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Mills: reato di corruzione in atti giudiziari prescritto

4 25 febbraio 2010 | Diritto, Giustizia | Permalink
La Corte di Cassazione accoglie le richieste del Procuratore Generale e annulla la sentenza della Corte d'Appello che aveva condannato Mills

La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta del Procuratore Generale di annullamento della sentenza della Corte d’Appello (che condannava Mills per corruzione in atti processuali) per intervenuta prescrizione del reato. 
La questione è abbastanza semplice, e riguarda il tempo del commesso reato. Secondo i giudici di merito, il tempo del commesso reato era post-datato (29 febbraio 2000), rispetto a quello invece indicato dal Procuratore Generale (novembre 1999), con la conseguenza che proprio per via della retrodatazione, il reato oggi risulta prescritto. La Corte di Cassazione ha accolto questa ultima tesi, e ha disposto l’annullamento senza rinvio del processo d’appello perché il reato è andato prescritto.
Non si tratta certo di un’assoluzione perché il fatto non sussiste oppure perché l’imputato non l’ha commesso, come potrebbe sembrare ad alcuni profani. La Corte di Cassazione non assolve o condanna: conferma o meno le sentenze di merito (che condannano o assolvono), ovvero le annulla con rinvio o senza rinvio, indicando il punto di diritto che devono rispettare nell’emettere una nuova decisione. Pertanto – semplicisticamente – si può affermare che i giudici di legittimità si sono limitati a osservare l’intervenuta prescrizione del reato. Permangono invece a carico di Mills il risarcimento del danno a favore della Presidenza del Consiglio (costituitasi parte civile) e le spese processuali. Sul punto la sentenza non è stata cassata.
I difensori dell’avvocato inglese naturalmente sono soddisfatti di questa sentenza (e ci mancherebbe altro se non lo fossero). E questo sebbene non si possa certo parlare di assoluzione, e dunque del riconoscimento di una non responsabilità del loro assistito. Bisognerà certo attendere la motivazione, per sapere esattamente quali siano le argomentazioni di diritto addotte dai giudici di legittimità. Non è esclusa una valutazione nel merito che attenui la responsabilità del prevenuto oggi prosciolto. Ma personalmente ne dubito.
Una cosa è certa però, l’esito di questo procedimento non potrà non influenzare anche il processo gemello a carico di Silvio Berlusconi (il quale veste in questo caso i panni del presunto corruttore). I giudici di Milano sicuramente non saranno ben felici di apprendere l’esito del processo in Cassazione, e tra Berlusconi e la prescrizione del reato ci sono solo 11 mesi, tenendo presente che il processo è ancora alla fase di primo grado. Perciò è quasi certa la prescrizione, a meno che il tribunale di Milano non intenda applicare anticipatamente la normativa sul processo breve e risolvere la questione nel giro di qualche mesetto portando il tutto in corte d’appello (che certo non sarebbe sufficiente). Pura fantascienza ovviamente: devono essere sentiti parecchi testimoni, devono essere espletate rogatorie internazionali e devono essere svolte una marea di attività giudiziarie. Neanche il giudice più veloce del west riuscirebbe a completare l’istruttoria dibattimentale in undici mesi, soprattutto dinanzi a un processo così complesso. Credo pertanto che per Berlusconi il processo Mills si possa considerare chiuso oggi. Il resto è solo un proforma fino al compimento degli 11 mesi. Dopo di che, il giudice di Milano dovrà dichiarare la prescrizione del reato. 
Un’ultima riflessione riguarda le ripercussioni politiche. Svanito anche il processo Mills, la sinistra non ha più alcun appiglio giudiziario al quale aggrapparsi per vedere Berlusconi uscire fuori dalla scena politica. Sicuramente su questo punto sono stati infranti anche i sogni di Di Pietro e compagnia cantante. Insomma, il premier sarà ancora protagonista della vita politica italiana per qualche annetto, almeno finché le sue ossa glielo permetteranno, salvo ulteriori risvegli giudiziari, che non sono mai da escludere del tutto. “Le strade del Signore sono infinite,” dice la Bibbia. Altrettanto quelle dei pubblici ministeri.

Autore: Il Jester » Articoli 1411 | Commenti: 2325

Il Jester è un blog di politica, attualità, cultura e diritto online dal 2007.

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  • OkNo
  • Davide

    Una domanda: secondo te si è fatta giustizia attraverso la prescrizione?

    • Il Jester

      La prescrizione è comunque una forma di giustizia, altrimenti ogni reato sarebbe imprescrittibile, cosa che invece non è in uno stato democratico. In uno Stato di Diritto, la repressione penale deve avere un limite di tempo oltre il quale lo Stato, unica autorità che può perseguire chi commette un reato, perde interesse a reprimere e punire quel reato. La prescrizione assolve perciò a un’esigenza di tutela della certezza del diritto. Poi certo qualcuno potrebbe dire, ma per quel reato Tizio non è stato punito. E’ vero, ma la colpa della mancata punizione di Tizio, che comunque è stato processato, non è di Tizio che si è sottratto al giudizio (la sottrazione non fa prescrivere il reato), bensì dell’autorità giudiziaria che non è stata capace di giudicarlo per tempo.

  • Batman

    Caro Buffone, è fuorviante cesellare sul diritto quando gli uomini del Presidente del Consiglio in carica vengono colti con le mani nella marmellata.

    • Il Jester

      Il diritto è diritto. Non si cesella, ma si dice come stanno le cose. Perciò, cogliere qualcuno con le mani nella marmellata è solo questioni di punti di vista.

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