http://www.iljester.it/tartaglia-assolto-e-a-dellutri-confermati-sette-anni.html</link> <comments>http://www.iljester.it/tartaglia-assolto-e-a-dellutri-confermati-sette-anni.html#comments</comments> <pubDate>Tue, 29 Jun 2010 21:04:46 +0000</pubDate> <dc:creator>Il Jester</dc:creator> <category><![CDATA[Giustizia]]></category> <category><![CDATA[Politica]]></category> <category><![CDATA[attentato al premier]]></category> <category><![CDATA[dell'utri]]></category> <category><![CDATA[Forza Italia]]></category> <category><![CDATA[fratelli graviano]]></category> <category><![CDATA[mafia]]></category> <category><![CDATA[marcello dell'utri]]></category> <category><![CDATA[massimo tartaglia]]></category> <category><![CDATA[statuetta del duomo]]></category> <category><![CDATA[tartaglia]]></category> <category><![CDATA[trattativa stato mafia]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.iljester.it/?p=7172</guid> <description><![CDATA[Due casi diversi. Due mondi distanti in modo pressoché abissale. Eppure uniti da un filo flebile che si chiama Silvio Berlusconi. Già, perché il primo fu colui che a dicembre 2009 scagliò la statuetta del Duomo di Milano contro il premier, ferendolo gravemente al volto. Il secondo invece fu uno dei contributori alla nascita di [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.iljester.it/wp-content/2010/06/dellutri_berlusconi.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-7174" style="margin-top: 4px; margin-bottom: 4px;" title="dellutri_berlusconi" src="http://www.iljester.it/wp-content/2010/06/dellutri_berlusconi.jpg" alt="" width="204" height="119" /></a>Due casi diversi. Due mondi distanti in modo pressoché abissale. Eppure uniti da un filo flebile che si chiama Silvio Berlusconi. Già, perché il primo fu colui che a dicembre 2009 scagliò la statuetta del Duomo di Milano contro il premier, ferendolo gravemente al volto. Il secondo invece fu uno dei contributori alla nascita di Forza Italia, oggi coinvolto in un processo che dura da quindici anni e che lo ha visto imputato di concorso esterno in associazione mafiosa.<br /> Tartaglia oggi è stato assolto perché il PM ha sostenuto la tesi della non imputabilità del reo per incapacità temporanea di intendere e di volere. Il GUP ha ritenuto fondata la richiesta e ha disposto solo l&#8217;applicazione di una misura di sicurezza, consistente in un anno di ricovero coatto presso una comunità terapeutica. A Marcello Dell&#8217;Utri invece è stata confermata la condanna in appello, sebbene riformata sia nella determinazione del fatto di reato e sia conseguentemente nella pena inflittagli. I giudici della Corte d&#8217;Appello hanno infatti ritenuto completamente infondata la tesi della &#8220;trattativa mafia-Stato&#8221; successiva al 1992, che avrebbe visto l&#8217;on. Dell&#8217;Utri fra gli esponenti più attivi di questa trattativa, anche in ragione della fondazione di Forza Italia e dei suoi rapporti con i fratelli Graviano (con tutto quello che ne è conseguito in termini di connessioni tra mafia e il nascente partito berlusconiano sulle quali la letteratura giornalistica è pressoché sterminata), e lo hanno assolto perché &#8220;il fatto non sussiste&#8221;, ritenendolo invece responsabile per i fatti anteriori alla data anzidetta.<br /> Leggendo i giornali, quella che fa parlare di più è ovviamente la condanna di Dell&#8217;Utri. Dalle parti del PDL si esprime solidarietà al Senatore e si attacca chi, dentro e fuori la magistratura, ha voluto spingere verso i teoremi complottisti e collusivi, cercando in questo senso di delegittimare un partito, un&#8217;area e il suo leader. Mentre dalle parti della sinistra, ovviamente, si esulta per la (conferma della) condanna di concorso esterno in associazione mafiosa, anche se a denti stretti per il distinguo temporale operato dalla Corte d&#8217;Appello. Perché l&#8217;assoluzione per il periodo successivo al &#8217;92, fa cadere il castello accusatorio sul quale era stata incentrata la campagna antiberlusconiana degli ultimi quindici anni. Il