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	<title>Il Jester &#187; antidemocratica</title>
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	<description>Blog Spoliticamente Corretto</description>
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		<title>Sinistra: se la conosci la eviti</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jul 2008 13:03:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il Jester</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Che cos&#8217;è la sinistra? E&#8217; veramente l&#8217;ala riformista del panorama politico di ogni nazione, l&#8217;eroina dei deboli o è solo un concetto ipocrita e astratto? Un mezzo fraudolento per raggiungere facilmente il potere, facendo leva sul senso di bisogno delle persone? Ma poi cosa s&#8217;intende per sinistra? Esistono diverse sinistre: c&#8217;è la sinistra marxista-leninista, c&#8217;è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.iljester.it/wp-content/sinistra.gif"><img class="alignleft" style="margin-top: 3px; margin-bottom: 3px;" title="Sinistra" src="http://www.iljester.it/wp-content/sinistra.gif" alt="Sinistra" width="164" height="186" /></a>Che cos&#8217;è la sinistra? E&#8217; veramente l&#8217;ala riformista del panorama politico di ogni nazione, l&#8217;eroina dei deboli o è solo un concetto ipocrita e astratto? Un mezzo fraudolento per raggiungere facilmente il potere, facendo leva sul senso di bisogno delle persone?<br />
 Ma poi cosa s&#8217;intende per sinistra? Esistono diverse sinistre: c&#8217;è la sinistra marxista-leninista, c&#8217;è quella socialista e c&#8217;è quella sedicente liberale e riformista. A quale di queste si rivolge l&#8217;articolo? Essenzialmente a quella che culturalmente predomina fra le tre: quella nostalgicamente comunista o radicale, la quale è la più forte nel sentimento popolare, grazie soprattutto ai (falsi) miti come Ernesto Guevara e alla propaganda. Ma chiaramente, è difficile distinguere tra sinistra e sinistra. In Italia abbiamo quella più vicina al centro democristiano (oggi PD) che, come tale, pur ponendosi in un ottica socialdemocratica, non ha perso alcuni &#8220;vizi&#8221; genetici risalenti alle proprie radici comuniste, mai del tutto negate.<span id="more-140"></span><br />
 Eccovi perciò un breve (e per nulla esauriente) ritratto della sinistra e delle sue contraddizioni, premettendo che si vuole in questo articolo criticare aspramente non tanto il pensiero di sinistra inteso come &#8220;difesa dei deboli&#8221;, quanto piuttosto le pretese di superiorità morale e culturale della sua ideologia rispetto a chi non condivide queste pretese, e pur questo fa suo lo stesso pensiero di tutela citato.<br />
 In primo luogo, la sinistra &#8211; tranne che nelle sue origini &#8211; è tendenzialmente una parte politica che vive e prolifica sul disagio sociale, sulle difficoltà della gente, sulla povertà e sulle ingiustizie. Non ha un vero interesse a risolvere i problemi delle persone, perché una volta risolti, essa sinistra scomparirebbe. Ma del resto, ammesso e non concesso che tenti davvero di affrontarli, le soluzioni politiche ed economiche offerte sono tanto risibili e ridicole, quanto pericolose e retrograde.<br />
 Da qui la diffusa cultura del &#8220;NO-NI&#8221; preconcetto e ideologico della sinistra; un &#8220;NO-NI&#8221; frutto dell&#8217;irresponsabilità di una ideologia limitata e limitatativa, lagnosa e preoccupata solo di tutelare e preservare i propri privilegi sindacali e politici (lo Stato spende un patrimonio in permessi sindacali per i suoi dipendenti; permessi che spesso vengono utilizzati per fini differenti e per sottrarre produttività, incrementando la spesa pubblica che noi cittadini paghiamo con le tasse).<br />
 Questo è un primo volto della sinistra. Ma la sinistra è anche una cultura fortemente statalista e ideologicizzata che tende a egemonizzare e a considerare l&#8217;avversario non già come qualcuno che la pensa in modo differente e a cui bisogna portare rispetto, bensì come un nemico da eliminare politicamente (e si vede costantemente).<br />
 La sinistra è pure cieca e orba: non riesce ad avere una visione d&#8217;insieme della società, considerata in modo settario e classista (operai, contadini, borghesi, capitalisti, fascisti ecc.). Ma questo del resto è il limite maggiore della sinistra e della sottocultura che propugna.<br />
 La sinistra è potenzialmente illiberare e antidemocratica, nonché eversiva nelle sue frange più estreme (che cos&#8217;è la rivoluzione se non una forma di eversione di stampo fascistoide, fondato sul mito comunista della dittatura del proletariato?). Non accetta il dialogo e il confronto (la censura non è solo fascista), e non permette la partecipazione democratica e la pluralità del pensiero, perché &#8211; come ho già ripetuto &#8211; la sua ideologia non da spazio a visioni della società differenti rispetto alla propria.<br />
