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Non si seguono gli uomini ma gli ideali…

9 06 settembre 2010 | Politica | Permalink

Ora tocca al PDL dire la sua. Dopo che Fini ha esternato la sua rabbia nei confronti del partito che non c’è, ma che pur non essendoci lo ha cacciato via perché dissenziente (secondo lo strano concetto di “dissenso” che ha l’ex leader di AN), ecco che prendono la parola gli ex colonnelli di AN che puntualizzano alcuni passaggi del loro fu generale. Da Alemanno a La Russa, passando per Gasparri e Matteoli, i commenti sono pressoché unanimi: non sono stati i colonnelli ad aver cambiato leader, ma è stato il generale a cambiare casacca. Del resto, Maurizio Gasparri, che non brilla certo per grandi intuizioni, ha detto una cosa significativa sul punto: “Noi non abbiamo cambiato le nostre idee. Fini invece sì, a partire dall’immigrazione e dalle coppie di fatto di cui non ha parlato. Fini ha fatto un frullatore tra Almirante e le bandiere di associazioni gay….
Come posso dargli torto? Mi chiedo ancora una volta come farà un elettore di destra, quando sarà il momento di mettere la croce sul partito finiano (se mai ci sarà), dare il proprio voto a un leader e a un movimento che propone tematiche ben lontane dai valori conservatori e molto più vicini a quelli di una Rifondazione Comunista qualsiasi. E’ difficile davvero immaginare di votare Fini e rischiare di vedersi serviti sul proprio piatto le minestre proposte per anni da un Ferrero, un Diliberto o un Bertinotti. Mi domando perciò se alla fine – a destra – chi ha deciso di seguire Fini, pur di seguire l’uomo, in verità non abbia tradito (consapevolmente o inconsapevolmente) le proprie idee e i propri valori. Diversamente non mi spiego il consenso che il Presidente della Camera riscuote fra qualche elettore notoriamente destroso, forse più deluso dal berlusconismo che realmente entusiasta del finianismo.
Il nocciolo del problema sta proprio nella seguente domanda: si deve seguire il leader o le proprie idee e i propri valori? Apparentemente il quesito sembrerebbe di difficile risposta. In verità non lo è se si è coerenti con il proprio pensiero. E tanto per capirci, provo a fare il ragionamento su me stesso. Personalmente non condivido (quasi) nulla di quanto è Fini oggi: delle idee che esprime e di come le esprime. Non mi è piaciuto il suo atteggiamento nei confronti del PDL, a partire dalle “comiche finali” fino a Mirabello. E questo perché quello che un tempo era il politico di riferimento del popolo di destra oggi è un perfetto estraneo: è un uomo che si è allontanato abissalmente dalle idee e dai valori vicini a questo popolo, tradendoli clamorosamente. Ebbene, se questo è vero e se al posto di Fini ci fosse stato Berlusconi, be’, io credo che il risultato e la critica sarebbero stati identici. Perché  i leader contano fino a un certo punto se le idee non ci sono (più). E del resto, come dice il titolo di questo post: si seguono gli ideali e non gli uomini.
Il rammarico più grande, piuttosto, è il fatto che alla destra oggi sia rimasto solo Berlusconi. Pur riconoscendogli grande carisma e alcuni indubbi meriti, non posso negare che il Cavaliere non sia il massimo per il popolo destroso, orfano del proprio leader storico. Il PDL infatti non è sicuramente – come afferma Fini – un partito che non esiste, ma non è certo un partito. E’ qualcosa di meno di una solida formazione politica: è un movimento che pecca ancora di cesaropapismo. Il che mi porta a fare un’ulteriore considerazione: se il Cavaliere vuole davvero smentire le stilettate velenose e dileggianti di Fini sul “partito che non c’è”, deve avere il coraggio di prendere la decisione più giusta per il PDL. Deve avviare un processo di riforma e convocare un congresso per dare al Popolo della Libertà una struttura che favorisca il reale radicamento nel territorio e un maggior coinvolgimento della base nei processi decisionali. Altrimenti, il rischio è che il consenso si sfaldi, perché gli ideali devono trovare non solo un leader che li rappresenti e li sintetizzi in azione politica, ma pure una casa comune in cui cristallizzarsi nel tempo. Anche perché, oggi, l’alternativa è che diventi “casa comune” una formazione politica ambigua e insipida come Futuro e Libertà, la quale – diciamocela tutta – con la destra ormai ha ben poco da spartire (se non nel nome), laddove in verità rappresenta solo l’ennesima edizione del centrismo democristiano, vista pure la propensione di Fini ad ammiccare con Casini e Rutelli, i migliori studenti del manuale Cencelli…

Autore: Il Jester » Articoli 1411 | Commenti: 2325

Il Jester è un blog di politica, attualità, cultura e diritto online dal 2007.

