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Quando gli anti-censori, censurano chi ha opinioni diverse

05 ottobre 2009 | Politica | Permalink
Dure le polemiche contro Minzolini e il suo editoriale. Ma il centrodestra lo difende, e a ragione!

minzolinicensuraLa polemica contro Minzolini prosegue, e prosegue più feroce che mai. I siti e i giornali che non hanno simpatia per il centrodestra incalzano; persino l’ANSA, che ricordiamo è guidata da un ex giornalista di Repubblica, dietro il suo aplomb di agenzia di informazione, alla fine pende sempre dalla solita parte. Tutti addosso a Minzolini, la piazza della manifestazione fa trecentomila presenze, ma ogni autore di questi articoli si dimentica di dire che il merito non è del popolo oppresso, ma dei militanti della CGIL che strepitano e urlano a comando.
Minzolini dunque è un servo del potere, è un servo di Berlusconi. E’ un giornalista fazioso che non avrebbe dovuto esprimere la propria opinione. E’ una persona che ha ucciso la libertà di stampa perché ha detto che la manifestazione è incomprensibile. E’ un nuovo Emilio Fede, perché non ha a simpatia D’Alema e Di Pietro, non ama il buonismo della sinistra e racconta verità scottanti sui peccati e le contraddizioni della sinistra. Perché, in altre parole, non parla bene dei buonisti per definizione, dei liberali per definizione, dei puri per definizione e soprattutto di coloro che si arrogano il diritto di essere gli unici depositari della verità oggettiva.
In realtà, come ho già scritto, Minzolini è semplicemente un giornalista che ha una sua opinione e l’ha esternata nel giornale che dirige. Ha esercitato proprio quel diritto che i manifestanti sono andati in piazza a rivendicare: il diritto di esprimere liberamente la propria opinione, senza censure e senza limiti. Ha detto delle verità scomode, ha evidenziato una chiara contraddizione: chi oggi si pone a capo della manifestazione è stato il primo, a suo tempo, a querelare proprio i giornalisti che hanno fatto il loro lavoro. Persino Iacopino, dell’Ordine dei Giornalisti si è dissociato, perché ha intuito che la manifestazione era una farsa… una scusa per protestare contro il Governo. Non c’era nulla, in quello che si è visto sabato, della rivendicazione reale a una maggiore libertà di stampa. C’era solo la solita manifestazione antiberlusconiana organizzata da chi non accetta i verdetti elettorali.
E siccome questo non si deve dire, ecco che cala la censura degli anti-censori. Sì, esatto! Proprio coloro  che sabato hanno protestato per dire che ci deve essere libertà di stampa, oggi asseriscono che Minzolini non avrebbe dovuto dir nulla, avrebbe dovuto star zitto. O meglio, se proprio doveva dir qualcosa, avrebbe dovuto lodare, esaltare e vivificare la grande manifestazione per la libertà di stampa contro la dittatura berlusconiana. In tal caso, probabilmente non si sarebbero lamentati. Anzi, è certo che lor signori della libertà di stampa (solo per se stessi), avrebbero scritto fiumi di parole commoventi e di lode nei confronti del coraggioso Minzolini,  avrebbero sprecato complimenti e santificazioni per il vero giornalista che dice quello che pensa nella RAI di tutti, ma oppressa da Berlusconi.
La cosa peggiore e triste è proprio questa: la censura fatta dagli anti-censori. Pretendere che la libertà di stampa possa essere esercitata solo verso una direzione, asserire (neanche tanto velatamente) che chi non la pensa come loro, non è un libertario, non è un indipendente, ma un servo del padrone. Deprimente e persino mortificante per quanto recita l’art. 21 della Costituzione, oggi svuotato del proprio significato da coloro i quali se ne sono impossessati illegittimamente e solo per farne un uso strumentale contro l’avversario politico e contro una parte del paese che non condivide nulla del loro modo di fare e di agire.
Minzolini è stato coraggioso, perché si è ribellato a questa logica, al dogmatismo di una sinistra ipocrita che pretende la libertà di parola solo per se stessa, che bolla – peggio dell’inquisizione – chi non la pensa come lei come un traditore della causa, che considera i dissenzienti servi del padrone, che piega la libertà di stampa alle proprie finalità di potere. Che non accetta chi non condivide i suoi stessi pensieri, le sue stesse idee, e nel non farlo, non si piega ai suoi ricatti.
Questo blog è orgoglioso di non appartenere alla masnada di ipocriti che l’altro ieri hanno sbraitato, non certo per la libertà di stampa di tutti, ma solo per la loro: per permettere a Santoro di dire la sua sulla vita privata di Berlusconi e per impedire a Minzolini di non dire la sua su cosa è la sinistra. Fosse solo per questi anti-censori, il mio blog sarebbe da cancellare dal web, proprio perché come Minzolini non dice quello che la sinistra ama sentirsi dire. Fortunatamente, la libertà di espressione e di opinione esiste in Italia con o senza Repubblica, Espresso, Il Fatto, Travaglio, Santoro, Di Pietro, D’Alema, Franceschini, l’FNSI e la CGIL. Ed esiste proprio perché a comandare nel nostro paese non ci sono loro. E ora chiamatemi pure servo…

Autore: Il Jester » Articoli 1417 | Commenti: 2334

Il Jester è un blog di politica, attualità, cultura e diritto online dal 2007.

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