<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Il Jester &#187; anarchia</title> <atom:link href="http://www.iljester.it/tag/anarchia/feed" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.iljester.it</link> <description>Blog di opinioni personali</description> <lastBuildDate>Fri, 03 Feb 2012 23:57:34 +0000</lastBuildDate> <language>en</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator> <item><title>Art. 13 Costituzione italiana</title><link>http://www.iljester.it/art-13-costituzione-italiana.html</link> <comments>http://www.iljester.it/art-13-costituzione-italiana.html#comments</comments> <pubDate>Fri, 26 Jun 2009 15:27:10 +0000</pubDate> <dc:creator>Il Jester</dc:creator> <category><![CDATA[Diritto]]></category> <category><![CDATA[Politica]]></category> <category><![CDATA[anarchia]]></category> <category><![CDATA[art. 13 cost.]]></category> <category><![CDATA[art. 15 cost.]]></category> <category><![CDATA[art. 19 cost.]]></category> <category><![CDATA[art. 21 cost]]></category> <category><![CDATA[Carta Costituzionale]]></category> <category><![CDATA[costituzione]]></category> <category><![CDATA[Democrazia]]></category> <category><![CDATA[dittature]]></category> <category><![CDATA[libertà]]></category> <category><![CDATA[libertà dalla legge]]></category> <category><![CDATA[libertà nella legge]]></category> <category><![CDATA[libertà personale]]></category> <category><![CDATA[principio di libertà]]></category> <category><![CDATA[provvedimenti restrittivi]]></category> <category><![CDATA[repressione]]></category> <category><![CDATA[repubblica]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.iljester.it/?p=3429</guid> <description><![CDATA[Oggi vi parlo del principio di libertà personale, il quale assume sicuramente un ruolo centrale nell&#8217;ambito di ogni istituzione che si voglia dire davvero democratica. 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Non a caso, la democrazia è notoriamente il governo del popolo (e si affianca al concetto di repubblica, intesa come affare del popolo), ma il popolo può governare solo se è libero di esprimere i propri governanti, e dunque le proprie idee politiche in merito alla gestione della nazione, della comunità e della microsocietà in cui vive e si organizza.<br /> Molte ideologie del passato hanno dato varie definizioni di libertà; persino le ideologie più totalitarie alla fine hanno tentato di dare un significato al concetto di libertà, asservito però ai loro scopi ideologici: la dominazione dell&#8217;individuo e delle masse e il controllo sul loro pensiero. Altre ideologie, non totalitarie, ma anarchiche, invece hanno sempre concepito la libertà in termini troppo assoluti e antisociali, poiché finalizzata a demolire qualsiasi istituzione  o aggregato (es. lo Stato) che si fraponesse tra l&#8217;individuo e la sua autodeterminazione.<br /> In verità, nessuna di queste concettualizzazioni della libertà può essere accettata. La libertà nel totalitarismo è infatti solo una patetica illusione che fa perno su una visione della vita ove la libertà è intesa come estremo sacrificio individuale al bene supremo della nazione (stato etico), al bene superiore della razza (dittatura di razza), ovvero al bene assoluto del proletariato (dittatura di classe). La libertà individuale, in questo senso, è un valore secondario ed è accettata e tollerata fintanto che non intralcia la libertà collettiva e il potere che la esprime, la tutela e la interpreta. Da qui dunque la sua compressione o eliminazione se necessaria.<br /> La libertà nell&#8217;anarchia invece è intollerante a qualsiasi comunità umana organizzata che esprima dei governanti e dei governati. La libertà è intesa perciò come assenza di qualsiasi istituzione o aggregazione organizzata che possa disciplinare i rapporti tra gli individui, tanto da essere considerata come opposta a essa (libertà dalla legge). Ma chiaramente, l&#8217;assenza di qualsiasi istituzione od organizzazione gerarchizzata rischia semplicemente di sfaldare i rapporti umani, operando come strumento di disgregazione della società.