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	<title>Il Jester &#187; ciancimino</title>
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		<title>Grasso: le stragi mafiose favorirono nuove entità politiche</title>
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		<pubDate>Thu, 27 May 2010 06:59:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il Jester</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a title="Giovanni Falcone" href="http://www.iljester.it/wp-content/2010/05/arton114.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-6746" style="margin-top: 4px; margin-bottom: 4px;" title="arton114" src="http://www.iljester.it/wp-content/2010/05/arton114.jpg" alt="" width="225" height="214" /></a>Ecco l&#8217;ennesima rivelazione &#8220;shockante&#8221; dei magistrati nostrani, che intanto &#8211; è bene dire &#8211; protestano per la manovra economica &#8220;lacrime e sangue&#8221;, visto che il CDM ha previsto un taglio ai loro sostanziosi stipendi. Secondo Piero Grasso &#8211; procuratore nazionale antimafia &#8211; gli apparati mafiosi del 1993, dinanzi al tracollo tangentaro di PSI e DC, avevano l&#8217;obiettivo di &#8220;<em>organizzare azioni criminose eclatanti che, sconvolgendo</em> [il nostro paese]<em>, avrebbero dato la possibilità ad un&#8217;entità esterna di proporsi come soluzione per poter riprendere in pugno l&#8217;intera situazione economica, politica, sociale, che veniva dalle macerie di Tangentopoli</em>.&#8221;<br />
Una ricostruzione davvero curiosa, perché è facile fare due più due. Nel 1994 nasce Forza Italia, e dunque si ritorna alla mitologia sconfessata più volte dalle contraddizioni di Ciancimino e dalla sconfessione del test Spatuzza da parte di Graviano di un presunto quanto fantasioso e forzato coinvolgimento di Berlusconi nelle stragi di mafia del 1993 per agevolarne la discesa in campo (con tutti gli annessi e connessi, compreso il controllo di una sua televisione). Una mitologia che personalmente non mi ha mai convinto, anche perché ho sempre ritenuto che fu Tangentopoli, per certi versi e forse persino inconsapevolemente, il vero progetto politico che volle sconvolgere il nostro paese, per dare la possibilità ai partiti dell&#8217;eterna opposizione di prendere il potere politico senza avversari degni di nota. Le stragi di mafia, invece, facevano piuttosto parte di una strategia della tensione legata all&#8217;intrinseca debolezza dello Stato, incapace di contrastare con efficacia la malavita organizzata, anche in ragione della bufera tangentara; Cosa Nostra, all&#8217;epoca, voleva posizioni più morbide per i boss carcerati, e voleva soprattutto maggiore libertà d&#8217;azione che però lo Stato non gli concesse affatto.<br />
E in fin dei conti, la sola logica va contro la ricostruzione suggerita da Grasso. La DC e il PSI, ma soprattutto la DC, in Sicilia era una potenza politica con rapporti tra politica e mafia ad alto livello. Tangentopoli colpì proprio la DC con effetti devastanti. La mafia non aveva certo bisogno di una strategia della tensione con attentati per agevolare l&#8217;ascesa di una nuova entità politica che sostituisse la vecchia Democrazia Cristiana: doveva solo restare  in attesa, e intanto favorire il famoso nuovo soggetto politico. Doveva restare in silenzio, e non certo esporsi con stragi che hanno avuto la sola conseguenza di ricompattare lo Stato e inasprire ancora di più la lotta alla criminalità organizzata. Del resto, è di quegli anni la cattura di boss di rilevanza storica, come Riina e Brusca, coinvolti nelle anzidette stragi.<br />
Negli anni successivi, sappiamo poi, come l&#8217;Italia, retta da una maggioranza di centrodestra (Forza Italia, AN, UDC, e poi PDL) abbia avviato una lotta serrata alla mafia che si pone in netto contrasto con l&#8217;idea che la malavita organizzata abbia voluto agevolare l&#8217;ascesa di un nuovo soggetto politico che alcuni pentiti di mafia poi riconducono in modo contraddittorio e debole proprio a Forza Italia. Se questa idea fosse vera, la mafia avrebbe fatto per la seconda volta un errore strategico madornale: avrebbe agevolato una forza politica che poi le ha dichiarato guerra con normative e azioni politiche che la DC non avrebbe neanche mai concepito.<br />
E del resto, continuando a leggere le dichiarazioni di Grasso, lo stesso magistrato tenta di ridimensionare la sua affermazione: &#8220;<em></em><em>Occorre dimostrare </em>- precisa -<em> l&#8217;esistenza di un&#8217;intesa criminale con un soggetto anche politico in via di formazione, intenzionato a promuovere e sfruttare una situazione di grave perturbamento dell&#8217;ordine pubblico per la sua affermazione. Rimangono molte domande a cui bisogna dare risposta</em>&#8220;.<br />
