1
luglio
2008
Sinistra: se la conosci la eviti
La domanda è chiara: ma davvero questa parte politica tutela i deboli e gli oppressi?
Che cos’è la sinistra? E’ veramente l’ala riformista del panorama politico di ogni nazione, l’eroina dei deboli o è solo un concetto ipocrita e astratto? Un mezzo fraudolento per raggiungere facilmente il potere, facendo leva sul senso di bisogno delle persone?
Ma poi cosa s’intende per sinistra? Esistono diverse sinistre: c’è la sinistra marxista-leninista, c’è quella socialista e c’è quella sedicente liberale e riformista. A quale di queste si rivolge l’articolo? Essenzialmente a quella che culturalmente predomina fra le tre: quella nostalgicamente comunista o radicale, la quale è la più forte nel sentimento popolare, grazie soprattutto ai (falsi) miti come Ernesto Guevara e alla propaganda. Ma chiaramente, è difficile distinguere tra sinistra e sinistra. In Italia abbiamo quella più vicina al centro democristiano (oggi PD) che, come tale, pur ponendosi in un ottica socialdemocratica, non ha perso alcuni “vizi” genetici risalenti alle proprie radici comuniste, mai del tutto negate.
Eccovi perciò un breve (e per nulla esauriente) ritratto della sinistra e delle sue contraddizioni, premettendo che si vuole in questo articolo criticare aspramente non tanto il pensiero di sinistra inteso come “difesa dei deboli”, quanto piuttosto le pretese di superiorità morale e culturale della sua ideologia rispetto a chi non condivide queste pretese, e pur questo fa suo lo stesso pensiero di tutela citato.
In primo luogo, la sinistra – tranne che nelle sue origini – è tendenzialmente una parte politica che vive e prolifica sul disagio sociale, sulle difficoltà della gente, sulla povertà e sulle ingiustizie. Non ha un vero interesse a risolvere i problemi delle persone, perché una volta risolti, essa sinistra scomparirebbe. Ma del resto, ammesso e non concesso che tenti davvero di affrontarli, le soluzioni politiche ed economiche offerte sono tanto risibili e ridicole, quanto pericolose e retrograde.
Da qui la diffusa cultura del “NO-NI” preconcetto e ideologico della sinistra; un “NO-NI” frutto dell’irresponsabilità di una ideologia limitata e limitatativa, lagnosa e preoccupata solo di tutelare e preservare i propri privilegi sindacali e politici (lo Stato spende un patrimonio in permessi sindacali per i suoi dipendenti; permessi che spesso vengono utilizzati per fini differenti e per sottrarre produttività, incrementando la spesa pubblica che noi cittadini paghiamo con le tasse).
Questo è un primo volto della sinistra. Ma la sinistra è anche una cultura fortemente statalista e ideologicizzata che tende a egemonizzare e a considerare l’avversario non già come qualcuno che la pensa in modo differente e a cui bisogna portare rispetto, bensì come un nemico da eliminare politicamente (e si vede costantemente).
La sinistra è pure cieca e orba: non riesce ad avere una visione d’insieme della società, considerata in modo settario e classista (operai, contadini, borghesi, capitalisti, fascisti ecc.). Ma questo del resto è il limite maggiore della sinistra e della sottocultura che propugna.
La sinistra è potenzialmente illiberare e antidemocratica, nonché eversiva nelle sue frange più estreme (che cos’è la rivoluzione se non una forma di eversione di stampo fascistoide, fondato sul mito comunista della dittatura del proletariato?). Non accetta il dialogo e il confronto (la censura non è solo fascista), e non permette la partecipazione democratica e la pluralità del pensiero, perché – come ho già ripetuto – la sua ideologia non da spazio a visioni della società differenti rispetto alla propria.
La sinistra è profondamente materialistica ed eticamente relativista. Considera l’uomo un oggetto, un dato statistico e niente più. Lo spoglia della propria personalità e della propria creatività, del proprio sentimento morale e religioso e lo rende semplicemente un animale capace di creare società nelle quali il diritto dell’individuo è assolutamente sacrificabile per il “bene” sociale. Non è pertanto capace di concettualizzare una visione equilibrata tra il diritto e la libertà individuale e quelli collettivi/sociali.
