Il Governo, appena entrò in carica due anni fa, risolse un problema annoso, che le amministrazioni di centrosinistra non riuscirono a risolvere, e che anzi, con la loro genetica e cronica inefficienza, acuirono. Pulì Napoli, avviò il termovalorizzatore di Acerra, aprì alcune discariche per lo smaltimento dei rifiuti e di fatto spezzò l’intreccio affari, camorra e politica che nei decenni rese la Campania un immondezzaio a cielo aperto. Per due anni le cose sono andate bene e pareva che finalmente le cose fossero state messe a posto. Poi, improvvisamente, l’immondizia è ricomparsa, sono riesplosi i disordini e la gente dei paesi dell’hinterland napoletano hanno ripreso a protestare, perché non vogliono le discariche.
Mi domando: perché? Perché in Campania non è possibile avviare una normale raccolta dei rifiuti come nel resto d’Italia? Saviano accusa il Governo, l’opposizione accusa il Governo, Ballarò accusa il Governo. Facile – dico io – prendersela con chi ha avuto il merito di risolvere il problema nel 2008, quando in quasi due decenni di governi campani di centrosinistra e con un Comune in mano al PD, la regione ha speso milioni di euro per far smaltire l’immondizia in Germania, e pur questo non è riuscita a risolvere il problema, il quale nel mentre è diventato cronico, costituendo peraltro un settore di affari d’oro per la criminalità organizzata. È facile prendersela con il centrodestra oggi, ma nessuno – compreso Saviano – dice davvero come stanno le cose: che in Campania è l’opposizione ottusa dei campani, la Camorra e i forti interessi in gioco dietro lo smaltimento abusivo dei rifiuti, i veri e unici ostacoli a una normalizzazione del sistema. Perché nessuno accusa Bassolino e la Jervolino? Perché tutti addosso a Berlusconi e a Bertolaso?
Ammesso e non concesso che davvero la soluzione berlusconiana sia stato solo un «tampone» che non ha risolto definitivamente il problema, è indubbio che nei mass media sinistrati – cioè in quasi tutti i giornali e le trasmissioni Tv – la parola d’ordine è solo una: strumentalizzare. Strumentalizzare un problema come quello dei rifiuti per dare addosso al centrodestra e al PDL. Ed è chiaro che questa strumentalizzazione è fatta per agevolare l’opposizione che non ha mai avuto la benché minima capacità di risolvere la problematica in tanti anni di amministrazione della Campania. Ed è altrettanto chiaro che questo stato delle cose oggi agevola soprattutto la criminalità organizzata, perché con l’immondizia la camorra fa gli affari d’oro.
La sensazione è di vedere degli avvoltoi che sfruttano un problema pesante per ottenere risultati immediati sotto il profilo del consenso politico. La Campania per quasi un ventennio è stata in mano alla sinistra, e i risultati si sono visti: inefficienza, clientelismo, sporcizia. E oggi, vedere Bersani e la sinistra tutta, politica e giornalistica, fare la morale a Berlusconi e al Governo, è davvero troppo. Mi chiedo perché non si facciano un esame di coscienza. Perché non ammettono la loro profonda e ineludibile responsabilità. Perché non ammettono che per due decenni hanno fallito miseramente con le loro incapaci giunte. Perché non ammettono che se oggi la Campania è in questo stato, la prima colpa è da attribuire alla sinistra… a loro stessi.
Il vero è che l’opposizione oggi ha solo un interesse: far cadere il Governo Berlusconi e sostituirsi alla maggioranza presente senza passare per democratiche elezioni. E sfrutta ogni singolo appiglio per giustificare questo «ribaltone». Anche negare l’evidenza e nasconderla all’opinione pubblica: le loro fallimentari politiche sulla gestione dei rifiuti in Campania. In questo contesto, sono ancora puramente comunisti; la mistificazione è il loro gioco ed è nel loro dna politico: Togliatti e Stalin insegnano. In aiuto poi sovvengono i commentatori e i giornalisti prezzolati (con i nostri soldi) che certificano le colpe berlusconiane, fino al limite dell’arroganza e omettono quelle gravi e uniche degli amministratori della sinistra. A leggere i giornali e a vedere le trasmissioni sinistrate, pare infatti che la sporcizia di Napoli e dintorni sia stata causata dal Governo Berlusconi. Pare addirittura che prima del 2008, e dunque prima che il PDL vincesse le elezioni nazionali, Napoli fosse una città pulita (si arriva pure a questo paradosso!). L’operazione «mistificazione» in questo senso non ha alcun limite di decenza, e nessuno oggi chiede le dimissioni di Rosa Russo Jervolino, sindaco di Napoli, mentre tutti chiedono le dimissioni di Berlusconi, quasi (?) accusato di essersi inventato la «pulizia» della città e della Campania operata nel 2008…
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