Le risposte in realtà ci sono già, e sono contenute nelle contraddizioni delle dichiarazioni di Ciancimino J. e nella sconfessione delle dichiarazioni di Spatuzza da parte di Graviano. Non esistono altre verità, se non quella di trovare motivazioni più o meno fantasiose per spazzare via il centrodestra e dunque consegnare il nostro paese alla sinistra, come si tenta di fare ormai da venti anni. Fortunatamente gli italiani sono più intelligenti di quanto si pensi e si creda, e l&#8217;azione del nostro governo è sotto gli occhi di tutti, soprattutto del mondo.</p>
<p>Fonte della dichiarazione di Grasso: Repubblica.it del 27 maggio 2010</p>
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		<title>Ciancimino J. sconfessato dal giudice</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Mar 2010 22:17:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il Jester</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ogni tanto qualche giudice agisce con autentico buon senso, e nel caso di Ciancimino J. sarebbe stato davvero delittuoso non ritenere corretta la strada del giudice d&#8217;appello di Palermo che ha ritenuto il teste (Ciancimino) inattendibile per le evidenti contraddizioni della sua resa testimoniale e per la palpabile tendenza a fare dichiarazioni de relato, cioè [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.iljester.it/wp-content/2010/03/ciancimino-j.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5874" style="margin-top: 4px; margin-bottom: 4px;" title="ciancimino j" src="http://www.iljester.it/wp-content/2010/03/ciancimino-j.jpg" alt="" width="200" height="153" /></a>Ogni tanto qualche giudice agisce con autentico buon senso, e nel caso di Ciancimino J. sarebbe stato davvero delittuoso non ritenere corretta la strada del giudice d&#8217;appello di Palermo che ha ritenuto il teste (Ciancimino) inattendibile per le evidenti contraddizioni della sua resa testimoniale e per la palpabile tendenza a fare dichiarazioni <em>de relato</em>, cioè non sentite da lui direttamente, bensì semplicemente riportate dalla voce del padre (morto) che a sua volta le avrebbe sentite da altre persone.<br />
 Insomma, secondo il giudice d&#8217;appello, la testimonianza del test &#8211; che avrebbe dovuto rafforzare l&#8217;accusa contro il senatore Marcello Dell&#8217;Utri - <a href="http://it.reuters.com/article/topNews/idITMIE6240DY20100305">non sarebbe utile a scoprire la verità</a> sul politico, e forse pure sul processo relativo alla mancata cattura di Provenzano nel 1995 determinata da un accordo Mafia-Stato, che vede imputati il Generale Mori e il Colonello Obinu. <br />
 Al rigetto naturalmente si sono opposti i PM di Palermo, ma il giudice dell&#8217;appello è andato avanti per la sua strada. Mi chiedo ora cosa dirà Marco Travaglio, che su certe testimonianze ci scrive tomi sensazionalistici, dove la verità è quasi confezionata in quartine di Nostradamus, tanto sono criptiche e praticamente destituite di fondamento. Non ne ho proprio idea, benché sono quasi certo che il nostro Marco troverà altri modi per vendere la sua carta a chi si beve le sue teorie.<br />
 Intanto un altro passo avanti è stato fatto nella scoperta della verità. Smontata la testimonianza di Spatuzza, venuto meno il ridicolo show di Ciancimino, il presunto coinvolgimento di Berlusconi in un affare sporco e infamante come la collusione mafiosa sta perdendo sempre più consistente terreno. E diversamente non avrebbe potuto essere. E&#8217; difficile infatti cercare di incastrare una persona se non esistono i fatti che gli si attribuisce. Soprattutto laddove questi fatti sono mostruosi e sono legati a illazioni, flatus vocis, supposizioni, collegamenti sillogistici azzardati, forzature e invenzioni varie, spesso finalizzate più a infangare che a evidenziare una verità processuale ancora tutta da verificare.<br />
 Da oggi, la teoria travagliesca è priva di un mattone fondamentale. Ma &#8211; come ho detto poco prima &#8211; i vari Travaglio di turno sapranno trovare qualche altro appiglio per alimentare la loro missione salvifica dell&#8217;Italia ottenebrata dall&#8217;oppio berlusconiano. Più pragmaticamente, però, ritengo che l&#8217;anzidetta missione sarà piuttosto orientata a mantenere alto il livello dei vari conti correnti bancari di editori e scrittori del genere &#8220;flavus berlusconianus&#8221;.</p>