<br /> Passando perciò a un concetto accettabile di libertà, si può benissimo accogliere qualle che afferma che la libertà, in una società organizzata, ha dei limiti ontologici e normativi che si riflettono nei diritti e nei doveri dei membri: la libertà di ognuno di essi è limitata dalla libertà degli altri altri. Se così non fosse, ogni membro della società, con il pretesto della propria libertà, potrebbe giustificare anche le azioni più riprovevoli e dannose per gli altri membri o per la comunità (la legge del più forte). Ecco che allora si può dire che la libertà dell&#8217;individuo trova il proprio limite nell&#8217;integrità (collettiva e individuale) della società ove questi agisce (la libertà nella legge) e si riflette nell&#8217;esercizio dei diritti soggettivi e nell&#8217;osservanza degli obblighi imposti.<br /> Ma attenzione: il rapporto tra libertà individuale e libertà sociale non è inteso come un rapporto a senso unico (come avviene nelle ideologie totalitarie). E&#8217; un rapporto a doppio senso: la libertà sociale o della collettività trova il proprio limite nella libertà individuale (altrimenti avremmo la repressione), e la libertà individuale trova il proprio limite in quella sociale-collettiva (altrimenti avremmo l&#8217;abuso). Trattasi perciò d un fattore di equilibrio che afferma la sua massima espressione nelle democrazie, le uniche capaci di mediare tra libertà individuale e libertà collettiva&#8230; tra società e individuo, e tra individui, attraverso la postulazione di princìpi, diritti e doveri in capo ai membri di quella data collettività.<br /> Fatta questa premessa, la norma che ci apprestiamo a esaminare sancisce il principio fondamentale della libertà, ma lo fa soprattutto dinanzi alle conseguenze di una (sua) eventuale restrizione che comporti limitazioni  alla capacità fisica e morale delle persone di interelazionarsi nella società. In altre parole, la libertà fisica e psicologica opposta ai provvedimenti restrittivi che limitano e pregiudicano, per un motivo o per un altro, sia l&#8217;una che l&#8217;altra.<br /> Ecco cosa stabilisce  precisamente l&#8217;art. 13 Cost.:</p><p><em><br /> La libertà personale è inviolabile.<br /> Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o                perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della                libertà personale, se non per atto motivato dell&#8217;autorità                giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge.</em></p><p><em>In casi eccezionali di necessità ed urgenza, indicati tassativamente                dalla legge, l&#8217;autorità di pubblica sicurezza può                adottare provvedimenti provvisori, che devono essere comunicati                entro quarantotto ore all&#8217;autorità giudiziaria e, se questa                non li convalida nelle successive quarantotto ore, si intendono                revocati e restano privi di ogni effetto.</em></p><p><em>È punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque                sottoposte a restrizioni di libertà.</em></p><p><em>La legge stabilisce i limiti massimi della carcerazione preventiva.</em></p><p><em><br /> </em></p><p style="text-align: justify;">Orbene, il primo comma afferma che &#8220;la libertà personale è inviolabile&#8221;. Che significa? Semplicemente che nessuno può pregiudicare questa libertà in alcun modo e con qualsiasi strumento.<br /> I limiti a questo principio vengono rilevati al secondo comma quando viene affermato che &#8220;non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione e perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell&#8217;autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge&#8221;.<br /> Vi sono dunque una riserva di legge e una riserva di competenza che pongono limiti alla libertà degli individui. Solo la legge può stabilire quando e come la libertà può essere limitata, e solo l&#8217;autorità giudiziaria (il magistrato) può disporre strumenti per limitarla nei casi e nei modi previsti dalla legge. Da ciò ne consegue, per esempio, che il potere esecutivo (il governo) non può limitare la libertà degli individui in alcun modo.