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Le Pen: le camere a gas? Un dettaglio

26 marzo 2009 | Politica | Permalink
Europa indignata, ma contro Israele ai giochi del Mediterraneo

lepenMa guardate un po’ cosa ci tocca ancora sentire nel 2009. Va “bene” che certe cose le dica Ahmadinejad, va pure “bene” che le dica un ultratradizionalista cattolico, legato ancora a una visione della Chiesa da Papato dei secoli passati… Va anche “bene” che lo dica il naziskin emarginato, ignorante e frustrato, ma che sia un europarlamentare (Le Pen) a dire che la shoah fu solo un dettaglio della Seconda Guerra Mondiale, mi pare francamente troppo.
Certo, l’Europa si è indignata e già paventa un cambio di regolamento per impedire al leader dell’estrema destra francese di presiedere, quale europarlamentare più anziano, l’insediamento del nuovo Parlamento il giugno prossimo venturo, però è chiaro che questa indignazione sà un po’ di ipocrisia.
Vedete, in un altro articolo ho scritto sull’estromissione di Israele dai giochi del Mediterraneo. Perciò mi domando come sia possibile che l’Europa da una parte protesti contro i deliri dei neofascisti come Le Pen, e dall’altra – per non urtare la sensibilità dei paesi arabi – neghi a Israele la partecipazione legittima ai giochi del Mediterraneo. Non è una posizione questa… come dire… un po’ contraddittoria?
La risposta è semplice: non lo è. E questo perché non costa affatto, ai signorotti dell’Europa, indignarsi sull’evidente quanto “tradizionale” antisemitismo di chi si rifà al nazifascismo del ventesimo secolo, salvo poi svuotare e rendere questa indignazione solo una petizione di principio che s’infrange dinanzi agli evidenti quanto indubbi interessi economici che legano l’Europa al mondo arabo. Perciò, protestare contro Le Pen e le sue affermazioni è facile e opportuno, un po’ meno lo è permettere a Israele di partecipare a una manifestazione alla quale avrebbe tutto il diritto sacrosanto di parteciparvi.
Tutto questo per ribadire ancora una volta che la nostra Europa – intesa come Comunità Europea – è una ente sovranazionale costruito, non su solide basi politiche e culturali comuni (come invece dovrebbe essere), ma su una piattaforma di interessi economici, bancari e industriali che nulla hanno a che fare con i popoli e le nazioni. E i risultati si vedono in questo modo di agire che evidenzia  in sé la doppia velocità della proclamazione delle petizioni di principio, buone solo nelle occasioni formali e ufficiali, e delle azioni (più sotterranee e meno evidenti) di real politik, utili invece per tutelare interessi e convenienze altrimenti compromessi se i principi anzidetti fossero messi concretamente in atto.

Autore: Il Jester » Articoli 1411 | Commenti: 2325

Il Jester è un blog di politica, attualità, cultura e diritto online dal 2007.

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