Il Jester
Home » Blog di opinioni personali

© 2008 Il Jester 01 luglio 2008

Sinistra: se la conosci la eviti

La domanda è chiara: ma davvero questa parte politica tutela i deboli e gli oppressi?

Link breve: http://wp.me/pEivy-2g |   Permalink Categorie: Politica

SinistraChe cos’è la sinistra? E’ veramente l’ala riformista del panorama politico di ogni nazione, l’eroina dei deboli e degli oppressi, oppure è solo un concetto ipocrita e astratto? Un mezzo fraudolento per raggiungere facilmente il potere, facendo leva sul senso di bisogno delle persone?
Ma poi cosa s’intende per sinistra? Esistono diverse sinistre: c’è la sinistra marxista-leninista, c’è quella socialista e c’è quella sedicente liberale e riformista. A quale di queste si rivolge l’articolo? Essenzialmente a tutte e tre (perché non esiste la sinistra “liberale”), ma più precisamente a quella che culturalmente predomina: quella nostalgicamente comunista o radicale, la quale è la più forte nel sentimento popolare, grazie soprattutto ai (falsi) miti come Ernesto Guevara, Mao Tse Tung e alla propaganda che già a partire dall’ottocento ci ha martellati come tamburi. Politicamente, è comunque difficile distinguere tra sinistra e sinistra. In Italia abbiamo quella più vicina al centro democristiano (oggi PD) la quale, pur ponendosi in un ottica socialdemocratica, non ha perso alcuni “vizi” genetici risalenti alle proprie radici comuniste, mai del tutto negate. E poi abbiamo quella che pervicacemente continua a propugnare il vergognoso credo marxista.
Eccovi perciò un breve (e per nulla esauriente) ritratto della sinistra e delle sue contraddizioni, premettendo che si vuole in questo articolo criticare aspramente non tanto il pensiero di sinistra inteso come “difesa dei deboli”, quanto piuttosto le pretese di superiorità morale e culturale della sua ideologia rispetto a chi non condivide e nega queste pretese, poiché frutto di una becera manipolazione della storia e della cultura.
In primo luogo, la sinistra è tendenzialmente una parte politica che vive e prolifica sul disagio sociale, sulle difficoltà della gente, sulla povertà e sulle ingiustizie. Non ha un vero interesse a risolvere i problemi delle persone, perché una volta risolti, essa sinistra scomparirebbe. Ma del resto, ammesso e non concesso che tenti davvero di affrontarli, le soluzioni politiche ed economiche offerte sono tanto risibili e ridicole, quanto pericolose e retrograde, fondandosi sul debito pubblico, sul dirigismo statalista, sull’annullamento o la compressione delle libertà individuali in nome della ideologica “libertà collettiva”.
Da qui la diffusa cultura del preconcetto e ideologico “NO-NI” a ogni riforma in senso liberale; un “NO-NI” frutto dell’irresponsabilità di una ideologia limitata e limitatativa, lagnosa e preoccupata solo di tutelare e preservare i propri privilegi sindacali e politici radicati nella società e contrabbandati come valori e azioni politiche positive e a tutela del cittadino.
Questo è un primo volto della sinistra. Ma la sinistra è anche una cultura fortemente statalista e ideologicizzata che tende a egemonizzare e considerare l’avversario non già come qualcuno che la pensa in modo differente e a cui bisogna portare rispetto, bensì come un nemico da eliminare politicamente. A ciò si aggiunge la cecità: la sinistra non riesce ad avere una visione d’insieme della società, considerata invero in modo settario e classista (operai, contadini, borghesi, capitalisti, fascisti ecc.). Ma questo del resto è il limite maggiore della sinistra e della sottocultura che propugna e contrabbanda come verità e libertà, progresso e conoscenza.
La sinistra è potenzialmente illiberare e antidemocratica, nonché eversiva nelle sue frange più estreme (che cos’è la rivoluzione se non una forma di eversione di stampo fascistoide, fondato sul mito comunista della dittatura del proletariato?). Non accetta il dialogo e il confronto (la censura non è solo fascista), e non permette la partecipazione democratica e la pluralità del pensiero, perché – come ho già ripetuto – la sua ideologia non dà spazio a visioni della società differenti rispetto alla sua, chiamate per questo fasciste.
La sinistra è profondamente materialistica ed eticamente relativista. Considera l’uomo un oggetto, un dato statistico e niente più. Lo spoglia della propria personalità e della propria creatività, del proprio sentimento morale e religioso e lo rende semplicemente un animale capace di creare società nelle quali il diritto dell’individuo è assolutamente sacrificabile per il “bene” sociale. Non è pertanto capace di concettualizzare una visione equilibrata tra diritto e  libertà individuale e diritti collettivi/sociali.
Proprio per la sua amoralità (o materialità), la sinistra tende a calpestare i valori e le tradizioni di una data società, li ridicolizza e cerca di annullarli, dimenticando che i particolarismi sono la ricchezza di un popolo, la sua identità, il suo passato e il suo futuro. Non ha il senso della nazione e dell’appartenenza, salvo quando intende strumentalizzare questi due valori cari alla destra per affermare la propria egemonia e mistificare la realtà. Esempi lampanti? A favore del senso nazionale: Blocco sovietico (storico), Cuba, Cina, Corea del Nord, per rivendicare il diritto al calpestamento costante dei diritti umani, facendo leva sulla sovranità e sul diritto di non intromissione negli affari interni di una nazione. Contro il senso nazionale: in Italia, per affermare la propria egemonia culturale e politica, facendo leva sul sentimento populistico del falso tollerantismo e del buonismo ipocrita che mortifica costantemente la cultura nazionale a favore di culture straniere spesso illiberali e violative dei diritti fondamentali della persona umana.

  • OkNo

Il Jester » Post 1313 | Commenti: 1890

Il Jester è un blog di politica, attualità, cultura e diritto online dal 2007.
Seguimi su Twitter | Pagina Fans Facebook | Ricevi la Newsletter di Il Jester

16 Commenti  •  Commenta anche tu!

  • [...] [...]

    Pingback  - ID -  11 settembre 2011 alle 09:22     

  • lettura molto piacevole in quanto senza usare parole-accie hai perfettamente spiegato cosa sia la sinistra e cosa è nel nostro paese.
    spero che qualche ns. “nemico” voglia leggerlo e rendersi conto che l’italiano non è una lingua incomprensibile e interpretativa…….
    ma chiara e lampante
    ancora complimenti :-) :-) :-)

    Commento di  franco  - ID -  6 ottobre 2011 alle 17:46    Rispondi  

RSS per i commenti di questo post. TrackBack URL

Lascia un commento   •   Leggi le regole

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 

Sponsor

Sostieni Il Jester

Il Jester è un blog completamente gratuito. Se sei un suo lettore e apprezzi i suoi contenuti, sentiti libero di contribuire!

Il Jester sui Social Network

Siti Consigliati

Il Legno Storto

Antipixel

Siti Amici