La farò breve, anche perché ho già parlato diverse volte del DDL sicurezza e sull’immigrazione irregolare. Però questa volta voglio dire che l’attacco che si sta facendo contro una legge e a un modo di operare legittimo che tende a garantire la sicurezza italiana è un vero e proprio scempio.
Il primo attacco arriva da Medici Senza Frontiere, relativamente agli sbarchi dei clandestini nelle nostre coste. L’associazione denuncia che il rinvio alla Libia degli immigrati irregolari pescati nel Canale di Sicilia è contrario alle leggi nazionali e internazionali sul diritto d’asilo. E cosa dovremmo fare allora? Accoglierli tutti? Ognuno di loro chiede il diritto d’asilo. Quali sono i criteri per accertare che hanno diritto a questo escamotage per rimanere in Italia? Perché è chiaro che il diritto d’asilo è solo un escamotage per restare in Italia. E si vede…
Anche l’Onu si lamenta per il medesimo motivo, e aggiunge che il diritto d’asilo in Italia è concesso al 50% dei richiedenti. Cioè, 50 persone su cento che richiedono il diritto d’asilo nel nostro territorio ce la fanno. Il che suggerisce il motivo per cui le nostre città sono invase da baraccopoli, quartieri ghetto, criminalità straniera, bighelloni inoccupati e così via.
Infine abbiamo la sinistra ipocrita che lancia accuse contro il DDL. L’ultimo attacco riguarda il diritto di riconoscimento dei bambini di clandestini, partoriti nel territorio italiano. In questo senso il DDL chiede ragionevolmente che la madre debba comunque avere il passaporto per riconoscere il proprio figlio. Ed ecco gli strali. Secondo la sinistra, non devono avere nulla. Possono essere anche persone senza nome, senza un passato… senza un’identità. Possono riconoscere il bambino anche senza averne una. E allora mi domando: se non hanno un’identità come possono riconoscerlo? Come è possibile dare un nome e un cognome al figlio se i primi a non averlo sono i genitori? Assurdo! Quando io varco la frontiera mi porto il passaporto o un documento di identità. Perché queste persone non dovrebbero? Se fosse permesso il contrario, ognuno potrebbe venire in Italia e inventarsi un nome. Del resto è già capitato: quanti delinquono qui in Italia, usando sempre un nome diverso? Tanti… troppi, ma la sinistra, Medici senza Frontiere e i papaveri dell’ONU non lo sanno. Loro vivono su un altro pianeta.
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