<br /> Il terzo comma tuttavia stabilisce che &#8220;l&#8217;autorità di pubblica sicurezza può adottare provvedimenti provvisori&#8221; di limitazione della libertà che devono però essere comunicati all&#8217;autorità giudiziaria per la convalida entro quarantotto ore.<br /> Chi è l&#8217;autorità di pubblica sicurezza? Naturalmente la polizia giudiziaria, le forze dell&#8217;ordine e dunque tutti gli organismi che sono deputati alla sicurezza nella società. Questi possono per esempio fermare e arrestare un individuo perché colto in flagranza di reato o perché colto in quasi flagranza. Ma il provvedimento di restrizione deve essere convalidato dal giudice, altrimenti perde qualsiasi efficacia. E deve essere convalidato in un termine non superiore alle quarantotto ore, poiché la libertà in questo caso non può tollerare limiti che non abbiano una motivazione stabilita dall&#8217;unico organo competente a limitarla: il magistrato.<br /> D&#8217;altro canto, la libertà si esplica anche nelle misure restrittive. Non è possibile &#8211; secondo il penultimo comma dell&#8217;art. 13 Cost. &#8211; sottoporre chi è limitato nella propria libertà, a violenza fisica e psicologica, come per esempio la tortura. Da questo punto di vista, già la carta fondamentale prevede la punizione per coloro che si rendono responsabili di queste violenze. Trattasi perciò di una norma penale cristallizzata nella Costituzione che necessita di essere determinata nell&#8217;aspetto punitivo (l&#8217;entità della pena).<br /> L&#8217;ultimo comma della norma in esame afferma che la legge stabilisce i limiti massimi alla carcerazione preventiva. Questa è la carcerazione che viene disposta prima del processo per motivi legati a specifici fattori, quali il pericolo di fuga, il pericolo di reiterazione del reato, il pericolo di occultamento e inquinamento delle prove. In altre parole, stiamo parlando delle cosidette misure cautelari e pure delle misure di prevenzione.<br /> Poco più su ho detto che il tenore complessivo dell&#8217;art. 13 Cost. suggerisce come il costituente si sia soffermato in modo specifico sul concetto di libertà opposto alle ipotesi in cui questa verrebbe o potrebbe essere limitata. E precisamente sul concetto di libertà quale libertà fisica e psicologica limitate da provvedimenti dell&#8217;autorità  pubblica attraverso varie modalità: carcere, arresti domiciliari, internamento, restrizioni ecc. Ebbene, va da sé che questa libertà così considerata integra perfettamente il concetto più ampio di libertà come in premessa. E&#8217; ovvio che la libertà di opinione e le libertà politiche (altrettanto sancite nella nostra carta costituzionale) non avrebbero alcun senso se per esempio la loro esternazione comportasse detenzione, arresti domiciliari, internamenti, violenze psicologiche e fisiche, e dunque tutte quelle misure restrittive e violative che annullano di fatto il loro esercizio. E non a caso, l&#8217;art. 13 attribuisce alla sola legge l&#8217;individuazione dei casi (solitamente conseguenti a fatti penali) in cui sia possibile limitare la libertà personale, stabilendo comunque che la restrizione non può mai comportare violenza fisica e psicologica su colui nei confronti del quale la misura restrittiva viene applicata. Ed è ben chiaro d&#8217;altra parte che la legge  &#8211; quando fissa le ipotesi e le modalità di limitazione della libertà &#8211; dovrà tener conto di tutti gli altri principi costituzionali che garantiscono libertà fondamentali, come la libertà di opinione e di spostamento.<br /> Se così è, si può benissimo affermare che il concetto di libertà stabilito al primo comma dell&#8217;art. 13 Cost. deve essere integrato e letto in modo complementare e conseguente ai concetti di libertà di opinione, di inviolabilità del domicilio e della corrispondenza, di libertà di circolazione e soggiorno, di libertà di riunione, di libertà di professare la propria fede e così via. Altrimenti non avrebbe senso il dettato qui esaminato. Si pensi per esempio al diritto di riunione. Questo diritto è garantito dalla nostra Costituzione all&#8217;art. 17. Ma chiaramente esso deve essere esercitato in modo pacifico e senz&#8217;armi. Nel momento in cui queste condizioni vengono deluse, la libertà potrà essere limitata