Che questa crisi economico-finanziaria alla fine avvantaggerà solo le banche, ormai è chiaro. Anzi chiarissimo. Il contesto in cui si dovrà muovere il cittadino italiano, tra una pressione che svetta oltre il 45% e il divieto di utilizzare contante sopra i 1000 euro circa, suggerisce esattamente dove impatterà – positivamente – la manovra del Governo Monti: sugli introiti delle banche, le quali avranno il doppio vantaggio di sfruttare i controlli fiscali imposti dal Governo – e cioè l’obbligo di comunicare all’Agenzia delle Entrate i movimenti dei contocorrentisti – e l’obbligo per i cittadini di pagare con moneta elettronica, e dunque per mezzo dei conti correnti, importi superiori ai 1000 euro circa.
Questi obblighi si tradurranno in maggiori commissioni per le banche, le quali, con la scusa dell’onerosità del nuovo sistema, faranno pagare ai cittadini i suoi costi. Si tradurranno oltremodo in un introito maggiore di denaro proveniente dai cittadini anche sul lato delle attività su conto corrente. Non dobbiamo dimenticare infatti che questi saranno costretti a versare i loro risparmi sui conti correnti o ad aprirne qualcuno se vorranno acquistare beni sopra certi importi o dovranno disporre bonifichi dei medesimi importi a favore dello Stato o degli enti pubblici, ovvero dei privati. Verranno versate dunque palate di commissioni e verranno concessi forzatamente prestiti superagevolati alle banche interessate. Sappiamo quanto sia ridicolo il tasso di interesse che la banca riconosce per il denaro versato sui conti conti correnti. Dunque è facile immaginare che questo nuovo afflusso di denaro si tradurrà in prestiti quasi gratuiti per le banche, che così potranno utilizzarli per i loro affaracci speculativi. Non certo per concedere credito superagevolato alle imprese o ai cittadini che intendono avviare nuove attività produttive. Sia mai che una banca italiana arrivi a pensare queste cose.
E se anche ci arriverà, i tassi di interesse richiesti – come sempre, e a maggior ragione oggi che siamo in fase recessiva e con una pressione fiscale alle stelle – saranno tali che il cittadino farà fatica a distinguere l’attività creditizia legittima da quella usuraria. Così le banche ci guadagneranno anche sotto questo aspetto: chi farà la pazzia di chiedere loro un prestito e questo gli verrà concesso – dopo adeguate garanzie (solitamente reali) – dovrà restituire il capitale a tassi di interesse stellari. Certamente il doppio se non il triplo rispetto allo stesso tasso di interesse che la banca riconosce a chi versa il proprio denaro su conto corrente o su libretto di risparmio.
Infine la ciliegina sulla torta. Arriva dalla BCE, cioè la Banca Centrale Europea. Tanto perché le banche sono state “vittime” di questo attacco finanziario, ecco che Mario Draghi concede loro un prestito di svariati milioni di euro a un tasso superagevolato dell’1%. Praticamente un’inezia. Per fare due calcoletti: su centomilioni di euro, ogni anno la banca interessata dovrà restituire interessi alla BCE per un milione di euro. Uno scherzo. Uno scherzo che però, ancora una volta, verrà pagato dal cittadino/correntista (su chi credete graverà il costo del prestito?). La banca interessata, non a caso, farà pagare a quel cittadino interessi passivi che già oggi si aggirano tra il 5% e l’8% nelle situazioni più ottimistiche. Non è però escluso che, per via del riconoscimento del predetto prestito, ci sarà in futuro un “lieve” aumento del tasso degli stessi correlato magari a un aumento delle commissioni bancarie anche per questo effetto.
Insomma, a conti fatti, chi ha causato la crisi, non la pagherà, e anzi ci guadagnerà parecchio, perché con i soldi ricevuti, le banche potranno rifornirsi di nuovo denaro per le loro attività speculative. E non è un caso che proprio il prestito concesso dalla BCE servirà alle banche per acquistare quote del debito sovrano, e cioè nel caso dell’Italia, quote di titoli del debito pubblico. Che guarda un po’, oggi con uno spread quasi alle stelle, offre rendite davvero convenienti e allettanti. Certo, qualcuno potrebbe dire: ma è da vedere se quelle rendite poi verranno pagate dallo Stato. Rispondo: e perché credete che ci hanno aumentato la pressione fiscale e ci stanno ammazzando di tasse? Per sport? Certo che no: semplicemente per poter pagare le rendite dei titoli del debito pubblico. Dunque per poter pagare altro denaro alle banche…
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