sospetto di collusioni mafiose, il sospetto che la genesi di Forza Italia fosse radicata in un oscuro e criminoso accordo mafioso&#8230; il sospetto che la discesa di Silvio Berlusconi in campo non fosse così disinteressata come poteva sembrare, sono stati definitivamente spazzati via dalla stessa magistratura che su un altro versante e a molte centinaia di chilometri di distanza pur avendo riconosciuto la gravità di un gesto inconsulto come quello commesso da Tartaglia ai danni del Premier, come uomo e come figura istituzionale, ha ritenuto di non dover procedere alla condanna perché l&#8217;uomo al momento di compiere il fatto era incapace di intendere e di volere.<br /> Una sentenza che non può non lasciare perplessi, sebbene personalmente non abbia carte che possano confutare o confermare questa decisione. Lascia comunque perplessi più di quanto lasci perplessi la sentenza su Dell&#8217;Utri. Era quasi palese, nel caso del Senatore, che le accuse contro di lui fossero insussistenti. I giudici non hanno fatto altro che rilevare tale inconsistenza e smontare le accuse contro il senatore. Nel caso di Tartaglia invece la dinamica del fatto, così come riportata dagli organi di informazione, ha lasciato un mare di dubbi. Ma &#8211; ripeto &#8211; è difficile, senza lo stesso grande risalto mediatico avuto dal processo dell&#8217;Utri, capire esattamente cosa sia accaduto quella sera di dicembre. Girando per la rete, se ne leggono e vedono di tutti i colori. Si è arrivati addirittura a ipotizzare un falso attentato. Quello che è certo è che nel caso in questione dalla condanna esemplare all&#8217;assoluzione piena per infermità di mente, non c&#8217;era di mezzo l&#8217;oceano, e nemmeno il mare. Magari solo un rigagnolo. I misteri della nostra giustizia!</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.iljester.it/tartaglia-assolto-e-a-dellutri-confermati-sette-anni.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>6</slash:comments> </item> <item><title>Ciancimino J. sconfessato dal giudice</title><link>http://www.iljester.it/ciancimino-j-sconfessato-dal-giudice.html</link> <comments>http://www.iljester.it/ciancimino-j-sconfessato-dal-giudice.html#comments</comments> <pubDate>Fri, 05 Mar 2010 22:17:07 +0000</pubDate> <dc:creator>Il Jester</dc:creator> <category><![CDATA[Giustizia]]></category> <category><![CDATA[accordo mafia-stato]]></category> <category><![CDATA[berlusconi]]></category> <category><![CDATA[ciancimino]]></category> <category><![CDATA[ciancimino j.]]></category> <category><![CDATA[dell'utri]]></category> <category><![CDATA[mafia]]></category> <category><![CDATA[marcello dell'utri]]></category> <category><![CDATA[mori]]></category> <category><![CDATA[obinu]]></category> <category><![CDATA[papello]]></category> <category><![CDATA[provenzano]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.iljester.it/?p=5873</guid> <description><![CDATA[Ogni tanto qualche giudice agisce con autentico buon senso, e nel caso di Ciancimino J. sarebbe stato davvero delittuoso non ritenere corretta la strada del giudice d&#8217;appello di Palermo che ha ritenuto il teste (Ciancimino) inattendibile per le evidenti contraddizioni della sua resa testimoniale e per la palpabile tendenza a fare dichiarazioni de relato, cioè [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.iljester.it/wp-content/2010/03/ciancimino-j.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5874" style="margin-top: 4px; margin-bottom: 4px;" title="ciancimino j" src="http://www.iljester.it/wp-content/2010/03/ciancimino-j.jpg" alt="" width="200" height="153" /></a>Ogni tanto qualche giudice agisce con autentico buon senso, e nel caso di Ciancimino J. sarebbe stato davvero delittuoso non ritenere corretta la strada del giudice d&#8217;appello di Palermo che ha ritenuto il teste (Ciancimino) inattendibile per le evidenti contraddizioni della sua resa testimoniale e per la palpabile tendenza a fare dichiarazioni <em>de relato</em>, cioè non sentite da lui direttamente, bensì semplicemente riportate dalla voce del padre (morto) che a sua volta le avrebbe sentite da altre persone.