Diventa Fan
su Facebook
Seguici su
Twitter!
Segui @iljst
Carica Modulo Ricerca...

Nasce il partito dei moderati italiani

2 27 marzo 2009 | Politica | Permalink
Prossimo passo: Silvio si metta da parte

pdlQuando esplose Mani Pulite, tutti pensavano pessimisticamente che l’area moderata del panorama politico italiano fosse finita e che l’Italia sarebbe stata consegnata, ad infinitum, nelle mani degli ex comunisti, i quali già si sfregavano le mani per la presa di potere imminente, visto che – miracolosamente – l’ex PCI, allora PDS, era uscito indenne dagli scandali di corruzione e concussione che avevano coinvolto il PSI  di Bettino Craxi e la Democrazia Cristiana. Allora, i moderati d’Italia piangevano la fine dei punti di riferimento che per cinquant’anni avevano costituito il baluardo della libertà contro il pericolo del socialismo reale e già si preparavano a governi di sinistra che avrebbero rovinato irrimediabilmente il Belpaese e l’avrebbero ridotto a un colabrodo economico e sociale.
Fortunatamente ciò non è accaduto. La discesa in campo di Berlusconi nel 1994 portò nuove speranze nell’area moderata e nella maggioranza silenziosa, quella che non sbraita nelle piazze, poiché più preoccupata a trainare il carretto dell’economia per sé e per gli altri. E con le speranze dei molti, nuove ondate di ostracismo e livore dei pochi (di sinistra), i quali, in un batter d’occhio, si sono visti sgusciar via dalle mani il potere politico che non erano riusciti a prendere in cinquant’anni. L’imprenditore Silvio creò il partito di plastica chiamato Forza Italia: un movimento privo di struttura territoriale, basato essenzialmente su spot., interventi televisivi e sul carisma personale del Premier. Il successo fu enorme: per i moderati Forza Italia costituiva infatti il faro di luce nell’oscurità postcomunista che stava stendendosi pericolosamente sull’Italia. Le elezioni furono perciò vinte dal  neo-partito berlusconiano e dalla coalizione che l’appoggiò senza reticenze: i missini (ormai sdoganati da Berlusconi), la Lega di Bossi e il CCD di Ferdinando Casini.
Naturalmente, scoppiò lo scandalo politico: fascisti, imprenditori impelagati con Craxi, ex democristiani ed ex craxiani, e infine i secessionisti del nord, tutti al governo del paese, mentre la parte “buona” dell’Italia della seconda  repubblica all’opposizione, compresi i sindacati compiacenti e abituati a dettar legge senza averne mandato elettorale. Uno scandalo che mosse i poteri forti, quelli veri e non già quelli paventati nei libri di Travaglio. I Poteri legati ai salotti buoni della sinistra: imprenditori compiacenti, magistrati, politici, giornalisti e sindacalisti, i quali, tutti uniti contro il “nemico” Berlusconi che aveva osato sottrarre il potere alla sinistra, decidevano di abbattere l’onta del berlusconismo, muovendo le masse operaie condizionate e ignare della vera rivoluzione italiana: quella che finalmente avrebbe portato l’Italia fuori dal pantano pseudocomunista e l’avrebbe consegnata alla maturità occidentale.
Purtroppo – come è noto – il colpaccio riuscì: la Lega venne condizionata e i Sindacati portarono in piazza i loro adepti, ubriacati di ideologia, contro il governo Berlusconi (il primo) che cadde come una pera cotta. Mentre la magistratura, dal suo canto, faceva il suo corso, imbastendo accuse contro il Premier, servendogliele peraltro in un vassoio d’argento al summit di Napoli come nelle peggiori repubbliche delle banane.
La sinistra trionfante riesce così a prendere il potere, sebbene non direttamente, ma grazie al voltafaccia  della  Lega e di Lamberto Dini. Quest’ultimo mise in piedi, con il bene placito di Scalfaro (che passerà alla storia come l’unico Presidente della Repubblica non superpartes) un governo tecnico che approvò una riforma pensionistica che tutt’ora piangiamo. Il governo restò in carica un paio d’anni, fino a che non furono organizzate nuove elezioni che vennero vinte dall’allora centrosinistra di Prodi, un burocratico professore democristiano pendente a sinistra, già venditore di pezzi di Stato a prezzo scontato. Fu un governo disastroso e dannoso per l’Italia quello di Prodi, sostenuto dall’armata brancaleone antiberlusconiana e unita solo nell’antiberlusconismo, che presto naufragò (durò appena due anni) a favore del primo e finora  unico governo D’Alema, che continuò sulla stessa scia disastrosa del suo predecessore, aggravando la già critica economia italiana.