Proprio per la sua amoralità (o materialità), la sinistra tende a calpestare i valori e le tradizioni di una data società, li ridicolizza e cerca di annullarli, dimenticando che i particolarismi sono la ricchezza di un popolo, la sua identità, il suo passato e il suo futuro. Non ha pertanto il senso della nazione e dell’appartenenza, salvo quando intende usare questi due sentimenti nobili in modo beceramente strumentale per affermare la propria egemonia e mistificare la realtà. Esempi lampanti? A favore del senso nazionale: Blocco sovietico (storico), Cuba, Cina, Corea del Nord, per rivendicare il diritto al calpestamento costante dei diritti umani, facendo leva sulla sovranità e sul diritto di non intromissione negli affari interni di una nazione. Contro il senso nazionale: in Italia, per affermare la propria egemonia culturale e politica, facendo leva sul sentimento populistico del falso tollerantismo e del buonismo ipocrita che mortifica costantemente la cultura nazionale a favore di culture straniere spesso illiberali e violative dei diritti fondamentali della persona umana.
La sinistra è perciò gravemente mistificatrice della realtà. Usa i sentimenti di libertà e tolleranza in modo del tutto arbitrario e strumentale. Tende a contrabbandare democrazia, libertà e tolleranza per confermare il proprio controllo sulla società e imprimere alla stessa la propria visione egemonica della vita, al fine di favorire i propri interessi politici ed economici, che certamente non sono pochi (es. voto amministrativo agli emigrati). Così capita che in Italia abbiamo una sinistra che si professa contro le oppressioni e i poteri forti, e poi ne diviene connivente. E non parlo certo solo di Prodi, ma anche della sinistra radicale, che io definisco la più ipocrita fra tutte le sinistre arcobaleni e non che esistono in Italia.
Ma ancora: la sinistra non ha rispetto per il principio della vita e fomenta la cultura della morte. Considera l’aborto un diritto, quasi che una persona abbia davvero il diritto di decidere sulla vita di qualcun altro, sebbene il proprio figlio. Una visione pericolosa, deprecabile e direi animalesca (solo gli animali uccidono i propri cuccioli quando non possono allattarli), perché tale diritto si tramuta nel diritto di assassinio legalizzato.
La vita umana non è una merce, eppure la sinistra la considera tale, sia per quanto riguarda l’aborto, sia per quanto riguarda il concepimento. Così capita che la sinistra promuova – con la scusa dell’evoluzione scientifica – la selezione genetica umana e i supermarket dei figli perfetti e senza difetti fisici e mentali, con la possibilità di conservare gli embrioni in congelatore quando servono e di utilizzarli per altri fini quando non servono. E del resto, in Cina esiste già un abozzo di quello che potrebbe conseguire anche qui in occidente: il controllo delle nascite e l’obbrobriosa legge di autorizzazione ad avere un figlio, nonché l’aborto obbligatorio e la sanzione penale per chi viola queste norme. Da qui alla mercificazione dei figli, poco ci manca.
Che la sinistra sia profondamente antidemocratica è dimostrato poi anche dalla struttura organizzativa del più grande e potente sindacato italiano di stampo comunista: la CGIL. Sindacato che ha sempre respinto con veemenza l’attuazione del secondo comma dell’art. 39 della Costituzione (carta questa che spesso utilizza impropriamente per i propri fini propagandistici), poiché, in caso contrario, dovrebbe dotarsi di una struttura democratica che invero non possiede. Mentre certamente possiede un patrimonio immobiliare davvero immenso e con pochi, quanto ridicoli, obblighi di bilancio e dichiarazione. Un sindacato che pretende, peraltro con arroganza, di intromettersi nell’attività legislativa e di governo del paese, senza averne mandato da alcun elettore se non dal povero tesserato che paga la propria quota con una detrazione automatica dalla busta paga, spesso senza nemmeno un’adeguata informazione circa la possibilità di rinunciarvi. Un sindacato che – facendo il coro alla sinistra – blatera di leggi ad personam, e poi guarda caso si vede approvate leggi che favoriscono il sistema pensionistico integrato che è costruito su misura per i suoi Fondi Pensione e un sistema di consulenza obbligatorio del lavoratore (CAF) che lo avvantaggia economicamente e politicamente, consolidando la propria influenza e il proprio sistema di potere sulla classe dei lavoratori.
