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Sondaggio: la libertà di stampa in Italia non c’è!

19 ottobre 2009 | Old Blog | Permalink
Secondo alcuni votanti addirittura se c'è è a favore della destra

stampaEccoci al commento dell’ultimo sondaggio del mio blog la cui domanda è “Ma secondo te, in Italia c’è libertà di informazione?”. Devo dire, in primo luogo, che la partecipazione è stata numerosa, vuoi perché le polemiche sulla libertà di stampa hanno messo i cittadini alla caccia di notizie su questo diritto, vuoi perché il Lodo Alfano ha reso la questione davvero di primaria importanza. In ultimo, non dimentichiamo la polemica sul servizio di Mattino Cinque dedicato al giudice Mesiano, il noto magistrato che ha riconosciuto alla CIR di De Benedetti quasi un miliardo di dollari di risarcimento a spese di Fininvest, e che ha suscitato polemiche perché a dire dei critici del servizio (la sinistra nel suo complesso), questo servizio violava la privacy del giudice. Peccato però che questa stessa sensibilità i nostri paladini della privatezza non l’abbia riservata anche al presidente del Consiglio.
Comunque, tornando ai nostri dati, la prima opzione è “No. Non c’è libertà di informazione”. Questa risposta è stata data praticamente dalla maggioranza di chi ha votato il poll. E cioè dal 41% dei votanti. Secondo questi navigatori, in Italia non c’è libertà di informazione e dunque di stampa. Siamo in un regime, anche se è davvero difficile capire a quale regime ci si riferisca. La risposta infatti è priva di un colore politico, e dunque l’opinione pare essere molto generale: in Italia si fa fatica a esprimere le proprie opinioni, indipendentemente da chi è al governo e da chi è all’opposizione. A mio modo di vedere, è comunque una risposta estremista.
La seconda opzione è “Sì, ma solo se sei di destra”. In altre parole, la libertà di informazione è garantita solo a chi è di destra, mentre è negata a chi è di sinistra, o comunque si identifica con quest’area politica. Mai risposta fu più falsa. Il potere mediatico appartiene alla sinistra, ed è dimostrato quotidianamente da TG, giornali e programmi di approfondimento che incessantemente attaccano la maggioranza e la discreditano. Affermare che la libertà di informazione appartiene alla destra dinanzi all’attacco a Minzolini, è come dire che il sole ruota intorno alla Terra e non viceversa. Chiaramente coloro che hanno scelto questa opzione (il 24% dei votanti) sono persone o che si informano poco o nulla, oppure persone che votano a sinistra.
La terza opzione risponde “Sì, in Italia si può dire di tutto e di più!”. E’ stata scelta dal 20% dei votanti e non merita molti commenti. Chi ha risposto in questo modo è una persona ottimista che vede poco o nulla i condizionamenti all’informazione da parte dei soliti poteri forti di sinistra, e non si accorge delle panzane che ogni giorno ci propina questo genere di informazione che si autodefinisce “libera”. Libera di dire quello che le pare e di impedire agli altri di fare altrettanto, ovviamente.
Passano alla quarta opzione, questa è l’inverso della seconda: “Sì, però solo se sei di sinistra”. Ha dato questa risposta l’11% dei votanti. Queste persone hanno l’occhio lungo e si sono accorti chi è chi dirige realmente il gioco mediatico qui in Italia. Chi è che lo condiziona ogni santo giorno e nel farlo fa credere che a dirigerlo sia la parte politica opposta. Hanno capito che in Italia non c’è molta libertà di stampa, poiché coloro che oggi urlano per invocarla sono i primi censori di chi la pensa diversamente. Basti vedere l’attacco contro Minzolini e Brachino per farsi un’idea di quello che voglio intendere.
La quinta opzione invece riguarda l’unica risposta davvero corretta, o comunque quella più aderente alla realtà, che però non esclude le altre, tranne quella “vincente”: “Sì anche se non troppa”. E in effetti, in Italia c’è un’effettiva libertà di informazione, ma non è troppa. E non lo è perché esiste un doppiopesismo nel garantirla: la sinistra d’opinione ha tutta la libertà di informazione che desidera e pretende da chi non si conforma al suo pensiero unico una condotta politicamente corretta con i suoi sostenitori e simpatizzanti politici, giornalistici e giudiziari, senza però osservare la medesima regola nei confronti di coloro i quali non appartengono a quest’area. Mentre la destra d’opinione non ha questa libertà di informazione e ogni qualvolta la rivendica viene attaccata e accusata di condotte politicamente scorrette nei confronti degli avversari politici, giornalistici e giudiziari. La risposta, comunque, è stata data dal 4% dei votanti.
L’ultima opzione è quella solita di chiusura: “Non saprei. Non conosco l’argomento”. Non è stata scelta da nessuna. E io aggiungo: a torto. Per alcune opzioni scelte, qualcuno avrebbe dovuto dire la verità e affermare di non conoscere affatto l’argomento.

Spiacenti, ma il sondaggio non è disponibile al momento

Autore: Il Jester » Articoli 1417 | Commenti: 2334

Il Jester è un blog di politica, attualità, cultura e diritto online dal 2007.

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