Nel 2001 vengono indette nuove elezioni, e gli italiani, ormai sazi delle panzane della sinistra politica e sindacalista, ridanno fiducia al centrodestra, che intanto era maturato all’opposizione e aveva superato diversi pregiudizi in Europa e nel mondo. Il secondo governo Berlusconi – al contrario delle armate brancaleone di centrosinistra – durò per l’intera legislatura, malgrado scossoni e malumori… e persino qualche contraddizione. Fu  il governo più stabile che l’Italia degli ultimi vent’anni.
Gli anni del secondo governo Berlusconi furono importanti, perché l’Italia conobbe diverse riforme e diversi ammodernamenti soprattutto nel mercato del lavoro. L’economia si risollevò e finalmente gli italiani si sentivano parte dell’Occidente, sentimento perso durante i governi di centrosinistra, con azioni e posizioni davvero assurde: si pensi al caso Ochalan e a Cossutta, allora membro di una maggioranza che governava un paese (l’Italia), aderente alla Nato, il quale si recò nell’Ex Jugoslavia per impedire alla Nato di compiere il suo dovere.
Nel 2006, tuttavia, le elezioni politiche vennero vinte dall’armata brancaleone, sempre guidata da Prodi. Un ricambio più che legittimo: in una democrazia dell’alternaza è giusto che i governi e le coalzioni si avvicendino e propongano le loro idee. Peccato però che  il secondo governo Prodi durò puntualmente in carica  solo due anni. I motivi sono differenti: dalle politiche davvero patetiche, dal tentativo di inserire istituti giuridici anomali, fino alle diverse vedute politiche, etiche e morali tra i membri della coalizione. Soprattutto in ragione delle forti resistenze all’ammodernamento del paese da parte della sinistra verde e comunista. Prodi cadde nel 2008, anche grazie all’azione di Veltroni, il quale – con il nuovo-vecchio partito chiamato PD – aveva smania di sfidare Berlusconi a singolar tenzone e prendere così il potere politico in Italia e guidarlo verso un finale tutto cinematografico.
Gli italiani ad aprile 2008 non ebbero dubbi: scelsero il centrodestra, memori dei disastri del centrosinistra, dello scarso appeal di Veltroni, delle buone cose fatte nel precedente governo Berlusconi. e della proclamazione da parte di quest’ultimo dell’imminente nascita della casa comune dei moderati: il Popolo delle Libertà, orfano però dell’UDC, il quale rifiutò – è noto – di aderirvi. Il successo fu enorme e come ben sappiamo andò persino oltre le aspettative, tanto che Berlusconi accelerò la costituzione del partito unico del centrodestra.
Oggi, 27 marzo 2009, dopo lo scioglimento di Alleanza Nazionale, avvenuto la settimana scorsa, inizia la tre giorni della costituente del Popolo delle Libertà. Un passo storico per i moderati italiani, i quali finalmente hanno un punto di riferimento certo e probabilmente duraturo nel panorama politico di chi non si riconosce nel centrosinistra o nella sinistra. In una simile ottica, non c’è che essere soddisfatti dell’opera compiuta da Berlusconi, sebbene mi auguro che prima o poi il Premier si decida a lasciare la mano ad altri. Questo sarà – a mio avviso – l’ultimo e più importante passo che dovrà essere necessariamente compiuto prima di poter affermare con certezza che il centrodestra italiano è un centrodestra maturo, che non ha bisogno di tutori, padrini o padroni, che ne decidano le sorti e per i quali, il resto del mondo, anche complice una propaganda italiana faziosa, ci guarda sempre con una fastidiosa e irritante sufficienza, sebbene ingiustificata e assolutamente infondata. Pertanto, l’ultimo regalo che potrebbe farci Silvio ora è quello di andare in pensione il prima possibile.

Autore: Il Jester » Articoli 1411 | Commenti: 2325

Il Jester è un blog di politica, attualità, cultura e diritto online dal 2007.

Seguimi su Twitter | Pagina Facebook | Contattami

  • OkNo
  • FERNANDO DE ANGELIS

    IL PARTITO DEI MODERATI,in breve detto PDM,esiste dal 22.06.2006.
    E adesso come la mettiamo con questa ennesima e prima bufala del pdl???????????????

    • Il Jester

      Be’, dopo la (stra)bufala PD, era da aspettarsi anche la bufala PDL? Peraltro, di PDM conosco solo il Partito Democratici Meridionali…

Seguimi

Ogni nuovo post ti verrà inviato alla tua Email

Unisciti agli altri Follower: