Ho parlato di un grande diventato piccolo piccolo (Beppe Grillo). In quest’articolo voglio invece parlarvi di una piccola diventata grande: Oriana Fallaci.
Conobbi (letterariamente) Oriana per caso, perché la citavano spesso nei giornali e nei libri. Non capivo mai, ogni qual volta veniva fatto il suo nome, del perché questa donna fosse così importante, così odiata e invisa in alcuni casi o amata visceralmente negli altri. Iniziai dunque a leggere qualche suo libro e scoprii quanta forza e ragione ci sia nei suoi pensieri, quante verità ella abbia rivelato, disvelando l’ipocrisia che si nasconde nella società, la quale spesso assume una veste politica ben connotata: quella della sinistra.
Ma Oriana non è né destra né sinistra. Questo è sicuro. Lei sta con la società sempre oppressa dai poteri, dagli interessi e dalle mistificazioni che i libri, i giornali e una sottocultura egemonizzante e profondamente ipocrita, hanno costruito intorno alla nostra vita. Lei sta con i nostri valori e le nostre tradizioni, con la nostra cultura, perché è conscia che quanto abbiamo costruito, ingegnato e conquistato con il sangue, sta morendo, schiacciato tra il più becero relativismo etico e un falso tollerantismo che ci ha reso stranieri in casa nostra.
Oriana è tutto questo. I suoi scritti sono ammonizioni, avvisi, paure, emozioni, speranze e condanne. Devono essere letti per capire quanto marcio ci sia nel nostro sistema, quanta falsità si nasconda in coloro che si arrogano il diritto della tolleranza e del buonismo, quanti pericoli ci siano in un sistema politico e sociale (il nostro) ormai apatico e privo di iniziativa.
Oriana nasce nel 1929, in una famiglia liberale. Il padre fu un politico che si oppose al regime fascista. Venne catturato quando si unì al movimento clandestino di resistenza e venne torturato. Oriana visse quei momenti di grande tensione e fu questo a indurla a diventare scrittrice e giornalista (“… mi innamorai delle parole che emergevano come gocce, una alla volta, e rimanevano sul foglio…).
Dopo la guerra, iniziò diverse collaborazioni ed entrò a lavorare per l’Europeo. Negli anni della sua lunga carriera – nei quali peraltro non sono infrequenti collaborazioni con molte testate europee e americane – intervistò diversi personaggi importanti con una professionalità e un’acutezza impareggiabili (che molte se dicenti giornaliste attuali si sognano). Tra i più importanti ricordiamo: William Colby (Direttore della CIA), Ali Bhutto (Primo Ministro pakistano), l’Ayatollah Khomeini (Iran), Henry Kissinger (Segretario di Stato USA), Federico Fellini (regista), Von Braun (scienziato nazista), Sean Connery (attore), Yasser Arafat (Leader dell’OLP).
Oriana Fallaci non si limita solo al giornalismo. Alla fine degli anni ’50 inizia a scrivere libri (l’ultimo è del 2005), tenendosi abilmente in equilibrio tra un certo intimismo (Lettera a un bambino mai nato del 1976 e Un uomo del 1979) e l’analisi politica e sociale (La Rabbia e l’Orgoglio del 2001 e La Forza della Ragione del 2004).
Sono soprattutto i libri “politici”, editi in piena epoca berlusconiana e a ridosso del più grande attacco terroristico mai compiuto (l’attacco alle Torri Gemelle del 2001), che destano le maggiori indignazioni di quella parte politica italiana cieca e orba che ben si identifica con la sinistra, la quale accusa la grande scrittrice di razzismo e di populismo. Una sinistra che non riesce a tollerare le verità narrate nelle pagine della Fallaci; che non riesce ad accettare quanto sia stolta oggi la società occidentale ormai svenduta tra il più becero consumismo e l’invasione silenziosa di una cultura (quella islamica estremistica) che considera l’umanità divisa in fedeli e infedeli, in donne e uomini, in esseri superiori (i fedeli e gli uomini) ed esseri inferiori (gli infedeli e le donne).
Oriana si spegne nel 2006, stroncata da un male incurabile. La sua vita trascorreva tra New York e Firenze, tra un fondo in un giornale e un libro che parla di forza, ragione e speranza… la forza, la ragione e la speranza della libertà!
Bibliografia: [spoiler]
Qui di seguito la bibliografia di Oriana Fallaci. I libri sono editi da Rizzoli.
- I sette peccati di Hollywood (1958)
- Il sesso inutile (1961)
- Penelope alla guerra (1962)
- Gli antipatici (1963)
- Se il sole muore (1965)
- Niente e così sia (1969)
- Quel giorno sulla luna (1970)
- Intervista con la storia (1974)
- Lettera a un bambino mai nato (1975)
- Un uomo (1979)
- Insciallah (1990)
- La rabbia e l’orgoglio (2001)
- La forza della ragione (2004)
- Oriana Fallaci intervista Oriana Fallaci (2004)
- Oriana Fallaci intervista se stessa – L’apocalisse (2005)*
*E’ la riedizione di “Oriana Fallaci intervista Oriana Fallaci” ma con diverse modifiche e un nuovo capitolo dal titolo “L’Apocalisse”.[/spoiler]
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