Il giornale dei Paolini se la prende – come al solito – con Berlusconi e sbaglia allegramente mira, sebbene ritengo che lo faccia con un po’ di opportunismo politico, perché è chiaro che prendersela con qualcuno per come conduce la propria vita privata, che privata dovrebbe rimanere, è decisamente artificioso e strumentale alla causa politica, la quale, per il giornale, è notoriamente sbilanciata a sinistra.
Il settimanale parla tanto di decadimento morale nella politica e di italiani stufi, ma guarda caso lo fa solo per attaccare il Premier e per affermare che esiste un “disagio di fasce sempre più ampie della popolazione, e dei cristiani in particolare” rispetto a questi comportamenti di Berlusconi. Ma l’affondo è altro: “Il problema dell’esempio personale è inscindibile per chiunque accetta una carica pubblica. In altre nazioni se i politici vengono meno alle regole (anche minime) o hanno comportamenti discutibili, sono costretti alle dimissioni. Perché tanta diversità in Italia?”
Considerazioni, queste e altre, a mio avviso completamente sballate e inaccettabili. In primo luogo vorrei capire dove stà il disagio sempre più ampio della popolazione italiana e dei cristiani in particolare. Il PDL e Berlusconi alle recenti elezioni hanno triplicato i consensi, e questo nonostante Mills, Noemi e la campagna evidentemente artificiosa e denigratoria nei confronti del Cavaliere. In secondo luogo, rivolgendoci ai cristiani, posso dire che io, pur essendo cristiano (e cattolico), non condivido neanche una virgola di quello che afferma Famiglia Cristiana, e come me ci sono altri milioni di cattolici che la pensano esattamente allo stesso modo; forse perché non siamo cattocomunisti e amiamo la regola insegnata da Cristo del “chi è senza peccato scagli la prima pietra”. Per cui, del giornale dei Paolini, neanche un respiro condivido, e oggi – fino a prova contraria – il PDL è nel partito popolare europeo e dunque si identifica nella componente cattolico-cristiana in Europa, mentre il PD finirà nel PSE, ben lontano dunque dalle radici cristiane.
Passando invece alla seconda considerazione, non mi pare proprio che Clinton si dimise per il caso Lewinsky (che fu anche qualcosa di più grave). Continuò a stare in sella per il resto del mandato e fece anche qualcosa di buono. Per cui, smettiamola di giudicare un politico per chi si porta a letto. I politici devono essere giudicati per quel che fanno di utile per la nazione, e il profilo morale deve avere il suo peso solo quando è tale da compromettere la credibilità di una persona come uomo e come politico (emblematico fu il caso Watergate che coinvolse Nixon). In altre parole, non è certo una escort che può pregiudicare la credibilità di un Presidente del Consiglio che sta portando l’Italia fuori dalla crisi internazionale, anche perché la vicenda è ancora tutta da dimostrare sotto diversi profili: in primo luogo la credibilità della D’Addario, e in secondo luogo, il sospetto non troppo infondato che la questione abbia risvolti poco chiari e poco lineari.
D’altro canto, è sempre utile ricordare a Famiglia Cristiana che i problemi morali di cui dovrebbe davvero occuparsi sono ben altri: in particolare lo scempio dei preti pedofili, piaga questa che sta facendo perdere dignità e credibilità alla Chiesa a favore delle sette e di altre religioni. In questo flagello sì che i cristiani si sentono a disagio e stanno perdendo fiducia nei confronti delle istituzioni ecclesiastiche. Che si occupi dunque di questi problemi, anziché fare politica spicciola basata sul gossip a favore dell’opposizione. Anche perché, per i cristiani cattolici che non si riconoscono nella sinistra e nel PD, questi continui interventi antiberlusconiani, sono decisamente irritanti e inopportuni, poiché decisamente a favore di una parte politica che fino a ieri issava e sventolava con oroglio bandiere falce e martello nelle piazze e riteneva la religione l’oppio dei popoli!
Home

