Prima la questione aborto. Barack Obama si accinge a sancire il principio che un essere umano – benché non ancora nato – è di proprietà (proprieta!!!) di sua madre. Il che significa che riprende in considerazione un
principio che vigeva all’epoca dello schiavismo americano, secondo il quale lo schiavo di colore era di proprietà del suo padrone.
Da Obama ci si poteva aspettare tutto, ma certamente non questo. Epperò, in un’epoca in cui il relativismo etico va a braccetto con il materialismo più spinto, non è un comportamento così strano. Solo che Obama è il primo presidente di colore, e dovrebbe avere maggiore sensibilità nei confronti di tesi che rafforzano il concetto di proprietà di una persona su un’altra, visti i trascorsi americani.
Altro Obama Pensiero riguarda Guantanamo. L’ho già detto: non sono dispiaciuto che venga chiusa. Tuttavia, ho paura che la mossa del presidente sia marcatamente populista e soddisfi più un’esigenza elettorale che l’esigenza degli USA di rendere inoffensivi i terroristi. Perché a Guantanamo non ci sono finiti angioletti, ma veri assassini. Perciò, ora, il problema, visto che il supercarcere è stato chiuso (o verrà comunque chiuso), riguarda – come ho già evidenziato – il destino di questi delinquenti. L’idea stessa che possano essere rispediti nei rispettivi paesi, dove possono riniziare a progettare attentati in mezzo mondo, non so… mi lascia lo stomaco un poco sottosopra.
Terzo Obama Pensiero, che peraltro pare davvero una battuta fuori luogo, è la dichiarazione rivolta ai musulmani: “Gli americani non sono vostri nemici.” Certo, dico io, ma Obama non ha capito che sono i musulmani a considerare nemici gli americani. O comunque quella parte di musulmani che si rifà all’estremismo islamico e concepisce il mondo occidentale come il male assoluto.
Barack Obama deve ancora imparare molto della politica e degli equilibri mondiali, i quali sono ben più complessi di quel che poteva sembrare dal lato di un candidato alla Casa Bianca. Ma credo e spero che prima o poi si renderà conto che nella realtà non servono gli ideali ma una buona dose di real politik, perché i terroristi sono sì degli idealisti, ma al contrario del Presidente USA, esprimono questo idealismo, non a parole o con la retorica, bensì togliendo la linguetta a una bomba a mano… Il che, permette loro di far capire meglio il concetto che vogliono esprimere.
D’altra parte sono curioso di capire come risponderà Mr. President alle dichiarazioni sempre deliranti di Ahmadinejad, il quale ha invitato gli USA a rinnegare Israele (considerato un falso regime sionista) e a chiedere scusa all’Iran per i sessant’anni di interferenza degli USA nella politica di un paese, questo sì, sotto un vero regime dittatoriale: quello teocratico, instaurato da Khomeini. Sarei proprio curioso di capire quali saranno le parole di Obama, soprattutto nel momento in cui Israele farà pesare la solida alleanza con gli USA, mai messa in discussione, neanche da tutti i precedenti governi democratici.










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