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Il PD teorizza la patrimoniale e il ripristino dell’ICI sulla prima casa

28 gennaio 2011 | Economia, Politica | Permalink

Ovviamente si nascondono dietro la necessità di incrementare occupazione e lavoro, come se queste due entità economiche fossero avulse dal resto, e cioè dal contesto sociale che le genera. Così, ecco che la loro banalissima quanto scontatissima ricetta per incrementare (bontà loro!) l’occupazione e dunque lottare contro il precariato, è la più classica delle ricette stataliste, dirigiste e dunque comuniste: imporre una tassa sui patrimoni e sui risparmi dei cittadini italiani.
Non sono un grande esperto di economia, ma nella mia limitata conoscenza di questa materia, so per certo che simili balzelli avrebbero l’effetto diametralmente opposto a quello propagandato dalla sinistra di classe e di potere: incrementerebbero l’evasione fiscale, deprimerebbero i risparmi e gli investimenti, e in ultimo farebbero fuggire i capitali all’estero, rendendo il nostro paese poco appetibile e indubbiamente più povero ed esposto alle speculazioni internazionali.
Va da sé che senza capitali investiti e risparmiati, e senza un sistema fiscale allettante e liberale, l’economia diventerebbe asfittica e arida, e conseguentemente ne risentirebbe l’occupazione, come nei peggiori sistemi del socialismo reale. Soffrirebbero soprattutto le famiglie, le quali, tramite la patrimoniale sulla prima casa e i balzelli annessi, sarebbero disincentivate al risparmio, ma senza che vengano incrementati i consumi (i balzelli causano un generale quanto scontato aumento del costo della vita). Ma al PD, come alla sinistra comunista, fondamentalmente non frega né delle famiglie, né dell’occupazione, né del benessere economico di tutti i cittadini. Ma vediamo un po’ quali sono le trovate degli economisti e dei fiscalisti del Partito Democratico.
La fissa è sempre la stessa: la casa degli italiani. Sentite un po’ cosa propongono quelli del PD a proposito della loro casa. Ebbene, secondo i «compagni», sarebbe ottimo introdurre nel nostro sistema fiscale il cosiddetto «modello francese» che prevede due – dico due! – contributi fiscali (li chiamerei «draculini») collegati al valore patrimoniale di mercato dell’immobile interessato che dovesse essere locato. Il primo sarebbe imposto a carico del proprietario, e il secondo a carico dell’inquilino.
Ma al Partito Democratico non basta questa già oppressiva tassa. Ecco allora che ripropone il recupero – ahi noi! – dell’ICI sulla prima casa, sulla quale non necessariamente dovrebbe esservi esenzione. Così, i poveracci che hanno solo la casa in cui vivono, e magari hanno un lavoro precario, debbono comunque pagare l’ICI per finanziare gli enti locali, Comune compreso che non eroga servizi, ma solo disservizi.
Non paghi di questo, i nostri post-comunisti della stramba perequazione fiscale, pensano poi a una carbon tax, e cioè una tassa sull’ambiente da imporre attraverso complicati calcoli che qui vi risparmio. Ovviamente non manca l’incremento della tassa sulla circolazione dei veicoli, la quale dovrà tener conto – udite!, udite! – dell’usura del manto stradale e dello spazio occupato dall’autoveicolo. Tanto perché ci venga complicata la vita.
Comunque aspettate. Non è finita (vi sarebbe piaciuto!). Vi dicevo più su della famigerata patrimoniale. Ecco che per i guru del PD sarebbe opportuno imporre una tassa sui patrimoni superiori ai 790 mila euro, il cui effetto benefico per gli italiani sarebbe davvero risibile, posto che i patrimoni che superano tal cifra sono davvero pochi nel nostro paese, e comunque non certo sufficienti a sostenere neanche un cinquantesimo della spesa pubblica. Ma la propaganda – si sa – è propaganda. Ed è indubbiamente propaganda se si pensa all’altra grande trovata di Visco & C.: l’aumento della ritenuta fiscale sugli investimenti, che passerebbe per i nostri dotti economisti della domenica dal 12,50% al 20%, con tanti saluti agli investimenti e al piccolo risparmio, di fatto azzerato.
Io mi chiedo: ma come è possibile che ci sia gente che voti questi personaggi e un partito rimasto ancorato alle ricette economiche tratte direttamente da Il Capitale? Come è possibile che nel ventunesimo secolo esistano partiti politici che ottengono (fortunatamente poco) consenso con simili assurdità di politica economica? E questo sarebbe il partito dei moralmente superiori? Degli intellettuali e dei difensori delle categorie deboli? Viva Tremonti!

Autore: Il Jester » Articoli 1411 | Commenti: 2325

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