e compressa in modo giustificato, e i responsabili potranno essere arrestati (art. 13 Cost.) poiché la minaccia sociale insita nelle riunioni bellicose e con armi è chiaramente evidente. Altro esempio: ogni cittadino è libero di esprimere la propria opinione. Questa libertà non può essere  compressa in alcun modo, salvo che l&#8217;opinione non violi altre libertà e la dignità delle persone, poiché a sfondo razzista, poiché incita alla violenza, alla discriminazione razziale ecc. Allora quanto sancito all&#8217;art. 21 Cost. potrà essere limitato e compresso e il responsabile sottoposto a misure restrittive (art. 13 Cost.). Infine, il diritto alla libertà e alla segretezza della corrispondenza. Anche questo diritto, sancito dalla Costituzione all&#8217;art. 15, è inviolabile, salvo che lo strumento della corrispondenza non venga utilizzato per commettere azioni che possono mettere in pericolo la pacifica convivenza sociale e la vita delle persone (minacce, persecuzioni, attività di terrorismo ecc.). In questa ipotesi, quanto sancito all&#8217;articolo citato viene meno e l&#8217;autorità giudiziaria può aggirare il diritto anzidetto e può limitare la libertà della persona che si è resa responsabile delle azioni summenzionate (art. 13 Cost.).</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.iljester.it/art-13-costituzione-italiana.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>Francesco Guccini: il cantastorie</title><link>http://www.iljester.it/francesco-guccini-il-cantastorie.html</link> <comments>http://www.iljester.it/francesco-guccini-il-cantastorie.html#comments</comments> <pubDate>Wed, 24 Sep 2008 22:20:33 +0000</pubDate> <dc:creator>Il Jester</dc:creator> <category><![CDATA[Old Blog]]></category> <category><![CDATA[anarchia]]></category> <category><![CDATA[Anni 60]]></category> <category><![CDATA[Auschwitz]]></category> <category><![CDATA[bertoncelli]]></category> <category><![CDATA[bologna]]></category> <category><![CDATA[bonvi]]></category> <category><![CDATA[cantautore]]></category> <category><![CDATA[canzone per un'amica]]></category> <category><![CDATA[cirano]]></category> <category><![CDATA[Comunista]]></category> <category><![CDATA[Dio è morto]]></category> <category><![CDATA[Disco]]></category> <category><![CDATA[Equipe 84]]></category> <category><![CDATA[eskimo]]></category> <category><![CDATA[Fabrizio De Andrè]]></category> <category><![CDATA[Francesco Guccini]]></category> <category><![CDATA[il vecchio e il bambino]]></category> <category><![CDATA[l'avvelenata]]></category> <category><![CDATA[leonardo pieraccioni]]></category> <category><![CDATA[Ligabue]]></category> <category><![CDATA[modena]]></category> <category><![CDATA[Musica Da Balera]]></category> <category><![CDATA[Nomadi]]></category> <category><![CDATA[poesia]]></category> <category><![CDATA[Scienze Della Formazione]]></category> <category><![CDATA[scirocco]]></category> <category><![CDATA[stefano benni]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.iljester.netsons.org/blog/?p=152</guid> <description><![CDATA[Continuiamo il nostro escursus nel mondo del cantautorato di sinistra, per una breve retrospettiva di uno dei più originali cantautori nostrani: Francesco Guccini. Certo, Il Jester ha una linea editoriale (se così si può chiamare) di netta contrapposizione rispetto alla sinistra. In questo blog ho ampiamente criticato sia la sinistra, sia le sue origini e [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.iljester.it/wp-content/guccini.jpg"><img class="alignleft" style="margin-top: 3px; margin-bottom: 3px;" title="Francesco Guccini" src="http://www.iljester.it/wp-content/guccini.jpg" alt="Francesco Guccini" width="197" height="167" /></a>Continuiamo il nostro <em>escursus</em> nel mondo del cantautorato di sinistra, per una breve retrospettiva di uno dei più originali cantautori nostrani: Francesco Guccini.