La sentenza che impone di levare il crocifisso dalle aule scolastiche è contraria al nostro dettato costituzionale. Nella gerarchia delle norme, le fonti internazionali, se recepite, sono di sicuramente di forza superiore a quelle nazionali, ma non possono contraddire le norme costituzionali fondamentali: cioè quelle che si riassumono nella parte prima della nostra carta. Altrimenti, l’Italia non sarebbe uno Stato indipendente e autonomo, ma uno Stato confederato. E nello specifico, l’Europa però non è una Federazione di Stati, è solo un’accozzaglia di affaristi e burocrati che ha creato un sistema per garantire meglio i loro affari, imponendo ai singoli Stati norme e princìpi che spesso stridono con i valori e i e l’etica dei singoli membri.
L’Italia dovrebbe tirarsi fuori da questo pasticcio. O almeno, dovrebbe imporre con maggiore efficacia le sue vedute, le quali invece spesso sono condizionate da un manipolo di personaggi così distanti dal nostro paese da non avere neanche ben presente di cosa significhi viverci. L’Europa e il mondo non possono imporci una condotta etica che non sentiamo e non sappiamo nostra. Non possono dirci di togliere un crocifisso in nome non già della laicità, ma dell’ateismo di Stato. Non possono affermare che quel simbolo di pace e di carità urta la sensibilità di un’esigua minoranza di persone. L’Italia dovrebbe davvero ribellarsi a questo!
La nostra Costituzione garantisce l’uguaglianza religiosa e garantisce la libertà di professare la propria fede in pubblico e in privato, ma altresì riconosce attraverso l’art. 7 della Costituzione, la peculiarità della religione cattolica nella nostra società, il valore della tradizione cristiana che ha informato la crescita e lo sviluppo della nostra società. Nessuna sentenza può negarci questo. Soprattutto nessuna sentenza ci deve o ci può imporre di essere ostaggio di una minoranza che non sente sue le radici e le tradizioni del paese in cui vive e che per questo si lamenta sempre e ovunque pur di vedere prevalsa la sua ragione su quella di una società intera.
I giudici europei non hanno alcun diritto morale ed etico di dirci dove dobbiamo mettere i nostri crocifissi. Giuridicamente vedremo cosa dirà la Corte allargata, ma eticamente e socialmente la loro decisione se confermerà quanto hanno già deciso i loro colleghi, sarà inaccettabile, e l’Italia dovrebbe prendere in seria considerazione di attuare le giuste azioni politiche a livello internazionale per impedire che una simile sentenza possa essere attuata nel nostro paese, o si rischia il malumore e la frustrazione culturale. Soprattutto si rischia uno sradicamento violento e insensato della nostra identità. Il mondo non deve negare l’identità delle singole nazioni, ma deve garantirla e tutelarla. Una carta internazionale che nega l’identità dei popoli è uno scempio del diritto, è una carta palesemente anticostituzionale. E’ una carta che deve essere condannata dagli Stati che in essa non si riconoscono!
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pietro
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Davide
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