Questa è la sinistra: il simbolo stesso dell’ipocrisia che ricerca costantemente e avidamente il potere e il controllo sociale, tanto che – laddove non è riuscita a governare con elezioni democratiche – ha tentato la strada impropria del giustizialismo politicizzato. E peraltro – se proprio dobbiamo dirla tutta – ritornando al concetto di sinistra che prolifica sul disagio sociale, chiaramente tale concetto assume piena validità in una società democratica, ove la concorrenza delle idee è fisiologica e dunque quella di sinistra è una fra le tante (fortunatamente minoritaria). In un tale contesto, non sfugge come la sinistra tenda a fommentare il disagio, proprio per sopravvivere e crearsi nicchie di controllo sociale. Altrimenti, laddove riesce a prendere le redini del potere, opera un acquietamento e una eliminazione definitiva, ma certo non risolvendo i problemi per i quali – per vocazione ideologica (ma direi piuttosto per opportunismo) – lotta, quanto piuttosto perché l’intolleranza e il senso profondamente antidemocratico della sua ideologia (che certo non è terminata con il comunismo) non tollerano divergenze, dissensi e dunque opinioni politiche ed economiche diverse da quelle propugnate e applicate a forza sulla società. Gli esempi, ancora una volta, si sprecano rileggendo la storia dei totalitarismi comunisti che tanti danni hanno creato nelle società in cui sfortunatamente hanno prolificato.
Letture Suggerite
Diverse sono le letture interessanti sull’argomento. Per facilitare un approccio più immediato e soprattutto per individuare subito letture che si pongono certamente fuori dal coro rispetto a una letteratura italiana e straniera tutta rivolta a valutare in termini positivi la sinistra e il comunismo, eccovi tre opere fondamentali:
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IL LIBRO NERO DEL COMUNISMO Del 1998, a cura dello storico Stéphane Courtois, questo volume è impressionante per quanto riguarda i dettagli statistici dei misfatti del Comunismo in Europa e nel mondo: deportazioni, discriminazioni generalizzate, torture, repressioni ecc. La sua autorevolezza non è ormai più messa in discussione. Persino Norberto Bobbio dichiarò a tal proposito che “… L’utilità e la novità dell’opera è aver individuato il nesso indissolubile tra comunismo e terrore dovunque.” |
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C’ERA UNA VOLTA IL CHE Per l’illustrazione di questo libro – che rivisita la figura di Che Guevara (e per certi versi della rivoluzione cubana, compresa l’instaurazione del regime castrista, tutt’ora al potere nella povera Cuba), restituendo allo stesso soprattutto verità e correttezza storica – invito a leggere la presentazione che feci qualche mese fa: Un mito da sfatare . |
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L’ALTRA CASTA Libro scritto da Stefano Livadiotti che tratta – guarda caso – dell’altro grande potere italiano. Quello dei sindacati. Un’opera davvero interessante sui privilegi e le carriere dei sindacalisti. I fatti e i misfatti che hanno visto protagonista il sindacato italiano. Il patrimonio con i suoi fatturati da multinazionale. Un’interessante inchiesta dunque su quella che è, a ragione, considerata appunto l’altra casta. |
Per certi aspetti, inoltre vengono consigliati anche i libri di Oriana Fallaci.
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2 luglio 2008 @ 16:42
Sinistra: se la conosci la eviti…
Che cos’è la sinistra? Una riflessione non esauriente del perché è bene stare lontani dalla sinistra……
14 settembre 2008 @ 02:07
Avevo scritto una risposta a questo suo post, ma in tutta sincerità, la sua ignoranza per l’argomento pare così grande da non meritare una riflessione con lei. Nessuna persona dotata di intelligenza media può inoltrarsi a scrivere un articolo su un movimento secolare e così articolato senza nemmeno aver letto la voce Comunismo su Wikipedia.
L’unica cosa che posso fare è citare il suo articolo come esempio lampante di ignoranza politica. E per il servizio, la ringrazio.
Cordialmente.
14 settembre 2008 @ 17:45
Il suo commento dimostra come il comunismo sia un male da estirpare completamente. Sconfitto dalla Storia, sopravvive arrogantemente solo in Italia e in siti come il suo… rovinandola.
Leggendo lei, credo che l’Italia e il mondo vada salvato da certa gente che crede ancora nelle favolette e credendoci ha contribuito al male del secolo: il Comunismo, quello che lei vanta tanto e che gli è tanto caro, letto giustamente attraverso la lente dell’ideologia…
Mi pare dunque che tra le nostre due ignoranze, quella che
prevale è la sua. Fosse solo che io dalla mia ho la storia che parla chiaro e
senza appello, ho i milioni di morti della Russia, le oppressioni della Corea
del Nord, il terrorismo delle Brigate Rosse, e tutte le porcherie che il
Comunismo ha compiuto e continua a compiere: Cuba in primis…
Altro che Wikipedia… Certo che se lei, per leggere la storia, si affida a Wikipedia, deve avere proprio una “notevole” cultura… La ripassi un po’, ma su libri veri e rifletta su quel che ho scritto nel mio post un po’ di più del tempo superficiale che gli ha dedicato.
