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Omicidio Garlasco: perizia medico-legale scagiona Stasi

2 28 settembre 2009 | Old Blog | Permalink
Ma allora, se non è stato l'ex della Bocconi, chi ha ucciso la povera Chiara Poggi?

garlascoLa perizia medico-legale pare scagionare Alberto Stasi, o almeno assegna dei punti a favore dell’unico imputato per l’omicidio di Chiara Poggi. La difesa ha sempre sostenuto che il ragazzo stava lavorando al PC quando Chiara è stata uccisa. Epperò, le perizie dell’accusa avevano dimostrato che così non è. Poi è arrivata la perizia del giudice sul PC che non ha escluso questa ipotesi perché vi sono dei salvataggi del documento che dimostrebbero il contrario. Ma a complicare le cose c’è pure il problema delle scarpe pulite davanti alle pozze di sangue sparse in tutta la casa. Stasi affermò che lui aveva visto il corpo della ragazza riversa sulle scale e che dunque era fuggito via. L’accusa dal suo canto ha sempre sostenuto che Stasi non avrebbe potuto non sporcarsi di sangue le scarpe; il che dimostrerebbe che il ragazzo stà mentendo. A conferma di questa impostazione accusatoria, il PM offre come prova la bicicletta dell’imputato ove sono state rinvenute delle tracce biologiche riconducibili alla ragazza.
Insomma, un vero macello, anche perché l’arma del delitto non è stata mai trovata. E allora, la domanda a questo punto sorge più che spontanea: nell’ipotesi in cui Alberto Stasi non verrà dichiarato colpevole – e le probabilità sono davvero alte, davanti a elementi di prova così contraddittori – chi ha ucciso questa povera ragazza? Chi ha commesso l’atroce assassinio a danno di Chiara Poggi?
Due sono le cose, o Alberto Stasi è stato davvero un genio ed è riuscito a dissimulare le sue tracce con tanta astuzia da meritarsi il premio Agatha Christie, oppure – cosa più probabile – il nostro apparato investigativo fà acqua da tutte le parti, visto che non è stato capace di individuare quasi subito il criminale che ha ammazzato ‘sla ragazza. E del resto, a parte le prove, sono davvero in pochi coloro che potevano commettere l’omicidio, perché non è stato un omicidio finalizzato al profitto o a fini sessuali. A quanto mi è dato sapere non è stato rubato nulla e la ragazza non ha subìto alcuna violenza. Per cui, se il movente non è il sesso violento o il denaro, deve essere qualcos’altro. E se è qualcos’altro, l’omicida non può essere troppo distante dalla cerchia di conoscenze che furono di Chiara Poggi.
Se il giudice dovesse assolvere Alberto Stasi dall’omicidio “perché  l’imputato non lo ha commesso” (e in verità, per insufficienza di prove), la Procura si troverà a dover riniziare tutto da capo, con tutto quel che ne conseguirà in termini di giustizia per i genitori di Chiara Poggi, che ogni giorno che passa, vedono allontanarsi sempre più l’occasione per guardare in faccia colui o colei che ha tolto la vita alla loro figlia, e per ottenere conseguentemente la sacrosanta giustizia.
D’altro canto, è anche evidente che la giustizia non può accanirsi contro una persona, se non ha elementi tali per incastrarla e accertarne così la colpevolezza. I teoremi giudiziari, molto in voga in Italia, non hanno alcuna finalità di giustizia, ma sono solo strumenti attraverso i quali la realtà non viene accertata, ma costruita. A volte con successo, altre volte – come nell’omicidio di Garlasco – con un totale fallimento.
Ma del resto, qui nel nostro paese gli omicidi misteriosi sui quali la nostra giustizia ha miseramente fallito non sono poi l’eccezione. Basti ricordarne qualcuno: dall’omicidio di Via Poma, a quello di Alberica Filo della Torre. Omicidi in cui il colpevole non è stato mai identificato e vive oggi libero e felice da qualsiasi responsabilità e punizione. Eppure, anche in Italia abbiamo i RIS, tutte le settimane su Canale 5. Risolvono sempre delitti imperfetti, ma a quanto è dato vedere nella dura realtà di imperfetto c’è solo l’attività di indagine dei nostri investigatori…

Autore: Il Jester » Articoli 1417 | Commenti: 2334

Il Jester è un blog di politica, attualità, cultura e diritto online dal 2007.

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