<br /> Certo, Il Jester ha una linea editoriale (se così si può chiamare) di netta contrapposizione rispetto alla sinistra. In questo blog ho ampiamente criticato sia la sinistra, sia le sue origini e la sua cultura comunista o quasi. E tuttavia, tali posizioni non possono comportare alcunché da un punto di vista della valutazione meramente artistica di un grande autore come Francesco Guccini. L&#8217;importante &#8211; dico io &#8211; è saper scegliere e saper leggere la sua musica, affinché anche chi non si rispecchia nella falce e martello, nelle querce e ulivi più o meno secolari, possa in un certo senso godere della sua musica.<br /> Bene&#8230; Fatta questa premessa d&#8217;obbligo, parliamo un po&#8217; di questo autore, e parto con il dire che Guccini è un grande paroliere. Lo dico con un tono davvero disarmato, perché io &#8211; letterariamente &#8211; sono nato ascoltando la sua musica e i suoi testi. E da lui ho imparato l&#8217;espressione e la poetica. E&#8217; un cantastorie eccezionale, di quelli capaci di trasmetterti allo stesso tempo ilarità, giocosità, ma anche riflessione. Ed è davvero difficile poi poter scegliere, fra i suoi pezzi, quello che maggiormente lo rispecchia.<br /> Guccini nasce artisticamente verso la metà degli anni &#8217;60. Rifiuta di entrare negli Equipe 84 di Vandelli e si avventura nella carriera solista, dopo aver composto musica da balera. Contemporaneamente abbandona gli studi a un passo dalla laurea (ne conquisterà una Honoris Causa nel 2002 in scienze della formazione) e incide il suo primo disco &#8220;Folk Beat n. 1&#8243;.<br /> Da quel primo lavoro, un costante e crescendo riscontro di successo tra pubblico e critica. Il pubblico rimane affascinato dalla sua capacità di esporre poeticamente  problemi esistenziali, farse giullaresche, illusioni d&#8217;amore, senza mai scadere nella banalità componentistica; la critica altrettanto rimane conquistata dal suo modo di comporre, di creare il fine intreccio tra parole e musica, tanto da conferirgli negli anni numerosi premi e riconoscimenti (soprattutto del Club Tenco). E non solo: insieme a De Andrè, egli viene spesso citato nelle scuole e dunque negli insegnamenti di italiano, come fra i compositori contemporanei maggiormente rappresentativi&#8230; chiaramente per la sua capacità di saper ben dosare musica e parole, poesia e canzone.<br /> Nell&#8217;ambito della sua produzione sono numerosissimi i successi: Dio e morto, Auschwitz, La locomotiva, Il vecchio e il bambino, Eskimo, Bisanzio, Scirocco, L&#8217;avvelenata, Canzone per un&#8217;amica ecc. ecc. Molti di questi successi sono stati persino ripresi da altri cantanti e appartengono appieno alle più conosciute e note canzoni popolari, sebbene sia chiaro che molte di esse hanno una forte venatura politica, orientata non solo a sinistra (sarebbe limitativo), ma addirittura all&#8217;anarchismo (La Locomotiva è l&#8217;emblema di un concetto anarchico che Guccini non ha mai nascosto di ammirare).<br /> Ma, al di là del pensiero politico Gucciniano che, seppur presente, comunque non è mai ingombrante (il Francesco ha sempre preferito narrare il disagio sociale  e le problematiche esistenziali, senza dare alle stesse un&#8217;eccessiva connotazione politica), altra caratteristica peculiare dell&#8217;autore è la sua ricerca di raffinatezza musicale. Guccini infatti non è solo un cantautore voce-chitarra (come De Andrè): egli ha saputo donare ai suoi ascoltatori anche piccole raffinatezze musicali, versate essenzialmente al blues-folk e al jazz. Il blues-folk è di fatto presente nella prima produzione (quella anni &#8217;60-70), mentre il jazz è piuttosto presente nella produzione successiva (quella anni &#8217;80 e contemporanea). Eppur questo, mai la musica ha intaccato la componente poetica&#8230; Anzi! In un certo senso l&#8217;ha esaltata.<br /> In conclusione, per chi davvero ha necessità di estirpare dalle proprie orecchie la pedanteria dei cantanti moderni, insipidi e clonati ai computers delle major musicali, non può non ascoltare Francesco Guccini, e questo a prescindere dalle opinioni politiche personali, che comunque rimangono. Di fatto, Francesco ha sempre cantato della libertà, e questa non può non essere intesa tout court: come la libertà di pensarla un po&#8217; come si vuole, senza costrizioni né barriere.