Ma del resto Lei è orgogliosamente comunista… e il comunismo, si sa, è mistificatore, ipocrita e intollerante rispetto alle idee differenti e opposte alle proprie. Tutto ciò che non rientra nella propria sfera ideologica è frutto dell’ignoranza. E lei – comunista – ha confermato quanto vado ad asserire nel mio articolo.
Grazie.
16 settembre 2008 @ 02:25
Ho dovuto eliminare il post di risposta del gentile utente perché troppo lungo. Prego gli utenti di commentare brevemente.
7 dicembre 2008 @ 01:07
Il male del secolo è il nazifascismo e di quello qui in Italia siamo stati protagonisti.
Non mi risultano fatti altrettanto gravi compiuti da comunisti. Sicuramente non in Italia.
7 dicembre 2008 @ 18:42
Il male del secolo, caro signor Giorgio, è qualunque forma di ideologia che tende a comprimere la libertà umana. E non v’è alcun dubbio che il comunismo, con i citati nazismo e fascismo, costituiscano il male del secolo.
Perciò, faccio mio il suo consiglio: è lei che deve ristudiare (e sodo) la storia (quella però non ideologica che tanto ci ha insegnato la scuola dei comunisti come lei). Allora scoprirà quanti milioni di morti ha fatto il comunismo nel mondo; sicuramente più del nazismo e fascismo messi insieme. Per quanto riguarda l’Italia, lei e io dobbiamo solo ringraziare chi davvero ha desiderato la libertà e dunque ha evitato che il nostro paese cadesse dalla padella (il fascismo) nella brace (il comunismo).
Ma se mentre io ringrazio sempre di questa grande fortuna. Quelli come lei, ottenebrati dal falso mito di un’ideologia che ha solo oppresso e avvilito l’uomo, oggi denigrano quei princìpi di libertà, peraltro (e qui sta l’assurdo paradosso!) con l’arroganza di impossessarsi del suo copyright.
7 dicembre 2008 @ 22:59
Qui in italia sono stati i partigiani a volere veramente la libertà del nostro paese. Gli americani sono arrivati quando i giochi ormai erano fatti ed i partigiani gli avevano già tolto le castagne del fuoco.
7 dicembre 2008 @ 23:15
Vede, quando qualcuno vi sconfessa, subito partite per la tangente con la storia delle tv-mediaset e i suoi presunti messaggi subliminali.
Gentile Giorgio, per sua immensa sfortuna, io non guardo quasi mai TV. E men che meno i programmi mediaset. Fosse solo che trovo la TV noiosa, poco interessante e piena zeppa – sì di messaggi subliminali – ma di quelli della sinistra che ha occupato l’informazione e la cultura come fossero sue: basti vedere quel vergognoso programma chiamato Annozero. E in verità, pochi sono i programmi rai, mediaset o altri che fanno davvero controinformazione contro l’egemonia della sinistra.
Ma tant’è…
Sui partigiani. Suvvia, ancora crede al ridicolo mito di Bella Ciao? I partigiani hanno sì contribuito alla nostra liberazione e nessuno toglie loro alcun merito su questo. Ma la nostra libertà è dovuta agli alleati. Fosse stato per certa partigianeria rossa (della quale alcune frange hanno commesso infami assassini contro innocenti), noi saremmo passati agli ordini di Stalin quasi immediatamente e l’Italia sarebbe stata molto diversa: un paese-relitto, oppresso nei diritti umani dai deliri comunisti.
Suvvia, non si trinceri dietro il solito livore antiberlusconiano quando non ha altri argomenti, se ancora non lo sa, è passato di moda come i comunisti. Porti lei esempi più concreti alle sue ragioni.
Invero la storia parla chiaro ed è sotto gli occhi di tutti. Se ancora non lo sa, il muro di Berlino, orgoglio del comunismo e sangue di migliaia di innocenti, è crollato da un pezzo, il PCI ha constatato il fallimento dell’ideologia ed è stato assai scaltro a trasformarsi in quello che oggi possiamo definire il più ridicolo partito italiano: il PD che sposa Obama, quando fino a ieri, gli americani erano il nemico numero uno di Uolter & C.
