I giornali non hanno fatto una difficile previsione in questi giorni, affermando che Fini non avrebbe detto cose eclatanti; non avrebbe fatto, in altre parole, dichiarazioni dirompenti. In effetti, a leggere le sue parole, non ha detto nulla che già non sapessimo, in una festa che è stata letteralmente sottratta al PDL, come poi testimonia Berselli in un articolo de Il Giornale, diventando di fatto la prima festa di Futuro e Libertà, davanti ai seguaci finiani e a qualche supporter di sinistra che a Mirabello è di casa, vista la zona.
Fini non ha tradito le aspettative: ha ripetuto per filo e per segno quanto già andava a dire in questi mesi… Anzi, in questi anni. E – da bravo oratore quale è – ha saputo ben bilanciare le bastonate e le carote, dicendo persino qualcosa di condivisibile (come la stigmatizzazione dell’accondiscendenza del nostro Governo a Gheddafi o l’insufficienza della legge elettorale). Così eccolo che da una parte la mette giù dura contro il PDL, partito “che non c’è più“, e dall’altra giura fedeltà al Governo, rifiutando i ribaltoni ed esorcizzando le elezioni (delle quali è evidentemente terrorizzato).
Che dire? Questa per la destra italiana è una giornata paradossale. Una pagina poco edificante che dovrebbe essere immediatamente cancellata dalla memoria di un popolo che non riconoscendosi nella sinistra, sperava in un grande partito nazionalpopolare capace di operare quelle riforme che servono davvero al paese e che la sinistra impedisce in ogni modo. Invece oggi ci ritroviamo un partito in difficoltà e un personaggio in cerca d’autore che ha contribuito ad affossarlo e che – nell’intervento di oggi – non ha lesinato bordate ulteriori, ben poco attutite dai meriti che ha riconosciuto al Governo (il classico contentino).
Gianfranco Fini è salito in cattedra e ha dato la solita lezione morale. Il suo intervento antiberlusconiano sembrava scritto da Di Pietro e Travaglio. Eppure, come nelle migliori storie di doppia morale, non ha chiarito la vicenda di Montecarlo. Se n’è ben guardato. Ha solo detto che sarà la magistratura a fare chiarezza, ma questo ovviamente non ci soddisfa affatto. Troppe sono le domande che ha sollevato il quotidiano di Feltri, e forse l’ex di AN avrebbe dovuto dare qualche precisazione. Ma, come sempre accade, certe regole valgono per gli altri ma non per se stessi.
Comunque sia, gli argomenti affrontati dal Presidente della Camera – che peraltro non si è minimamente messo il problema se questa sua nuova veste di capopopolo, sancita a Mirabello, sia compatibile con la funzione istituzionale che ricopre – sono diversi: dall’immigrazione alla crisi finanziaria, passando per il nodo giustizia e il suo rapporto con il PDL. Ovviamente ha evitato di scendere nei dettagli che fanno venire l’orticaria agli elettori di destra: cittadinanza breve, testamento biologico e riconoscimento delle coppie di fatto. Ha ribadito semplicemente che FLI è di destra e che a destra rimarrà (quale destra, ancora non si sa). Poi è partito con il sermone dove ha prevedibilmente alternato schiaffi e pacche sulle spalle, prendendosela con chi ha cacciato lui e i finiani dal PDL. Accusando di fatto il partito, che ha contribuito a fondare, di metodi stalinisti e ritenedolo ormai semplicemente una Forza Italia allargata. Il che è davvero curioso, visto che i finiani rappresentano un range tra il 2 e 4% del PDL.
Be’, è indubbio che, udendo questi j’accuse, c’è da restare perplessi. Se il lettore ha seguito con attenzione la cronaca di questi ultimi mesi, sa bene che è l’ex leader di AN che si è allontanato dal PDL e si è messo fuori da solo, contestando tutto e tutti e non supportando il partito durante le elezioni regionali, riparandosi dietro la sua veste istituzionale che però – ricordiamo – non gli ha impedito certe pesanti esternazioni contro il Governo. E del resto, una cosa è il dissenso in merito a qualche punto del programma, altra invece è il dissenso sui valori fondanti il Popolo delle Libertà, il quale, ricordo, scaturì dal Predellino che Fini commentò con un emblematico “siamo alle comiche finali“.
In verità, col senno di poi, credo che quello accaduto oggi a Mirabello sia la vera comica finale. La comica di un leader che ha tradito la destra e i valori della destra, mantenendo solo le apparenze di una festa tricolore, qualche bandiera e l’illusione di chi, in verità, poco ha capito del cambiamento di Fini da Fiuggi a oggi. Pertanto la lagna legata a uno scarso se non assente pluralismo nel PDL è una benemerita mistificazione. Il pluralismo è sicuramente un valore in un grande partito, ma non può mettere in discussione i suoi valori fondanti. Altrimenti non è semplice dissenso, ma è rottura. E che Fini, tra aprile e oggi, abbia rotto e non solo dissentito, è una indiscutibile realtà. Si rassegni e si accompagni ai suoi nuovi alleati naturali: Casini e Rutelli. La destra – quella vera – è qualcosa di diverso da lui…










Aspettavamo dichiarazioni precisazioni e scuse..nulla di tutto questo. L’unica cosa che ha fatto è stata quella di mordere a destra e a manca come un’animale ferito decretando anche la fine del PDL. Quest’ultimo passaggio potrebbe essere inteso come il non essere legato ai 5 punti che il PDL ha stilato e, se fosse così, le riforme tanto aspettate e promesse verranno messe nel dimenticatoio. Che senso ha convivere con uno che dice di avere casa propria? Ci sarebbe sempre maretta e questo credo sia l’obiettivo finale del traditore. Istintivamente mi vien da dire al voto ma temo qualche passo falso del terzo incomodo:Napolitano….è una situazione molto strana !! Insomma avremmo potuto rivoltare l’Italia con l’ampio consenso dato a Berlusconi invece si è fatto molto poco…
Commento di Aldo - ID - 5 settembre 2010 alle 21:42
Se qualcuno si deve scusare quello è Berlusconi. Dopo aver svenduto gra parte del Nord alla lega ora ha cacciato Fini reo di non pensarla esattamente come lui,
ha ha tradito gli elettori del centrodestra, e ha dimostrato che il conflitto di interssi è un problema reale, ho sempre votato a destra e sono riconoscente a Fini se potrò alle prossime elezioni votare ancora per la destra. GRAZIE FINI
Commento di Donato - ID - 5 settembre 2010 alle 23:38
Uno strano concetto di destra…
Commento di Il Jester - ID - 6 settembre 2010 alle 05:14