 La sinistra è profondamente materialistica ed eticamente relativista. Considera l&#8217;uomo un oggetto, un dato statistico e niente più. Lo spoglia della propria personalità e della propria creatività, del proprio sentimento morale e religioso e lo rende semplicemente un animale capace di creare società nelle quali il diritto dell&#8217;individuo è assolutamente sacrificabile per il &#8220;bene&#8221; sociale. Non è pertanto capace di concettualizzare una visione equilibrata tra il diritto e la libertà individuale e quelli collettivi/sociali.<br />
 Proprio per la sua amoralità (o materialità), la sinistra tende a calpestare i valori e le tradizioni di una data società, li ridicolizza e cerca di annullarli, dimenticando che i particolarismi sono la ricchezza di un popolo, la sua identità, il suo passato e il suo futuro. Non ha pertanto il senso della nazione e dell&#8217;appartenenza, salvo quando intende usare questi due sentimenti nobili in modo beceramente strumentale per affermare la propria egemonia e mistificare la realtà. Esempi lampanti? A favore del senso nazionale: Blocco sovietico (storico), Cuba, Cina, Corea del Nord, per rivendicare il diritto al calpestamento costante dei diritti umani, facendo leva sulla sovranità e sul diritto di non intromissione negli affari interni di una nazione. Contro il senso nazionale: in Italia, per affermare la propria egemonia culturale e politica, facendo leva sul sentimento populistico del falso tollerantismo e del buonismo ipocrita che mortifica costantemente la cultura nazionale a favore di culture straniere spesso illiberali e violative dei diritti fondamentali della persona umana.<br />
 La sinistra è perciò gravemente mistificatrice della realtà. Usa i sentimenti di libertà e tolleranza in modo del tutto arbitrario e strumentale. Tende a contrabbandare democrazia, libertà e tolleranza per confermare il proprio controllo sulla società e imprimere alla stessa la propria visione egemonica della vita, al fine di favorire i propri interessi politici ed economici, che certamente non sono pochi (es. voto amministrativo agli emigrati). Così capita che in Italia abbiamo una sinistra che si professa contro le oppressioni e i poteri forti, e poi ne diviene connivente. E non parlo certo solo di Prodi, ma anche della sinistra radicale, che io definisco la più ipocrita fra tutte le sinistre arcobaleni e non che esistono in Italia.<br />
 Ma ancora: la sinistra non ha rispetto per il principio della vita e fomenta la cultura della morte. Considera l&#8217;aborto un diritto, quasi che una persona abbia davvero il diritto di decidere sulla vita di qualcun altro, sebbene il proprio figlio. Una visione pericolosa, deprecabile e direi animalesca (solo gli animali uccidono i propri cuccioli quando non possono allattarli), perché tale diritto si tramuta nel diritto di assassinio legalizzato.<br />
 La vita umana non è una merce, eppure la sinistra la considera tale, sia per quanto riguarda l&#8217;aborto, sia per quanto riguarda il concepimento. Così capita che la sinistra promuova &#8211; con la scusa dell&#8217;evoluzione scientifica &#8211; la selezione genetica umana e i supermarket dei figli perfetti e senza difetti fisici e mentali, con la possibilità di conservare gli embrioni in congelatore quando servono e di utilizzarli per altri fini quando non servono. E del resto, in Cina esiste già un abozzo di quello che potrebbe conseguire anche qui in occidente: il controllo delle nascite e l&#8217;obbrobriosa legge di autorizzazione ad avere un figlio, nonché l&#8217;aborto obbligatorio e la sanzione penale per chi viola queste norme. Da qui alla mercificazione dei figli, poco ci manca.<br />
 Che la sinistra sia profondamente antidemocratica è dimostrato poi anche dalla struttura organizzativa del più grande e potente sindacato italiano di stampo comunista: la CGIL. Sindacato che ha sempre respinto con veemenza l&#8217;attuazione del secondo comma dell&#8217;art. 39 della Costituzione (carta questa che spesso utilizza impropriamente per i propri fini propagandistici), poiché, in caso contrario, dovrebbe dotarsi di una struttura democratica che invero non possiede. Mentre certamente possiede un patrimonio immobiliare davvero immenso e con pochi, quanto ridicoli, obblighi di bilancio e dichiarazione. Un sindacato che pretende, peraltro con arroganza, di intromettersi nell&#8217;attività legislativa e di governo del paese, senza averne mandato da alcun elettore se non dal povero tesserato che paga la propria quota con una detrazione automatica dalla busta paga, spesso senza nemmeno un&#8217;adeguata informazione circa la possibilità di rinunciarvi. Un sindacato che &#8211; facendo il coro alla sinistra &#8211; blatera di leggi a<em>d personam</em>, e poi guarda caso si vede approvate leggi che favoriscono il sistema pensionistico integrato che è costruito su misura per i suoi Fondi Pensione e un sistema di consulenza obbligatorio del lavoratore (CAF) che lo avvantaggia economicamente e politicamente, consolidando la propria influenza e il proprio sistema di potere sulla classe dei lavoratori.<br />