Abbiate maggiore coerenza con i vostri miti e la vostra storia. Probabilmente, anche gli italiani vi ascolterebbero di più.
8 dicembre 2008 @ 00:19
Egemonia della sinistra nell’informazione????
A parte Annozero e Report in TV e l’Unità ed Il Manifesto in edicola credo che tutto il resto sia in mano al potere del Berlusca.
Sul resto del suo discorso ha già risposte la storia, non perdo nemmeno tempo a risponderle, tanto sono trite e ritrite le idee stantie che lei ripropone, ma le do ragione su una cosa: Il PD è una cosa ridicola. Condivido in pieno. Il PD tenta di imitare goffamente il governo di Berlusconi (avete praticamente gli stessi programmi) senza avere le “capacità” di Berlusconi. Ho messo capacità tra virgolette perché sono capacità da interpretare con l’aiuto di Indro Montanelli o Marco Travaglio.
8 dicembre 2008 @ 00:49
Davvero lei crede questo? E Repubblica? Ezio Mauro è berlusconiano secondo lei? E il Corriere? Mieli è un fan di Berlusconi secondo lei? Per non parlare de La Stampa, tutto fuorché amica dii Berlusconi.
Ma andiamo oltre. La 7? Secondo lei è in mano al Berlusca? Se crede questo, evidentemente o non ha mai visto La 7, oppure accredita molto potere di Berlusconi con grande offesa dei comunisti che stanno a La 7 che fanno di tutto per fare lo stesso gioco che fa lei su questo blog… Guardando i programmi politici di La 7, si capisce subito da che parte sta questa tv privata.
Passiamo alla RAI. Suvvia, RAI 3 è completamente in mano della sinistra. Lì esiste un vero e proprio feudo. RAI 2 è quasi completamente in mano della sinistra, mentre RAI 1 sta con il potere in carica: ciò significa che oggi sta con Berlusca, domani sta con Uolter o chi per lui. Sono ancora vivi nella mente i servizi incensanti del TG1 durante il governo del prodino. Prodi era onnipresente, eppure nessuno si lamentava…
Le reti mediaset, per quanto le seguo io, posso dire solo questo: l’unico tg berlusconiano è il TG4 che non si fila quasi nessuno. Quello di Italia 1 è soprattutto cronaca nera (politica non ce n’è quasi nulla). Il tg5 è il più equilibrato, ma chiaramente per il suo metro, un tg per essere equilibrato dovrebbe parlare sempre male di Berlusconi e osannare e incensare la sinistra come la salvatrice del mondo.
Orbene, passiamo a RAINEWS24… Be’, dire che sia pro-berlusconi ci vuole davvero coraggio… oppure non la si è mai seguita.
SkyNews24… sarei proprio curioso di sapere se per lei, soprattutto da qualche giorno, questo tg che vedono quattro milioni e mezzo di abbonati, è berlusconiano…
Allora? Secondo lei da che parte sta l’informazione?
2 ottobre 2009 @ 15:45
Ciao,
sono Laura, ho 40 anni e praticamente da sempre sono una fedele ad AN, ma non ho gradito il tuo modo di esporre la descrizione del comunista-tipo, o descrizione dell’idea del comunismo. Mi hai suscitato un unico pensiero: ottusità, pari pari a quanto descrivi come peculiarità di questi strani figuri comunisti. Uno specchio esatto in te di quanto esprimi di “loro”.
Peccato, perchè il tuo sito è carino, l’idea è nobile.
Aprire la mente? Considerare questi “elementi” come esseri umani? Fratelli? O la metà dell’Italia è da buttare? Dai, mettiamo in moto la mente e il cuore, siamo tutti fallaci.
Non posso credere (non ho mai creduto) che i deficienti-assassini-ladri-imbroglioni avessero diverse bandiere: ne hanno una sola, quella del disumano egoismo e delle cattive intenzioni-per tornaconto personalissimo-a danno del prossimo.
Parlaci di storia, di fatti, vanno meglio dritti al punto, al bersaglio che vorresti centrare.
