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Sono davvero esistiti gli Shardana?

21 28 settembre 2008 | Old Blog | Permalink

Guerriero ShardanaOggi voglio occuparmi di un piccolo mistero tutto italiano… e precisamente sardo. Il mistero degli Shardana. Ci pensavo da qualche giorno e stamattina mi sono svegliato con l’idea di scrivere qualcosa su di loro. O almeno di dare un’opinione sulle teorie che circondano questo popolo dell’età del bronzo che si presume provengano dalla Sardegna (il che è tutto ancora da dimostrare).
Prima di tutto, bisogna dire che gli Shardana appartengono ai cosidetti “Popoli del Mare”, cioè a quelle popolazioni di navigatori che circa 1250 anni prima di Cristo tentarono persino di penetrare in Egitto, tanto che si sono meritati una menzione nelle iscrizioni egizie, ove vengono chiamati haunebu.
Le teorie sui popoli del mare – non del tutto documentate e tuttora contrastate dagli archeologi – si sprecano, soprattutto per quanto riguarda l’origine di questi popoli. Alcuni ritengono trattasi di popolazioni nomadi che vivevano nei territori suburbani (sebbene non riesca a spiegarmi perché allora si chiamassero “popoli del mare”), altri invece – più realisticamente – affermano che trattasi di Achei o di Filistei, popolazioni di stipre greca considerate le vere fondatrici delle città micenee. Peraltro le fonti egizie parlano di popolazioni di origine semitica, poiché praticavano la circoncisione.
Ma in realtà, la teoria più affascinante è quella che ritiene che i popoli del mare provenissero da occidente e precisamente dal continente italiano… più precisamente dall’isola di Sardegna.
I sostenitori della teoria degli Shardana “popoli del mare”, partono dalle iscrizioni egizie che geolocalizzano i popoli invasori degli haubenu “nelle isole che stanno in mezzo al grande verde”, le quali non possono non essere che la Sicilia e/o la Sardegna, o ancora, la Corsica e le Baleari.
Questo comunque non è sufficiente. Gli storici affascinati dalla teoria degli Shardana affermano che tale popolo era composto di guerrieri e navigatori, a volte alleati dei libici, a volte degli egiziani (tanto da far presumere che fossero dei mercenari). L’equipaggiamento militare era d’altra parte caratterizzato da spade lunghe, scudi tondi, corazza e gonnellino corto, ed elmi provvisti di corna.
Tralasciando le teorie che distinguono tra Shardana invasori e Shardana mercenari, bisogna dire che le navi utilizzate da questo misterioso e controverso popolo pare siano ben riprodotte nelle cosidette navicelle votive nuragiche. E alcuni studiosi, come Sergio Frau (che sostiene che Atlantide è in realtà la Sardegna), addirittura fanno coincidere la civiltà nuragica con quella degli Shardana, al punto da ritenere che sia la stessa civiltà.
Ma le teorie sugli Shardana/Nuragici/Sardi non si esauriscono certo qui. Leonardo Melis ritiene che gli Shardana provenissero da Ur, quando l’impero Accadico si era dissolto (circa 2000 anni prima di Cristo). Addirittura, altri autori come Vacca e Uccheddu collegano gli Shardana (popolo di navigatori) con le torri del Grande Zimbabwe (molto simili ai nuraghe: ed è vero!), affermando che gli Shardana circumnavigarono l’Africa e giunsero proprio nelle terre dello Zimbabwe (a questo punto è da decidere: furono gli shardana/nuragici a insegnare ai popoli africani a costruire le torri di pietra oppure è il contrario?). Peraltro, tale teoria è suffragata dalle solite navicelle votive che raffigurano genti dai tratti africani e animali tipici dell’africa (come l’antilope nera).
Sta di fatto che il tratto comune a quasi tutte le teorie è che gli Shardana siano anche i costruttori dei Nuraghes. E non solo: per via del loro imperversare sul Mediterraneo e i loro fitti collegamenti con altre civiltà, tra cui quella egizia, essi acquisirono anche tecniche di costruzione molto simili a quelle tipicamente egiziane (ne è prova il pozzo di Santa Cristina).
