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Milano. Vendola gioisce e sogna. Ora vuole palazzo Chigi e abbraccia i fratelli musulmani e rom…

2 30 maggio 2011 | Politica | Permalink
Il leader di SEL non sta più nella pelle e in momento di foga stigmatizza Gelmini ministro e dichiara che vuole arrivare a governare il paese. Per lui è la fine dell'incubo. Per noi il suo inizio...

Era una scommessa con me stesso e l’ho vinta. Ora Vendola scopre le proprie carte e straparla, che se l’avesse fatto ieri l’altro, Moratti avrebbe vinto. A sentire le sue dichiarazioni i capelli bianchi di cui parlavo nel precedente post, stanno già crescendo. I presagi – confermo – non sono buoni per Milano, né per Napoli né per l’Italia intera. Purtroppo ci si avvia verso un periodo oscuro, dove può accadere tutto e il contrario di tutto. E Vendola già ci fornisce un nutrito incipit. La speranza è che la giunta milanese e napoletana cadano prima del tempo. Sentite che dice il leader di SEL:

Oggi cambia tutto… È doloroso vivere in un Paese in cui improvvisamente appare Borghezio, poi torni a casa e ti ricordi che Gelmini fa il ministro. Però ti accorgi che oggi è cambiato tutto, che l’ipocrisia degli affaristi è stata battuta dalla mitezza di Pisapia.

Deprimente? Direi. Anche perché si potrebbe perfettamente ribaltare il concetto: è doloroso vivere un paese in cui improvvisamente appare Vendola, e poi torni a Milano e ti ricordi che Pisapia è il sindaco della città… O se ci riferiamo a Napoli, che lo è De Magistris. E che dire poi degli affaristi? Dobbiamo ricordare a Vendola lo scandalo sulla sanità pugliese, esploso sotto la sua amministrazione?
Evidentemente il concetto dei due pesi e le due misure di cui ho parlato anzitempo emerge anche nelle opinioni di questi sedicenti democratici e pacifinti, che sotto sotto sono esprimono il solito concetto comunista della mistificazione.
Ma andiamo avanti. Vendola è un fiume in piena e non si limita al disprezzo politico. Prosegue:

Una vittoria imponente, travolgente, un avviso di sfratto per chi occupa Palazzo Chigi. Ora mi aspetto le elezioni anticipate, perchè finisca un incubo.

Vittoria imponente? Travolgente? E solo perché hanno vinto a Milano e Napoli? Mah! La vittoria c’è ed è netta (e su questa non si discute), ma dire che è imponente e travolgente e che giustifica addirittura un avviso di sfratto per il Governo mi pare eccessivo e persino forzato. Ma del resto, la sinistra deve nutrire di aspettative i propri elettori gasati. No? E che dire poi dell’incubo. Se Vendola non vede l’ora che finisca il suo, noi purtroppo stiamo già vivendo il nostro. Immaginare Pisapia a Milano che autorizza la costruzione di una Moschea, o che combina altre robe sinistrate, mi viene l’ansia e la depressione. Vedere l’Italia demolita da questo genere di politiche mi dà un senso di frustrazione enorme. Soprattutto mi piange il cuore per l’incapacità della destra di tenersi stretta Milano e di non essere riuscita a conquistare i napoletani, nonostante la mediocre amministrazione Jervolino.
Eccolo dunque la sinistra che urla vittoria. Ed ecco Vendola che sorride e saluta:

Ora abbracciamo i fratelli rom e musulmani.

Già abbracciamoli, perché un giorno l’Italia sarà loro, e noi saremo gli abusivi che si contenderanno i loro favori. Il declino è iniziato e l’elettore, votando sinistra, ha appena concesso il diritto di usucapione del nostro paese alle culture straniere.

Autore: Il Jester » Articoli 1411 | Commenti: 2325

Il Jester è un blog di politica, attualità, cultura e diritto online dal 2007.

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  • OkNo
  • Monia

    Sto leggendo diversi tuoi articoli in questi ultimi giorni, e mi trovo spesso d’accordo con te, però sinceramente non riesco a capire la fobia per le Moschee e il terrore della multiculturalità. Potresti spiegarmi meglio perché pensi che sia così disastroso edificare una Moschea in una delle più grandi città d’Italia? Fino a prova contraria il nostro paese non dovrebbe essere un fondamentalista della religione Cattolica, ma dovrebbe avere la gentilezza di aprirsi anche alle altre culture e religioni, a prescindere da come queste trattano la nostra, perché non c’è nulla di meglio che dare il buon esempio.

    • Il Jester

      Ciao Monia. Grazie di leggere i miei articoli, e sono soddisfatto del fatto che spesso sei d’accordo con me. Però è chiaro che sbagli quando parli di fobia. Non è un fattore di fobia la mia. A differenza di molti altri, che parlano di multiculturalità ignorando che significa essere islamico, e ignorando che la cultura islamica non accetta la multiculturalità in nessun senso (o si è islamici o non si è), dico semplicemente la verità che pochi amano sentirsi dire. Qualcuno con troppa leggerezza, la chiama fobia. Qualcun altro addirittura esagera e parla di xenofobia. Io semplicemente la chiamo coscienza di chi magari riesce a essere realista. E nell’occidente il realismo lo stiamo perdendo, tanto siamo infarciti di bei principi che però l’unica cosa che riescono a rimediare è farci bisticciare fra di noi, creando divisioni all’interno della nostra identità culturale. Tra chi pensa che multiculturalità significa cancellare la propria identità culturale per far posta a quella straniera e chi pensa che la multiculturalità significa parlare con pari dignità. Significa dire: “io rispetto la tua fede, ma tu rispetta la mia. Io rispetto le tue usanze e le tue tradizione e tu rispetta le mie. Soprattutto rispettale in casa mia.”

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