La crisi è la crisi. Non c’è nulla da fare. In un momento di crisi è normale che ci sia una contrazione dell’economia, e dunque una diminuzione della domanda e dell’offerta. Un po’ perché la congiuntura internazionale non è delle migliori, e un po’ perché ci si mette Franceschini a gridare disgrazie e catastrofi irrimediabili. Ed ecco dunque che l’OCSE ha evidenziato un dato allarmante: i salari italiani sono i più bassi dei paesi OCSE. Nonostante la nostra economia stia decisamente meglio di quella di altri paesi europei e non, i nostri stipendi sono un gradino sotto quelli degli USA, Francia, Gran Bretagna e persino Spagna. In verità , questo gradino è pari a un 17% meno rispetto alla media OCSE. L’Italia – in fatto di stipendi – si trova infatti al 23° posto in classifica.
Un traguardo non certo invidiabile che dipende non tanto dalla crisi economica mondiale, quanto da una struttura fiscale decisamente oppressiva. I livelli di tassazione dei salari sono troppo alti ed è normale che ciò contribuisca a una contrazione dei consumi, soprattutto in un periodo nero come questo: se io guadagno 100 euro e 40 euro vanno allo Stato, è ovvio che i restanti 60 euro non li spendo tutti in beni di consumo. Sono invece portato a spenderne solo un 40%, e cioè 24 euro; mentre il resto lo metto sotto il materasso o in banca. Questo ovviamente non fa bene alla produzione e dunque si crea una sorta di circolo vizioso che è difficile interrompere, a meno che non intervenga lo Stato. E lo Stato, in tal caso, può intervenire solo tagliando il costo del lavoro, le tasse sul lavoro e sulla produzione. Ma anche questo è difficile, visto che gli sperperi amministrativi sono tanti e le amministrazioni richiedono fiumi di denaro. Tra questi sperperi sicuramente ci sono i lauti stipendi parlamentari.
Così ecco che – paradossalmente – l’Italia è al 23° posto in fatto di stipendi a operai e impiegati, mentre è al 1° in fatto di stipendi ai parlamentari. Ma eccovi il dato: un parlamentare europeo guadagna in media (alla faccia della crisi!) 134.291 euro all’anno; un parlamentare italiano non si discosta di molto da questo “bel” primato, e lo stesso dicasi per i consiglieri regionali. La politica in sé non conosce crisi e non ha flessioni, se non in sostanziosi aumenti degli emolumenti. Per la politica, la crisi economica è solo un argomento di infinite discussioni in parlamento… almeno tra coloro che si degnano di partecipare alle sedute. Infatti, se ancora non lo sapete (e credo però che non vi stupirete!), se gli stipendi dei parlamentari sono i più alti d’Europa, l’Italia ha anche un altro bel primato: i parlamentari europei italiani sono fra i più assenteisti d’Europa. Come a dire: voglia di lavorare saltami addosso, e se non salti, non importa. L’importante è che lo stipendio mi arrivi lo stesso.
Bei primati, non c’è che dire! Soprattutto dinanzi alla stridente differenza con gli stipendi di chi sgobba sul serio tutti i santi giorni per la pagnotta! Un dipendente italiano guadagna in media 21.374 dollari (circa 19 mila euro); confrontato con i 134 mila euro di un europarlamentare, viene da chiedersi se la nobiltà latifondista sia stata davvero abolita con la rivoluzione francese. A me, sinceramente, pare proprio di no.
18 maggio 2009
Salari italiani: i più bassi d’Europa





















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