Seguire la sinistra nei tortuosi sentieri della democrazia è come cercare di spiegare gli angoli di un cerchio. E’ stato emanato un decreto che meramente interpreta una legge: un decreto di interpretazione autentica. Il legislatore dice come la norma deve essere intesa. Lo dice a tutti: ai cittadini, ai giudici e ai cancellieri, fino agli uscieri. Però per la sinistra – tutta legge e democrazia – questo è inaccettabile. Come dice la Bandabersani è un trucco. Quale ancora non è dato capire. E questo perché? Ma per il motivo più ovvio del mondo: perché semplicemente non c’è trucco, e Bersani & C. non sopportano di aver perso l’occasione della loro vita: papparsi due grosse regioni senza neanche versare una goccia di sudore in campagna elettorale, prendendosi poi magari – è qui sta la beffa che accompagna sovente il danno – pure i rimborsi.
Per la sinistra dunque la democrazia ha un concetto variabile, a seconda di chi la invochi e a seconda di chi deve avvantaggiare il suo utilizzo. Così, se per puro caso, la invoca il centrodestra, si parla di golpe, violazione della costituzione, conflitto di attribuzione di competenze, legge violata, trucchi ecc. Insomma, le peggiori nefandezze che una parte politica potrebbe attribuire all’altra, in piena malafede. Se invece, la democrazia viene invocata dalla sinistra o dal centrosinistra (per me è difficile dire centrosinistra, perché di centro, questa sinistra ha davvero poco), be’ allora siamo al trionfo del rispetto della Costituzione, siamo alla più pura esemplificazione del concetto di libertà, di res publica e di partecipazione. Meglio: siamo al concreto esercizio del legittimo diritto di voto dei cittadini. Insomma, un tripudio della libertà che solo questa sinistra è in grado (sic!) di garantire ai cittadini.
E in effetti, (almeno) per la Bandabersani, il concetto di democrazia appare fin troppo cristallino: libertà di poter governare senza un’opposizione; libertà di poter votare senza che i cittadini che non la pensano come loro non possano esprimere il loro voto contrario; libertà di decidere senza confrontarsi con le altre parti politiche. Ecco, libertà di chiudere in faccia a 15 milioni di persone (la maggioranza) le porte delle cabine elettorali.
Questo è il concetto di democrazia della sinistra. “La forma è sostanza”, pontificano per giustificarla (o meglio: mistificarla). La maggioranza ha fatto un abuso. Mi chiedo ancora quale. Aver per caso dato un’interpretazione autentica a una norma? Persino Napolitano ha capito il profondo disagio degli italiani dinanzi a elezioni che si sarebbero rivelate una ridicola farsa se non avesse acconsentito a firmare il decreto. Forse perché – nonostante tutto – il Capo dello Stato è più sensibile alla Costituzione di quanto lo siano i compagnucci che si riempiono la bocca di concetti che fino a ieri consideravano borghesi e padronali (democrazia e libertà), e lo fanno pure a vanvera, pretendendo di avere capito tutto e persino l’incasso sul diritto d’autore relativo al loro utilizzo.
Siamo chiaramente dinanzi a una grande, grandissima e mistificante strumentalizzazione. Una strumentalizzazione prima di tutto politica. La democrazia deve essere esercitata nei limiti e nei modi stabiliti dalla legge, viene insegnato. Ma la forma – è indubbio – non può e mai deve violare un diritto fondamentale come il diritto di voto. Persino nelle procedure giudiziarie, la forma è sempre libera quando attiene all’esercizio di un diritto sostanziale, e laddove esista, spesso sono previsti meccanismi di rimessione nei termini, di sanabilità del vizio ecc. Perché i due valori (rispetto delle procedure e diritto di voto) – come spiega lo stesso Napolitano – sono entrambi meritevoli di tutela, e ciononostante, nel caso in questione, “non era sostenibile che [alle elezioni] potessero non parteciparvi nella più grande regione italiana il candidato presidente e la lista del maggior partito politico di governo, per gli errori nella presentazione della lista contestati dall’ufficio competente costituito presso la corte d’appello di Milano.“
La Bandabersani però non ci sta, e mentre Di Pietro sogna l’impeachment, zio Pierluigi (o chi per lui) chiederà lumi alla Consulta. Domanderà che il decreto venga dichiarato incostituzionale. Ebbene, fosse anche vera questa “minaccia”, premesso che non è detto che il Giudice accolga l’eccezione di incostituzionalità (che a mio avviso non sussiste) e premesso che non è affatto detto che il TAR decida nel merito in base al decreto, mi domando cosa intenda ottenere da una simile pronuncia. Per quanto si possa dire, la Corte non avrà lo stesso comportamento che ha avuto con il Lodo Alfano, dove l’effetto massimo ottenuto è stato il ritorno di Berlusconi nel potere dei giudici ordinari. Qui si parla di porre nel nulla – eventualmente – il voto di 15 milioni di persone, gli esiti di questo voto e dunque i diritti acquisiti da questi esiti, che – come sappiamo – sono attinenti all’esercizio dei diritti fondamentali dei cittadini. La Consulta dovrà perciò valutare davvero con attento rigore un simile quesito e sono quasi certo che ci andrà con i piedi di piombo. L’annullamento potrebbe avere effetti devastanti negli equilibri costituzionali e istituzionali, e avrebbe persino ripercussioni anche da un punto di vista meramente economico.
Un disastro sicuramente più grande di quello che oggi questa sinistra stracciona denuncia, tanto che, ancora una volta, mi vedo costretto, mio malgrado, a registrare un’opposizione altamente irresponsabile, poco sensibile alla democrazia di tutti ma estremamente sensibile a quella propria. Un’opposizione che manipola la Costituzione a proprio tornaconto e vantaggio e che continua – imperterrita – a vedere l’avversario politico come il nemico da abbattere politicamente, delegittimato a governare, benché espressione del voto popolare democraticamente dato. Un’opposizione dunque intollerante, faziosa e ottusa che non esita ad attaccare persino una figura istituzionale super partes come il Presidente della Repubblica, pur di infangare una condotta politica assolutamente ineccepibile da un punto costituzionale e istituzionale, informata alla tutela dei diritti democratici dei cittadini.
Dicevo in un altro post che siamo rimasti all’epoca della Resistenza. Mi pare che devo retrodatare ancor di più. Con questa sinistra, l’Italia è ferma alla preistoria delle democrazie…
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http://blog.nicolamattina.it Nicola Mattina
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