<br /> Ma Francesco Guccini non è solo un cantautore. Nella sua vita è anche scrittore, fumettista e persino attore (celebre è la sua partecipazione al film di Ligabue: Radiofreccia). In questi ambiti ha collaborato con diversi scrittori, fumettisti e attori più o meno conosciuti nel mondo della letteratura, del fumetto e del cinema, tra cui Leonardo Pieraccioni, Bonvi e Stefano Benni.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.iljester.it/francesco-guccini-il-cantastorie.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Sinistra: se la conosci la eviti</title><link>http://www.iljester.it/sinistra-se-la-conosci-la-eviti.html</link> <comments>http://www.iljester.it/sinistra-se-la-conosci-la-eviti.html#comments</comments> <pubDate>Tue, 01 Jul 2008 13:03:27 +0000</pubDate> <dc:creator>Il Jester</dc:creator> <category><![CDATA[Politica]]></category> <category><![CDATA[anarchia]]></category> <category><![CDATA[antidemocratica]]></category> <category><![CDATA[che guevara]]></category> <category><![CDATA[comunismo]]></category> <category><![CDATA[Comunista]]></category> <category><![CDATA[cuba]]></category> <category><![CDATA[Cultura]]></category> <category><![CDATA[egemonia]]></category> <category><![CDATA[Ernesto Guevara]]></category> <category><![CDATA[fidel castro]]></category> <category><![CDATA[illiberale]]></category> <category><![CDATA[libertà]]></category> <category><![CDATA[marxismo]]></category> <category><![CDATA[Miti]]></category> <category><![CDATA[pci]]></category> <category><![CDATA[PD]]></category> <category><![CDATA[Propaganda]]></category> <category><![CDATA[rivoluzione comunista]]></category> <category><![CDATA[sinistra]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.iljester.netsons.org/blog/?p=140</guid> <description><![CDATA[Che cos&#8217;è la sinistra? E&#8217; veramente l&#8217;ala riformista del panorama politico di ogni nazione, l&#8217;eroina dei deboli e degli oppressi, oppure è solo un concetto ipocrita e astratto? Un mezzo fraudolento per raggiungere facilmente il potere, facendo leva sul senso di bisogno delle persone? Ma poi cosa s&#8217;intende per sinistra? Esistono diverse sinistre: c&#8217;è la [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.iljester.it/wp-content/sinistra.gif"><img class="alignleft" style="margin-top: 4px; margin-bottom: 4px;" title="Sinistra" src="http://www.iljester.it/wp-content/sinistra.gif" alt="Sinistra" width="164" height="186" /></a>Che cos&#8217;è la sinistra? E&#8217; veramente l&#8217;ala riformista del panorama politico di ogni nazione, l&#8217;eroina dei deboli e degli oppressi, oppure è solo un concetto ipocrita e astratto? Un mezzo fraudolento per raggiungere facilmente il potere, facendo leva sul senso di bisogno delle persone?<br /> Ma poi cosa s&#8217;intende per sinistra? Esistono diverse sinistre: c&#8217;è la sinistra marxista-leninista, c&#8217;è quella socialista e c&#8217;è quella sedicente liberale e riformista. A quale di queste si rivolge l&#8217;articolo? Essenzialmente a tutte e tre (perché non esiste la sinistra &#8220;liberale&#8221;), ma più precisamente a quella che culturalmente predomina: quella nostalgicamente comunista o radicale, la quale è la più forte nel sentimento popolare, grazie soprattutto ai (falsi) miti come Ernesto Guevara, Mao Tse Tung e alla propaganda che già a partire dall&#8217;ottocento ci ha martellati come tamburi. Politicamente, è comunque difficile distinguere tra sinistra e sinistra. In Italia abbiamo quella più vicina al centro democristiano (oggi PD) la quale, pur ponendosi in un ottica socialdemocratica, non ha perso alcuni &#8220;vizi&#8221; genetici risalenti alle proprie radici comuniste, mai del tutto negate. E poi abbiamo quella che pervicacemente continua a propugnare il vergognoso credo marxista.<br /> Eccovi perciò un breve (e per nulla esauriente) ritratto della sinistra e delle sue contraddizioni, premettendo che si vuole in questo articolo criticare aspramente non tanto il pensiero di sinistra inteso come &#8220;difesa dei deboli&#8221;, quanto piuttosto le pretese di superiorità morale e culturale della sua ideologia rispetto a chi non condivide e nega queste pretese, poiché frutto di una becera manipolazione della storia e della cultura.