La televisione italiana scalda i motori e già si preannuncia una stagione catodica calda, dopo l’agosto rovente. Chissà cosa avrebbero dato Floris e Santoro pur di andare in onda durante il solleone estivo. Per loro la diaspora berlusconiana sarebbe stata un’autentica manna. Un invito a nozze corroborante. Meglio del condizionatore. Ma non preoccupiamoci, recupereranno fra qualche settimana, quando i format politici riprenderanno a trasmettere. Sono certo che le loro redazioni sono già al lavoro pur di confezionare qualche bel confetto antiberlusconiano. Ecco che allora non guasta farsi un giro per le reti televisive italiane per capire quali programmi di propaganda ci propinerà il “regime” berlusconiano.
Partiamo con la Rai. Ebbene, Rai Uno riproporrà il solito Porta a Porta di Bruno Vespa. Be’, a sinistra giudicano il giornalista un berlusconiano. Senonché, conoscendo il Bruno (televisivamente parlando), credo che lui non abbia una tessera di partito. Credo piuttosto che abbia simpatie, a seconda dell’occorrenza e della convenienza. Sta di fatto che il suo programma è certamente il più autorevole fra tutti quelli che si occupano di politica, e non mi pare proprio che nelle sue consumate poltroncine abbiano trovato spazio solo gli onorevoli sederi degli esponenti della maggioranza attuale di governo. Ecco dunque che per quanto mi riguarda, Porta Porta è il programma di approfondimento politico meglio equilibrato fra tutti quelli proposti al telespettatore. Non dico il più equilibrato, ma il meglio equilibrato. Ha qualche pecca, ma sicuramente non scade nel santorismo, e Vespa è un professionista di tutto rispetto.
Rimanendo sempre su Rai Uno, non posso non parlare del TG1 di Minzolini, il tiggì più attaccato e vilipendiato di sempre, sia dalla stampa che dall’opinione pubblica di sinistra. Il motivo è stranoto a tutti: Augusto Minzolini non è un direttore conformista. E un direttore che pecca di libertà. E’ un direttore che ha avuto il grave torto di discostarsi dal cliché dell’irregimentato di sinistra, capace come tale di pestare i piedi ai baroni del telegiornale della rete ammiraglia RAI. Agli occhi della destra ha avuto pertanto il pregio di liberare il TG1 dalle grinfie della subinformazione sinistrata, e proprio per questo oggi è il “criminale” numero uno dell’informazione. Se c’è qualcuno in questa pazza Italia a cui dare le colpe dell’informazione berlusconiana, quello è lui (che ha sostituito Fede in tutto e per tutto), e solo perché in qualche editoriale ha espresso il suo parere discordante e dirompente su certe questioni care alla sinistra. Ricordo ancora quando ci fu la manifestazione per la libertà di informazione e opinione lo scorso settembre, promossa dal popolo viola e dai partiti dell’opposizione. Minzolini fece un editoriale dirompente e subito venne attaccato da quella stessa sinistra che qualche ora prima predicava il diritto di cronaca e di opinione dei giornalisti.
Ma – come ho detto – siamo in Italia. Su Rai Due, verrà probabilmente riconfermato l’angolo di Gianluigi Paragone, L’Ultima Parola. Chiaramente in tarda serata per non offendere la sensibilità dei telespettatori di sinistra, i quali, appena qualche giorno dopo che venne mandata in onda la prima puntata (qualche mese fa), si organizzarono su Facebook per creare dei gruppi con il non tanto malcelato obiettivo di farlo vergognare. Quel che è certo è che il programma è davvero valido ed è soprattutto condotto in modo impeccabile, senza grandi patemi d’animo e senza la stucchevole faziosità di Santoro. Un vero peccato che venga proposto in terza serata. Ma – ancora una volta – non si può pretendere di più da una Rai “occupata” dai berluscones.










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