Non credo alle conversioni in extremis, anche se le strade del Padreterno sono infinite ed esistono testimonianze di gente che disprezzava la religione e accartocciava la fede come se fosse un vecchio foglio usato, per bruciarla poi nel fuoco del materialismo ateo, finché qualcuno o qualcosa non faceva loro cambiare idea.
Eppure, se la teoria, già nota fin dagli anni ’70, fosse vera, sarebbe certamente una chiara dimostrazione di quanto arida sia (stata) la strada della falce e il martello, e di quanta fallacità ci sia (stata) in un’ideologia che crede(va) di aver capito tutto della vita umana, avendo poi la presunzione di mettere in discussione migliaia di anni di storia, paventando agli uomini un paradiso in terra che non può esistere.
Se davvero Antonio Gramsci, padre del comunismo italiano, ritrovò la fede prima di morire, allora possiamo dire che il materialismo marxista aveva posto le basi del suo fallimento già prima di vedere quali sarebbero stati i frutti avvelenati che avrebbe donato al mondo.
In ogni caso, la presunta conversione è tutta da dimostrare, nonostante il cardinale De Magistris, pro-penitenziere emerito della Santa Sede, abbia assicurato che ci fu. Quel che è certo è che essa non piace agli estimatori del filosofo/ideologo/politico comunista, i quali hanno accolto la notizia tra l’ilare e la sufficienza.
Fonte: Corriere.it
-
roberto
Home