Stammi bene
2 ottobre 2009 @ 20:15
Be’, cara Laura, non a tutti possono piacere le mie opinioni. D’altro canto, proprio in questi giorni, in relazione alla questione su Santoro e lo scudo fiscale, per i quali il PDL ha subìto il più feroce attacco dall’opposizione con appellativi che vanno dal mafioso al liberticida, avevo intenzione di scrivere un post nel quale cerco di stabilire una netta separazione tra tutela degli interessi e azione criminosa. In verità, per quanto una parte politica possa essermi invisa e per quanto delle sue idee non condivida nulla, non penserò e mai dirò che quella parte politica è deficiente, assassina, imbrogliona, o pergiunta mafiosa. Perché sono ben consapevole che una parte politica segue logiche e interessi nella stragrande maggioranza legittimi e legali anche se non sempre capiti, rivelati o condivisibili da tutti. Poi chiaramente ci sono i delinquenti che fanno politica, ma questi sono l’eccezione e non la regola.
Se così è, mi spiace solo che tu abbia frainteso il mio post, il quale ha voluto semplicemente dire quali sono (spesso e volentieri) i reali interessi della sinistra, che non sono certo quelli di difendere e tutelare i deboli. Anzi, come ho scritto, nel corso degli anni, la sinistra si è impadronita del marchio di “difensore dei deboli e degli oppressi”, tanto che chi non la pensa come lei è uno sfruttatore, un ladro, un criminale di ogni genere. E le recenti polemiche su Annozero e sullo Scudo Fiscale l’hanno dimostrato in pieno.
Non si tratta di ottusità, se per ottusità s’intende la capacità di dire come stanno esattamente le cose. Perché vedi, cosa ne dici della quota fissa che il sindacato trattiene al lavoratore senza che lui neanche sappia della trattenuta? Cosa ne dici dei “predica bene e razzola male”? Insomma, non stiamo dicendo che la sinistra è criminale, ma solo che la sinistra persegue un interesse che non è quello che spesso dichiara e che io personalmente non condivido. E nel farlo, paradossalmente, si atteggia persino a idea politica superiore, moralmente corretta e l’unica capace di interpretare i bisogni del popolo. L’unica che non ha conflitti di interessi, non fa leggi ad personam o a ceto, non ha intrallazzi e corruzioni, reti clientelari, scambi di voto… Un verità indubbiamente fallace perché falsa.
E allora la domanda incombe pressante: e noi? Chi siamo noi che non votiamo e non siamo di sinistra? Siamo solo dei padroni, ladri, sfruttatori, mafiosi, egoisti e quant’altro? Oppure semplicemente pensiamo in modo diverso e ragioniamo in modo diverso, e seguiamo anche logiche diverse? Chi è l’ottuso in questo caso? La sinistra – e tu che sei simpatizzante di AN dovresti capirlo, se hai seguito AN quando ancora si chiamava MSI – ha sempre pensato il peggio di chi non l’ha votava, fino a creare nell’elettore di destra un complesso di inferiorità che non ha ragione di esistere.
D’altro canto, il comunismo, come il fascismo e il nazismo, ha solo prodotto sofferenza, dolore e morte nel mondo. Non credo che abbia detto delle ottusità, rilevando come personaggi come Castro, Mao, Guevara, Polt Pot e altri presenti e passati siano stati degli eroi quanto io sono un marziano, quanto piuttosto dittatori e oppressori che hanno sostituito altri dittatori. Hanno illuso i rispettivi popoli su una sospirata libertà, e invece si sono trasformati nei loro peggiori carcerieri.
Peraltro, è anche vero che siamo tutti fallaci, e la fratellanza è sicuramente un valore. Ma io non considero la sinistra italiana una nemica. La considero un avversario politico con il quale è sempre necessario confrontarsi. Ma questo – bada – deve avvenire ad armi pari, cosa che invece non accade… Noi per loro siamo i nemici. E ancora una volta, Annozero e lo Scudo Fiscale docet.
Saluti
3 novembre 2009 @ 01:07
Il vero Comunista Italiano non vuole la dittatura, altrimenti ci tenevamo il fascismo, il vero comunista dice che se le ricchezze vengono distribuite meglio tanta gente non muore di fame. Neanche al sott.tto andava a genio quello che ha fatto l’Unione Sovietica o Fidel Castro a Cuba, però quella gente prima non stava meglio.
3 novembre 2009 @ 12:21
E’ vero. In URSS non si stava meglio, ma la gente era libera. Il vero comunista italiano o straniero che sia vuole la dittatura del proletariato che si tramuta nella dittatura della burocrazia statale, nella repressione delle libertà individuali, nella repressione della libertà di opinione e di informazione. Tanti regimi comunisti l’hanno dimostrato e continueranno a dimostrarlo in futuro se il comunismo sopravviverà alla sentenza di fallimento decreata dalla storia!