Alla ridicolaggine non c’è mai fine. E il PD, ogni giorno che passa, si rende sempre più ridicolo con dichiarazioni da propaganda elettorale anni ’50 che farebbero inorridire persino Don Cammillo e Peppone. L’ultima trovata di Franceschini è il pericolo (udite bene!) di una reintroduzione delle leggi razziali, quasi che la sicurezza… anzi, l’esigenza di sicurezza che i cittadini italiani reclamano giustamente e con diritto possa confondersi con la discriminazione razziale di fascista memoria. E mentre lui, il grande neobuonista, il difensore dei deboli e degli oppressi, accusa il Governo di revival fascista o giù di lì, in mezza Italia, bande di immigrati irregolari trafficano, uccidono, violentano, spadroneggiano i loro connazionali e persino gli italiani. Le città non sono più sicure e le nostre frontiere sono i famosi colapasta di cui ho parlato nel precedente post.
E” inutile, all’ipocrisia preelettorale non c’è limite; come non c’è limite all’uso strumentale che questa sinistra fa del del disagio sociale per beceri fini propagandistici. E’ chiaro infatti che non sa più a che santo votarsi per risollevare consensi che sono sotto terra. E’ sintomatica l’esaltazione che hanno avuto quando hanno saputo che a Trento (mica a Milano o Roma) hanno avuto un largo consenso elettorale. Hanno trasformato un patetico successo di periferia in un grande successo nazionale. Va be’ che durante una camminata nel deserto, anche una goccia d’acqua costituisce una gioia, però è chiaro che quando si arriva a questi limiti, evidentemente si è giunti politicamente alla frutta. E allora il rischio è che la delusione diventi ancora più cocente quando i risultati delle europee non saranno più dati sondaggistici ma voti pesanti.
Il PD e il centrosinistra, con stampa annessa, hanno tentato di tutto. Persino l’uso improprio e strumentale della separazione tra il Premier e la consorte. La critica poteva pure starci dinanzi a certe scelte (poi non più fatte) sulle candidature europee del PDL. Ma una critica sana è una critica costruttiva, mentre la critica che tuttora giunge dal centrosinistra – determinata a montare un caso in stile Clinton-Lewinski per rosicchiare due o tre voti alla maggioranza – è una critica pateticamente artificiosa, mistificatoria e distruttiva. Nulla di veramente sincero, come del resto ci si aspettava fosse da una fazione politica che affonda le sue radici e le sue tradizioni nel becero comunismo, maestro nella mistificazione dei fatti e dell’informazione.
Ma in verità, lo strappo delle vesti, il centrosinistra ipocritamente buonista, lo sta facendo ora quando ha appreso che il governo, sul DDL sicurezza, porrà la fiducia. A sentir loro, sembra qualcosa di scandaloso, dimenticandosi che quando l’Ulivo prodino ha (s)governato, lo strumento era ampiamente utilizzato, strautilizzato e abusato con il silenzio di Franceschini, Veltroni, D’Alema e compagnia cantante e suonante. Allora nessuno si lamentava, compresa Repubblica, giornali e blog annessi.
Nell’ambito del DDL sicurezza, pomo della discordia, è da sottolineare la vicenda sul prelievo forzoso del DNA. Ebbene, senza addentrarmi nella questione, perché ci sarebbe da scriverne un libro, vorrei fare un’utile considerazione volta a evidenziare quanto il buonismo del centrosinistra sia dannoso per tutti. Il prelievo del DNA a mio parere dovrebbe essere qualcosa che si dovrebbe fare già all’atto di nascita o all’atto di ingresso nel territorio italiano. Così come dovrebbero essere prese le impronte digitali di tutti (italiani, comunitari ed extracomunitari). Al giorno d’oggi questi strumenti sarebbero notevolmente utili per contrastare la criminalità. Molti delitti, molti processi, oggi non durerebbero anni e molti assassini oggi non starebbero in libertà, protetti dall’anonimato e da leggi che garantiscono loro anziché le vittime se ci fosse un facile strumento per identificarli. Ma come ho detto, questa è comunque una valutazione che merita maggiore approfondimento che un blog non può dare.
Sui medici e sui presidi spia, ho già detto e non mi ripeto. In verità, a me pare che tutto ciò che potrebbe essere utile per garantire le nostre strade e le nostre case, la nostra vita, sia contrastato da questo ipocrita centrosinistra per fini elettorali, perché loro sono davvero ancora convinti che il buonismo paghi. Certo, paga: ma i delinquenti, gli irregolari, coloro che hanno scambiato l’Italia per una terra di conquista dove ai diritti non corrispondono i doveri; dove all’ordine non corrisponde la legge. In verità, ci vorrebbe meno buonismo e meno centrosinistra alla carlona in questo paese. Perché oggi come oggi, il centrosinistra italiano è un patetico centrosinistra delle banane, irresponsabile e opportunista, disposto a usare qualsiasi strumento politicamente lecito o illecito pur di ottenere consensi senza sforzarsi a fare proposte politiche serie e concrete che vadano al di là della baggianata dell’assegno per i disoccupati!
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