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Presentato il DDL costituzionale del Lodo Alfano

28 aprile 2010 | Giustizia, Politica | Permalink
La nuova legge non potrà essere impugnata davanti alla Corte Costituzionale, ma sarà soggetta la procedimento ex-art. 138 Cost.

Il centrodestra non abbandona il Lodo Alfano ed ecco dunque che ci ritenta, questa volta però presentando la legge come legge costituzionale, la quale così verrebbe posta al riparo da qualsiasi eccezione di costituzionalità, posto che i giudizi di costituzionalità sono riservati solo alle leggi ordinarie e agli atti aventi forza di legge. Il Lodo dunque prenderà la strada del difficile procedimento previsto dall’art. 138 Cost., che prevede, in approvazione, o una maggioranza qualificata dei 2/3, oppure la maggioranza semplice con referendum costituzionale annesso.
Nella prima ipotesi (legge approvata dai due rami del parlamento con una maggioranza qualificata), il Lodo dovrebbe essere condiviso non solo dalla maggioranza, ma anche dall’opposizione, o comunque da una parte di essa. Siffatta possibilità eviterebbe infatti il referendum costituzionale, ma proprio per questo oggi appare difficilmente attuabile, posto che la sinistra non gradisce il Lodo e anzi farà di tutto per impedirne l’approvazione.
La seconda ipotesi (legge approvata a maggioranza semplice), prevede invece il referendum costituzionale con tutte le incertezze che ne conseguirebbero. Come ho paventato più su, la sinistra punterà su questa possibilità per affossare la legge costituzionale.
Da un punto di vista normativo, il Lodo costituzionale esclude dallo scudo i Presidenti della Camera e del Senato, accogliendo il rilievo della Corte Costituzionale, la quale ha ritenuto il Lodo incostituzionale anche sotto questo profilo, per la disparità di trattamento tra le due figure istituzionali e i parlamentari che dello scudo non godevano. Epperò, per quanto mi riguarda, sul punto ho diverse perplessità: visto che la riforma sarà costituzionale, non vedo perché il nuovo Lodo debba accogliere rilievi che in verità sono stati fatti su una legge ordinaria e che dinanzi a una legge costituzionale non potrebbero essere mossi.
Un altro aspetto importante riguarda la sistematicità. Il Lodo Costituzionale non interverrà sulla Costituzione e dunque non modificherà norme già esistenti.
Infine, per quanto riguarda la procedura, è da rilevare che il procedimento (penale) andrà comunque avanti; il giudice non dovrà sospenderlo automaticamente, ma dovrà dare comunicazione dell’avvio del processo alla camera di appartenenza del Presidente del Consiglio o dei ministri. Il Parlamento così investito avrà 90 giorni di tempo per decidere se accogliere la richiesta di prosecuzione o disporre la sospensione del processo fino al termine del mandato. Nel caso di ministro tecnico (e presumibilmente anche per il presidente della Repubblica), il DDL prevede che sarà il Senato a decidere.

Autore: Il Jester » Articoli 1417 | Commenti: 2334

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