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La stagione TV “dominata” da Berlusconi

06 settembre 2010 | Cultura | Permalink

Questo per quanto riguarda la Tv pagata con i nostri soldi. Passando alle Tv private, occupiamoci prima di quelle di proprietà berlusconiana. Ci si potrebbe aspettare da queste Tv un esercito di format e talk show di approfondimento politico tutti a favore di Berlusconi. Be’, è strano, ma Mediaset non ha questa fissa: essendo una tv commerciale ha altri obiettivi. Quest’anno pertanto si limiterà a riproporre Matrix, il programma che fu di Enrico Mentana e che oggi è condotto da Alessio Vinci. Un programma che personalmente giudico equilibrato, anche perché l’obiettivo è fare concorrenza a Porta a Porta.
Piuttosto, passando all’informazione di Mediaset, sicuramente è innegabile che il Tg4 di Fede sia il Tg più berlusconiano in assoluto. Ma del resto chi è che lo guarda? Personalmente lo evito. E’ un tiggì che non mi piace e che non gradisco, non solo per la eccessiva faziosità (pari solo a quella del TG3) ma pure per la scarsa professionalità che lo contraddistingue, nonostante Emilio Fede non sia certo un novellino del giornalismo. Per quanto riguarda il Tg5: be’, il telegiornale delle rete ammiraglia Mediaset è sicuramente il meglio organizzato e non soffre di un’eccessiva faziosità. E’ certamente meglio anche del Tg1 di Minzolini, e mi pare persino più caloroso nell’esporre le notizie. Infine Studio Aperto (Italia Uno): un telegiornale così orribile io non l’avevo mai visto (e infatti lo evito). E’ persino peggio del Tg4. E non parlo della faziosità berlusconiana, che comunque è moderata, quanto del format dedito a raccontare troppa cronaca e stupido gossip. E’ un Tg buono per chi non ha voglia di comprare in edicola “Cronaca Nera”. Per il resto non c’è sostanza, tranne per la rubrica “Cotto e Mangiato”.
Passando a La 7, la Tv di Telecom, torniamo a occuparci di approfondimento politico, e il primo programma che mi viene in mente è L’Infedele di Gad Lerner. Ora, seriamente, Gad Lerner è un conduttore altamente professionale, ma come Floris, è affetto da santorismo. Non si può negare infatti che il suo talk show sia antiberlusconiano, anche se spesso viene contrabbandato per “libero”. Del resto, tanto per chiarire un concetto, a sinistra quando si intende programma libero da influenze politiche lo si intende come un programma antiberlusconiano: non esiste un programma che sia pro Berlusconi e libero allo stesso tempo. Per i sinistri, infatti, è una contraddizione in termini. O sei antiberlusconiano o sei un suo servo. Non c’è una via di mezzo; e anche su questo blog spesso l’ho sperimentato. Ma tornando a noi e tralasciando L’Infedele, sul quale c’è davvero ben poco da dire, se non che è tutto fuorché prostrato al presunto “regime” berlusconiano che monopolizza l’informazione, passiamo ad altri programmi di approfondimento politico, come Omnibus. Diciamo in generale che è sicuramente un programma equilibrato, ma – come tutti i programmi di approfondimento politico – non ha grandi simpatie per Berlusconi e il PDL. Se lo si segue costantemente, l’impressione emerge con una certa chiarezza. Per quanto riguarda “Otto e Mezzo”, questo è diretto da Lilli Gruber, ex parlamentare dell’Ulivo, e dunque un nome un programma. Ogni ulteriore commento è superfluo…
Per quanto riguarda il Tg di La 7, da quest’anno a dirigerlo c’è Chicco Mentana, ex del Tg5 ed ex di Matrix. Apparentemente, per chi non conosce la storia di Enrico Mentana, si potrebbe essere indotti a credere che questi sarà una garanzia per il Cavaliere. In verità, così non è. Mentana non è mai stato un simpatizzante di Berlusconi. Tutt’altro: è sempre stato di sinistra; inoltre non possiamo dimenticare che la rottura con Mediaset consumatasi l’anno scorso non fu proprio amichevole. Il suo Tg su La 7 non sarà pertanto un granché equilibrato, nonostante sarà condotto con professionalità impeccabile. Sono peraltro certo che Chicco non farà mancare qualche bella stilettata al Cavaliere. E del resto, si pone pure nel solco della tradizione del Tg di La 7, che pur nell’anonimato che lo ha sempre contraddistinto, è sempre stato tutto fuorché un tiggì a favore del centrodestra.
Infine, passando a Sky (Cielo), be’, Murdoch, il suo proprietario, non è certo mai stato amico di Berlusconi. Soprattutto dopo lo “sgarro” dell’abolizione dell’IVA ridotta sugli abbonamenti alla piattaforma satellitare del magnate australiano. Guardando i suoi Tg, posso solo dire che se c’è una cattiva notizia da dare sul Cavaliere, questa viene messa in primo piano, se invece la brutta notizia riguarda altri, il primo piano è escluso. Ma forse è solo una mia impressione… Forse.
Insomma, tutto sommato, dobbiamo affermare che per quanto il regime berlusconiano occupi l’informazione televisiva, non si può certo dire che manchi il pluralismo. Suvvia, facendo due conti, i programmi che tendono a parlare bene o in modo asettico di Berlusconi e del PDL si contano sulle dita di mezza mano, mentre quelli che tendono invece a dare un’informazione antiberlusconiana e faziosa si contano tranquillamente su due mani. La verità è che non esiste il regime berlusconiano sull’informazione. Esistono tanti regimi che rappresentano altrettanti poteri sia nella tv pubblica che in quella privata. L’informazione è un gioco di equilibrio fra questi poteri, e Berlusconi è solo un giocatore fra i tanti. Forse il più visibile, ma non il più influente.

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Autore: Il Jester » Articoli 1411 | Commenti: 2325

Il Jester è un blog di politica, attualità, cultura e diritto online dal 2007.

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