Ovviamente tutte ipotesi. A dispetto della mole di testi divulgativi e/o speculativi sui popoli degli Shardana che tentano – più o meno con successo – di dimostrare che tale popolo non solo è esistito sul serio ma che fosse originario della Sardegna, le prove concrete sono davvero poche. La Sardegna offre a testimonianza molti nuraghi, villagi nuragici, pozzi sacri e persino un curioso ziggurath, ma tutto ciò non è sufficiente. Da qui a sostenere, infatti, che fosse la base di un grande popolo conquistatore e invasore, ci vuole ancora molto (forse troppo). Le testimonianze costiere sono davvero scarse e finora hanno solo dimostrato che nell’isola di Sardegna arrivarono i punici e i fenici, i quali costruirono insediamenti più o meno stabili, tanto da ritenere che le popolazioni che ivi si insediarono, con il tempo, impararono a considerare l’isola la loro terra. Da ciò l’ipotesi che essi stessi si considerassero sardi. Ma ammesso che gli Shardana fossero ben altri popoli provenienti da oriente, non è affato da escludere che in Sardegna crearono solo basi d’approdo occasionali, finalizzate probabilmente al rifornimento di acqua e viveri e al commercio con le popolazioni nuragiche (da qui le navicelle votive e l’iconografia bronzea dei guerrieri shardana) che comportò anche la divulgazione presso altri popoli del mediterraneo (compresi gli egizi e gli etruschi) delle testimonianze nuragiche. Peraltro, ciò non esclude che tra gli shardana e i nuragici ci fu quell’interscambio culturale e architettonico che permise a questi ultimi di costruire i nuraghes e gli altri monumenti tipici dell’epoca nuragica.
Insomma, la materia è ancora magmatica ed è suscettibile di repentini cambiamenti, anche in ragione – ripeto – della scarsità delle fonti archeologiche che non fanno ritenere in modo certo e assoluto che gli Shardana fossero effettivamente i sardi nuragici. Quanto è stato finora ritrovato e documentato appare più indiziante di un’epoca davvero ricca di traffici e movimenti di popoli tra le terre che si affacciano nel Mediterraneo che della esistenza di un grande popolo guerriero e conquistatore stabilitosi nell’isola di Sardegna. Probabilmente questa terra non fu certo esente dai nomadismi marittimi dell’epoca, e sebbene non fu sufficientemente attraente, è certo che le sue popolazioni ebbero occasione di trafficare e avere contatti con il resto della civiltà mediterranea.
Per un approfondimento “di parte” suggeriamo la lettura di “Shardana – I popoli del Mare” di Leonardo Melis. Il libro ovviamente tenta di dimostrare che gli Shardana furono un popolo di guerrieri e navigatori provenienti dall’isola di Sardegna.

Autore: Il Jester » Articoli 1417 | Commenti: 2334

Il Jester è un blog di politica, attualità, cultura e diritto online dal 2007.

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  • OkNo
  • Eleonora D’arborea

    Prima che i Sardi fossero Italiani, tutti gli Italiani erano SARDI.

  • Bruno

    Mi risulta incomprensibile come si possa scrivere su temi quali gli “Shardana” e la “civiltà nuragica” senza cognizione di causa, senza cioè aver letto i pochi testi che trattano scientificamente l’argomento, cioè basati su dati storiografici e archeologici. Ben altra cosa sono la valanga di libri di fantasy alla Leonardo Melis… congetture basate su fantasie… ipotesi campate per aria come e peggio delle ridicole teorie di Sergio Frau che vedrebbe nella Sardegna nuragica nientemeno che la mitica Atlantide immaginata da Platone.

    • Il Jester

      Sarebbe interessante sapere che ne pensa Leonardo Melis… Io personalmente non mi sono mai sbilanciato sull’argomento.

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