Ieri ho letto dell’episodio della signora che chiedeva un aiuto per la propria figlia, affetta – a suo dire – da un male raro che solo negli USA avrebbero potuto curare. Naturalmente alla modica cifra di circa 300.000 euro. Ebbene, la Procura della Repubblica ora sta indagando, posto che è stato accertato – almeno così riferiscono i giornali – che la malattia era un bluff e che i soldini probabilmente non avevano funzione di solidarietà.
Nella vicenda – già di per sé deprecabile – sono peraltro coinvolte anche diverse televisioni, posto che la signora è andata a dare testimonianza della propria tragica vicenda (o presunta tale) nei vari salotti televisivi; il che, se l’infondatezza del dramma fosse provata, la dice assai lunga sulla veridicità di molte storie raccontate in tv e della pretesa sensibilità che dovrebbero in questo senso innescare nel buon cuore del telespettatore.
Una domanda che perciò mi pongo è questa: ma chi ha il dovere di informare, di presentare delle vicende toccanti e comunque di ordinaria follia sociale, non dovrebbe prima approfondire la storia? Verificare il suo fondamento di verità? Accertare se è una storia vera, una storia mezza vera o una storia completamente inventata? Soprattutto quando la vicenda mira a raccogliere denaro?
A me pare che la tv di oggi non vada tanto per il sottile. L’importante è fare spettacolo, raccimolare audience, scandalizzare laddove possibile per dare maggiore visibilità ai prodotti reclamizzati tra un litigio e l’altro. Ne sono un esempio i presunti amori (etero od omo) del Grande Fratello e i conseguenti litigi. Lo stesso programma del Grande Fratello. I talk show politici e di intrattenimento, dove un giorno sì e l’altro pure ci scappa la bagarre e persino le mani (che spesso – è il mio vago sospetto – sono persino auspicate).
Pertanto altra domanda che mi pongo è questa: ma la Tv rispecchia la realtà, oppure quanto viene trasmesso è, in verità, il frutto infelice dell’unione tra il mondo reale e la fiction; quello che viene definito reality?
Il problema – vedete – non è di secondaria importanza, perché tra la televisione e il mondo reale c’è purtroppo un interscambio bidirezionale: non solo è la realtà a influenzare i contenuti della fiction, ma – cosa peggiore – spesso è la fiction a stabilire i ritmi e le mode della realtà. La conseguenza è deleteria: la confusione di due ambiti diametralmente opposti che dovrebbero – in verità – solo sfiorarsi (e se non si sfiorassero è meglio).
In questo contesto, il decadimento morale e culturale è palpabile, e chi opera nel mondo televisivo non fa quasi nulla per argirnare il fenomeno. Tutt’altro! Un po’ per contratto, un po’ perché quando si sta troppo dentro un cartone animato alla fine ci si convince di esserlo sul serio, anche i conduttori tv, i giornalisti, le starlette e i comici, incrementano questa insana confusione, e chi ne approfitta sono sempre i soliti noti. E badate: non ne faccio una questione di tv pubblica o privata, Rai vs. Mediaset. Tutte offrono lo stesso minestrone, indipendentemente dal colore politico che le domina nel momento.
Diffidiamo perciò della televisione, in tutte le sue forme. Leggiamoci un bel libro. Almeno siamo certi che: a) i personaggi sono autentici e non hanno una doppia vita come quella dei personaggi interpretati dagli attori in carne e ossa; b) non ha secondi fini; c) non ha i break pubblicitari e non confonde la realtà con la fantasia (un libro è solo fantasia). Soprattutto, punto d), non chiede soldi per fantomatiche operazioni chirurgiche negli Stati Uniti…










0 Commenti • Commenta anche tu!
Nessun Commento ancora. Vuoi essere il primo?