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Morte Giuliani: la Corte di Strasburgo beffa l’Italia

26 agosto 2009 | Giustizia, Politica | Permalink
Il carabiniere Placanica non è responsabile. Lo Stato dovrà risarcire alla famiglia 40.000 mila euro

g8genovaTante volte ho parlato dei paradossi della giustizia italiana, ma a quanto vedo anche la giustizia europea non è esente da simili anomalie, e lasciandosi prendere la mano dalla campagna di stampa dei giornalisti sinistrati nostrani (praticamente il 90% della stampa) alla fine si è convinta della santità di Carlo Giuliani e della colpevolezza dello Stato italiano, il quale – a dire della Corte Europea – non è stato capace di fermare l’orda dei barbari che praticamente ha distrutto Genova nel 2001.
Mi chiedo quali avrebbero dovuto essere le misure di cui parlano i giudici europei. Magari muri di cemento armato altri dieci metri con filo spinato e mine sui confini per evitare che gli unni della sinistra italiana e straniera distruggessero quello che non era loro e che nulla aveva a che fare con il summit del G8 di allora? O forse, l’ordine di sparare a vista chi oltrepassasse la famosa zona rossa?
Chiaramente no. Un’ipotesi del genere sarebbe stata disumana e sarebbe andata contro ogni norma della nostra Costituzione. Il diritto di manifestare non può essere limitato se non per esigenze di ordine pubblico, il quale richiede soprattutto che chi manifesta lo faccia in modo pacifico e senz’armi… di qualunque genere esse siano. Peccato però che a Genova, in quella famigerata estate, la manifestazione contro il G8 non è stata pacifica, non è stata senz’armi, e non aveva solo l’obiettivo di dissentire verbalmente contro le decisioni dei grandi. La manifestazione del G8 assunse tutti i connotati di una guerra, di un atto di barbarie che ha piegato la città ligure a disordini e distruzioni davvero vergognose, senza limiti e senza ragione.
Ed è in questo contesto che si mosse Carlo Giuliani, che certamente non era né un novellino né un santino. L’azione che ne causò la morte non era – quel che si dice – gandhiana. Non manifestava il nostro “eroe” pacificamente, camminando sulla via pubblica e intonando i soliti inni contro il potere e contro il sistema. Il suo modo di manifestare fu violento: del resto lui e i suoi amici stavano attaccando e distruggendo in un delirio di rabbia una camionetta dei carabinieri, una proprietà dello Stato che aveva al suo interno dei ragazzi loro coetanei, i quali certamente – accerchiati – non potevano far altro che difendersi come potevano, visto che era in pericolo la loro vita (e sfido chiunque a immaginarsi un martire che si lascia andare ai suoi carnefici). Fra questi, Placanica sparò un colpo in aria, ma il destino ha voluto che colpisse il no-global.
La Corte di Strasburgo ha riconosciuto che il carabiniere non poteva fare altrimenti. Non ha ritenuto che vi fosse stato da parte sua un eccesso di difesa (e vorrei ben vedere!), come invece i familiari del morto avrebbero voluto (e io mi chiedo: e se il morto fosse stato Placanica? E se i familiari fossero stati i suoi, cosa sarebbe accaduto?). Secondo i giudici l’operato del poliziotto non è andato oltre la legittima difesa. Nel contesto di grave pericolo in cui il carabiniere si è trovato a operare, secondo me ha persino tenuto un atteggiamento razionale che gli ha permesso di valutare il pericolo e nonostante questo di sparare in aria anziché sul mucchio. Se poi il proiettile ha deviato verso il mucchio e verso una persona specifica, la responsabilità di quanto accaduto deve gravare solo su quella persona e non su chi in quel momento si trovava in pericolo di vita. Ognuno di noi – sono convinto – avrebbe fatto altrettanto, ed è ipocrita affermare il contrario!
Perciò assolto completamente Placanica, ecco che i giudici comunque hanno voluto dare un bel  riconoscimento ai familiari di Giuliani. Hanno infatti ritenuto – come ho detto più su – la responsabilità dello Stato, poiché questo è stato incapace di organizzare la sicurezza della manifestazione e pertanto hanno attribuito ai familiari di Giuliani un risarcimento del danno per la morte del figlio pari 40.000 euro che deve pagare lo Stato Italiano.
Oltre il danno, i danneggiamenti e i vandalismi alla città di Genova, pure la beffa:  lo Stato danneggiato deve risarcire chi ha contribuito a danneggiare! Se questo non è un paradosso giudiziario o un’anomalia  (che a quanto pare non grava solo sui giudici italiani), poco ci manca.
Mi chiedo cosa pensino ora i familiari di Carlo Giuliani. Saranno soddisfatti? Hanno ottenuto un bel risarcimento del danno; un risarcimento che una qualsivoglia famiglia di carabiniere o poliziotto può solo sognarsi se il proprio congiunto muore durante il servizio; se al posto di Giuliani ci fosse stato Placanica, probabilmente oggi nessuno si ricorderebbe del G8 di Genova, e i giudici europei non sarebbero stati scomodati, così come non sarebbero state scritte pagine e pagine di giornale per esaltarne le virtù e il martirio. Nessuno si sarebbe ricordato di Placanica, a parte moglie e figli. E nessuno avrebbe dato loro 40.000 euro di risarcimento. Questa è una certezza.

Autore: Il Jester » Articoli 1411 | Commenti: 2325

Il Jester è un blog di politica, attualità, cultura e diritto online dal 2007.

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