<br /> Insomma, secondo il giudice d&#8217;appello, la testimonianza del test &#8211; che avrebbe dovuto rafforzare l&#8217;accusa contro il senatore Marcello Dell&#8217;Utri - <a href="http://it.reuters.com/article/topNews/idITMIE6240DY20100305">non sarebbe utile a scoprire la verità</a> sul politico, e forse pure sul processo relativo alla mancata cattura di Provenzano nel 1995 determinata da un accordo Mafia-Stato, che vede imputati il Generale Mori e il Colonello Obinu. <br /> Al rigetto naturalmente si sono opposti i PM di Palermo, ma il giudice dell&#8217;appello è andato avanti per la sua strada. Mi chiedo ora cosa dirà Marco Travaglio, che su certe testimonianze ci scrive tomi sensazionalistici, dove la verità è quasi confezionata in quartine di Nostradamus, tanto sono criptiche e praticamente destituite di fondamento. Non ne ho proprio idea, benché sono quasi certo che il nostro Marco troverà altri modi per vendere la sua carta a chi si beve le sue teorie.<br /> Intanto un altro passo avanti è stato fatto nella scoperta della verità. Smontata la testimonianza di Spatuzza, venuto meno il ridicolo show di Ciancimino, il presunto coinvolgimento di Berlusconi in un affare sporco e infamante come la collusione mafiosa sta perdendo sempre più consistente terreno. E diversamente non avrebbe potuto essere. E&#8217; difficile infatti cercare di incastrare una persona se non esistono i fatti che gli si attribuisce. Soprattutto laddove questi fatti sono mostruosi e sono legati a illazioni, flatus vocis, supposizioni, collegamenti sillogistici azzardati, forzature e invenzioni varie, spesso finalizzate più a infangare che a evidenziare una verità processuale ancora tutta da verificare.<br /> Da oggi, la teoria travagliesca è priva di un mattone fondamentale. Ma &#8211; come ho detto poco prima &#8211; i vari Travaglio di turno sapranno trovare qualche altro appiglio per alimentare la loro missione salvifica dell&#8217;Italia ottenebrata dall&#8217;oppio berlusconiano. Più pragmaticamente, però, ritengo che l&#8217;anzidetta missione sarà piuttosto orientata a mantenere alto il livello dei vari conti correnti bancari di editori e scrittori del genere &#8220;flavus berlusconianus&#8221;.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.iljester.it/ciancimino-j-sconfessato-dal-giudice.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Abbiamo un nuovo scrittore noir: Ciancimino J.</title><link>http://www.iljester.it/abbiamo-un-nuovo-scrittore-noir-ciancimino-j.html</link> <comments>http://www.iljester.it/abbiamo-un-nuovo-scrittore-noir-ciancimino-j.html#comments</comments> <pubDate>Mon, 08 Feb 2010 21:21:54 +0000</pubDate> <dc:creator>Il Jester</dc:creator> <category><![CDATA[Giustizia]]></category> <category><![CDATA[berlusconi]]></category> <category><![CDATA[ciancimino]]></category> <category><![CDATA[ciancimino junior]]></category> <category><![CDATA[dan brown]]></category> <category><![CDATA[dell'utri]]></category> <category><![CDATA[Forza Italia]]></category> <category><![CDATA[mafia]]></category> <category><![CDATA[Mafiosi]]></category> <category><![CDATA[provenzano]]></category> <category><![CDATA[stragi mafiose]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.iljester.it/?p=5470</guid> <description><![CDATA[Abbiamo un nuovo scrittore del giallo e dell&#8217;intrigo e non lo sapevamo. Ciancimino Junior è un vero asso nel tessere oscure trame che coinvolgono Berlusconi e l&#8217;ex ormai Forza Italia, e a renderli complici entrambi della mafia; o meglio &#8211; se dobbiamo tagliare il capello in quattro &#8211; oggetti di un accordo tra Stato e [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a title="Ciancimino J." href="http://www.iljester.it/wp-content/2010/02/ciancimino.jpg"><img class="size-full wp-image-5471 alignleft" style="margin-top: 4px; margin-bottom: 4px;" title="ciancimino" src="http://www.iljester.it/wp-content/2010/02/ciancimino.jpg" alt="" width="200" height="150" /></a> Abbiamo