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Rivelazioni Wikileaks: il rischio è che il primato mondiale degli USA rimanga confinato a Hollywood

2 01 dicembre 2010 | Politica | Permalink

Wikileaks ha rivelato una dura realtà: il re è nudo. Di quale re parliamo, si può ben immaginare: il re americano. Gli Stati Uniti d’America. Lo zio Sam. Il quale pare ormai avviato al declino come potenza mondiale. Almeno per quanto concerne la sua influenza sugli equilibri politici di mezzo mondo. Non solo dunque da un punto di vista economico, ma anche politico, gli Stati Uniti sembrano incapaci di riaffermare la propria supremazia. E non da oggi, ma già da qualche anno; l’undici settembre ha rivelato la fragilità del sistema di sicurezza degli Americani che si sono ritrovati i terroristi in casa. E la grave crisi economica mondiale degli ultimi anni ha invece scoperchiato il vaso di pandora: un sistema economico americano sorretto sulle speculazioni finanziarie e sul debito nei confronti di altri Stati stranieri, in particolare della Cina.
Una debolezza che rischia di far crollare il gigante che ha dominato la scena politica nel ‘900. Il simbolo stesso della libertà e della democrazia capitalista nel mondo rischia di lasciare spazio a paesi il cui profilo democratico è decisamente sotto i livelli minimi di sicurezza. Penso alla Cina, il cui potere economico e militare sta aumentando esponenzialmente, non accompagnandosi però ad alcuna rivoluzione democratica delle sue istituzioni, che rimangano saldamente nelle mani di un manipolo di burocrati dittatori con il mito della falce e il martello nella testa e forse anche nel cuore…
Non è accettabile che il mondo vada a finire in questo modo: in mano a una grande dittatura che detta le regole economiche e politiche nei paesi liberi e democratici. Ma è questo il trend, se gli Stati Uniti proseguono nella direzione dell’attendismo, e se non riprendono in mano le proprie sorti e non avviano una politica estera più aggressiva, ma allo stesso tempo di rispetto nei confronti degli alleati europei.
Wikileaks, del resto, ha rivelato un atteggiamento USA nei confronti dell’Europa assolutamente scettico. Nello scenario internazionale, gli Stati Uniti attribuiscono ai paesi europei un ruolo secondario. Ed è indubbio che questo atteggiamento con il tempo si è rivelato sballato. Gli USA, infatti, non riescono più a gestire le crisi internazionali senza scontentare qualcuno, soprattutto gli alleati tradizionali, che sono appunto quelli europei. Ed è su queste divisioni che poi le grandi potenze emergenti come la Cina rafforzano la loro influenza su mezzo mondo.
È chiaro che i rapporti tra USA e Europa devono essere ridisegnati, e devono essere improntati a un nuovo modello diplomatico che superi anche psicologicamente l’antica suddivisione in blocchi della guerra fredda. Gli USA devono avere una maggiore considerazione e un maggiore rispetto per l’Europa sia come istituzione sovranazionale sia come insieme di Stati nazionali. Altrimenti l’isolamento è dietro l’angolo, e con l’isolamento anche la crisi economica e infine la decadenza politica.
Un altro aspetto importante per gli Stati Uniti, se vogliono riprendere il controllo, è sicuramente il rafforzamento della propria economia reale, oggi rivelatasi debole e soggetta ai capricci di chi investe, tramite i fondi sovrani (v. Cina), nella finanza americana al sol fine di destabilizzarla. Perché il mio sospetto è che la crisi del 2008-2009 sia stata indotta proprio per indebolire gli Stati Uniti. Obiettivo decisamente raggiunto. Gli USA, in altre parole, devono rivedere le proprie strategie economiche; devono riavviare la potente macchina produttiva e innovativa. Non bastano i colossi del software per sostenere l’economia americana. Non bastano le innovazioni tecnologiche soprattutto in campo militare per garantire ancora la supremazia americana sul resto del mondo. L’America deve ritornare a essere leader o comunque co-leader anche nell’economia. Deve dimostrare al mondo che solo la libertà e la democrazia possono garantire il progresso e il benessere sociale. Altrimenti, lo zio Sam, con il tempo, non sarà altro che un cumulo di macerie mitizzate nelle pellicole dei films hollywoodiani…

Autore: Il Jester » Articoli 1417 | Commenti: 2334

Il Jester è un blog di politica, attualità, cultura e diritto online dal 2007.

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  • OkNo
  • Marco Seifert

    Ho cercato di lasciare un commento ssu Facebook, pensando di essere iscritto alla Vs pagina. Lo spazio c’è ma quanbdo cerco di inviarlo, mi si dice che non sono autorizzato a lascare commenti! La cosa mi ha sospreso e penso che possa essere giusto un problema tecnico di Facebook. Altrimenti, se sarei “censurato” (mentre altri non lo sono), vorrei esserne informato. Grazie e saluti

    • Il Jester

      Nessuna censura, Marco! E’ sicuramente un problema tecnico di Facebook…

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