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IPR: il 60% degli intervistati dice sì alla sospensione di Annozero

2 18 ottobre 2010 | Cultura, Politica | Permalink

Ma perché un programma come Annozero fa molti ascolti? E perché altrettanto li fa un programma come Report della Gabanelli? Il motivo è semplice: non perché sono programmi «liberi» (la libertà sta a queste trasmissioni come Santoro sta all’oggettività), bensì perché parlano di Berlusconi. E qualsiasi programma che ha a oggetto il Premier – nel bene e nel male – è seguito da milioni di telespettatori. Perché ormai Berlusconi è come una squadra di calcio: o la si ama o la si odia. E dunque o la si tifa oppure si tifa contro. In Rai diciamo che la preponderanza è costituita dai tifosi antiberlusconiani. I pochi tifosi berlusconiani presenti sono visti come appestati e come cannibali della libertà di stampa e di espressione. E i neutri manco esistono.
Ma soffermiamoci ancora una volta su Annozero. Ve lo immaginate Santoro che parla di Bersani? Chi lo guarderebbe? Forse qualche insonne, nella speranza di riuscire ad addormentarsi. E Travaglio? Certamente pretenderebbe un compenso milionario per sorbirsi le filippiche su Bersani. Poi Vauro non avrebbe molto da disegnare. E se invece ad Annozero si parlasse di Fassino o di Casini? Oiamamma, sono certo che Michele farebbe un bel harakiri vedendo i dati degli ascolti cadere in picchiata. Perché è chiaro che è Berlusconi il re Mida dello share, e lo è anche se non è lui che ci mette mano; non a caso lo chiamavano un tempo Sua Emittenza.
Se questo è vero, a guardare bene agli ascolti di Santoro, sarebbe da ingenui pensare che trattasi di ascolti che si riferiscono a persone che lo adorano o che sono tutte antiberlusconiane. A volte sentendo certe dichiarazioni (troppo entusiastiche), pare infatti che Santoro faccia share perché è l’alfiere della libertà contro il padrone Berlusconi. La verità credo sia un’altra. Se Berlusconi è l’elemento catalizzatore, l’elemento catalizzato è soprattutto uno spettatore incuriosito dal cancan mediatico intorno al programma; è uno spettatore che vuole vedere Santoro non perché necessariamente lo adora, bensì perché magari lo detesta, e vuole capire fino a che punto si spinge la sua spudorata faziosità. Dare per scontato che Annozero sia seguito solo perché è espressione della libertà di opinione in Rai (ipotesi che fa solo ridere), è non solo fallace, ma pure intellettualmente disonesto.
A riprova di questa idea soccorre proprio Report. Il programma della Gabanelli è sicuramente un programma che ha sempre fatto discreti ascolti, eppure ieri sera, grazie al Premier e al tam tam mediatico sul Corriere e su Repubblica (che hanno dato ampi anticipi e che certo non sono amici del Premier), è montata la curiosità sia degli antiberlusconiani, speranzosi di vedere esplodere in diretta qualche magagna berlusconiana, sia dei berlusconiani, incuriositi di vedere fin dove si sarebbe spinta la Gabanelli con il suo dossier… pardon! Indagine giornalistica. In un altro contesto, questa strategia sarebbe stata interpretata o sarebbe interpretabile come una vera e propria operazione di marketing televisivo: scegli un personaggio politico discusso (e Berlusconi è il principe di tali personaggi), lo piazzi in un programma d’inchiesta, aggiungi un po’ di mistero intorno ai suoi affari, suggerisci qualche intrallazzo, lasci al pubblico le conclusioni, e il gioco è fatto. Gli ascolti mettono il turbo. Un po’ come quando la Tv parla di cronaca nera e alimenta la curiosità morbosa e macabra della gente, che così diventa peggio degli avvoltoi che volano sopra una preda agonizzante, attendendo che muoia
(basti vedere lo scempio che sta accadendo intorno all’uccisione della piccola Sarah Scazzi).
E lo dimostra pure il sondaggio mandato in onda proprio qualche giorno fa dal programma di Gianluigi Paragone, L’Ultima Parola. Un sondaggio interessante e per nulla di parte (visto che è stato commissionato a IPR, una società demoscopica della quale si serve ampiamente Repubblica per i suoi sondaggi antipremier). Ebbene, il sondaggio in questione (v. foto) poneva due quesiti interessanti. Il primo riguarda la libertà di informazione in Rai. La domanda era chiara: «La libertà di informazione in Rai è: garantita? | Non è garantita? | Non risponde». Sapete cosa hanno risposto gli intervistati? Beh, per il 63% è garantita; non è garantita per il 29%; mentre, il restante 8% non risponde. Ma è il secondo quesito quello che veramente conferma la mia impressione sull’apprezzamento di Santoro da parte degli italiani. Il quesito diceva: «La sospensione di Annozero per 10 giorni: una decisione giusta. Santoro ha trasgredito alle regole aziendali | una decisione non giusta. Santoro non ha trasgredito alle regole aziendali | non risponde». I risultati sono eloquenti: il 60% degli intervistati afferma che la decisione di sospendere Annozero è giusta; il 33% dice che è sbagliata; mentre il 7% è silenzioso.
E allora? Allora niente da fare. Ancora una volta viene sconfessata la mistificazione che vorrebbe Annozero programma cult capace di attrarre consenso politico-sociale intorno a sé, e solo perché produce un alto share. Una mistificazione che viene sconfessata proprio dall’indagine di IPR che suggerisce che i telespettatori che guardano Santoro non necessariamente sono di sinistra o sono d’accordo con lui. Chiaramente IPR non si è spinta oltre e non ha chiesto se Annozero dovesse essere cancellato. Sono certo che dinanzi a una simile domanda, la maggioranza darebbe una risposta positiva. Ma qui siamo nel campo delle mere ipotesi.

Autore: Il Jester » Articoli 1411 | Commenti: 2325

Il Jester è un blog di politica, attualità, cultura e diritto online dal 2007.

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  • OkNo
  • Mario Giacobbo

    chiedano anche cosa ne pensano del Tg1, per esempio.

    • Il Jester

      Quando faranno un sondaggio ne discuteremo.

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