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		<title>Abbiamo un nuovo scrittore noir: Ciancimino J.</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 21:21:54 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a title="Ciancimino J." href="http://www.iljester.it/wp-content/2010/02/ciancimino.jpg"><img class="size-full wp-image-5471 alignleft" style="margin-top: 4px; margin-bottom: 4px;" title="ciancimino" src="http://www.iljester.it/wp-content/2010/02/ciancimino.jpg" alt="" width="200" height="150" /></a> Abbiamo un nuovo scrittore del giallo e dell&#8217;intrigo e non lo sapevamo. Ciancimino Junior è un vero asso nel tessere oscure trame che coinvolgono Berlusconi e l&#8217;ex ormai Forza Italia, e a renderli complici entrambi della mafia; o meglio &#8211; se dobbiamo tagliare il capello in quattro &#8211; oggetti di un accordo tra Stato e Mafia. <br />
 Un racconto, il suo &#8211; sebbene a puntate e con lacune e contraddizioni evidenti &#8211; davvero avvincente e ricco di colpi di scena che neanche Battisti, dal suo esilio brasileiro e sotto l&#8217;ala protettrice di Lula e Genro, con i suoi libri noir, riuscirebbe a immaginare.<br />
 Ma Ciancimino J. sì. Lui, nonostante la giovane età, conosce tutto della mafia e dei rapporti tra criminalità organizzata e Stato; sa bene quali legami esistevano tra il boss Provenzano e il padre e quelli che invece legavano il primo al solito Dell&#8217;Utri e al sempre presente Berlusconi (il quale fra poco &#8211; vedrete &#8211; sarà additato come responsabile anche della strage di Ustica). Ed è curioso vedere come la favella e i ricordi, al buon junior, gli siano riaffiorati alla memoria giusto giusto qualche annetto fa, e cioè  nel 2007. Invece che parlare davanti a una giudice, avesse parlato davanti a un editore, probabilmente oggi il suo libro avrebbe sgretolato il record di Dan Brown, il quale al suo confronto è un pivellino.<span id="more-5470"></span><br />
 Ciancimino ha le idee davvero chiare sui fatti e sulle accuse mosse al colonello Mori e di riflesso a Berlusconi e Dell&#8217;Utri. La mafia? Ma naturalmente voleva l&#8217;immunità per Provenzano e una tv di Silvio. Per garantirsi quest&#8217;ultima avrebbe &#8211; tramite un pizzinno &#8211; minacciato il rapimento del figlio del premier, perché, come afferma Ciancimino, il &#8220;<em>documento, insieme all’immunità di  cui aveva goduto Provenzano e alla mancata perquisizione del covo di  Riina, era il frutto di un’unica trattativa che andava avanti da anni </em>[una sorta di accordo dopo le stragi del '92, nda]<em>. Con quel messaggio Provenzano voleva richiamare il partito di Forza  Italia, nato grazie alla trattativa, a tornare sui suoi passi e a non  scordarsi che lo stesso Berlusconi era frutto dell’accordo.</em>&#8220;<br />
 Non mi dilungo sul resto che potete leggere sui vari giornali e che per quanto mi riguarda lascia il tempo che trova, tanto da farmi domandare come sia tuttora possibile che ci sia (ancora) qualcuno che presti ascolto a questa persona e alle sue presunte &#8220;rivelazioni&#8221;. La nascita di Forza Italia e del centrodestra? Mica grande partecipazione democratica, mica grande adesione di popolo per contrastare il neocomunismo che già pensava di avere le mani nel potere. Macché! La mafia. Quella stessa mafia che si vorrebbe imparentare alla più grande rivoluzione democratica di questo paese senza la quale oggi a governarci ci sarebbero Prodi o D&#8217;Alema, o D&#8217;Alema o Prodi; o forse, in ossequio all&#8217;alternanza democratica, Bersani o D&#8217;Alema, oppure D&#8217;Alema o Bersani.<br />
 Dinanzi a tutte queste eresie, appare assai lucida la posizione di Angelino Alfano quando afferma che &#8220;<em>il governo Berlusconi ha fatto con le proprie leggi esattamente il contrario di quello che prevede il famigerato Papello. La mafia non teme dibattiti e convegni, ma teme confische e carcere duro e noi abbiamo fatto la guerra alla mafia tenendo proprio come rotta quella delle confische e del rafforzamento del 41-bis, tant’è vero che il modello-Italia è diventato d’esempio per i paesi del G8.</em>&#8221; <br />
 Questa è la migliore risposta che può essere data a personaggi come Ciancimino o ai mafiosi che dal carcere probabilmente ora godono contro coloro che hanno inasprito e aggravato le loro pene fisiche e patrimoniali.</p>
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