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  • OkNo
  • heartprocession

    Vorrei capire… i valori conservatori ( almeno di grazia hai avuto la bontà di togliere la parola ” liberale”) a cui ti riferisci sono quelli che danno l’impunità al capo e agli amici del capo sempre e comunque?
    I valori conservatori a cui ti riferisci sono quelli che governano la macchina dell’immigrazione sull’odio e sulla paura del ” diverso”?
    E potrei continuare per ore.
    Giusto per essere chiari , sonoq uesti i valori conservatori a cui ti riferisci?

    • Il Jester

      Vedi, essere liberali non significa essere libertari. Evidentemente confondi i due concetti. Pertanto essere conservatori può anche comportare l’essere liberali (ma non libertari). E questo perché il liberalismo è un concetto vago e vario. Si può essere liberali cattolici, si può essere persino liberali sociali, si può essere liberali libertari, e in sintesi si possono accogliere determinati valori del liberalismo e rifiutarne altri. Un amico sosteneva che il liberale può anche permettersi di non esserlo, proprio perché è liberale. Il che significa semplicemente che essere liberali non comporta per forza accettare qualsiasi aspetto del liberalismo.
      Ciò detto, i valori conservatori a cui faccio riferimento sono quelli tipici che trovi su qualsiasi manuale di teoria politica, e in verità nulla c’entrano con la presunta impunità del (e non al) capo e per gli (e non agli) amici del capo. Allo scopo, su processo breve e legittimo impedimento ho già scritto abbastanza. Se hai voglia e tempo, cerca sul blog. Così come ho scritto sull’immigrazione. Ma tanto per sintetizzarti una visione sulla mia idea di conservatorismo: essere conservatori per me significa avere a cuore determinati valori, come la tutela dell’identità nazionale, l’integrazione reale dell’immigrato e non quella fittizia e buonista del “tutti insieme appassionatamente”, il rispetto, la valorizzazione e la tutela delle nostre tradizioni e dei nostri valori religiosi, l’economia di mercato (per me moderato), l’antistatalismo e l’antiparassitismo, una giustizia indipendente ed efficiente e non politicamente orientata… Insomma, è difficile spiegare in poche battute secoli di ideale politico. Datti da fare. Internet è pieno di esempi. Ma per carità, lascia perdere Fini.

  • heartprocession

    \essere conservatori per me significa avere a cuore determinati valori, come la tutela dell’identità nazionale\, Sarebbe questo , ad esempio, una nazione genuflettersi verso un dittatore straniero, assassino sangunario solo perchè unico nel panorama internazionale a dare ascolto a quel di Arcore per esclusive questione economiche?

    \l’integrazione reale dell’immigrato e non quella fittizia e buonista del “tutti insieme appassionatamente”,\ belle parole , ma alla fine della fiera qual’è la \ vostra vera integrazione\?
    Quello di creare , generare, alimentare , cavalcare l’odio verso chi è diverso, e non verso chi semplicemente delinque solo per meri fini elettorali?
    Questa tu la chiami integrazione reale?Integrazione reale che è data dalla linea dettata dai leghisti.
    Integrazione reale che si riduce ad un mero racchiudere in categorie pregiudiziali cercando di trasformare il cittadino , attraverso l’odio, costante, giornaliero , nel cane di pavloviana momeria? Azione e reazione?

    \il rispetto, la valorizzazione e la tutela delle nostre tradizioni e dei nostri valori religiosi\
    Le nostre tradizioni? quali sono e soprasttutto quante sono?

