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© 2010 Il Jester 18 marzo 2010

Il rispetto della sinistra per le manifestazioni altrui

L'eloquente titolo de L'Unità esprime appieno quale sia la considerazione della stampa avversa per la manifestazione del PDL del 20 marzo

Link breve: http://wp.me/pEivy-1B7 |   Permalink Categorie: Politica

Non leggo L’Unità, e credo si era capito. Non la leggo, perché leggere L’Unità significa offendere la propria intelligenza. Non leggo L’Unità, perché è un giornale di partito, e dunque il suo taglio giornalistico è il meno obiettivo che un quotidiano potrebbe mai dare. Eppure, a sentire i sinistri qui, su Facebook, sui Forum e sui blog, la sinistra è il fulcro… l’origine della democrazia e della libertà. Per loro pertanto la libertà di informazione è sacra, ma a patto che garantisca il loro tornaconto politico; così ecco che anche  la libertà di manifestare è sacra, un rito da rispettare e sul quale fare persino delle battaglie, però – come sempre accade in questi casi – solo e se a celebrarla sono i loro ministri della beatitudine democratica.
Sicuramente avete intuito dove voglio andare a parare. L’immagine qui sulla sinistra è eloquente: “Il Marcio su Roma”. Perché, secondo il giornale del PD – se tanto mi da tanto e le parole non sono acqua – chi va a Roma per manifestare non è degno di farlo, e la frase “Il marcio su Roma”, la dice lunga sul rispetto che questa sinistra ha delle manifestazioni altrui, di quelle che non possono essere ricondotte al sindacato sovietico o al popolo viola.
Mi chiedo se Il Giornale o Libero abbiano utilizzato, per la manifestazione del 13, titoli così pesanti. Penso proprio di no. Si è utilizzato il termine “La Grande Ammucchiata”, ma non certo riferita ai cittadini che hanno manifestato, quanto piuttosto ai politicanti che l’hanno animata, il quali hanno di fatto riesumato i fasti dell’Unione Prodiana. Perciò, non si può replicare che i giornali di destra abbiano fatto di peggio o di uguale: “La Grande Ammucchiata” e il “Marcio su Roma” sono due cose ben diverse.
E’ chiaro dunque che la sinistra ripropone sempre i suoi errori, posto che non ha avuto, ancora una volta, il benché minimo rispetto per chi manifesta contro il tentativo di limitare il voto di 15 milioni di persone. E L’Unità rispecchia – con simili titoli – proprio tale scarso rispetto. Per loro, la manifestazione su Roma è il marcio… Il marcio su Roma. Una scarsa considerazione per quella parte di cittadini che non condivide nulla del giornale fondato da Gramsci, e che pur questo ha il sacrosanto diritto di dire la sua. Perché una cosa è prendersela con Berlusconi e con i suoi colonnelli e sodali. Altra è prendersela con le persone oneste che vanno lì a protestare contro gli scempi delle liste, e lo fanno addirittura contro le loro abitudini e la loro cultura.
Ma tant’è che l’idea è sempre la stessa. Tutto ciò che fa il centrodestra è delegittimato, è moralmente e culturalmente inferiore. Solo i paladini della vera democrazia e della vera libertà hanno il diritto di manifestare, e solo i loro seguaci hanno la benedizione di veri difensori della giustizia, della libertà e della democrazia. Gli altri dovrebbero solo star zitti e starsene a casa a lavorare e a concorrere al benessere dei cittadini, mentre qualche simpatico candidato alla regione, promette soldi a manetta per i precari che perdono il lavoro, e li promette per un anno intero.
Il “Marcio su Roma” dunque sintetizza con grande efficacia la “stima” che dalle parti di sinistra si ha per il popolo di destra. Così, dopo le varie accuse che si leggono sui blog e sui siti di essere – gli elettori di destra – persone decerebrate e lobotomizzate a causa delle tv e dei giornali berlusconiani, soccorre l’autorevole giornalismo gramsciano a dare il colpo finale: “Il Marcio su Roma”. Un eloquente gioco di parole sulla “Marcia su Roma” di fascista memoria che vuole semplicemente suggerire che il centrodestra non può manifestare a favore della libertà di voto, di pensiero e di opinione visto che è lei stessa a impedirla. Peccato però che questa non sia la verità: tra par condicio, vari Santoro, Fazio e Floris che pontificano dalla TV pubblica, giornalisti schierati in modo smaccato e spudorato, e accuse ad altri giornalisti di appartenere allo schieramento berlusconiano semplicemente perché non si conformano alla linea leninista, l’informazione nostrana è sicuramente non libera, ma a causa della cappa pre-post-comunista tuttora presente nel panorama informativo; la stessa esasperazione del Premier contro Annozero – intercettata dai magistrati di Trani – evidenzia quanto sia difficile se non impossibile arginare il cancro della faziosità di sinistra nell’informazione del servizio pubblico.
Eppure, per i nipotini di Gramsci, il 20 marzo ci sarà il “Marcio su Roma”. Credo che molti che manifesteranno saranno orgogliosi di essere “marci”, mentre riaffermano i loro sacrosanti diritti: voto e libertà di opinione. Una sola democrazia e non due. Un’informazione corretta e non faziosa. Una giustizia più equa, e non politicizzata. Insomma, una vera democrazia compiuta e non già questa brutta controfigura in cui ci ha costretto il partito comunista prima e i suoi eredi poi.
  • OkNo

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2 Commenti  •  Commenta anche tu!

  • Il titolo dell’Unità così irrispettoso e volgare la dice lunga sull’idea di democrazia e società che vorrebbero costruire gli ambienti di sinistra.  Posso solo augurarmi che tale marcio li travolgerà e sommergerà!
    Simmaco             http://fragmenta.weebly.com/

    Commento di  Simmaco  - ID -  19 marzo 2010 alle 08:48    Rispondi  

    • Lo speriamo tutti da ben sessant’anni Simmaco… Ma questi ormai si sono appropriati della patente di “democratici”, e sarà difficile dimostrare che non lo sono affatto. L’arroganza regna sovrana!

      Commento di  Il Jester  - ID -  19 marzo 2010 alle 08:54    Rispondi  

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