4 luglio 2008
- A + I- I+

Il re è nudo: morte di un’ideologia…

Archiviato in: AttualitàPolitica

ComunismorteQuesta mattina ho avuto un interessante dibattito con un marxista-leninista: un comunista convinto che il comunismo sia qualcosa di positivo e che tutto quello che è capitato per attuarlo sia solo un caso, un incidente fortuito lungo la strada del vero comunismo… In altre parole, che il comunismo sia tutt’ora il mezzo per salvare l’umanità dalla catastrofe capitalistica…
Devo ammettere che come lo ascoltavo, pensavo tra me: “Ma esistono ancora questi sconfitti dalla storia? Questi personaggi che credono davvero che l’uomo possa farsi imbrigliare in ideologie totalitarie? In rivoluzioni più o meno proletarie?”
La risposta è stata tanto ovvia quanto preoccupante: “Purtroppo esistono, sebbene solo in Italia e in una dozzina di altri paesi sottosviluppati (ma almeno in questi ultimi, c’è una certa giustificazione, dettata dall’ignoranza e dalla povertà; ma in Italia? In Italia non ci può essere alcuna giustificazione, eppure sopravvivono, più blasonati che mai!).
L’umanità in realtà è cambiata profondamente in questi ultimi sessant’anni. La storia ha sconfitto gli “ideali” comunisti, li ha denudati per quello che sono: forme ideologiche di potere finalizzate alla repressione della libertà umana. Non hanno retto all’impatto antropologico e mai avrebbero potuto. Cinquantamila, forse centomila anni di organizzazione umana tradizionale, non avrebbe mai potuto esser spazzata via dalla debolezza ideologica di Marx ed Hegel. E questo nonostante il movimento proletario – a cui le teorie comuniste hanno dato il via – abbia avuto certamente il suo ruolo importante nella storia, quantomeno per spostare un baricentro altrimenti troppo pendente a favore del capitalismo.
Ecco, se proprio dobbiamo trovare un aspetto positivo nel comunismo, questo è sicuramente il più importante se non proprio l’unico. Il resto è solo veleno che ha contribuito a scrivere le pagine nere di un ventesimo secolo, troppo sanguinoso e troppo illiberale.
Il Re è nudo, ma è chiaramente nudo da parecchio ed è già cadavere. E certamente, per rivestirlo del suo reale abito (sebbene solo per il funerale), non è sufficiente – almeno qui in Italia – l’arma giustizialista politicizzata, non è sufficiente affermare in tono mistificante che il più forte oppositore all’ideologia comunista si faccia leggi ad personam. Ci vuole ben altro, ma questo ben altro – al fin fine – sconfesserebbe la vera natura del comunismo. Non a caso, gli ideali non si giudicano dal loro valore intrinseco, bensì dalle azioni che muovono gli uomini che li sostengono.

Immagine tratta da www.storialibera.it

1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars

3 commenti »

  • Seguendo il suo ragionamento, secondo cui un’ideologia si giudica da come è stata messa in pratica, allora visto come è stato messo in pratica il capitalismo negli ultimi anni (subprime) penso che dovremmo considerarlo anch’esso sconfitto dalla storia.
    Quasi quasi sono d’accordo ;-)
    Il re-capitalista è nudo… nel senso che è venuta fuori la vera natura del capitalismo, lasciato agire senza controlli che tanto dicevano “il mercato si regola da solo”. E la vera natura del capitalismo è la natura della destra che mira alla sopraffazione del prossimo mirando al solo interesse personale. Individualismo spinto all’ennesima potenza. Ed indovini un poco? Ha funzionato. I governi hanno usato i capitali statali (di noi poveracci) per salvare le banche, non per salvare le case dei cittadini.
    Complimenti. Una nuova versione della stngata su larga scala.

    Commento di Giorgio - 7 dicembre 2008 alle 01:20  [Quota]  [Replica]

  • Vede, seguendo il mio ragionamento, anche il capitalismo è un Re Nudo. Su questo non ci piove, se non fosse che non parliamo del capitalismo, ma del comunismo. E non del comunismo economico (che è una grande castroneria), ma di quello politico e ideologico che ha oppresso milioni di esseri umani fin dalla sua affermazione come forza di governo nei paesi cosidetti del socialismo reale.
    Detto questo e ritornando al capitalismo. Forse non ci crederà, ma io non sono un iperliberista, cioè uno di quelli che pensa che il mercato abbia le capacità di regolarsi da sé.
    Il capitalismo è finora il miglior sistema di sviluppo economico, e se lei oggi può permettersi un viaggio, un pc o fare tante altre cose, soprattutto mangiare (e anche bene) ed esprimere la sua opinione e divulgarla su internet o in qualunque altra forma, lo deve al capitalismo e al sistema democratico a cui si accompagna, che garantisce la libertà e i diritti fondamentali dell’uomo. Non possono dire altrettanto i cubani, i cinesi e i cittadini di quello che fu il blocco sovietico…
    Ma naturalmente, il liberismo ha dei difetti e delle storture che possono anziché avvantaggiare una comunità, crearle dei danni. Ecco allora la necessità che ci siano dei correttivi. Ed è qui che entra in gioco lo Stato sociale. E l’Italia è uno Stato sociale: non sposa l’ultraliberismo, in voga nell’ottocento. E del resto, oggi, l’ultraliberismo (quello che lei critica ma che non esiste da nessuna parte, neanche in USA) è un relitto del passato come il suo amato comunismo.

    Commento di Il Jester - 7 dicembre 2008 alle 19:13  [Quota]  [Replica]

  • Guardi le assicuro che non ho “dottrine” di alcun genere, e soprattutto non ho bisogno di attualizzarle in quanto è una mia buona abitudine già consolidata.

    Vista l’ora tarda sul resto mi riservo di risponderle domani.

    Commento di Giorgio - 8 dicembre 2008 alle 00:24  [Quota]  [Replica]

RSS per i commenti di questo post. TrackBack URL

Lascia un commento

Formatta il tuo commento: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong> <pre lang="" line="" escaped="">