Questo articolo è stato pubblicato 11 mesi 16 giorni fa e appartiene al vecchio blog. Il Jester non si occupa più di queste tematiche, perciò il suo contenuto potrebbe non essere aggiornato.
Eccoci all’esito del piccolo sondaggio promosso su questo blog. La domanda come avrete potuto notare era assai semplice: “La democrazia si può esportare negli altri paesi?”. Sicuramente una domanda pregnante, soprattutto alla luce del recente attentato commesso a danno dei militari italiani in Afghanistan. Perché chiaramente la permanenza delle nostro forze in quel paese è intimamente legato a una normalizzazione e democratizzazione di quei popoli dinanzi all’arroganza talebana che vorrebbe imporre la legge islamica della sharia con tutto quel che ne consegue in fatto di violazione costante dei diritti umani.
Analizzando i voti, davvero pochi per un mese di sondaggio, possiamo affermare che un buon 44% ritiene che la democrazia si può esportare, ma giustamente nel rispetto della cultura e delle tradizioni del paese interessato. E sul punto non posso che essere d’accordo: lo schema democratico è uno schema generale che però deve essere adattato al caso specifico. Pretendere di esportare una democrazia occidentale in un paese che non ha nulla della tradizione occidentale appare non solo arrogante ma pure inutile.
A ruota segue l’opinione contraria. Il 21% degli utenti che hanno votato ritiene infatti che la democrazia non si possa esportare e che tale pretesa costituisca effettivamente un’atteggiamento da presuntuosi. Il che mi pare eccessivo. Non è sopportabile l’idea che in alcuni paesi le persone vivano sotto una tirannide e vengano offese e violentate nei loro diritti fondamentali. E’ questo un atteggiamento critico che non trova alcuna giustificazione etica.
La terza risposta si differenzia da quella precedente per l’elemento egoistico implicito nel tenore della frase. Infatti, chi ha votato questa opzione ritiene che ogni paese deve cavarsela da sé; deve, in altre parole, arrangiarsi. Se ce la fa bene, altrimenti possono anche ammazzarsi fra loro. Ovviamente non si può concordare con una simile considerazione. Non stiamo parlando di soldatini di latta, di santini del presepio. Ma stiamo parlando di persone in carne e ossa che soffrono e muoiono perché oppresse. Questa opzione è stata votata dal 12% dei votanti.
La quarta risposta è invece un no secco. Ho dato questa terza opzione negativa, poiché molti magari ritengono che il no possa essere giustificato con convincimenti differenti rispetto a quelli delle opzioni precedenti. Non ho voluto in altre parole forzare qualcuno a rispondere no per i motivi sopradetti, soprattutto se questi non sono i motivi per i quali l’utente votante ritiene di dover dire no. Ha scelto questa opzione il 12% dei votanti.
In modo consolante, l’ultima opzione ha ottenuto il risultato di 0%. Ciò significa che comunque gli utenti che hanno voluto votare e leggere il sondaggio comunque conoscono l’argomento in modo sufficiente. O almeno così posso presumere.
Ricordo infine che questo sondaggio non ha pretese di definire l’orientamento dei lettori dei blog italiani. L’esiguità dei voti espressi infatti non suggerisce alcunché in ordine alla tendenza. La speranza è che i prossimi possano avere maggiori votanti. Per cui invito gli utenti a votare. Non costa nulla!
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