A quanto pare i vecchi detti nascondono delle semplici verità che poi l’uomo riscopre con metodo scientifico, tant’è che verrebbe da dire che ogni tanto gli scienziati scoprono la classica acqua calda, sebbene la infarciscano di termini scientifici per sottolineare che la loro scoperta è comunque basata su dati razionali, anziché sull’intuito.
Questo è il caso del detto “Ci dormo un po’ su”, al quale ci affidiamo ogni qual volta abbiamo un problema che non ci da pace e che abbiamo l’urgenza di risolvere. E in effetti, spesso capita che dormendoci su, il problema assume un altro aspetto e magari riusciamo pure a risolverlo.
Gli scienziati dell’Università di San Diego ci spiegano che l’illuminazione è dovuta alla fase REM del sonno, e cioè a quella fase dove le persone sognano. In tale fase, il cervello riesce a fare tutta una serie di connessioni che altrimenti non riuscirebbe a fare durante lo stato di veglia: dati apparentemente scollegati, nella fase REM, riescono a connettersi e a suggerire un quadro logico che poi la persona realizza appena si sveglia.
Tant’è che gli scienziati hanno affermato che le persone, dopo il sonno, sono molto più creative e stimolate. Questa, almeno, è il risultato del loro esperimento. In questo senso, una persona quando dorme attiva certe connessioni cerebrali che permette loro di assimilare i ricordi importanti ed eliminare quelli non importanti. In questo processo, se abbiamo un problema da risolvere, riescono a fare i dovuti collegamenti e le deduzioni che offrono la soluzione.
Ovviamente non sempre accade. In verità, questo è un dato tendenziale e l’efficacia è proporzionata alla difficoltà della questione che ci assilla. Va da sé che un omicidio non è certo risolvibile soltanto “dormendoci un po’ su”, a meno che non si è Sherlock Holmes. Ma a quanto io ricordi, il bravo Sherlock dormiva poco e per fare le connessioni e le celebri deduzioni utilizzava metodi alternativi: la cocaina e il violino, sebbene il primo tra di due sia altamente discutibile. Meglio – a questo punto – dormirci davvero un po’ su. E’ sicuramente più sano.










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