<br /> In primo luogo, la sinistra è tendenzialmente una parte politica che vive e prolifica sul disagio sociale, sulle difficoltà della gente, sulla povertà e sulle ingiustizie. Non ha un vero interesse a risolvere i problemi delle persone, perché una volta risolti, essa sinistra scomparirebbe. Ma del resto, ammesso e non concesso che tenti davvero di affrontarli, le soluzioni politiche ed economiche offerte sono tanto risibili e ridicole, quanto pericolose e retrograde, fondandosi sul debito pubblico, sul dirigismo statalista, sull&#8217;annullamento o la compressione delle libertà individuali in nome della ideologica &#8220;libertà collettiva&#8221;.<br /> Da qui la diffusa cultura del preconcetto e ideologico &#8220;NO-NI&#8221; a ogni riforma in senso liberale; un &#8220;NO-NI&#8221; frutto dell&#8217;irresponsabilità di una ideologia limitata e limitatativa, lagnosa e preoccupata solo di tutelare e preservare i propri privilegi sindacali e politici radicati nella società e contrabbandati come valori e azioni politiche positive e a tutela del cittadino.<br /> Questo è un primo volto della sinistra. Ma la sinistra è anche una cultura fortemente statalista e ideologicizzata che tende a egemonizzare e considerare l&#8217;avversario non già come qualcuno che la pensa in modo differente e a cui bisogna portare rispetto, bensì come un nemico da eliminare politicamente. A ciò si aggiunge la cecità: la sinistra non riesce ad avere una visione d&#8217;insieme della società, considerata invero in modo settario e classista (operai, contadini, borghesi, capitalisti, fascisti ecc.). Ma questo del resto è il limite maggiore della sinistra e della sottocultura che propugna e contrabbanda come verità e libertà, progresso e conoscenza.<br /> La sinistra è potenzialmente illiberare e antidemocratica, nonché eversiva nelle sue frange più estreme (che cos&#8217;è la rivoluzione se non una forma di eversione di stampo fascistoide, fondato sul mito comunista della dittatura del proletariato?). Non accetta il dialogo e il confronto (la censura non è solo fascista), e non permette la partecipazione democratica e la pluralità del pensiero, perché &#8211; come ho già ripetuto &#8211; la sua ideologia non dà spazio a visioni della società differenti rispetto alla sua, chiamate per questo fasciste.<br /> La sinistra è profondamente materialistica ed eticamente relativista. Considera l&#8217;uomo un oggetto, un dato statistico e niente più. Lo spoglia della propria personalità e della propria creatività, del proprio sentimento morale e religioso e lo rende semplicemente un animale capace di creare società nelle quali il diritto dell&#8217;individuo è assolutamente sacrificabile per il &#8220;bene&#8221; sociale. Non è pertanto capace di concettualizzare una visione equilibrata tra diritto e  libertà individuale e diritti collettivi/sociali.<br /> Proprio per la sua amoralità (o materialità), la sinistra tende a calpestare i valori e le tradizioni di una data società, li ridicolizza e cerca di annullarli, dimenticando che i particolarismi sono la ricchezza di un popolo, la sua identità, il suo passato e il suo futuro. Non ha il senso della nazione e dell&#8217;appartenenza, salvo quando intende strumentalizzare questi due valori cari alla destra per affermare la propria egemonia e mistificare la realtà. Esempi lampanti? A favore del senso nazionale: Blocco sovietico (storico), Cuba, Cina, Corea del Nord, per rivendicare il diritto al calpestamento costante dei diritti umani, facendo leva sulla sovranità e sul diritto di non intromissione negli affari interni di una nazione. Contro il senso nazionale: in Italia, per affermare la propria egemonia culturale e politica, facendo leva sul sentimento populistico del falso tollerantismo e del buonismo ipocrita che mortifica costantemente la cultura nazionale a favore di culture straniere spesso illiberali e violative dei diritti fondamentali della persona umana.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.iljester.it/sinistra-se-la-conosci-la-eviti.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>16</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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