Rober Jordan è un grande maestro fantasy. Ormai penso di non avere alcun dubbio in proposito. Senz’altro prolisso, il suo Ciclo “La Ruota nel Tempo” è davvero qualcosa di fantasmagorico e straordinario. Nei dodici volumi (all’attivo ho solo i primi sei) e nei due o tre prequel, Mr. Jordan ha creato un mondo dettagliato e complesso, con le sue leggi e la sua storia (mitologica e non), con i suoi popoli e le loro idiosincrasie.
E’ difficile inoltrarsi all’inizio nel suo mondo. E’ come essere catapultati in una mente aliena di cui si fa fatica a capire i ragionamenti. Ma è solo questione di tempo… e di confidenza con l’estrema complessità narrativa dell’autore. E quando questo tempo passa e si inizia a capire, ecco che ci accorgiamo di non poter più fare a meno del mondo governato (più o meno velatamente) dalle Aes Sedai: donne, con un regolamento da monache o associazione segreta, ovvero casta, capaci di attingere a Saidar, l’Unico Potere.
La trama. Be’, certamente non posso svelarla nella sua interezza, visto che nemmeno io so come andrà a finire la storia. Posso solo dire che tutto inizia in un tempo in cui il grande nemico dell’umanità, il Tenebroso, rischia di liberarsi dalle catene di Shayol Ghul, dove è stato imprigionato dal più potente Aes Sedai uomo mai esistito (Lews Therin Telamon, detto il Kinslayer: uccisore del proprio sangue), per riversare nuovamente la sua malvagità nel mondo. Spetterà dunque a un ragazzo (Rand al’Thor) affrontare la nuova minaccia, e tale compito non sarà esente da difficoltà, delusioni, morti e incomprensioni con gli amici più cari che lo accompagneranno nell’avventura. Soprattutto, svelerà molto del suo passato e di ciò che è destinato a fare e di quale sia il rapporto tra lui e le misteriose quanto potenti Aes Sedai donne, posto che, dopo Lews Therin, nessun uomo ha più potuto toccare il Potere senza impazzire per via dell’ultimo “regalo” che il Tenebroso stesso aveva fatto a Lews Therin Telamamon: la contaminazione…
Insomma, una storia che già dal primo volume coinvolge, regalando emozioni e voglia di sapere come andrà a finire.
Naturalmente, che sia ben chiaro: nulla a che vedere con il fantasy alla Tolkien. Il Maestro infatti, nel scrivere il Signore degli Anelli, ha comunque attinto a piene mani dalla mitologia celtica e nordica, facendo rivivere Elfi e cavalieri, maghi e stregoni, e ambientando la storia in luoghi molto vicini alla cultura irlandese-scozzese-inglese (la terra degli Hobbit ne è una lampante dimostrazione). Jordan, dal suo canto, ha creato ambienti di più ampio respiro, dove vengono sintetizzate e amalgamate culture molto diverse e nella realtà riconoscibili: celtiche, irlandesi, arabe, spagnole, greche… orientali.
Isomma, non più il tradizionale fantasy, fatto di streghe, maghi, cavalieri, Elfi, troll ecc. ecc., ma un fantasy cosmopolita, un fantasy in cui si ha un miscuglio di razze e culture, e dove gli spunti narrativi, a questo punto, si centuplicano. Da qui i dodici volumi, abbastanza… voluminosi.
Anche nel Ciclo Jordaniano, oltre al cattivone (che rispecchia, come da tradizione, l’essenza del male e dunque il “cristiano” Demonio), abbiamo i suoi servi e accoliti: in questo caso, si chiamano Trolloc, ma con loro ci sono anche i Myrddraal e gli Uomini Grigi… Nonché gli Amici delle Tenebre e i Reietti (potentissimi Aes Sedai uomini e donne che hanno prestato giuramento di fedeltà al Tenebroso, e per questo con lui rinchiusi a Shayol Ghul).
Per chi ama il genere fantastico, il Ciclo della Ruota del Tempo è una tavola imbandita con le più appetitose leccornie. Peraltro, è uscito nel 1999 un videogame del genere “sparattutto” intitolato “The Wheel Of Time”, senza contare i giochi di ruolo e strategici dedicati alla saga e il recente acquisto da parte di Hollywood dei diritti cinematografici sul primo capitolo del Ciclo, L’Occhio del Mondo.
In Italia, i libri di Rober Jordan sono editi da Fanucci Editore.










0 Commenti • Commenta anche tu!
Nessun Commento ancora. Vuoi essere il primo?