In questo periodo su ogni piattaforma web che parla di politica, in ogni giornale e nei telegiornali le domande sono sempre le stesse: Futuro e Libertà di Fini sarà capace di insidiare il PDL in una ipotetica elezione? Di quanto consenso gode Gianfranco Fini? Qual è la sua forza elettorale? Domande che difficilmente potranno trovare risposte certe ora, perché solo il responso concreto dell’urna potrebbe dare le certezze legate a una risposta incontrovertibile. Però è chiaro che, seppur in termini orientativi e minimi, il sondaggio può sicuramente aiutare a capire cosa pensano gli italiani della bagarre estiva, dell’affaire Montecarlo, della diaspora PDL-Fini e della fine che ha fatto il centrosinistra in questo scorcio d’estate.
Notapolitica.it, la nota piattaforma di informazione politica italiana, ha commissionato qualche giorno fa un sondaggio a Spin Con (del quale vedete qui a fianco l’immagine con i risultati elettorali) sulla forza elettorale delle formazioni in campo, compresa Futuro e Libertà, alla luce della recente cronaca politica e della decisione di Fini di staccarsi dal PDL per fondare un proprio partito. E i risultati sono pressoché sorprendenti. Diciamo ben al di sotto delle aspettative del Presidente della Camera. Se si andasse ora a votare, FLI rischierebbe di non superare la soglia del 3% se i risultati qui esposti fossero sovrastimati. E se non lo fossero, be’ allora l’insidia di Fini sul PDL equivarrebbe comunque a quella di un cespuglio.
Ma vediamo nel dettaglio i risultati elettorali del 12 agosto, rapportati al precedente sondaggio del 5 agosto. Partiamo dal PDL. Il sondaggio precedente di Spin Con – quello del 5 agosto – dava il PDL al 30,1% con FLI praticamente che volava al 6,6%. La Lega – nel risultato precedente – si fermava al 11,3%; nel risultato del 12 agosto ha guadagnato uno 0,2%, passando al 11,5% (nell’immagine c’è un errore). Dicevamo di Futuro e Libertà. Ebbene, la formazione di Fini – si è detto – il 5 agosto schizzava al 6,6%, ma il risultato non è rimasto tale per molto. Il 12 agosto, infatti, FLI perde ben 2,4 punti percentuali, assestandosi oggi al 4,2%. Un risultato ben al di sotto delle aspettative per un partito che mira a raggiungere il 10% dei consensi (pura fantascienza!). Tiene invece l’UDC, che nel giro di una settimana perde appena lo 0,1% dei consensi, passando dal 5,3% al 5,2%.
Sul lato sinistro, il Partito Democratico guadagna qualche punto. Nel sondaggio del 5 agosto viaggiava al 25,4%; nel risultato successivo si assesta al 25,8%. Cresce – anche se di poco – pure l’IDV che passa dal 6,6% al 6,7%. Questo a dimostrare che se si sceglie il giustizialismo, si preferisce nettamente l’originale (Di Pietro) e non la sua fotocopia (Fini). Per quanto riguarda i cespugli sinistri, pressapoco i dati statistici rimangono sostanzialmente invariati (Comunisti italiani), con la formazione del comico Grillo che passa dal 0,9% al 1,4%. Anche i radicali rosicchiano qualche puntolino: appena lo 0,2%, assestandosi al 1,6%. Nulla se si pensa allo sbarramento del 3% per entrare in Parlamento.
Prima di chiudere facciamo una riflessione sull’ipotetico terzo polo (UDC+FLI+APL). Se esistesse e davvero si coalizzasse per promuoversi a guida del nostro paese, a malapena riuscirebbe oggi a raggiungere il 10%, contro il 44,6% di PDL-Lega-La Destra e il 32,5% di PD-IDV. Insomma, con questo sistema elettorale (che guarda caso qualcuno vorrebbe cambiare), nulla da fare per il terzo polo. Si andasse a elezioni adesso, probabilmente il centrodestra la spunterebbe ancora, nonostante Fini e nonostante la massacrante campagna mediatica antiberlusconiana di questi ultimi due anni. Ma chiaramente questa è un’eventualità assai remota, visto che Napolitano pare orientato – se dovesse cadere il Governo – a tentare la strada del governo tecnico. Una manna per gli attendisti e per chi deve prendere tempo per prepararsi alla competizione elettorale, passando magari per le stanze di Palazzo Chigi…










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