 Questa è la sinistra: il simbolo stesso dell&#8217;ipocrisia che ricerca costantemente e avidamente il potere e il  controllo sociale, tanto che &#8211; laddove non è riuscita a governare con elezioni democratiche &#8211; ha tentato la strada impropria del giustizialismo politicizzato. E peraltro &#8211; se proprio dobbiamo dirla tutta &#8211; ritornando al concetto di sinistra che prolifica sul disagio sociale, chiaramente tale concetto assume piena validità in una società democratica, ove la concorrenza delle idee è fisiologica e dunque quella di sinistra è una fra le tante (fortunatamente minoritaria). In un tale contesto, non sfugge come la sinistra tenda a fommentare il disagio, proprio per sopravvivere e crearsi nicchie di controllo sociale. Altrimenti, laddove riesce a prendere le redini del potere, opera un acquietamento e una eliminazione definitiva, ma certo non risolvendo i problemi per i quali &#8211; per vocazione ideologica (ma direi piuttosto per opportunismo) &#8211; lotta, quanto piuttosto perché l&#8217;intolleranza e il senso profondamente antidemocratico della sua ideologia (che certo non è terminata con il comunismo) non tollerano divergenze, dissensi e dunque opinioni politiche ed economiche diverse da quelle propugnate e applicate a forza sulla società. Gli esempi, ancora una volta, si sprecano rileggendo la storia dei totalitarismi comunisti che tanti danni hanno creato nelle società in cui sfortunatamente hanno prolificato.</p>
<p><strong>Letture Suggerite</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Diverse sono le letture interessanti sull&#8217;argomento. Per facilitare un approccio più immediato e soprattutto per individuare subito letture che si pongono certamente fuori dal coro rispetto a una letteratura italiana e straniera tutta rivolta a valutare in termini positivi la sinistra e il comunismo, eccovi tre opere fondamentali:</p>
<table border="0">
<tbody>
</tbody>
</table>
<table class="commenttext" style="height: 438px; width: 500px;" border="0">
<tbody>
<tr valign="top">
<td><img style="border: 1px solid #f7f7f7; margin: 2px;" title="Il Libro nero del Comunismo" src="http://www.iljester.it/wp-content/libronerocomunismo.jpg" alt="Il Libro nero del Comunismo" /></td>
<td style="text-align:justify;"><strong><span style="color: #ff9900;">IL LIBRO NERO DEL COMUNISMO</span><br />
 </strong>Del 1998, a cura dello storico Stéphane Courtois, questo volume è impressionante per quanto riguarda i dettagli statistici dei misfatti del Comunismo in Europa e nel mondo: deportazioni, discriminazioni generalizzate, torture, repressioni ecc. La sua autorevolezza non è ormai più messa in discussione. Persino Norberto Bobbio dichiarò a tal proposito che &#8220;&#8230; <em>L&#8217;utilità e la novità dell&#8217;opera è aver individuato il nesso indissolubile tra comunismo e terrore dovunque</em>.&#8221;</td>
</tr>
<tr valign="top">
<td><img style="border: 1px solid #f7f7f7; margin: 2px;" title="C'era una volta il Che" src="http://www.iljester.it/wp-content/che-194x300.gif" alt="C'era una volta il Che" width="96" height="147" /></td>
<td style="text-align:justify;"><strong><span style="color: #ff9900;">C&#8217;ERA UNA VOLTA IL CHE</span><br />
 </strong>Per l&#8217;illustrazione di questo libro &#8211; che rivisita la figura di Che Guevara (e per certi versi della rivoluzione cubana, compresa l&#8217;instaurazione del regime castrista, tutt&#8217;ora al potere nella povera Cuba), restituendo allo stesso soprattutto verità e correttezza storica &#8211; invito a leggere la presentazione che feci qualche mese fa: <a href="http://www.iljester.netsons.org/?p=69">Un mito da sfatare</a> .</td>
</tr>
<tr valign="top">
<td><img style="border: 1px solid #f7f7f7; margin: 2px;" title="L'altra Casta" src="http://www.iljester.it/wp-content/altracasta.jpg" alt="L'altra Casta" width="97" height="136" /></td>
<td style="text-align:justify;"><strong><span style="color: #ff9900;">L&#8217;ALTRA CASTA</span><br />
 </strong>Libro scritto da Stefano Livadiotti che tratta &#8211; guarda caso &#8211; dell&#8217;altro grande potere italiano. Quello dei sindacati. Un&#8217;opera davvero interessante sui privilegi e le carriere dei sindacalisti. I fatti e i misfatti che hanno visto protagonista il sindacato italiano. Il patrimonio con i suoi fatturati da multinazionale. Un&#8217;interessante inchiesta dunque su quella che è, a ragione, considerata appunto l&#8217;altra casta.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Per certi aspetti, inoltre vengono consigliati anche i libri di Oriana Fallaci.<a href="http://www.iljester.it/blog/?p=69"> </a> <a href="http://www.iljester.it/blog/?p=69"></a></p>
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