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Il pericolo nucleare incombe ancora

26 maggio 2009 | Politica | Permalink
La Corea del Nord effettua nuovi test atomici e lancia missili

minuteman-usaFino a ieri pensavamo che l’unico pericolo nucleare fosse legato alle centrali che dovranno produrre energia nel nostro paese, e pensavamo perciò che la paura delle bombe atomiche e delle radiazioni distruttive fosse legata ormai a un passato quasi preistorico, a quel ventesimo secolo in cui in un clima fosco le due superpotenze del pianeta, USA e l’Unione Sovietica (URSS), si fronteggiavano puntandosi reciprocamente i rispettivi missili. Allora il mondo viveva un giorno sì e uno no con il fiato sospeso e la produzione letteraria e cinematografica si sbizzarriva con storie legate a questa paura.  Tutto questo, finché non è arrivata la distensione, la perestrojka di Gorbaciov, il crollo dell’Unione Sovietica e la fine della guerra fredda. A quel punto, era sembrato che il pericolo nucleare fosse passato, o comunque si fosse nettamente ridimensionato.
Cosa ovviamente non vera. Con il crollo dell’URSS è crollata anche l’ideologia comunista e la morsa del regime di Mosca; molti degli ufficiali militari, del kgb e degli scienziati che seguivano il programma nucleare sovietico, in un momento di completo disfacimento e caos economico e istituzionale, avevano ben pensato di vendere segreti e tecnologia nucleare ai quei paesi disposti a pagare buoni prezzi pur di ottenere un’arma di ricatto contro il mondo e contro i paesi nemici. E così ecco che Pakistan, Corea del Nord, persino India e ovviamente Iran hanno fatto la fila al supermercato ex-sovietico.
E oggi se ne vedono i risultati. Pakistan e India si fronteggiano con la reciproca minaccia di bombardarsi con armi nucleari, alla faccia degli insegnamenti di Gandhi. L’Iran, pur di riaffermare il proprio regime e di imporlo al mondo, opprimendo il popolo iraniano (a proposito, a qualche settimana dalle elezioni, il governo ha chiuso Facebook per impedire il dibattito politico. Potenza dei regimi teocratici!), non esita a proseguire il suo programma di armamento, nascosto sotto le spoglie di un finto programma energetico. E poi la Corea del Nord, il paese ostaggio di in un regime comunista di carattere ereditario, tanto che per questa strana nazione si potrebbe persino parlare di monarchia comunista (un po’ come quella castrista, ma forse più rigida), sperimenta tranquillamente i suoi armamenti atomici, mostrando i muscoli alle grandi potenze vicine e lontane e suggerendo implicitamente che qualsiasi negoziato che la vede coinvolta dovrà essere svolto alla pari. In parole povere, la Corea del Nord con queste dimostrazioni vuole poter dettare le sue condizioni al mondo.
Ma soffermiamoci sulla Corea del Nord, visto che è il caso più recente. Ebbene dinanzi al pericolo di Pyongyang che fanno le potenze mondiali? Be’, partiamo subito con la Cina, il primo partner commerciale della Corea del Nord. La Cina ufficialmente si è opposta al programma nucleare nordcoreano, ma  questo non significa affatto che ufficiosamente non l’appoggi o comunque lo contrasti. In effetti, a ben vedere, la Corea è esclusa da tutti i circuiti commerciali internazionali, per cui la domanda è questa: da dove prende le proprie tecnologie nucleari se nessuno gliele fornisce? Ovviamente c’è il mercato nero e ci sono i centri di ricerca, ma certe armi necessitano di uno sviluppo di anni e anni. Dal che si può tranquillamente presumere che non tutta la farina radioattiva provenga dal suo sacco. Anzi, è quasi probabile che questa farina sia per il 90% straniera.
Passando all’Iran, l’unica cosa significativa che si può dire è che il regime iraniano non nemico della Corea del Nord. In effetti gli iraniani hanno assistito agli esperimenti nordcoreani; il che potrebbe suggerire persino uno scambio di informazioni e tecnologie a totale conferma che i sospetti sul regime di Teheran non sono poi così peregrini come qualcuno invece afferma.
Gli USA… be’ gli USA stanno un po’ a guardare. Barack Obama finora ha solo rilasciato moniti di circostanza, ma ancora non si è capito bene quale sia la posizione degli Stati Uniti. Se prevarrà la solita politica americana, è probabile che Pyongyang ritornerà a più miti consigli, altrimenti se preverrà il buonismo barackiano, che tanto piace alle sinistre italiane, allora aspettiamoci un’escalation militare della Corea del Nord.
Per quanto riguarda la Russia, è duro ammetterlo, ma la Russia è ancora in una situazione di completa debolezza politica ed economica. A distanza di quasi due decenni dalla caduta dell’impero sovietico, la Russia paga ancora settantacinque anni di regime comunista, perciò anche su questo versante non è assolutamente escluso che molta della tecnologia nucleare nordcoreana provenga proprio dalla Russia di Putin e Medvev. I traffici illegali di tecnologia sovietica sono ancora molto floridi nel mondo.
Infine, riferendomi all’Europa, be’… l’Europa – è noto – non ha una posizione ufficiale, e questa è la sua più grave debolezza. Ogni paese europeo segue la politica estera che più gli aggrada che non sempre coincide con quella degli altri paesi partner. Questa linea spesso ha portato a divisioni e incomprensioni che indeboliscono il vecchio continente dinanzi al resto del mondo e a quesi paesi che sfruttano appieno questa debolezza per riaffermare con forza i loro regimi assolutistici, siano questi fondati sull’ideologia comunista o sull”estremismo islamico. Quel che è certo è che l’Europa (con gli USA) sono forse gli unici paesi che non spargono la loro tecnologia nucleare su mezzo mondo, almeno ufficialmente…
Comunque sia, a me pare che la situazione, negli ultimi anni, sia notevolmente peggiorata, anche per un inesorabile declino del ruolo delle Nazioni Unite, piuttosto preoccupate di fare la voce grossa contro i paesi democratici, forse perché più facili da redarguire, anziché fare il loro lavoro nei punti a rischio. Si prenda a esempio la Birmania, ma anche la Corea del Nord, l’Iran e tutta quella costellazione vergognosa di dittature piccole e grandi che attanagliano in una morsa quasi mortale i paesi del terzo mondo. In un simile contesto, la proliferazione incontrollata di armi atomiche trova un imprensionante terreno fertile. Forse, dovremmo iniziare non tanto ad avere paura, quanto piuttosto ad assumere un atteggiamento più duro nei confronti di quei paesi che non rispettano i diritti umani e che per una questione di potere e di riaffermazione del proprio dominio non esitano a utilizzare lo spauracchio nucleare…

Autore: Il Jester » Articoli 1411 | Commenti: 2325

Il Jester è un blog di politica, attualità, cultura e diritto online dal 2007.

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