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Intercettazioni: ecco le novità

28 gennaio 2009 | Diritto, Giustizia, Politica | Permalink
Finalmente è stata trovata l'intesa fra i poli

IntercettazioniE la riforma sulle intercettazioni si farà, anche con l’accordo del PD e persino dell’UDC della quale è stato accolto un emendamento. La maggioranza, intanto, si prepara a ritirare una marea di emendamenti al DDL.
Ma quali sono le novità. Be’, sicuramente la prima è in verità una conferma: rimarrà infatti invariato il limite di pena per operare le intercettazioni. In altre parole, si potrà intercettare per tutti i reati con pena nel minimo superiore ai cinque anni. Sul punto sfumano dunque le accuse del PD a Berlusconi di voler castrare le intercettazioni.
Altro punto fondamentale, riguarda i tempi massimi di intercettazione, che non potranno durare più di 45 giorni, prorogabili eccezionalmente per ulteriori 15 giorni. Attualmente il termine è inferiore, pari cioè a 15 giorni, con la differenza che oggi tale termine può essere prorogato più volte; peraltro, per i reati di mafia, il primo termine sale a 40 giorni, prorogabile più volte.
Passando invece alla responsabilità dei magistrati, il DDL prevede una responsabilità disciplinare per quel magistrato che con la sua condotta causa fughe di notizie. In tal caso, il magistrato potrà essere trasferito. In verità, personalmente, avrei preferito qualcosa di più grave come il licenziamento. Ma in Italia, come al solito, non si prende mai del tutto il coraggio a quattro mani.
Altra novità interessante, forse il cuore vero della riforma, riguarda i presupposti che devono dare il via alle intercettazioni. Attualmente la disciplina prevede “i gravi indizi di reato”, che consistono in altre parole in elementi oggettivi e incontrovertibili che suggeriscono che si sta commettendo un reato. E questo al di là del giudizio di colpevolezza. Cambiando, il DDL prevede invece l’utilizzo delle intercettazioni dinanzi alla presenza di “gravi indizi di colpevolezza”, con la conseguenza che per poter intercettare è necessario che venga valutata – seppure nella forma del fumus – la possibile colpevolezza dell’intercettato. Un po’ come accade per l’applicazione delle misure cautelari, le quali vengono adottate sul presupposto dei gravi indizi di colpevolezza, ancorato a elementi come il pericolo di fuga, il pericolo di reiterazione di reato e dell’inquinamento delle prove.
Sicuramente rimane invariato l’altro presupposto: e cioè che le intercettazioni non potranno comunque essere utilizzate per avviare le indagini, ma solo per proseguirle.
Ulteriore novità riguarda poi il budget delle Procure per operare le intercettazioni. Oggi – si può dire – che tale budget è praticamente senza fondo. Da domani, e cioè dall’entrata in vigore della legge, così non sarà più. Ogni Procura – secondo l’emendamento dell’UDC – avrà il suo budget, finito il quale non potrà più operare intercettazioni. Questo dovrebbe in teoria arginare la spesa.
Il ministro Alfano ha deciso di presentare un emendamento per derubricare dal DDL il reato per i giornalisti che pubblicano intercettazioni, con grande sollievo dell’Ordine professionale. E comunque rimane la responsabilità dell’Editore nel caso di pubblicazione di materiale intercettato, mentre le indagini su eventuali fughe di notizie saranno di competenza della Corte d’Appello più vicino, e non più della stessa Corte d’Appello che ha visto la fuga di notizie.

Autore: Il Jester » Articoli 1411 | Commenti: 2325

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