Questo articolo è stato pubblicato 2 anni 2 mesi 9 giorni fa e appartiene al vecchio blog. Il Jester non si occupa più di queste tematiche, perciò il suo contenuto potrebbe non essere aggiornato.
Chi è che non ha mai letto il famoso libro di Robert Louis Stevenson, L’isola del Tesoro? Romanzo questo che ha fatto sognare generazioni di adolescenti (almeno prima che arrivasse il videogame)? Direi ben pochi, e quelli della mia generazione sicuramente si ricorderanno le belle pagine avventurose dello scrittore scozzese, i paesaggi tropicali, i pirati e il misterioso Long John Silver con una gamba sola: l’icona perfetta del pirata che ha ispirato poi tanti romanzi, racconti e film, tra cui la trilogia fantastica e avventurosa sui Pirati dei Caraibi (con Johnny Deep).
Ebbene, a quanto pare un autore inglese, un certo John Drake (ex biochimico e conduttore televisivo), ha deciso di creare un prequel al famoso romanzo stevensoniano, il cui obiettivo è dare risposte alle numerose domande che sorgono durante la lettura della narrazione originale: in che modo il pirata L. J. Silver perdette la sua gamba? Perchè il pirata Pugh è cieco? Ma soprattutto dove è nascosto il tesoro?
Domande che tanti lettori si sono fatti e si fanno, e che mi feci anche io quando, all’età di dodici anni, aprii il vecchio libro consunto che avevo noleggiato alla biblioteca scolastica, immergendomi nei trasognanti paesaggi pirateschi di Stevenson che, nell’immaginario collettivo avventuroso, fanno il perfetto paio insieme a quelli descritti da un altro altrettanto bravissimo scrittore del genere (un po’ sottovalutato e snobbato dalla letteratura che conta), questa volta nostrano: Emilio Salgari.
Non ho idea di come sarà il prequel annunciato da John Drake… se davvero sarà all’altezza del romanzo originario. Quel che è certo è che il fenomeno dei prequel e dei sequel anche nella letteratura non sono poi così infrequenti. Decine e decine sono infatti – per citarne uno fra tutti – i racconti su Sherlock Holmes non scritti da Conan Doyle, sebbene sia d’obbligo una precisazione: in molti di questi casi non si tratta di semplici narrazioni che si inseriscono nel contesto originario, quanto piuttosto di racconti apocrifi, poiché non si limitano a utilizzare personaggi e contesti già definiti da altri autori per creare nuove trame, bensì cercano di imitare anche lo stile dell’autore originale. Addirittura, per molte delle opere di Doyle, si tentò di farle passare per scritti originali dello scrittore inglese.
Ritornando a Drake e al suo prequel sull’Isola del Tesoro, attenderemo con trepidazione e curiosità l’edizione di questo lavoro per sapere se avrà tutte le potenzialità per dare inizio a un nuovo ciclo avventuroso che possa rilanciare il romanzo puramente del genere, poiché è chiaro che siamo davvero stanchi di misteri esoterici e sette segrete alla Dawn Brown, di cui le librerie sono piene zeppe.























Beh allora devi leggere assolutamente “La vera storia del pirata Long John Silver” che fa da prequel e sequel all’Isola
Molto bello!
Commento di luca - 8 settembre 2008 alle 01:42 luca[Quota] [Replica]