    • Il Jester

      Sii più sintetico. Hai a disposizione 1200 caratteri e il giochino del doppio post evitalo, grazie.
      Per replicare hai utilizzato argomentazioni ridicole, tratte pari pari dalla becera propaganda di sinistra, peraltro patetica. Vedi, il problema di Gheddafi è stato qui affrontato: evidentemente però tu non leggi. Posso dirti che non è che i tuoi eroi di sinistra si siano comportati poi diversamente quando sono giunti qui in Italia Castro o Chavez: grandi “democratici” ed eroi del “popolo”, fino a dare rifugio a un terrorista turco (Ochalan). Per cui non menarmela con questa storia: i tuoi amici non possono dare lezioni di diplomazia a nessuno.
      Sull’integrazione, personalmente credo che abbia una visione distorta e pericolosa del concetto: qui non si tratta di odiare (personalmente non odio nessuno); qui si tratta di esigere rispetto e rispetto della legge. A me non frega nulla dell’immigrato che rispetta, si comporta bene e si integra onestamente, rispettando le nostre leggi e non cercando di imporre usanze tribali da medioevo soprattutto a danno delle donne. A me frega di chi viene qui a sfruttare, rubare, uccidere, forte del senso di impunità e lassismo buonista che trasmette l’Italia all’estero grazie ai tuoi “eroi” comunisti: forse tu non hai presente in che stato pietoso versano le nostre periferie. O ti devo ricordare il lungo elenco di assurdi omicidi e violenze commesse dagli immigrati ai quali accarezzi la schiena?
      Sulle tradizioni, mi lasci sgomento: credi davvero che basta un po’ di retorica spicciola per nascondere le tue profonde lacune sull’argomento? Tu suggerisco qualche istruttiva lettura. A me interessa che non detti la linea etica e morale un personaggio come Vendola o chi pretende di costruire Moschee a ogni angolo del nostro paese, calpestando e umiliando la nostra identità culturale e religiosa.
      Per quanto riguarda lo statalismo, be’, meno male che ci sono gli ex comunisti, oggi ex cattocomunisti, che tu ammiri, altrimenti oggi saremmo davvero nei guai. Loro sì che sono sempre stati liberali! Loro sì che non hanno occupato ogni singola poltrona delle pubbliche amministrazioni. Loro sì che non hanno fatto leggi a favore del monopolio sindacale e per un’economia dirigista (perché è stato Berlusconi e emanare l’obbrobrioso art. 40 Cost., tipico esempio di infelice coniugio tra cattocomunismo e marxismo stalinista). Suvvia, un po’ di ripasso della storia e diritto costituzionale no, eh?
      Giustizia. Naviga su questo blog. Ne troverai a iosa di spiegazioni. Non ho tempo e voglia di ripetere quello che ho già spiegato in decine di post.

      Ti ricordo la sintesi e il rispetto anche nei confronti dei politici che non ammiri, o non pubblicherò i tuoi post. E non venire poi a lamentarti che sono illiberale!

  • Salvatore

    Quali tra le mille cose citate da Fini a Mirabello fanno parte del repertorio retorico di sinistra?

    Da quanto essere per la legalita’, essere contro l’impunita’ e chiedere rispetto delle istituzioni sono esclusivo appannaggio di Rifondazione Comunista?

    C’e’ una gran parte dell’elettorato italiano che non ce la fa piu a sentir parlare di infiltrazioni mafiose, di ministri costretti a dimettersi per guai giudiziari.

    Che poi Fini non abbia certamente nulla da insegnare su questi temi sono d’accordo – ma da politico stagionato sa benissimo che parlare di queste cose e’ il modo migliore per “prendere la pancia” di una certa parte dell’elettorato, che oggi include anche i molti delusi da Berlusconi – e ad aprire gli occhi sul suo DISCUTIBILISSIMO curriculum vitae oggi sono in tanti.

    • Il Jester

      Su legalità e altro non ho mai nascosto di essere d’accordo con Fini, anche perché dice cose davvero ovvie. E’ difficile non essere d’accordo su lotta alla corruzione, infiltrazioni mafiose ecc. E’ il resto che non mi quadra, soprattutto l’evidente personalismo che ha caratterizzato e continua a caratterizzare la sua azione politica. Inoltre, il chiaro spregio alla libertà di stampa che – secondo l’interpretazione delle sue parole – va bene per gli altri ma non per se stesso. Infine, le non malcelate opinioni su testamento biologico, coppie di fatto e immigrazione…

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