un nuovo scrittore del giallo e dell&#8217;intrigo e non lo sapevamo. Ciancimino Junior è un vero asso nel tessere oscure trame che coinvolgono Berlusconi e l&#8217;ex ormai Forza Italia, e a renderli complici entrambi della mafia; o meglio &#8211; se dobbiamo tagliare il capello in quattro &#8211; oggetti di un accordo tra Stato e Mafia. <br /> Un racconto, il suo &#8211; sebbene a puntate e con lacune e contraddizioni evidenti &#8211; davvero avvincente e ricco di colpi di scena che neanche Battisti, dal suo esilio brasileiro e sotto l&#8217;ala protettrice di Lula e Genro, con i suoi libri noir, riuscirebbe a immaginare.<br /> Ma Ciancimino J. sì. Lui, nonostante la giovane età, conosce tutto della mafia e dei rapporti tra criminalità organizzata e Stato; sa bene quali legami esistevano tra il boss Provenzano e il padre e quelli che invece legavano il primo al solito Dell&#8217;Utri e al sempre presente Berlusconi (il quale fra poco &#8211; vedrete &#8211; sarà additato come responsabile anche della strage di Ustica). Ed è curioso vedere come la favella e i ricordi, al buon junior, gli siano riaffiorati alla memoria giusto giusto qualche annetto fa, e cioè  nel 2007. Invece che parlare davanti a una giudice, avesse parlato davanti a un editore, probabilmente oggi il suo libro avrebbe sgretolato il record di Dan Brown, il quale al suo confronto è un pivellino.<span id="more-5470"></span><br /> Ciancimino ha le idee davvero chiare sui fatti e sulle accuse mosse al colonello Mori e di riflesso a Berlusconi e Dell&#8217;Utri. La mafia? Ma naturalmente voleva l&#8217;immunità per Provenzano e una tv di Silvio. Per garantirsi quest&#8217;ultima avrebbe &#8211; tramite un pizzinno &#8211; minacciato il rapimento del figlio del premier, perché, come afferma Ciancimino, il &#8220;<em>documento, insieme all’immunità di  cui aveva goduto Provenzano e alla mancata perquisizione del covo di  Riina, era il frutto di un’unica trattativa che andava avanti da anni </em>[una sorta di accordo dopo le stragi del '92, nda]<em>. Con quel messaggio Provenzano voleva richiamare il partito di Forza  Italia, nato grazie alla trattativa, a tornare sui suoi passi e a non  scordarsi che lo stesso Berlusconi era frutto dell’accordo.</em>&#8220;<br /> Non mi dilungo sul resto che potete leggere sui vari giornali e che per quanto mi riguarda lascia il tempo che trova, tanto da farmi domandare come sia tuttora possibile che ci sia (ancora) qualcuno che presti ascolto a questa persona e alle sue presunte &#8220;rivelazioni&#8221;. La nascita di Forza Italia e del centrodestra? Mica grande partecipazione democratica, mica grande adesione di popolo per contrastare il neocomunismo che già pensava di avere le mani nel potere. Macché! La mafia. Quella stessa mafia che si vorrebbe imparentare alla più grande rivoluzione democratica di questo paese senza la quale oggi a governarci ci sarebbero Prodi o D&#8217;Alema, o D&#8217;Alema o Prodi; o forse, in ossequio all&#8217;alternanza democratica, Bersani o D&#8217;Alema, oppure D&#8217;Alema o Bersani.<br /> Dinanzi a tutte queste eresie, appare assai lucida la posizione di Angelino Alfano quando afferma che &#8220;<em>il governo Berlusconi ha fatto con le proprie leggi esattamente il contrario di quello che prevede il famigerato Papello. La mafia non teme dibattiti e convegni, ma teme confische e carcere duro e noi abbiamo fatto la guerra alla mafia tenendo proprio come rotta quella delle confische e del rafforzamento del 41-bis, tant’è vero che il modello-Italia è diventato d’esempio per i paesi del G8.</em>&#8221; <br /> Questa è la migliore risposta che può essere data a personaggi come Ciancimino o ai mafiosi che dal carcere probabilmente ora godono contro coloro che hanno inasprito e aggravato le loro pene fisiche e patrimoniali.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.iljester.it/abbiamo-un-nuovo-scrittore-noir-ciancimino-j.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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