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Oggi ricorre il 71° anniversario della Shoah ebraica

27 gennaio 2010 | Cultura | Permalink
Nel giorno della memoria per il genocidio nazista c'è chi l'ha persa o c'è chi la nega. E c'è chi, in entrambi i casi, se ne vanta...

Non voglio oggi prodigarmi in una riflessione storica sulla Shoah. Chi fosse interessato comunque a leggerne una del sottoscritto, be’, allora, potete leggere quello che scrissi l’anno scorso (qui). Piuttosto, vorrei soffermarmi su quanto sta accadendo oggi nel mondo, o meglio tra il resto del mondo e il popolo ebraico. Non sfugge infatti l’impressione che questa nazione non riesca proprio a trovare pace, neanche nel ricordo dei propri drammi storici, che poi – alla fine – sono anche i nostri. Così oggi non è davvero improbabile trovar gente o gentaglia (fate voi) che ha “perso la memoria”, e che perdendola, dietro il falso mito del nazismo e del falso senso di onnipotenza e superiorità che può trasmettere questa fallace ideologia, si “diletta” a imbrattare muri con svastiche, croci celtiche e scritte oscene sullo sterminio degli ebrei, sull’auspicio che Hamas o chi per lui cancelli Israele dalla faccia della Terra, e naturalmente con il solito mito antisionista che si contrappone all’oscuro sionismo che tenta di manipolare il mondo.
Un’accozzaglia di idiozie pericolose che rischiano di creare forse nel tempo un nuovo cortocircuito del delirio razziale, dove l’ebreo e il diverso non vengono visti per quello che sono, ma per quello che rappresentano nella mente ignorante del neonazista: mercanti, usurai, uomini inferiori, complottisti, truffatori e quanto di peggio possa generare una simile mente per giustificare le nefandezze che hanno compiuto i suoi padri ideologici.
Ma finché certi limiti culturali, seppur pericolosi e sempre da monitorare e condannare, rimangono a livello di ragazzotti scansafatiche e scarsamente istruiti, ci si può anche consolare con l’idea che ogni società al fin fine ha le proprie pecore nere (e qui il colore ci sta tutto). Diverso discorso deve farsi quando certi pensieri, certe idee, certi negazionismi assumono il valore istituzionale della voce di un capo di Stato, che benché scarsamente autorevole, comunque ha l’opportunità di levarsi al di sopra delle altre per affermare il proprio pensiero, anche quando questo pensiero è orribile e invita all’odio contro un popolo e contro la memoria di quel popolo.
Ecco perché, come umanità, noi non solo non possiamo non indignarci per certe parole che, pure oggi nel 2010, ci tocca nostro malgrado sentire, ma dobbiamo pure ribellarci e assumere un atteggiamento intransigente contro chi continua a propugnare la distruzione e l’eliminazione di una nazione, e continua a negare che quanto i nazisti hanno commesso settantuno anni fa sia mai accaduto. Perché se ferisce e umilia sentire un capo di Stato augurare la distruzione di un popolo e la sua scomparsa dalla faccia della Terra, è ancora più umiliante e ferisce ancor di più sentirgli negare un dramma storico così immane, così sanguinoso e sanguinario, al confronto del quale ogni altra riprovevole azione umana commessa nei secoli assume la consistenza di una piuma nella coscienza collettiva della nostra specie…

Autore: Il Jester » Articoli 1417 | Commenti: 2334

Il Jester è un blog di politica, attualità, cultura e diritto online dal 2007.

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