E’ di questi giorni la polemica politica che vede PDL e Lega in disaccordo sulla permanenza dei nostri militari in Afghanistan e nelle altre zone di guerra, come forze militari di pace. Se infatti il Popolo delle Libertà insiste per la permanenza dei militari italiani nelle terre di tensione, la Lega – a quanto pare – vorrebbe che l’esercito si ritirasse e tornasse in Italia. Secondo Calderoli, la democrazia non si esporta e non è possibile costruire la democrazia quando le basi culturali e storiche sono differenti rispetto a quelle occidentali.
Non posso naturalmente che concordare sul principio in sé. La democrazia certamente non si impone, anche perché senza un substrato culturale che la sorregge, difficilmente starebbe in piedi, una volta che l’occidente si allontanasse. Se non c’è reale volontà di costruire un paese democratico, si finisce inevitabilmente nelle mani di una nuova dittatura o di una pseudorepubblica come l’Iran, dove le istituzioni democratiche sono una farsa, come del resto è stato ampiamente dimostrato dalle recenti elezioni.
Tuttavia, un dubbio comunque rimane. Se effettivamente la democrazia non può (e forse deve) essere esportata, ci si domanda: e i diritti umani? E la tutela della vita, dei minori e della donna? Questi valori devono essere esportati? Devono essere imposti a società che considerano i diritti delle persone costruzioni occidentali senza alcun valore? Parlando proprio dell’Afghanistan, basti ricordare quali sono le condizioni della donna in quel paese, soprattutto nelle zone più remote, dove i talebani continuano ad avere una certa influenza sulla società civile. Se certo le istituzioni democratiche non possono essere imposte, è altrettanto certo che il mondo occidentale non può chiudere gli occhi dinanzi a certe barbarie contro i bimbi e le donne. Non può dire: restiamocene a casa nostra e che gli altri facciano come vogliono. In altre parole, non si può fare come gli struzzi e i menefreghisti.
E allora? Allora possiamo anche non esportare la democrazia, ma i diritti umani sì. E’ importante che la parte buona del mondo occidentale inizi ad assumersi un compito assolutamente gravoso: quello di diffondere la logica del rispetto della vita altrui. Cosa che certamente è meno redditizia del vendere armi, ma che potrà – a lungo andare – contribuire a rendere il mondo un luogo migliore e più sicuro. Se l’occidente non si mette in testa di esportare il senso per la dignità e il rispetto, se non si convince della necessità di esportare la cultura e la conoscenza nei paesi meno progrediti, tali paesi continueranno a essere dominati da chi sfrutta l’ignoranza per esercitare un potere politico-religioso che affonda la propria giustificazione esistenziale nell’oscurantismo medievale.
Se così è, qualcuno potrebbe anche obiettare che i principi di libertà, dignità e uguaglianza sono principi intimamente legati alla democrazia occidentale, e perciò anch’essi inesportabili e non imponibili se non con una qualsivoglia forma democratica di governo.
Questo potrebbe anche essere vero. Che fare allora? Dobbiamo comportarci come struzzi e ritirarci nei nostri confini? Bisogna chiudere gli occhi e tapparci le orecchie quando apprendiamo di regimi feroci che opprimono, reprimono e uccidono i loro popoli perché questi chiedono più libertà e dignità? Dobbiamo consolarci con la storiella della democrazia inesportabile? Con il principio: ognuno è libero di fare quel che vuole in casa sua, anche se lo fa in modo arrogante e disumano?
Non ne sono affatto convinto. Se molte delle responsabilità del disastro mediorientale, asiatico e africano, appartengono all’occidente, è compito dell’occidente impegnarsi a rimediare. Non ci si può impunemente sottrarre all’incombente, giustificandosi sull’inesportabilità della democrazia. Non è necessario infatti esportare o imporre meccanicamente un sistema democratico. E’ sufficiente trasmettere ai popoli oppressi o ex oppressi dai regimi teocratici e/o militari il senso della democrazia, il senso della libertà, il senso del rispetto per il prossimo. Allora le forme democratiche di governo sorgeranno spontaneamente e non saranno esportate o imposte da un qualsivoglia governo. Ma per fare questo, è necessario che l’occidente non abbandoni i paesi più poveri (come l’Afghanistan), non li lasci in balia di gruppi o società che non attendono altro che avere nuovamente mano libera nel territorio per imporre ancora una volta i loro governi di terrore e oppressione. Se ciò accadesse, ancora una volta, l’occidente – quello sano – perderebbe la propria lotta contro i mali umani più pericolosi: l’arroganza, l’ipocrisia umana e la sete di potere.










0 Commenti • Commenta anche tu!
Nessun Commento ancora. Vuoi essere il primo?